Chef a Domicilio: Requisiti, Competenze e Aspetti Fiscali per Avviare l'Attività

Lo chef a domicilio rappresenta una professione in crescita, un modo innovativo di offrire esperienze gastronomiche personalizzate direttamente a casa dei clienti. Questa figura si distingue per la capacità di collaborare strettamente con il cliente, definendo ogni dettaglio del pasto, dal menù alla presentazione, tenendo conto di gusti personali, intolleranze e preferenze alimentari. Grazie alla sua creatività e competenza, è in grado di realizzare piatti originali che sorprendono e conquistano gli ospiti.

Cosa Fa Uno Chef a Domicilio?

Lo chef a domicilio è un professionista della ristorazione che prepara piatti direttamente nella cucina del cliente, offrendo un servizio altamente personalizzato e diverso dal catering tradizionale. Scendendo nel dettaglio, lo chef a domicilio si occupa di preparare una cena, o un pranzo a seconda della richiesta, direttamente presso l’abitazione del cliente. Il cuoco sarà responsabile della spesa, che porterà lui stesso, e del menù. E soprattutto: sarà, nella maggior parte dei casi, da solo.

Nello specifico, uno chef a domicilio:

  • Cucina piatti per le occasioni in cui è chiamato a lavorare.
  • Organizza l’intero menù.
  • Mantiene viva la sua passione e si allena per migliorare la sua preparazione.
  • Tiene direttamente i contatti con il cliente e si accorda su giorno, orario e menù.
  • Prepara un preventivo personalizzato per il servizio.
  • Si accerta che il cliente abbia a disposizione tutta l’attrezzatura necessaria in cucina.
  • Fa la spesa, se il cliente decide di non occuparsene personalmente.
  • Si prende cura del servizio al tavolo.
  • Riordina la cucina.

I Clienti di Uno Chef a Domicilio

I clienti di uno chef a domicilio possono essere:

  • Singoli privati: persone che decidono di godersi la compagnia degli ospiti o di festeggiare un’occasione particolare in intimità, come un anniversario di matrimonio o il compleanno del proprio partner con una cena a lume di candela.
  • Privati per feste: feste di laurea, di addio al celibato o al nubilato, feste di compleanno, per molti invitati a casa.
  • Organizzatori di eventi: nelle location per eventi sarai chiamato a cucinare per pranzi di lavoro, meeting, congressi, workshop, ma anche matrimoni con tanti presenti.

Requisiti Necessari per Diventare Chef a Domicilio

Diventare chef a domicilio richiede competenze culinarie, ma anche il rispetto di specifici requisiti normativi. Per intraprendere questa carriera, è fondamentale:

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  1. Formazione: Non basta avere la passione per la cucina per diventare un cuoco a domicilio professionista. È quindi necessario seguire almeno i tre anni iniziali di Istituto Alberghiero. Trascorsi i quali potrai acquisire la qualifica di operatore di cucina di servizi di sala e di bar oppure di operatore di ricevimento. Mentre nel biennio successivo andrai a specializzarti e conseguire il diploma da Tecnico dei Servizi di Ristorazione. E’ poi altresì possibile avviare l’attività anche seguendo percorsi formativi alternativi a quello della scuola alberghiera. Inoltre, sono anche disponibili numerosi corsi online.
  2. Competenze: Devi aver cucinato in ristoranti o attività del settore della somministrazione di bevande e alimenti.
  3. HACCP: Partecipare al corso per alimentaristi nella Asl del tuo territorio per la conoscenza di tutte le norme igienico-sanitarie. Come requisiti per l’apertura è necessario avere il corso HACCP come alimentarista. Non c’è una specifica disciplina in materia, ma trattando alimenti è bene avere il corso, anche se non farà iscrizione in Camera di Commercio.
  4. Partita IVA: Aprire la Partita Iva come libero professionista con l’aiuto di un commercialista. Se l’attività di cuoco a domicilio è svolta in modo professionale, continuativo e non occasionale è obbligatorio aprire la Partita Iva.
  5. Iscrizione alla Camera di Commercio: Iscriverti alla Camera di Commercio. Le indichiamo che la Camera di Commercio accetta l’iscrizione solamente se l’attività è svolta in forma d’impresa, ovvero come servizi di chef a domicilio; se non è organizzata in forma d’impresa, può aprire la Partita Iva solo come professionista all’Agenzia delle Entrate.
  6. Codice ATECO: Ottenere un codice Ateco per chef a domicilio, ovvero il codice che identifica la tua attività economica.

Codice ATECO per Chef a Domicilio

La scelta del codice ATECO corretto rappresenta un passaggio cruciale che influenza regime fiscale, contributi previdenziali e possibilità di accesso a incentivi.

  • Il codice ATECO 56.21.00 “Catering per eventi e banqueting” risulta il più utilizzato quando l’attività prevede anche la fornitura degli ingredienti e un servizio strutturato. Il codice ATECO proprio dello chef a domicilio è il 56.21.00 “catering per eventi, banqueting”.
  • In alternativa, il codice ATECO 96.09.09 “Altri servizi per la persona” può essere scelto quando prevale l’aspetto consulenziale e formativo, come nel caso di chef che offrono anche corsi di cucina personalizzati. Per lo chef a domicilio, il codice Ateco corretto è il 96.09.09 - “attività di servizi per la persona nca”

La scelta tra i due codici deve essere ponderata attentamente con il proprio commercialista, considerando il mix di servizi offerti e la strategia di sviluppo aziendale prevista.

Aspetti Fiscali e Regime Forfettario

Un altro passo fondamentale è la scelta del regime fiscale che si intende adottare, ossia l’insieme degli adempimenti fiscali e contabili richiesti per la corretta gestione dell’attività. Lo chef a domicilio che apre una partita Iva deve scegliere sin da subito quale regime fiscale adottare: regime forfettario, regime ordinario in contabilità semplificata o contabilità ordinaria. Se si è in possesso di tutti i requisiti (primo fra tutti un ricavo non superiore ai 65mila €), il regime forfettario è sicuramente il più conveniente. A partire dal primo gennaio 2019, i requisiti per accedere al Forfettario sono ancora più convenienti. Infatti, basterà non eccedere i 65.000 euro di ricavi per beneficiare della Flat Tax al 15% o al 5% (per i soli primi 5 anni di attività).

Il regime forfettario introdotto dalla Legge n. 190/2014 e modificato dalla Legge di Bilancio 2025 rappresenta la scelta fiscale ottimale per la maggioranza degli chef a domicilio.

Vantaggi del Regime Forfettario

I vantaggi fiscali di questo regime fiscale sono particolarmente significativi per chi inizia l’attività:

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  • L’aliquota sostitutiva del 5% per i primi cinque anni (che sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP) permette un risparmio fiscale che può superare i 15.000 euro annui rispetto al regime ordinario.
  • Dal punto di vista contabile, il regime forfettario prevede semplificazioni sostanziali: esonero dalla tenuta delle scritture contabili, dall’applicazione dell’IVA in fattura, dagli obblighi di fatturazione elettronica verso privati.
  • Il calcolo del reddito imponibile avviene applicando il coefficiente di redditività del 40% sui ricavi (per il codice ATECO 56.21.00). Viene considerata una percentuale forfettaria del 60% per le spese sostenute per l’attività.

Adempimenti Burocratici

La prima fase consiste nella presentazione del modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate, da effettuarsi entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. Il modulo può essere presentato telematicamente tramite il portale “Fatture e Corrispettivi” con SPID o CIE, oppure attraverso un intermediario abilitato.Contestualmente all’apertura della partita IVA, occorre procedere con l’iscrizione alla Gestione Separata INPS tramite il modello telematico disponibile sul portale INPS. Poiché la figura dello chef a domicilio non ha nessuna cassa a cui fare riferimento, è necessario che si iscriva alla Gestione Separata INPS per risultare in regola dal punto di vista fiscale.

La Comunicazione Unica al Registro Imprese presso la Camera di Commercio competente rappresenta il terzo adempimento fondamentale.

Imposta e Contributi nel Regime Forfettario

Se si iscriverà in Camera di Commercio verserà i contributi alla Gestione artigiani e commercianti Inps secondo questo schema:

  • per il reddito compreso tra 0 euro e 18.555 euro: verserà contributi fissi di circa 4.460,64 euro;
  • superato il reddito minimale di 18.555 euro: oltre ai contributi fissi, li verserà anche in percentuale al 24% circa.

Se adotterà il forfettario, in quanto iscritto alla Gestione artigiani e commercianti Inps, potrà beneficiare della riduzione del 35% dei contributi.

Se si inquadrerà come libero professionista verserà i contributi alla Gestione Separata Inps al 26,07%.

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Adottando il forfettario, oltre ai contributi, verserà anche l’imposta sostitutiva al 15% o al 5% per i primi 5 anni di attività.

Autorizzazioni Sanitarie

La questione delle autorizzazioni sanitarie per lo chef a domicilio presenta peculiarità specifiche che lo distinguono dalle attività di ristorazione tradizionale. Quando l’attività si svolge esclusivamente presso il domicilio del cliente utilizzando le sue attrezzature e ingredienti, generalmente non è richiesta la SCIA sanitaria né l’attestato HACCP per il luogo di preparazione.

La situazione cambia se lo chef acquista e trasporta gli ingredienti. In questo caso, diventa necessaria la notifica sanitaria all’ASL competente tramite SCIA, con indicazione dei mezzi di trasporto utilizzati e delle modalità di conservazione degli alimenti. Per attività che prevedono la preparazione parziale in laboratorio proprio (ad esempio, salse o preparazioni base), diventa obbligatoria la disponibilità di un laboratorio a norma con requisiti strutturali specifici: pavimenti lavabili, pareti piastrellate fino a 2 metri, sistemi di aerazione, servizi igienici separati.

Costi Iniziali

L’investimento iniziale per avviare l’attività di chef a domicilio risulta significativamente contenuto rispetto ad altre attività nel settore ristorazione. I costi amministrativi iniziali comprendono l’apertura della partita IVA (gratuita se effettuata in autonomia, 150-300 euro con commercialista), l’iscrizione alla Camera di Commercio (100-150 euro), il corso HACCP (50-100 euro) e l’eventuale SCIA sanitaria (marca da bollo 16 euro più eventuali diritti ASL variabili per regione). L’attrezzatura professionale rappresenta un investimento variabile in base al livello di servizio offerto.

Pianificazione Fiscale Strategica

La pianificazione fiscale strategica può generare risparmi significativi e ottimizzare il carico tributario complessivo. Una strategia efficace prevede la concentrazione degli investimenti nei primi cinque anni di attività, quando l’aliquota è al 5%. Gli acquisti di attrezzature, formazione professionale e sviluppo del brand in questo periodo beneficiano di fatto di una tassazione ridotta.

La gestione ottimale dei ricavi vicino alla soglia degli 85.000 euro richiede particolare attenzione. Superare anche di poco questo limite comporta l’uscita dal regime forfettario dall’anno successivo, con conseguente aumento del carico fiscale e degli adempimenti. Per chi prevede una crescita oltre la soglia forfettaria, la costituzione di una SRL semplificata o ordinaria può risultare vantaggiosa.

I contributi previdenziali versati alla Gestione Separata INPS sono integralmente deducibili dal reddito, riducendo la base imponibile. La fatturazione deve avvenire con numerazione progressiva annuale, indicando la dicitura “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014 - Regime forfettario“. Non si applica IVA né ritenuta d’acconto. La conservazione documentale richiede l’archiviazione di tutte le fatture emesse e ricevute per 10 anni.

Copertura Assicurativa

La copertura assicurativa adeguata rappresenta un elemento fondamentale per la protezione patrimoniale dello chef a domicilio. La polizza RC professionale deve coprire danni a terzi derivanti dall’attività lavorativa, inclusi danni da intossicazione alimentare, allergie non dichiarate, danni a proprietà del cliente durante il servizio. La tutela del patrimonio personale può beneficiare della costituzione di un fondo patrimoniale o trust familiare per segregare asset personali dai rischi d’impresa.

Promozione e Marketing

Il marketing è l’anima di ogni impresa di successo, e questo vale anche per gli chef a domicilio. Riuscire a raggiungere un pubblico ampio è fondamentale non solo per acquisire nuovi clienti, ma anche per costruire un’identità riconoscibile e fidelizzare il pubblico che ha già sperimentato il servizio. Una promozione ben studiata, inoltre, permette di creare un legame emotivo con il cliente, particolarmente importante in un’esperienza culinaria che coinvolge i sensi e le emozioni.

  • Social Media: Le piattaforme social sono uno strumento indispensabile per gli chef a domicilio. Il video marketing è particolarmente efficace per raccontare storie e connettersi con il pubblico. I video, infatti, coinvolgono, emozionano e creano connessioni.
  • Passaparola e Referral Marketing: Il passaparola ancora oggi continua a essere una delle leve promozionali più efficaci. Il referral marketing sfrutta questa dinamica naturale, trasformandola in una strategia strutturata attraverso programmi dedicati. Offrire vantaggi concreti, come sconti o bonus, sia a chi consiglia il servizio sia a chi lo prova per la prima volta, può contribuire in modo significativo all’ampliamento della clientela.
  • Branding: Avere un’identità chiara è fondamentale per distinguersi. Dalla scelta della nicchia culinaria al tono della comunicazione, ogni dettaglio deve riflettere la personalità e i valori dello chef.
  • Content Marketing: Il Content marketing è una strategia efficace per aumentare la visibilità e costruire autorevolezza nel settore culinario. Attraverso blog, articoli di settore o rubriche tematiche, è possibile condividere conoscenze su nuove tendenze, tecniche di cucina e suggerimenti pratici.
  • Eventi: Organizzare showcooking, cene tematiche o corsi di cucina offre un’occasione concreta per farsi conoscere.
  • Sito Web: Aprire un sito internet: puoi facilmente pubblicarne uno da solo e gratis con una piattaforma come Wix.com o anche curare un blog personale con foto, articoli e i tuoi contatti. Puoi aprirlo su WordPress, è facilissimo!

Quanto Guadagna Uno Chef a Domicilio?

Lo chef a domicilio può guadagnare tra i 30 e i 50 euro l’ora, ma per gli eventi più elaborati il prezzo può andare dai 30 ai 150 euro a persona. In genere uno chef o capocuoco arriva a guadagnare dai 3.000 ai 7.000 euro al mese.

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