Senorbì, situata nel cuore della Trexenta, è un comune ricco di storia e tradizioni, immerso in un territorio che evoca il cuore antico della Sardegna. La Trexenta, nota "per la grande produzione di frumento", offre un'esperienza autentica, lontana dalle affollate coste.
Un tuffo nella storia di Senorbì
Nel comune di Senorbì sono presenti cenni di diverse epoche storiche, dal periodo nuragico, alla dominazione cartaginese e a quella romana. La storia di Senorbì è costellata di testimonianze di epoche diverse, ognuna delle quali ha lasciato un segno indelebile. Tra queste, si ricorda l'esistenza di un centro abitato, ufficialmente scomparso e distribuito tra Senorbì, Suelli e Arixi nel corso del 1600.Il territorio circostante offre un viaggio a ritroso nel tempo, con siti archeologici che narrano storie millenarie.
Claudina Mura: un secolo di storia senorbese
Senorbì ha celebrato una nuova centenaria: Claudina Mura, nata il 31 maggio 1922. Prima di cinque figli, Claudina si è dedicata sin da giovane alle faccende domestiche e alla cura dei fratelli. Di carattere allegro e gioviale, Nonna Claudina ha anche sconfitto il Covid-19.
Come arrivare e muoversi nella Trexenta
Per raggiungere Senorbì e la Trexenta, si può optare per diverse soluzioni:
- In aereo: L'aeroporto di Cagliari è ben collegato con i principali scali italiani e servito da diverse compagnie aeree.
- In auto: Da Cagliari, si percorrono 43 km "e proseguire in direzione Senorbì/Isili".
- In treno: È possibile vivere l'esperienza del Trenino Verde della Sardegna, con partenza da Sadali o Arbatax.
- In bici: I più allenati possono raggiungere la Trexenta in bicicletta da Cagliari, percorrendo la SS 128 o la strada parallela meno trafficata.
Mandas: un ducato spagnolo nel cuore della Sardegna
A breve distanza da Senorbì, si trova Mandas, che "dal 1614 al 1843, fu l’unico ducato spagnolo della Sardegna". Il centro storico di Mandas è caratterizzato da chiese straordinarie, tra cui quella del patrono, san Giacomo apostolo, in stile gotico catalano. Da non perdere il pane doc cotto a legna e il formaggio Granducato di Mandas.
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Esperienze uniche nella Trexenta
La Trexenta offre numerose opportunità per vivere esperienze indimenticabili:
- Escursioni naturalistiche: Si può visitare il lago Mulargia o il lago Flumendosa, dove è possibile noleggiare barche e canoe.
- Visite ai siti archeologici: A Serri, si trova il santuario nuragico di Santa Vittoria. A Suelli, si può visitare il nuraghe Piscu. A Guasila, sono aperte al pubblico le domus de janas dipinte.
- Degustazioni enogastronomiche: Numerosi agriturismi e ristoranti offrono piatti tipici della cucina sarda, preparati con ingredienti a chilometro zero.
- Artigianato locale: A Guasila, si possono ammirare e acquistare le ceramiche di Alessandro Carta. A Isili, si trova un laboratorio dove si lavora il rame come ai tempi dei Romani.
Dove mangiare nella Trexenta
La Trexenta offre una vasta scelta di ristoranti e agriturismi dove gustare i sapori autentici della cucina sarda:
- A Senorbì: La struttura è immersa nel verde, lontana dal caos cittadino. non mancano. . I più piccoli possono infatti divertirsi con gli animali della fattoria e imparare a conoscerli. , situata in via Carlo Sanna 51, offre in menù piatti a base di pesce e carne e un'ottima pizza.
- A Mandas: L'Osteria La Forchetta propone un variegato menu di pesce. L'agriturismo Sa Pinnetta offre prodotti genuini e allevamento rispettoso degli animali. Beer Grills è specializzato in grigliate di carne e pizze gourmet.
- A Gergei: L'agriturismo Is Perdas offre pranzi a chilometro zero e una Spa ispirata alla Dea Madre.
- Nei dintorni: Marcellino vende muggini e anguille alla brace per le strade, come una volta.
Dove dormire nella Trexenta
Per un soggiorno indimenticabile nella Trexenta, si possono scegliere diverse tipologie di alloggio:
- Dimore storiche: Antica Casa Pasolini a Mandas offre un'atmosfera unica e accogliente.
- Hotel: Hotel Istellas a Nurri offre un battello per scoprire il lago Flumendosa.
- Agriturismi: Is Perdas a Gergei offre un'esperienza immersiva nella cultura sarda.
Tradizioni e folklore
Il turismo, anche interno, è vivace tutto l’anno, grazie anche alle tradizioni che si mantengono vive. E proprio qui, dove c’è anche il museo Casa del pane, si conserva l’usanza di andare insieme nel bosco a far legna per Sant’Antonio (16-17 gennaio), per poi preparare un pranzo alla brace, tra vini e balli, aperto a ogni viandante.
Cagliari: un tesoro da scoprire
Durante il tuo viaggio, non perdere l'occasione di visitare Cagliari, il capoluogo della Sardegna.Nel centro storico di Cagliari visiteremo i suoi quattro quartieri ossia Marina, Stampace, Castello e VillanovaIn questa tappa del nostro viaggio, effettueremo la visita dal Centro storico della Città di Cagliari dove vedremo i suoi quattro quartieri storici, che sono i quartieri Marina, Stampace, Castello e Villanova. Il centro storico viene realizzato nel perioso della dominazione pisana, quando intorno ai quattro quartieri era presente una cinta muraria, ed il Castello dominava dall’alto tutta la Città pisana, con le sue torri. Nel quartiere Castello, che è il più importante del centro storico, ci recheremo, tra l’altro, a visitare il Museo Archeologico Nazionale, nel quale sono esposti i principali reperti della ricerca archeologica nelle diverse località della Sardegna.
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Il quartiere Marina
Affacciato sul mare, il quartiere della Marina ha sempre avuto una storia importante nell’economia della città, sino dalle sue prime origini, che si fanno risalire addirittura al periodo punico. Durante il periodo della dominazione romana, con il nome di Bagnarla, il quartiere conosce una frenetica attività commerciale e, alla luce degli scavi archeologici degli ultimi decenni, un continuo ampliamento urbanistico, testimoniato dall’abbondanza di edifici imponenti e di strade che la collegavano ad altre aree della città. Il quartiere è delimitato a sud dal mare, ad ovest dal largo Carlo Felice che lo separa dal quartiere Stampace, ad est dalla via Regina Margherita, e nord confina con i quartieri Castello e Villanova. Il quartiere è stato creato dai Pisani nel tredicesimo secolo per ospitare le abitazioni dei lavoratori portuali, e veniva chiamato allora Lapola. Come scrive Giovanni Francesco Fara nella Chorographia Sardiniae, il nome del quartiere derivava dal termine pisano medievale Làppola che indicava la palizzata, dato che una vera e propria palizzata di legno si trovava in mare davanti ad esso costituendo una sorta di posto di blocco per decidere chi far entrare o non far entrare in città. L’accento è stato poi spostato in avanti, probabilmente per una maggiore familiarità fonetica locale, e diviene Lapola. Con la dominazione aragonese si inizia a preferire per il quartiere il nome Marina.
Via Roma e dintorni
L’area portuale di fronte alla bella via Roma con i suoi palazzi libertyLa via Roma è una delle principali arterie del centro di Cagliari. Il tratto prospiciente il porto, con gli eleganti palazzi dotati di portici, dove si trovano numerosi caffè e negozi, è considerato uno dei Salotti della città. La via Roma, più precisamente il tratto di fronte al Porto commerciale di Cagliari, viene inaugurata nel 1883, dato che l’area attraversata dalla strada era precedentemente in gran parte occupata dalle mura e dai bastioni del quartiere Marina, smantellati a partire dal 1880 per esigenze igieniche, ed in seguito anche alle disposizioni del regio decreto del 31 dicembre 1866, con il quale la Città di Cagliari perdeva la sua funzione di piazzaforte militare.alla destra della via Roma, procedendo da nord ovest verso sud est, si affaccia la Stazione marittima dove sono presenti i diversi moli di attracco delle navi da crociera e dei traghetti provenienti dal continente. Gli uffici della stazione marittima occupano un’area presente sul molo Sanità, all’interno del porto di Cagliari. Accanto agli edifici della Stazione marittima di trova la grande Ruota panoramica, inaugurata del 2020, dotata di ben 35 cabine che volano fino a sfiorare i cinquantacinque metri d’altezza, dalla quale è possibile ammirare tutto il panorama sulla Città e sul golfo. Oggi le navi da crociera sbarcano centinaia di passeggeri provenienti anche da numerosi paesi esteri, e questo avviene da quando le rotte turistiche hanno abbandonato il nord Africa dopo gli ultimi attentati terroristici, e sono state dirottatate in gran parte su Cagliari. Peccato che la Città non si sia ancora adeguata a questa nuova vocazione turistica, dato che solo le trattorie ed i ristoranti hanno iniziato ad acquisire personale che parla le diverse lingue, ma non così le attività commerciali. Ancora quest’anno, arrivato a Cagliari di domenica, ho dovuto acquistare la crema abbronzante in un negozio arabo, e il panno per stendermi al sole in uno cinese, dato che tutte le attività commerciali italiane erano chiuse!In via Roma, nel lato opposto rispetto alla stazione marittima, ossia al lato sinistro della via Roma, restiamo affascinati dalla bellezza dei tanti Palazzi liberty che si susseguono con i loro lunghi porticati.
La Chiesa di San Francesco di Paola
La chiesa ed il Convento di San Francesco di PaolaLa Chiesa di San Francesco di Paola dedicata al Santo, compatrono della Città dal 1907, al quale viene attribuito il miracolo di aver liberato Cagliari dalla siccità del 1739, si trova proprio in via Roma ed appartiene all’Ordine dei Minimi, approvato nel 1474 con il nome di Congregazione Eremitica Paolana di San Francesco d’Assisi. I Frati arrivano in Sardegna nel 1625 e ricevono in donazione un terreno vicino al porto, dove, entro la fine del secolo, costruiscono l’attuale Convento con la chiesa ad esso adiacente. L’edificio, con una sola aula, con tre altari per lato e con un profondo presbiterio rettangolare, ha in un primo tempo la facciata con terminale a doppio inflesso, detto a cappello di carabiniere, tipico di molte Chiese barocche ed il portale inquadrato da coppie di colonne corinzie. Nel 1926 la facciata viene considerata priva d’interesse artistico e demolita, e nel 1932 venne realizzata la nuova facciata, in stile classicheggiante, che comprende la chiesa tra le facciate dei palazzi e dei porticati liberty, che ormai caratterizzano la via Roma. L’interno della chiesa ha, invece, mantenuto l’assetto secentesco. L’altare maggiore è uno dei più belli di Cagliari, per i suoi marmi policromi e per lo slancio verticale caratteristico degli altari del tardo Settecento. Durante i lavori di restauro del 1997-99 sono stati rivenuti frammenti di affreschi, forse secenteschi, che, staccati e montati su tela, sono adesso sistemati nella sacrestia. La chiesa dipende dalla parrocchia di Sant’Eulalia di Marina. La porta posteriore della chiesa si affaccia sulla via Sardegna, dove si affaccia anche il Convento di San Francesco di Paola che ha il suo ingresso al civico numero 103.
Il palazzo del Consiglio regionale
Proseguendo lungo la via Roma, al civico numero 25, si trova il principale ingresso del Palazzo del Consiglio regionale inaugurato il 13 dicembre 1988. L’imponente struttura occupa un’area di 3.200 metri quadrati, ricavati dalla demolizione di un isolato di antiche case del quartiere Marina, ed è costituita da tre edifici: il primo, affacciato sulla via Roma, si sviluppa su sei piani e vede al suo interno gli uffici il secondo si affaccia sulla retrostante parallela via Camillo Benso conte di Cavour, ed è la sede dei Gruppi Consiliari e della Biblioteca; ed il terzo, l’Aula Consiliare, che è collocato tra i primi due palazzi. Elemento connotativo del progetto è il granito utilizzato per il rivestimento dei pavimenti e delle scale. Sotto i porticati del complesso edilizio del Consiglio regionale, nell’area esterna denominata il Lago salato sono state collocate alcune opere di Costantino Nivola, il grande scultore di Orani, del quale sono presenti anche alcuni graffiti realizzati su disegno di Salvatore Fancello, l’importante artista di Dorgali. Nel 2021, visitando l’area esterna denominata il Lago salato, invece delle opere di Costantino Nivola abbiamo visto che erano presenti grandi scatoloni, ed io ho pensato le potessero contenere o che forse le sostituissero nel caso esse fossero state rimosse. Mi sono recato a chiedere informazioni all’Ufficio del Turismo, il cui operatore aveva anche lui visto alcuni giorni prima gli scatoloni, ma non ne conosceva ancora il motivo. Si è pertanto informato telefonando in Regione, e poco dopo mi ha comunicato che avevano rivestito in questo modo le opere per proteggerle, dato che erano in programma significativi lavori di ristrutturazione degli edifici del palazzo del Consiglio regionale che le sovrastavano.
Via Sardegna: il cuore della ristorazione cagliaritana
Parallela alla via Roma si sviluppa la via Sardegna con l’Hotel Italia e con i suoi numerosi locali tipiciLa parallela di via Roma verso l’interno è la stretta Via Sardegna La principale strada per la ristorazione turistica della città. La via Sardegna è un continuo susseguirsi di trattorie e piccoli ristoranti, in gran parte con cucina di mare ma non solo. Lungo questa strada, nelle sue traverse e nelle strade limitrofe, si trovano innumerevoli locali e trattorie, meta indiscussa delle vacanze dei turisti a Cagliari, che abbiamo fotografato nel 2021, dopo il periodo di chiusura per la panemia, e si vedono in alcune foto il personale o i clienti con la mascherina. Iniziando a percorrerla, alla sinistra della strada, al civico numero 12, si trova l’Osteria Tabarchina, dove ho pranzato il primo giorno del mio soggiorno a Cagliari, ho Chiesto di bere solo vino senza acqua ma mi hanno portato anche un contenitore con acqua filtrata che non neppure aperto, ed infine nel conto mi hanno addebitato l’acqua, guadagnando 2 euro ma perdendo un cliente; alla destra della strada, al civico numero 23, si trova il Ristorante la Gobbetta, così chiamato perché all’atto della sua fondazione l’antica proprietaria era gobba, dove ho mangiato sempre bene; più avanti al civico numero 26, il Ristorante Italia; e subito dopo, al civico numero 30, l’Enoteca Oyster. Sull’altro lato della strada, al civico numero 31, si trova l’Hotel Italia, il cui nome è simile a quello del ristorante Italia, ma non vi è alcun collegamento tra i due che sono del tutto indipendenti, anche se probabilmente all’origine potevano essere tra loro collegati.Poco dopo l’inizio della via Sardegna, sulla destra, al civico numero 31, si trova l’Hotel Italia un albergo a tre stelle nel quale abbiamo soggiornato spesso nelle nostre permanenze a Cagliari. In buona posizione, vicino al porto, in un edificio rinnovato che si sviluppa su quattro piani mette a disposizione degli ospiti ampi e funzionali spazi comuni e confortevoli camere. Si tratta di un Hotel che, nella sua storia quasi centenaria, ha visto il passaggio di diverse generazioni che hanno mantenuto un impegno costante nell’accogliere al meglio gli ospiti. La possibilità di immergersi nella cultura e tradizioni isolane tra le vie del centro storico, hanno reso questo albergo un punto di riferimento per coloro che si recano a Cagliari, e permette di conoscere la Sardegna con i sapori e i profumi della sua enogastronomia, ottimamente offerta nei tanti ristoranti e trattorie situati poco distanti lungo tutta la stretta via Sardegna. Nei locali dell’Hotel Italia, la famiglia che ne è proprietaria ospita spesso esposizioni di opere d’arte. Nel 2021, a due anni di distanza dall’ultima esposizione di Giorgio Corso denominata Rosso Corso, lo ha riproposto con oltre quaranta opere per lo più inedite nella nuova esposizione denominata Det-Tagli. Giorgio Corso è un artista nato a Cagliari nel 1961, che nelle sue opere ha dapprima utilizzato i colori freddi, per passare successivamente a rafforzare l’uso delle terre ed introdurre in Buggerru 1904 il rosso, carico di un valore evocativo del fatto storico nonché di significato politico. In seguito le sue opere a volte hanno dimenticato le prime suggestioni cubo-futuriste per evocare un rinnovato interesse matafisico.Proseguendo lungo la via Sardegna, incrociamo la via Lodovico Baylle lungo la quale, alla destra, al Civico numeno 16, si trova il bellissimo negozio di dolciumi a caramelle chiamato Sweetà Flamingo, caratteristico per la proposta della caramelle in contenitori con la forma di fenicotteri rosa. Passato l’incrocio con la via Lodovico Baylle, alla destra della via Sardegna, al civico numero 37, si trova il ristorante Ci Pensa Cannas; di fronte, al civico numero 40, si trova l’Osteria Cagliaritana; piu avanti alla destra della strada, al civico numero 49, il ristorante Antica Cagliari. Si incrocia poi la traversa via Napoli, presa la quale verso destra, si vede alla sinistra della strada, al civico numero 13, il ristorante tipico Su Cumbidu.
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I resti della chiesa di Santa Lucia di Marina
In via Sardegna i pochi resti della chiesa di Santa Lucia di MarinaPassate centocinquanta metri dall’inizio della via Sardegna, subito dopo l’incrocio con la via Napoli, troviamo alla sinistra della strada i pochi resti della Chiesa di Santa Lucia di Marina, che risale ai primi del Seicento, di cui restano le cappelle di destra e parte del presbiterio. La chiesa è attestata dai documenti d’archivio dal 1119 col nome di Santa Lucia di Civita, come possedimento dei monaci Vittorini e, in seguito, nel 1263 è l’unica chiesa del quartiere di Lapola ad essere visitata dall’arcivescovo di Pisa Federico Visconti. Tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, la storia della chiesa è strettamente legata a quella della Arciconfraternita della Santissima Trinità e Sangue di Cristo sotto l’invocazione di Santa Lucia, riconosciuta tra le più importanti della Città con una bolla del papa Paolo V del 2 ottobre del 1606. L’Arciconfraternita ricostruisce la propria chiesa secondo i nuovi dettami architettonici voluti dalla Controriforma e dai Gesuiti, in risposta alla Riforma protestante che rifiutava il culto dei Santi. La chiesa, di concezione inedita per la città, si presentava a navata unica, con volta a botte, scandita da tre sottarchi sull’aula, ed il presbiterio quadrato voltato con un cupolino emisferico su una cornice dentellata. Ad esso erano affiancate due sacrestie, ed aveva tre cappelle per lato, aperte, con arco a tutto sesto voltate a botte. Nel 1943 una delle tante bombe cadute sul quartiere Marina danneggia lievemente la chiesa, ma i lievi danni vengono fatti passare per danni di guerra tali da compromettere l’intero monumento, allo scopo di ottenere un finanziamento per la costruzione di una nuova chiesa. Il Piano di Ricostruzione, che riprendeva le linee del Piano regolatore del 1858 redatto dall’architetto Gaetano Cima, prevedeva la realizzazione di un viale in luogo della stretta via Sardegna con una piazza davanti alla chiesa ricostrui…