Clindamicina Sciroppo per Bambini: Indicazioni, Utilizzo e Avvertenze

La clindamicina è un antibiotico appartenente alla classe delle lincosamidi, utilizzato per trattare diverse infezioni batteriche. In questo articolo, esploreremo le indicazioni, le modalità d'uso e le avvertenze relative all'utilizzo dello sciroppo di clindamicina nei bambini.

Indicazioni Terapeutiche della Clindamicina

La clindamicina è indicata nel trattamento di diverse infezioni, tra cui:

  • Infezioni gravi sostenute da germi anaerobi sensibili: La clindamicina è efficace contro batteri anaerobi, che prosperano in ambienti privi di ossigeno.
  • Infezioni sostenute da stafilococchi, streptococchi e pneumococchi: Questi batteri sono responsabili di molte infezioni comuni, come infezioni della pelle, polmonite e infezioni delle vie respiratorie superiori.
  • Infezioni ginecologiche e pelviche acute da Chlamydia trachomatis: La clindamicina può essere utilizzata come alternativa quando le tetracicline sono controindicate.
  • Infezioni da stafilococchi resistenti ad altri antibiotici: In alcuni casi, la clindamicina può essere efficace contro ceppi di stafilococchi resistenti ad altri antibiotici.
  • Infezioni opportunistiche da Toxoplasma gondii e Pneumocystis jiroveci in pazienti immunocompromessi: La clindamicina può essere utilizzata nel trattamento di queste infezioni in pazienti con sistema immunitario indebolito.

Modalità di Somministrazione e Dosaggio

La posologia e la via di somministrazione della clindamicina devono essere determinate in base alla gravità dell'infezione, alle condizioni del paziente e alla sensibilità del microrganismo responsabile.

Posologia Pediatrica

Nei bambini di età superiore ai due anni, la clindamicina può essere somministrata per via intramuscolare profonda o per fleboclisi.

  • Infezioni gravi: 15-25 mg/kg/die suddivisi in 3-4 somministrazioni.
  • Infezioni gravissime: 25-40 mg/kg/die suddivisi in 3-4 somministrazioni.

In alternativa, il dosaggio può essere valutato in base alla superficie corporea:

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  • Infezioni gravi: 350 mg/m²/die.
  • Infezioni gravissime: 450 mg/m²/die.

In caso di diarrea grave, è necessario sospendere l'antibiotico.

Modo di Somministrazione

  • Non somministrare per via intramuscolare dosi singole superiori a 600 mg.
  • La concentrazione di clindamicina nel diluente per infusione non deve superare 18 mg/ml e la velocità di infusione non deve superare 30 mg al minuto.

Avvertenze e Precauzioni

È fondamentale essere consapevoli delle seguenti avvertenze e precauzioni prima di somministrare clindamicina:

  • Reazioni di ipersensibilità: In pazienti sottoposti a terapia con clindamicina sono state riportate reazioni da ipersensibilità gravi, comprese reazioni cutanee severe come la sindrome di Stevens-Johnson (SJS) e la necrolisi epidermica tossica (NET). In caso di reazione da ipersensibilità o reazione cutanea grave, il trattamento deve essere interrotto e deve essere istituita una terapia adeguata.
  • Colite pseudomembranosa: Il trattamento con antibiotici altera la normale flora del colon e può portare a una crescita eccessiva di Clostridium difficile, che produce tossine che causano diarrea associata a Clostridium difficile (CDAD). Nei pazienti che presentano diarrea dopo somministrazione di antibiotici, è importante considerare la diagnosi di CDAD.
  • Pazienti con anamnesi positiva per malattie gastrointestinali: La clindamicina deve essere prescritta con cautela a individui con anamnesi positiva per malattie gastrointestinali, particolarmente coliti, e agli individui atopici.
  • Superinfezioni: L'uso di antibiotici può provocare lo sviluppo di germi resistenti, in particolare lieviti. In caso di superinfezione, intraprendere le misure terapeutiche adeguate.
  • Funzionalità epatica e renale: Durante una terapia prolungata, si devono effettuare esami periodici della funzionalità epatica e renale ed esami emocromocitometrici.
  • Meningite: Poiché la clindamicina non diffonde adeguatamente nel liquido cefalorachidiano, il farmaco non deve essere impiegato per il trattamento delle meningiti.
  • Gravidanza: I dati sull'uso di clindamicina in donne in gravidanza sono limitati, pertanto l'uso deve essere effettuato solo se strettamente necessario.
  • Allattamento: La clindamicina è stata rinvenuta nel latte materno umano. Pertanto, non deve essere utilizzata nelle donne che allattano.

Effetti Indesiderati

Gli effetti indesiderati più comuni associati all'uso di clindamicina includono:

  • Disturbi gastrointestinali: Dolori addominali crampiformi, nausea, vomito e diarrea persistente. In alcuni casi, può verificarsi colite pseudomembranosa.
  • Reazioni cutanee: Prurito, eruzioni cutanee e reazioni allergiche.
  • Alterazioni degli esami di laboratorio: Aumento delle transaminasi epatiche.

Interazioni Farmacologiche

È importante informare il medico di tutti i farmaci che si stanno assumendo, poiché la clindamicina può interagire con diversi farmaci, tra cui:

  • Antagonisti della vitamina K: La clindamicina può aumentare il rischio di sanguinamento in pazienti che assumono antagonisti della vitamina K (es. warfarin).
  • Farmaci bloccanti neuromuscolari: La clindamicina può potenziare l'attività di farmaci bloccanti neuromuscolari.
  • Macrolidi: L'uso concomitante di clindamicina e macrolidi può potenziare sia l'effetto terapeutico che le reazioni avverse.
  • Eritromicina: L'eritromicina può ridurre l'efficacia terapeutica della clindamicina.

Conservazione

Conservare il farmaco a temperatura ambiente, in un luogo fresco e asciutto e al riparo dalla luce, salvo diversa indicazione riportata sulla confezione del prodotto. Non utilizzare il farmaco se l'etichetta indica che è scaduto. Tenere in luogo non accessibile ai bambini.

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