Beppe Bigazzi: Una Vita Tra Gastronomia, Televisione e Tradizioni Toscane

Introduzione

Giuseppe 'Beppe' Bigazzi, giornalista e gastronomo, è scomparso all'età di 86 anni lasciando un segno indelebile nel mondo della televisione e dell'enogastronomia italiana. La sua figura, spesso controversa ma sempre autentica, ha saputo appassionare il pubblico, portando alla ribalta tradizioni culinarie dimenticate e prodotti del territorio. Questo articolo ripercorre la sua carriera, dagli esordi come dirigente d'azienda alla consacrazione televisiva, senza dimenticare le polemiche che ne hanno segnato il percorso.

Gli Esordi e la Passione per la Gastronomia

Nato a Terranuova Bracciolini, in provincia di Arezzo, il 20 gennaio 1933, Beppe Bigazzi ha avuto una carriera eclettica. Prima di dedicarsi completamente alla gastronomia, ha lavorato presso la Banca d'Italia negli anni '60 e successivamente in Eni, dimostrando un’esperienza da dirigente d'azienda di spicco. Tuttavia, la sua vera passione era un'altra.

A partire dal 1997, Bigazzi ha iniziato a coltivare il suo interesse per il cibo e le tradizioni culinarie, curando la rubrica "Luoghi di Delizia" sul quotidiano "Il Tempo" fino al 1999. Nello stesso anno, ha pubblicato il libro "La natura come chef", un'opera che gli è valsa il premio Verdicchio d'oro, consacrandolo come una voce autorevole nel panorama gastronomico italiano.

L'Arrivo in Televisione e il Successo a "La Prova del Cuoco"

L'esperienza televisiva di Bigazzi è iniziata nel 1995 con la rubrica "La borsa della spesa" all'interno del programma "Unomattina" su Rai 1, dove ha portato la sua competenza e il suo amore per i prodotti genuini nelle case degli italiani.

La vera svolta è arrivata nel 2000 con l'approdo a "La Prova del Cuoco", il programma di cucina di Rai 1 condotto da Antonella Clerici. Inizialmente come ospite fisso e poi come co-conduttore, Bigazzi ha conquistato il pubblico con la sua schiettezza, la sua conoscenza delle tradizioni culinarie regionali e il suo linguaggio diretto e senza fronzoli. Antonella Clerici lo ha salutato su Instagram definendolo un amico "burbero dal cuore tenero", ricordando come Bigazzi avesse scoperto tendenze che sarebbero diventate di moda anni dopo, sottolineando la sua lungimiranza.

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La sua presenza nel programma è stata fondamentale per il successo della trasmissione, portando alla ribalta piatti dimenticati, ingredienti insoliti e storie di cucina locale. Bigazzi era diventato un volto familiare per milioni di telespettatori, un punto di riferimento per chi amava la buona cucina e le tradizioni del territorio.

La Polemica sul "Gatto in Umido" e la Sospensione dalla Rai

La carriera televisiva di Bigazzi ha subito una brusca frenata nel 2010 a causa di una controversia legata a una ricetta a dir poco insolita: il "gatto in umido". Durante una puntata de "La Prova del Cuoco", Bigazzi citò un proverbio toscano - "a Berlingaccio chi non ha ciccia ammazza il gatto" - spiegando come, in passato, si usasse consumare carne di gatto per sopperire alla mancanza di proteine durante l'inverno.

L'esperto ha quindi spiegato come si fa a cucinare, appunto, il gatto. Ricordando quando "lo si teneva per tre giorni nell'acqua del torrente" per preparare al meglio "le sue carnine bianche".

Le sue dichiarazioni suscitarono un'ondata di polemiche e proteste da parte di associazioni animaliste e di una parte del pubblico, che considerava inaccettabile l'idea di cucinare un animale domestico. La Rai prese immediatamente le distanze dalle affermazioni di Bigazzi, sospendendolo dal programma. La sospensione fu comunicata in diretta dalla conduttrice Elisa Isoardi, che all'epoca sostituiva Antonella Clerici.

Bigazzi si difese, spiegando che le sue parole erano state fraintese e che si riferiva a usanze del passato, quando la carne di gatto era effettivamente consumata in alcune zone d'Italia, soprattutto in periodi di povertà. Al "Corriere della Sera" chiarì: "Negli anni '30 e '40 come tutti gli abitanti del Valdarno a febbraio si mangiava il gatto al posto del coniglio, così come c'era chi mangiava il pollo e chi non avendo niente andava a caccia di funghi e tartufi non ancora cibi di lusso. Del resto liguri e vicentini facevano altrettanto e i proverbi ce lo ricordano. Questo non vuol dire mangiare oggi la carne di gatto, ho solo rievocato usanze".

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Il Passaggio a Sky e il Ritorno in Rai

Dopo la sospensione dalla Rai, Bigazzi non si è dato per vinto e ha continuato a coltivare la sua passione per la gastronomia, approdando a Sky sul canale Alice, dove ha co-condotto il programma "Bischeri e bischerate".

Nel 2013, Antonella Clerici, tornata alla guida de "La Prova del Cuoco", ha voluto reintegrare Bigazzi nel programma, riconoscendone il valore e il contributo alla trasmissione. A partire dal 9 settembre 2013, Bigazzi tornò come collaboratore fisso, riprendendo il suo ruolo di esperto di tradizioni culinarie e portando nuovamente la sua competenza e la sua passione nelle case degli italiani. All'epoca dei fatti, la Clerici lo assolveva così: "Penso che la sua sia stata una battuta uscita male perché conosco il suo amore per gli animali".

L'Eredità di Beppe Bigazzi

La scomparsa di Beppe Bigazzi ha suscitato grande emozione e cordoglio nel mondo della televisione e della gastronomia italiana. In molti hanno ricordato la sua figura, sottolineando la sua competenza, la sua schiettezza e il suo amore per le tradizioni culinarie del territorio.

Lorenzo Biagiarelli, giovane chef, ha commentato: "Raccontare un'usanza, per quanto turpe, non è apologia".

Bigazzi ha lasciato un'eredità importante, fatta di passione per il cibo, di valorizzazione dei prodotti locali e di riscoperta di ricette dimenticate. La sua figura, spesso controversa ma sempre autentica, ha saputo appassionare il pubblico, portando alla ribalta un modo di fare televisione basato sulla competenza, sulla schiettezza e sull'amore per la cultura gastronomica italiana.

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Il sindaco e l’amministrazione comunale di Terranuova Bracciolini hanno espresso profondo cordoglio per la scomparsa di Beppe Bigazzi, ricordando che nel 2002 aveva ricevuto la cittadinanza onoraria. Le ceneri di Bigazzi, per sua stessa volontà, verranno disperse sul territorio terranuovese, a testimonianza del suo profondo legame con la sua terra natale.

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