Colussi: Una Storia di Famiglia e Biscotti, Dalle Alpi a Tavole Italiane

Il gruppo Colussi rappresenta oggi un esempio di "quinto capitalismo": un'azienda media italiana, proiettata verso un mercato globale, internazionalizzata tramite investimenti diretti all'estero, joint ventures e acquisizioni. Pur mantenendo un controllo familiare di terza/quarta generazione, l'azienda è fortemente managerializzata e impegnata nella Ricerca e Sviluppo. La storia di Colussi è un viaggio attraverso generazioni, dalla Val di Zoldo a Venezia, fino all'affermazione come gruppo alimentare di rilievo nazionale e internazionale.

Radici Venete: Origini e Tradizioni di una Famiglia di Fornai

L'etimologia del cognome "Colussi" rimanda a un derivato del nome Nicola, forse un vezzeggiativo, "Nicolus". La famiglia Colussi, o meglio, la rete di famiglie collegate, ha origine in una piccola località della Val di Zoldo, nel Cadore, in provincia di Belluno. A partire dal XVII secolo, si stabilì una catena migratoria verso Venezia, dove l'Arte dei fornai e dei panettieri impiegava maestranze provenienti dai territori alpini: garzoni, lavoranti, venditori ambulanti reclutati per lavorare in laguna per molti mesi all'anno. Venezia, nel Seicento, era già una città con oltre 100.000 abitanti, caratterizzata da una vivace attività commerciale e manifatture di trasformazione. L'Arte dei fornai era una delle più importanti, specializzandosi nella vendita del pane, nella cottura dei biscotti e di altri prodotti tipici.

Giacomo Niccolò Colussi, nato nel 1791, è considerato il capostipite di un'attività più solida e continuativa, divenendo titolare di un'importante bottega di fornaio e di un'attività artigianale nel campo del biscotto. L'attività compì un passo in avanti importante con l'avvento del Regno d'Italia, ma in questo periodo i Colussi rimasero impiantati sia a Venezia che nella Val Zoldana. Uno di loro, infatti, fu sindaco nel 1876 nella zona di Zoldo Alto. La dinastia, intanto, aveva accumulato un certo numero di proprietà anche fuori di Venezia: le botteghe si moltiplicarono e la gamma della produzione si ampliava. Oltre a produrre pane di ogni tipo e qualità, ci si concentrava sui biscotti, le ciambelle e gli amaretti per accontentare un pubblico che a Venezia si faceva via via più vario ed esigente, grazie all'afflusso di turisti da tutta Europa, ma anche alla domanda di enti come la Marina Militare, i conventi e gli ospedali, oltre alla popolazione locale.

Analizzando le guide commerciali veneziane, si scopre che a metà degli anni '80 dell'Ottocento i Colussi Manéta (uno dei rami della dinastia) avevano realizzato una catena familiare di forni e panifici tra le più importanti della laguna. All'inizio del Novecento, in piena Belle Époque, la loro presenza si consolidò ulteriormente fino a farli diventare un nome di spicco non solo nella panificazione, ma anche nella pasticceria, per la bontà dei tantissimi tipi di biscotti prodotti e in primis il baìcolo, un biscottino da tè della più antica tradizione veneziana.

L'Era dell'Industrializzazione: Da Venezia a Padova

Nel XX secolo si aprì la sfida dell'industrializzazione. Il primo a intraprenderla fu Vittorio Colussi (1878-1960), discendente del capostipite Giacomo, che inaugurò un biscottificio nel 1906 e nel 1913 lo trasferì a Padova, aprendo una fabbrica moderna vicino alla stazione ferroviaria. Si acquistarono macchinari di fabbricazione tedesca e si cominciò a impostare una linea produttiva razionale; la cottura veniva effettuata non a legna ma a carbone. L'azienda di Vittorio Colussi proseguì con successo per alcuni decenni, subendo un arresto durante la seconda guerra mondiale per la distruzione della fabbrica di Padova da parte delle bombe degli alleati. Tuttavia, si riorganizzò subito dopo, procedendo anche a un'attività in altre località italiane e fuori d'Italia, compresa l'Argentina. L'attività terminò nel 1981 con l'improvvisa scomparsa di Mario Colussi, erede di Vittorio.

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Gli altri rami della famiglia inizialmente non si erano mossi da Venezia, dove, tuttavia, avevano ampliato le loro attività. L'espansione delle attività di Angelo trovò terreno favorevole tra le due guerre con l'inaugurazione di negozi e pasticcerie in varie città d'Italia a partire da Milano. Si trattava di negozi eleganti e appariscenti situati in zone di grande traffico e passeggio. Un secondo importante sviluppo fu l'acquisizione fuori da Venezia di una seconda sede produttiva a Vittorio Veneto, tale da permettere una forte espansione affidata a uno dei figli, Giacomo (1914-1999). Negli anni '30 del secolo scorso il gruppo aprì uno stabilimento in via Rizzera, in uso fino ai primi anni 2000, ancora oggi visibile a chi transita per la via nel centro vittoriese.

L'Espansione in Umbria e la Nascita del GranTurchese

La forte espansione dei mercati dei prodotti alimentari nel secondo dopoguerra trovò preparati sia la famiglia, sia le aziende e i negozi. Fu a questo punto che Giacomo, in accordo con il padre Angelo, decise di lasciare il Veneto fondando una nuova fabbrica di biscotti in Umbria, testa di ponte per raggiungere il centro-sud della penisola, dove la concorrenza era ancora debole. Il nuovo stabilimento fu costruito presso la stazione di Fontivegge a Perugia, non lontano dalla Perugina. Si acquistarono nuovi macchinari tedeschi e si arrivò a dare lavoro a 400 dipendenti effettivi e 50 stagionali. L'attività di Giacomo affiancò quindi, con buon successo, quella degli altri fratelli e del resto della famiglia, attiva soprattutto nel nord-Italia. Allo stabilimento di Perugia se ne affiancarono presto altri due, a Catania e a Napoli, mentre la Colussi Milano impiantò nel 1965 un nuovo grande stabilimento a Voghera.

Nel 1955 nacque un marchio icona della Colussi: il Turchese, poi Gran Turchese, che avrebbe avuto grande successo soprattutto negli anni del boom economico. Questo biscotto deve la sua forma a uno stampino romano, tondo e traforato, visto da Giacomo Colussi durante una visita a Pompei. La Colussi tenne comunque fede a uno dei suoi punti di forza: il marketing e la pubblicità. Basterebbe citare il successo degli spot realizzati a Carosello, che avevano come protagonista il piccolo grifone Gioele e si accompagnavano alla raccolta di figurine inserite nelle scatole dei biscotti da collezionare e incollare negli album (una strategia già seguita da Giovanni Buitoni negli anni '30). La pubblicità televisiva accompagnò la società fino ad oggi ed è stata forse l'asset vincente della Colussi Perugia, che riuscì gradualmente ad affermarsi come unico polo societario.

Il Gruppo Colussi Oggi: Un Polo Alimentare di Qualità

Nel 2000, Angelo Colussi Serravallo acquisì dai cugini la Colussi Milano, riunendo tutte le attività sotto il suo controllo e dando vita al Gruppo Colussi, che riunisce oggi anche i marchi via via acquisiti. Il gruppo, localizzato in Umbria, ha sede legale a Milano, ma la maggiore unità aziendale è a Petrignano non lontano da Assisi, uno stabilimento costruito da Giacomo Colussi nel 1962 e ampliato negli anni successivi. Il fatturato supera i 400 milioni di Euro, i dipendenti sono circa 1000. La produzione comprende biscotti, dolci, fette biscottate, pasta, riso, integratori e altri prodotti alimentari.

Negli ultimi anni la Colussi, guidata con mano ferma da Angelo Colussi Serravallo (l'ultimo è il cognome della madre), entrato in azienda nel 1976, ha proceduto all'acquisizione di molti marchi storici italiani, spesso piccole aziende con nomi prestigiosi come Misura (benessere alimentare), Sapori (dolciaria), Pepi (pasticceria), Agnesi (pasta), Parenti (cioccolato), La Suissa (cioccolato), Eurico (riso), Riso Flora, Vialetto (cioccolateria), pastificio Plin. La strategia è stata, quindi, di consolidare un polo alimentare di prodotti di qualità per ritagliarsi un segmento di medio-alto livello e, su questa base, fare fronte alle grandi multinazionali che dominano il mercato mondiale.

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Oggi il gruppo Colussi si impegna "nel diffondere un’alimentazione d’eccellenza promuovendo un modello sostenibile attraverso l’innovazione e il saper fare italiano".

"Colussi 1791. Una Ricetta di Famiglia": Un Omaggio alla Storia

La monografia "Colussi 1791. Una ricetta di famiglia", curata da Simone Marzari e Massimo Orlandini, è il frutto di più di tre anni di ricerca, che ha visto gli autori, in costante rapporto con la famiglia Colussi, impegnati nell'individuazione, nello studio e nella consultazione incrociata di molteplici fonti provenienti da archivi (pubblici, ecclesiastici, aziendali e privati), collezioni di materiali pubblicitari e di packaging da risorse, anche rare o inedite, in campo bibliografico, iconografico e filmico.

"Con questa monografia vogliamo condividere con orgoglio ed entusiasmo la lunga e affascinante scoperta delle origini della nostra famiglia, svelando una storia che risale a più di tre secoli fa", afferma Angelo Colussi Serravallo, Presidente Colussi Spa. "Abbiamo percorso questo itinerario, lungo e appassionante, spinti da una motivazione forte: dare merito alle generazioni che ci hanno preceduto. Il segreto della longevità della nostra azienda risiede nell’efficace lavoro di tutte le persone coinvolte in ogni fase della nostra storia. Il nostro passato ci serve da guida preziosa per il presente e da fonte di ispirazione per il futuro, per continuare ad evolverci nella ricerca dell’eccellenza mantenendo vivi i valori di un tempo: la qualità, l’autenticità, l’innovazione e la sostenibilità".

Il volume è un libro di ricerca scientifica che racconta tutta la storia dell’azienda, da quel movimento migratorio del 600 ad oggi e vuole essere un omaggio agli antenati, che si sono dimostrati resilienti, intraprendenti, con capacità di adattamento a contesti diversi e di innovazione”. L’opera passa in rassegna la lunga e appassionata storia della famiglia Colussi, che da oltre due secoli è protagonista del settore alimentare del nostro Paese e non solo.

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