Il Sorriso Inquietante: Un'Analisi Multisfaccettata degli Ingredienti che Compongono il Joker

Il Joker, nemesi iconica di Batman, è una figura complessa e inquietante che incarna il caos, la follia e l'anarchia. La sua genesi, le sue molteplici interpretazioni e il suo impatto sulla cultura popolare lo rendono un personaggio affascinante e meritevole di un'analisi approfondita. Attraverso un'esplorazione delle sue origini fumettistiche, delle sue rappresentazioni cinematografiche e televisive, e delle sue motivazioni psicologiche, cercheremo di svelare gli ingredienti che compongono questo personaggio enigmatico.

Genesi di un'Icona: I Primi Anni

A differenza di molti altri personaggi nati nella Golden Age dei fumetti, le ispirazioni dietro la creazione del Joker sono ben documentate. Jerry Robinson confermò che il Joker fu creato per arricchire le storie di Batman #1 (marzo 1940). Robinson propose un antagonista che si discostasse dai classici gangster dell'epoca, un villain esotico e una nemesi duratura per l'eroe.

L'idea del clown con il ghigno spaventoso nacque da un abbozzo di Bob Kane, ma fu Bill Finger a trasformarlo in un personaggio più sinistro. L'ispirazione chiave fu una fotografia dell'attore Conrad Veidt nel film del 1928 "L'uomo che ride," adattamento del romanzo di Victor Hugo. Il personaggio di Gwynplaine, interpretato da Veidt, aveva subito un'operazione da bambino che gli aveva lasciato un sorriso innaturale e permanente.

Le Molteplici Origini: Un Passato Sfuggente

Esattamente chi si nasconde dietro il ghigno di Joker? È un mistero affascinante e irrisolto. Tra le varie versioni, quella ufficiosamente canonica è narrata in Detective Comics Volume 1 #168 (febbraio 1951) e ripresa in "The Killing Joke" (1988) di Alan Moore e Brian Bolland.

In queste storie, la figura di Red Hood (Cappuccio Rosso) è centrale. Nella prima versione, è un tecnico di laboratorio della Ace Playing Card Company che cade in una vasca di composti chimici durante un tentativo di furto. Nella seconda, è un comico fallito che, per necessità economiche, accetta di partecipare a una rapina alla stessa azienda. L'intervento di Batman provoca la sua caduta nella vasca chimica.

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Pur non rivelando mai l'identità di Red Hood, queste storie sono ampiamente accettate come le origini del Joker. È interessante notare come Batman sia un fattore decisivo nella creazione del villain e come il racconto avvenga sempre in analessi da parte dello stesso Joker, un narratore inaffidabile. In "The Killing Joke," il villain afferma: "A volte lo ricordo in un modo, altre volte in un altro… se proprio devo avere un passato, preferisco avere una scelta!"

Red Hood, la caduta nella vasca di composti chimici e il passato da comico fallito ritornano poi in diverse storie. In "Batman: The Man Who Laughs" di Ed Brubaker e Doug Manhke, le origini vengono rinnovate dal punto di vista di Batman, che deduce che Red Hood e Joker sono la stessa persona.

Evoluzione Stilistica: Dal Criminale al Comico

Dal breve excursus nella storia editoriale di Joker, si possono individuare tre caratterizzazioni principali:

  • Il Criminale della Golden Age: Un assassino spietato con un senso dell'umorismo macabro. Nei primi albi di Batman, uccide dozzine di persone e arriva persino a far deragliare un treno.
  • Il Clown della Silver Age: Un folle burlone i cui piani sono architettati più per testare l'ingegno di Batman e Robin che per commettere crimini efferati. Questa trasformazione è dovuta all'avvento della censura e del Comics Code Authority nel 1954.
  • Il Comico dell'era moderna: Un agente del caos con una profonda comprensione della psiche umana. La follia diventa la cifra distintiva di questa incarnazione, che matura definitivamente negli anni '80.

Psiche di un Folle: Motivazioni e Patologie

Le uniche patologie confermate di Joker sono sociopatia, disturbo ossessivo-compulsivo e narcisismo. La sua follia è spesso "metodica," anche se raramente motivata dal denaro o dal potere. Il suo desiderio è quello di creare caos in modo teatrale e spettacolare, nonché continuare a perpetrare la sua sfida con Batman, anche a costo di mettere a repentaglio la sua stessa vita.

Joker vorrebbe costringere Batman a diventare come lui uccidendolo. Se Batman si rifiuta di ucciderlo, Joker spesso rifiuta di essere riabilitato.

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Grant Morrison offre una lettura interessante sulla follia di Joker con la teoria della Super-normalità. Secondo lo scrittore scozzese, Joker è in grado di entrare in una sorta di stato meditativo superiore che gli permette di cambiare personalità a seconda delle circostanze, riuscendo a percepire diversamente la realtà.

Da Alan Moore a Grant Morrison, l'aspetto più interessante della "razionalizzazione" della follia di Joker rimane legata alla sua capacità di manipolare la realtà e la concezione di sé stessi. L'idea di una "brutta giornata" capace di tramutare chiunque in un folle sembra sottintendere una critica alla opprimente contemporaneità e al capitalismo più asfissiante. L'idea di Joker che modifica sé stesso cercando poi di imporre la sua visione al mondo sembra essere un anelito a quella Volontà di Potenza e a quella Moralità dei Guerrieri teorizzata da Friedrich Nietzsche.

Anarchismo, marxismo e una moralità che rompe qualsiasi schema pre-costituito sono il nucleo essenziale di concetti da cui partire per comprendere pienamente la figura di Joker, in uno sforzo che si scontra contro il baluardo rappresentato da Batman ma anche con l'impossibilità di plasmare il mondo in questi termini. In questo senso, è fondamentale comprendere come Joker sia imprescindibile dalla sua rappresentazione fisica e dal personaggio che incarna, quello del pagliaccio o giullare.

Relazioni Complesse: Batman e Harley Quinn

Temuto dai suoi pari, Joker sviluppa una vera e propria ossessione per Batman, oggetto spesso di attenzione e pulsioni quasi sessuali, proprio perché rappresenta tutto quello che dovrebbe essere smascherato e capovolto. Di contro, la relazione con Harley Quinn è di tipo abusivo.

Harley rappresenta da un lato il punto di vista dell'uomo comune su di lui, un punto di vista che deve essere continuamente rivisto e stravolto, e dall'altro il perno attraverso cui mantenere il controllo sulla realtà. In "Mad Love," il graphic novel che introdusse Harley Quinn, Joker la picchia selvaggiamente dopo aver scoperto che è riuscita a sconfiggere Batman, salvo poi mandarle dei fiori in ospedale.

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Armi e Abilità: Un Arsenale di Caos

Joker non ha superpoteri. La sua più grande risorsa è la sua mente distorta. Il Joker Venom è la sua arma distintiva: una sostanza tossica che induce irresistibili attacchi di risate nelle sue vittime. Dosi più elevate possono portare a paralisi, coma o morte, lasciando le vittime con un sorriso sinistro e doloroso. Inoltre, a causa dell'esposizione continua ai composti chimici, ha sviluppato un'immunità naturale a tutti i veleni conosciuti, compreso il suo.

Pur non avendo un addestramento canonico, Joker è un letale combattente corpo a corpo a causa della sua imprevedibilità. È versato nell'uso di armi da fuoco e nel lancio di armi da taglio. Un'altra peculiare abilità è quella di saper creare e utilizzare gli oggetti più disparati come armi o trappole.

The Killing Joke: Un'Analisi Profonda

"The Killing Joke" è considerata non soltanto la fonte più credibile riguardo l'origine del Principe Pagliaccio del Crimine, ma anche quella che è riuscita a catturare appieno la macabra connessione tra l'eroe e la sua nemesi.

L'ennesima evasione dall'Arkham Asylum offre al Joker l'opportunità di dimostrare una delle sue teorie folli: secondo lui, tutti possono diventare come lui, basta solo una giornata sfortunata. Nella contorta psicologia del Principe Pagliaccio del Crimine, questo si traduce nel rapire e seviziare il Commissario Gordon e nell'aggressione brutale a sua figlia Barbara che, colpita da un colpo di pistola, rimarrà paralizzata.

Mentre Batman si lancia in una corsa contro il tempo per salvare il prezioso alleato dalle grinfie del suo acerrimo nemico, viviamo attraverso una sequenza lisergica di flashback le tragiche origini del Joker. In tutto questo, un incontro con Batman sarà fatale con la famigerata caduta nella vasca piena di sostanze chimiche che provocherà non solo la sua trasformazione fisica, i capelli verdi e la pelle bianca, ma soprattutto farà emergere la sua sadica personalità.

Il culmine della sfida tra Batman e Joker, però, si discosta dalla consueta dinamica: il Cavaliere Oscuro, in un atto senza precedenti, offre la sua mano all'arcinemico, proponendogli aiuto. Tuttavia, il Joker gentilmente declina, affermando che è ormai troppo tardi, e in cambio offre una barzelletta…

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