Dolci Natalizi Calabresi: Un Viaggio tra Tradizione e Sapori Autentici

La Calabria, terra di sapori intensi e tradizioni radicate, celebra il Natale con una varietà di dolci unici, espressione di una cultura contadina ricca di influenze greche, arabe e spagnole. Questi dolci, preparati con ingredienti semplici e genuini, rappresentano un vero e proprio viaggio nel cuore della regione, un'esperienza sensoriale che evoca ricordi d'infanzia e atmosfere familiari. Indubbiamente, nei dolci natalizi calabresi i protagonisti sono l'uvetta, i fichi, la frutta secca, gli agrumi, il vino cotto e il miele.

Ingredienti Chiave della Tradizione Dolciaria Calabrese

I dolci natalizi calabresi si distinguono per l'utilizzo di ingredienti semplici e naturali, che riflettono la ricchezza del territorio e la sapienza delle mani che li trasformano in prelibatezze. Tra gli ingredienti principali troviamo:

  • Uvetta, Fichi e Frutta Secca: Immancabili nei ripieni e nelle decorazioni, conferiscono ai dolci un sapore intenso e una consistenza piacevolmente croccante.
  • Agrumi: Arance, limoni e mandarini, con la loro scorza profumata, donano freschezza e vivacità ai dolci, creando un equilibrio perfetto con la dolcezza degli altri ingredienti.
  • Vino Cotto: Un ingrediente tradizionale, ottenuto dalla lenta cottura del mosto d'uva, che conferisce ai dolci un sapore caramellato e un profumo inconfondibile.
  • Miele: Utilizzato come dolcificante naturale, il miele millefiori esalta i sapori degli altri ingredienti e contribuisce a creare una consistenza morbida e vellutata.

Variazioni Locali e Segreti di Famiglia

Come ogni piatto tipico, anche le ricette dei dolci natalizi calabresi variano leggermente da paese a paese e di famiglia in famiglia. Ogni famiglia custodisce gelosamente i propri segreti e le proprie varianti, tramandando di generazione in generazione un patrimonio di sapori e tradizioni.

I Dolci Natalizi Calabresi più Iconici

Sulle tavole delle feste di Natale in Calabria non possono mancare alcuni dolci iconici, simboli di una tradizione secolare:

Mostaccioli: Un Classico della Festa

Dai matrimoni ai battesimi fino al Natale, i mostaccioli in Calabria sono da sempre sinonimo di festa. Realizzati con ingredienti semplici, sono famosi per la loro consistenza dura e perché si conservano a lungo.

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Ingredienti:

  • 500 g di farina 00
  • 500 g di miele millefiori
  • 10 g di lievito in polvere per dolci
  • 3 tuorli d'uovo

Procedimento:

  1. Setacciare la farina in una ciotola, aggiungere il lievito, i tuorli e una parte del miele.
  2. Amalgamare gli ingredienti, aggiungere la restante parte di miele e impastare il tutto.
  3. Trasferire la massa su una spianatoia, dividerla in parti uguali di circa 100 grammi ciascuna e modellare a filoncino o secondo la forma preferita.
  4. Disporre i mostaccioli su una leccarda ricoperta con carta da forno e infornare a 180° per 35-40 minuti.
  5. Una volta sfornati, spennellarli ancora caldi con il miele e decorarli con dei confettini colorati.

A Soriano Calabro, Natale è il momento del mostacciolo calabrese, un dolce straordinariamente semplice (farina, miele e aromi) eppure incredibilmente scenografico per le forme che mani sapienti gli conferiscono, plasmandolo prima di infornarlo.

Petrali: Mezzelune di Pasta Frolla con Ripieno Ricco

A Reggio Calabria a Natale non possono proprio mancare: sono i petrali, piccole mezzelune di pasta frolla con un dolce ripieno a base di frutta secca. Assumono nomi diversi in base alla zona: sull’Ionio si chiamano infatti sammartini mentre nell’Area Grecanica si chiamano pretali.

Ingredienti:

  • Per l'impasto:
    • 500 g di farina
    • 3 uova
    • 200 g di zucchero
    • 100 g di burro
    • ½ bustina di lievito
    • ½ bustina di vaniglia
    • scorza grattugiata di un limone
  • Per il ripieno (da preparare con due giorni di anticipo):
    • 250 g di fichi secchi
    • 140 g di mandorle
    • 100 g di noci
    • 100 g di uvetta
    • cannella
    • la buccia di una arancia e di un mandarino
    • caffè
    • vino cotto
    • 2 cucchiai di cacao amaro
  • Per la decorazione:
    • un uovo
    • zuccherini colorati

Procedimento:

  1. Su una spianatoia fare una fontana con la farina setacciata con il lievito. Al centro mettere le uova, iniziare a mescolare e aggiungere man mano lo zucchero, la vaniglia e la scorza grattugiata del limone.
  2. Amalgamare il tutto fino a formare un impasto omogeneo, avvolgerlo con la pellicola e lasciarlo riposare in frigorifero per mezz'ora.
  3. Nel frattempo tagliuzzare i fichi, metterli in una ciotola, versare una tazzina di caffè zuccherato, il vino cotto e lasciarli ammorbidire.
  4. Tritare anche le noci, le mandorle, la buccia di arancia e quella di mandarino. A questo trito unire anche l’uvetta, un pizzico di cannella e il cacao amaro. Mescolare e lasciare riposare in frigorifero.
  5. Su una spianatoia stendere una sottile sfoglia di pasta frolla da cui ricavare dei dischi di 10 centimetri di diametro. Sulla metà di ciascuno disporre un cucchiaio di ripieno e richiudere l'altra metà.
  6. Quando tutte le mezzelune sono pronte, infornare a 180° per circa 10 minuti.
  7. Una volta sfornate, spennellare la superficie con uovo sbattuto e decorare con le palline di zucchero colorate.Una volta cotti al forno, si possono cospargere di glassa al cioccolato, oppure spennellare di tuorlo e decorare con zuccherini.

Pitta 'Mpigliata o 'Nchiusa: Spirale di Sfoglia e Sapori

Un altro dolce tipico calabrese che si prepara a Natale e a Pasqua è la pitta 'mpigliata, originaria di San Giovanni in Fiore e molto diffusa in tutta la provincia di Cosenza. In quella di Catanzaro è nota, invece, con il nome di pitta 'nchiusa. Anche in questo caso si tratta di una sfoglia farcita con un ripieno di frutta secca e miele. A seconda della forma si distingue tra pitta ‘nchiusa, se il rotolo viene chiuso, oppure pitta ‘mpigliata se viene tagliato per il lungo per mostrare il ripieno.

Ingredienti:

  • Per la pasta:
    • 500 g di farina 00
    • 2 uova
    • 100 ml di olio extra vergine di oliva
    • 100 ml di vino dolce
    • 100 ml di spremuta di arancia dolce
    • 2 cucchiai di zucchero
    • 1 bicchierino di Vermut
    • cannella
    • la buccia di un'arancia
    • 1 bustina di lievito in polvere
    • 1 pizzico di sale
  • Per il ripieno:
    • 250 g di miele
    • 200 g di gherigli di noci
    • 200 g di uva sultanina
    • 60 g di pinoli
    • 1 pizzico di chiodi di garofano in polvere
    • 1 di cannella
    • la scorza grattugiata di un'arancia
    • la scorza grattugiata di un limone
    • 1 bicchierino di Vermut

Procedimento:

  1. Tritare la frutta secca, unire l’uva sultanina precedentemente ammollata e strizzata, la cannella, la polvere di chiodi garofano, le scorze degli agrumi grattugiate, il liquore e lasciare macerare per un paio di giorni.
  2. Preparare la sfoglia. Setacciare la farina con il lievito, creare una fontana sulla spianatoia e mettere al centro le uova, il liquore, il vino, l’olio, un cucchiaio di zucchero, il sale, la cannella, il succo e la buccia d’arancia. Amalgamare il tutto, fino a ottenere un composto omogeneo.
  3. Con un terzo dell'impasto creare un disco e foderare il fondo della teglia (28 cm), spennellarlo con dell'olio e del miele e spolverare con un cucchiaio di zucchero.
  4. Con il resto della pasta creare delle strisce sottili non più larghe di 7 centimetri.
  5. Disporre al centro il ripieno, piegare le strisce per il lungo, facendo combaciare i due bordi ed arrotolarle su se stesse fino a ottenere delle roselline da sistemare sul disco.

Turdilli (o Crustuli o Pignolata): Dolcezze Fritte al Miele

I turdilli, noti anche come crustuli o pignolata, sono delle palline di impasto fritte, passate nel miele e decorate con codette di zucchero colorate. Ricordano gli struffoli napoletani. Detti anche “cannaricoli”, sono tradizionalmente privi di uova, e preparati con sola farina e mosto cotto. Di solito si mangiavano sul finire della cena della Vigilia, generalmente composta da piatti più semplici.

Preparazione: 40 min.Cottura: 40 min.

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  1. In un pentolino versare l’olio di semi, il Vermouth, le scorze degli agrumi grattugiate e scaldarlo fino a portarlo a bollore.
  2. In una ciotola setacciare la farina assieme alla cannella e allo zucchero.
  3. Prendere un po’ di impasto, stenderlo sul piano con le mani e formare dei salsicciotti del diametro di circa 2,5 cm, tagliare con un coltello o un tarocco dei gnocchetti della lunghezza di 3 cm.
  4. Formare dei gnocchetti rigati con un ricciolo cavo interno.
  5. Friggere fino a doratura.
  6. Nel frattempo, in una pentola capiente fare scaldare il miele di fichi (o in sua mancanza un miele di api di tuo gusto) fino a che non risulterà semi liquido, e inzuppa i turdilli nel miele.

I turdilli vanno consumati nel giro di un paio di giorni, perché non perdano la loro fragranza.

Nacatole: Ciambelle Profumate all'Anice

Tipiche della zona di Gioia del Tauro, le nacatole possono assumere forme diverse in base alle zone ma quella più diffusa è la ciambella. L’impasto, a base di farina, uova, olio e latte, ha un intenso profumo di anice e viene prima fritto e poi passato nello zucchero. Per tradizione, le nacatole si preparano una settimana prima del natale per poi servirle insieme a vini dolci tipici della zona. Nella Locride e in generale nella provincia di Reggio Calabria, assaggerai le nacatole, a base di farina di grano tenero, uova, olio d'oliva extravergine, latte, anice e lievito, fritte e cosparse di zucchero; si preparano a ridosso del Natale come segno beneaugurante, perché naca in dialetto significa culla e si fa riferimento alla culla di Gesù Bambino. Un nome che si riferisce a diversi formati di dolci, caratteristici soprattutto della Locride e della piana di Gioia Tauro. Lo prendono da “naca”, ovvero dalla “culla” di Gesù Bambino, della quale in qualche modo ricordano la forma. Ciambelle rotonde, oppure più allungate, che partono da farina, uova, olio e latte, con aggiunta di vino rosso oppure liquore agli agrumi.

Susumelle: Biscotti Speziati al Cioccolato

Ultime ma non certo meno importanti sono le susumelle, il dolce che più di tutti unisce la tradizione calabra in tema di ricette natalizie. Si trovano sia di forma ovale che a rombo e hanno un intenso sapore speziato reso ancora più goloso dalla copertura a base di cioccolato del biscotto. Pasqua è anche il periodo delle susumelle, simili ai mostaccioli, differiscono però per la loro consistenza morbida.

Altri Dolci Natalizi Calabresi da Scoprire

Oltre ai dolci più iconici, la Calabria offre una varietà di altre specialità natalizie da scoprire:

  • Torrone: Preparati con mandorle, noci e nocciole locali, i torroni calabresi variano soprattutto nella consistenza. I più celebri sono quelli di Bagnara Calabra.
  • Crocette o Crucitti: Tipiche della provincia di Cosenza, sono a base di fichi secchi aperti e incrociati, cannella, miele e noci, arricchiti spesso con scorze di agrumi. Vengono cotti al forno e ricoperti di cioccolato o miele di fichi.
  • Scalille: Fritti e glassati con il miele di fico o con il cioccolato fondente.
  • Giurgiulena (o Giuggiulena): Un croccante a base di semi di sesamo e miele, formato in uno strato consistente e poi lasciato solidificare a lungo.
  • Bocconotti o Bucconotti: Gusci di pasta frolla rigorosamente preparata con lo strutto e ripieni di marmellata, mostarda, cioccolato. Vengono preparati durante tutto l'anno.
  • Chiacchiere: Sfoglie sottili ricoperte di zucchero a velo, preparate con ingredienti semplici come acqua, farina, uova e latte.

Un Viaggio di Sapori da Vivere in Prima Persona

Sperare di riprodurre fedelmente questi dolci seguendo i ricettari sul web è quasi impossibile. Per apprezzare appieno la loro autenticità e il loro sapore unico, è necessario venire ad assaggiarli in Calabria, dove ogni dolce racconta una storia e ogni boccone è un'emozione.

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