L'Italia, terra di storia, arte e cultura, è anche un paese ricco di tradizioni culinarie e di giochi popolari. In questo articolo, esploreremo il legame tra due elementi apparentemente distanti: la briscola, un gioco di carte molto amato, e gli spaghetti, uno dei simboli della gastronomia italiana, intrecciando storie di locali storici, personaggi illustri e sapori autentici.
La Briscola: Un Gioco di Carte con Radici Profonde
Le carte da gioco, protagoniste indiscusse della briscola, hanno una storia affascinante e complessa. Alcuni storici ritengono che siano giunte in Europa nel Medioevo attraverso i commerci con gli Arabi, che a loro volta le avrebbero ricevute da Indiani o Cinesi. I documenti europei più antichi risalgono alla fine del Trecento e testimoniano la diffusione del gioco attraverso imposizioni fiscali e limitazioni.
Nel Quattrocento, la nascita della stampa favorì una notevole diffusione delle carte da gioco. Mentre i popolani si divertivano con carte rozze, i principi commissionavano opere d'arte realizzate con materiali pregiati come oro, argento e lacche, conservate oggi in musei prestigiosi come il Louvre e il Metropolitan Museum.
I semi delle carte, anch'essi, raccontano una storia. La serie più antica è quella Mediterranea, in particolare italiana e spagnola, con Coppe, Denari, Bastoni e Spade, simboli propri dell'epoca tardo-medievale. Secondo alcuni, questi semi rappresentavano gli ordini sociali: Coppe per il Clero, Denari per i Mercanti, Spade per i Nobili e Bastoni per i Contadini. Da questa serie derivano i semi delle carte francesi: Cuori, Quadri, Fiori (trifogli) e Picche.
Nel corso del tempo, le carte da gioco hanno subito numerose trasformazioni, sia nella forma che nei disegni. Tra il Cinque e il Settecento, apparvero i primi manuali che fissavano le regole dei vari giochi, mentre gli stampatori, alla ricerca di nuovi mercati, iniziarono a produrre carte educative con giochi geografici, stemmi araldici e scene storiche. Nel Settecento, con la rinascita dell'occultismo, si sviluppò la produzione di carte cartomantiche, una tendenza ancora oggi popolare.
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Agli inizi del Novecento, le avanguardie artistiche spinsero i fabbricanti a commissionare a pittori e illustratori famosi i disegni per nuovi mazzi, mentre diverse aziende scoprirono l'utilità delle carte come veicolo pubblicitario.
Le prime notizie documentate sull'esistenza delle carte provengono dalla Cina della dinastia Tang, dove venivano utilizzate principalmente per la divinazione. Dalla Cina, le carte si diffusero in India e poi nel mondo arabo, per giungere in Europa nel XIV secolo attraverso la Spagna e l'Italia Meridionale.
In Italia, la frammentazione politica portò alla nascita di numerosi tipi e sottotipi di carte, tra cui i tarocchi, evolutisi poi in vari mazzi come il tarocco piemontese e quello siciliano. Gli inglesi, invece, adottarono il mazzo francese, cambiando semplicemente la denominazione delle figure.
I giochi di carte più diffusi oggi sono relativamente recenti: il Poker nacque nel 1829 negli Stati Uniti, il Bridge si sviluppò tra la fine del XIX secolo e gli anni '20, il Baccarà nella prima metà dell'Ottocento e la Canasta fu inventata a Montevideo durante la Seconda Guerra Mondiale. I tradizionali giochi italiani, come la Scopa e la Briscola, risalgono al 1800, mentre il Tressette al 1700.
Spaghetti e Ristoranti Storici: Un Itinerario nel Gusto Italiano
Gli spaghetti, uno dei simboli della cucina italiana, sono spesso associati a momenti di convivialità e allegria, come le partite a briscola nelle osterie. Molti ristoranti storici italiani hanno visto protagonisti illustri gustare un piatto di spaghetti, magari accompagnato da un bicchiere di vino e da una partita a carte.
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La "Guida ai Locali Storici d’Italia" offre un itinerario attraverso 215 locali che hanno fatto la storia del paese, tra ristoranti, hotel e pasticcerie. In questi luoghi, si possono gustare piatti tradizionali e scoprire aneddoti legati a personaggi famosi.
Ad esempio, al ristorante dell’Hotel Vittoria di Pesaro si possono assaggiare le “Ricette di Rossini”, tra cui gli “Spaghetti alla Scala” spolverati con il tartufo bianco di Acqualagna. A Venezia, il "Ristorante Terrazza Danieli" dell’omonimo hotel propone piatti ispirati ai viaggi di Marco Polo in Oriente.
A Napoli, Totò era affezionato al Ristorante La Bersagliera, tanto da farsi riprendere in un filmato mentre gustava spaghetti e spigola con un bicchiere di vino. Eduardo De Filippo, invece, mangiava al tavolo 19 del Ristorante Umberto e spesso chiedeva il pasto da asporto in scena.
Questi locali storici non sono solo luoghi dove mangiare, ma anche custodi di tradizioni e storie che rendono unico il patrimonio culturale italiano.
La Briscola e il Formaggio: Un Abbinamento Inaspettato
La Casearia Carpenedo ha creato un formaggio chiamato "Briscola" in omaggio al tradizionale gioco di carte praticato nelle osterie mentre si sorseggiava un bicchiere di vino. Questo formaggio, dalla pasta semidura e dalla crosta color vino ricoperta di vinacce, offre un equilibrio di sapori tra note vinose, speziate e fruttate.
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L'idea di abbinare un formaggio al gioco della briscola dimostra come le tradizioni italiane siano spesso intrecciate tra loro, creando un'esperienza sensoriale unica.
Igles Corelli: Un Maestro della Cucina Italiana tra Tradizione e Innovazione
Igles Corelli, uno dei maestri della cucina italiana, ha segnato la storia della gastronomia con il suo ristorante "Il Trigabolo" e con la sua capacità di reinterpretare la tradizione in chiave moderna.
Corelli, che sta per compiere 70 anni, è stato insignito di cinque stelle dalla guida Michelin e ha collaborato con numerosi artisti, tra cui Tonino Guerra e Mario Schifano. La sua cucina è caratterizzata dalla valorizzazione degli ingredienti del territorio e dalla ricerca di sapori autentici.
In un'intervista, Corelli ha raccontato aneddoti della sua carriera, tra cui il momento in cui ha perso la stella Michelin e la sua passione per la cucina tradizionale. Ha anche espresso la sua opinione sull'intelligenza artificiale in cucina, sottolineando l'importanza di essere padroni del mezzo e di avere le competenze per sfruttare questa tecnologia.
Corelli ha anche ricordato i Garganelli piccanti in salsa d'aglio de Il Trigabolo, un piatto che amava preparare per la sua brigata dopo le serate in discoteca. La sua visione della tradizione è sempre in movimento, e la sua cucina è un mix di sapori, profumi e ricordi che rendono omaggio al patrimonio gastronomico italiano.