Conversione del lievito: guida completa all'utilizzo del lievito fresco e secco nelle tue ricette

Panificare è una passione diffusa, ma a volte può capitare di non avere a disposizione il lievito di birra fresco. In questi casi, il lievito di birra secco può essere un valido sostituto, grazie alla sua lunga durata e alla facilità di conservazione. Questo articolo ti guiderà attraverso la conversione tra lievito fresco e secco, fornendoti tutte le informazioni necessarie per ottenere risultati perfetti nelle tue preparazioni.

Cos'è il lievito di birra secco?

Il lievito di birra secco è una forma di lievito di birra che ha subito un processo di liofilizzazione, durante il quale viene eliminata completamente l'acqua. Questo processo lo riduce in polvere o piccoli granuli, garantendo una conservazione molto più lunga rispetto al lievito fresco. Grazie a questa caratteristica, il lievito secco è particolarmente apprezzato in cucina poiché può essere conservato per diversi mesi se riposto in un ambiente fresco e asciutto, lontano dall'umidità e da fonti di calore.

Il lievito di birra secco si trova generalmente in bustine o barattoli, ed è facilmente reperibile nei supermercati. Per essere utilizzato correttamente, deve essere riattivato prima dell'uso. Questa fase di riattivazione richiede l'aggiunta di acqua tiepida, permettendo al lievito di "risvegliarsi" e diventare attivo per la lievitazione. Il processo di riattivazione è fondamentale per ottenere un impasto ben lievitato e arioso.

Inoltre, il lievito secco ha il vantaggio di essere dosato in maniera precisa e uniforme, il che lo rende ideale per chi non utilizza il lievito fresco regolarmente o per chi preferisce avere una scorta sempre pronta. Un altro aspetto positivo è la sua versatilità: può essere impiegato in una vasta gamma di preparazioni, come pane, pizza e dolci lievitati, offrendo risultati affidabili con una gestione più semplice rispetto al lievito fresco.

Come riattivare il lievito secco

Come anticipato, il lievito di birra secco richiede una fase di riattivazione prima di essere utilizzato negli impasti, un passaggio fondamentale per garantire una lievitazione ottimale. La riattivazione avviene attraverso la reidratazione in acqua calda, preferibilmente tra i 37 e i 43°C. Questo intervallo di temperatura è essenziale: se l'acqua è troppo fredda, il lievito non si attiverà correttamente, mentre se è troppo calda (oltre i 50 °C), rischia di uccidere i microrganismi, compromettendo l'intero processo di lievitazione. È consigliabile utilizzare una piccola quantità di zucchero (un cucchiaino) da sciogliere nell'acqua per fornire un primo nutrimento al lievito e favorire l'attivazione.

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Dopo aver aggiunto il lievito secco all'acqua, mescolate delicatamente e lasciatelo riposare per circa 10 minuti. Durante questo periodo, il lievito inizierà a formare una leggera schiuma in superficie, segno che si è attivato correttamente e può essere incorporato all'impasto. Se, dopo il tempo di riposo, non si osserva alcuna schiuma o effervescenza, potrebbe significare che il lievito non è più attivo e non garantirà una buona lievitazione.

La quantità di acqua necessaria per la riattivazione varia in base alla ricetta, ma in generale si consiglia di utilizzare una proporzione di 5 parti di acqua per 1 parte di lievito. Una volta riattivato, il lievito deve essere utilizzato subito, per evitare che perda la sua efficacia.

In alcune preparazioni, come quelle che prevedono una lievitazione lunga o una biga, il lievito di birra secco può essere mescolato direttamente alla farina senza riattivazione, purché l'impasto preveda un adeguato tempo di riposo e idratazione.

Conversione: quanto lievito secco usare al posto del lievito fresco?

Il rapporto standard tra lievito di birra fresco e lievito di birra secco è di circa 3:1, il che significa che 3 parti di lievito fresco corrispondono a 1 parte di lievito secco. Un classico panetto di lievito fresco da 25 grammi, comunemente utilizzato in molte ricette di lievitati, può essere sostituito da circa 7-8 grammi di lievito secco liofilizzato. Questo rapporto è importante perché il lievito fresco contiene più umidità rispetto alla sua versione secca, che ha un maggiore potere lievitante in proporzione al peso.

Per fare un esempio pratico: se una ricetta richiede 10 grammi di lievito fresco, è sufficiente utilizzare circa 3-4 grammi di lievito secco. Per dosare con precisione il lievito secco, può essere utile disporre di una bilancia da cucina che permetta di misurare quantità così ridotte.

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Questa conversione è particolarmente utile nelle preparazioni domestiche. Occorre sempre tenere a mente, infatti, il lievito secco ha una durata di conservazione più lunga rispetto al lievito fresco, che è più deperibile e deve essere conservato in frigorifero. In alternativa, il lievito fresco può essere congelato per un breve periodo, ma il lievito secco rimane la scelta migliore in termini di praticità e conservazione a lungo termine.

Tuttavia, è sempre consigliabile leggere attentamente la ricetta e le indicazioni specifiche. Alcune ricette, infatti, potrebbero richiedere una maggiore o minore quantità di lievito in base al tipo di impasto, ai tempi di lievitazione e alla temperatura ambientale.

Tabella di conversione rapida

Per facilitare la conversione tra lievito fresco e secco, ecco una tabella di riferimento rapida:

Lievito fresco (g)Lievito secco (g)
257-8
103-4
51.5-2

Sostituire il lievito madre con il lievito secco

Sostituire il lievito madre con il lievito di birra secco richiede un po’ di attenzione, poiché si tratta di due elementi con caratteristiche diverse. Il lievito madre è un agente lievitante naturale che dona al pane una complessità di sapore e una struttura diversa rispetto al lievito di birra. Tuttavia, è possibile effettuare una sostituzione in maniera empirica. Ad esempio, se la ricetta prevede 100 g di lievito madre solido, è possibile sostituirlo con circa 1,5 g di lievito di birra secco, tenendo conto che il lievito secco agisce più rapidamente rispetto al lievito madre, che richiede tempi di lievitazione più lunghi.

Lo stesso principio vale per il licoli, ossia il lievito madre a coltura liquida. Anche in questo caso, il lievito secco può essere usato come sostituto, ma bisogna considerare che il licoli, essendo più idratato rispetto al lievito madre solido, comporta una diversa gestione dell’umidità nell’impasto. Quando si effettua questa sostituzione, è consigliabile ridurre leggermente la quantità di liquidi nell’impasto per mantenere la consistenza desiderata.

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Sebbene la sostituzione non riproduca esattamente il sapore e la consistenza che solo il lievito madre può conferire, il lievito secco è una valida alternativa per chi cerca una lievitazione più rapida e una gestione più semplice dell’impasto, mantenendo comunque una buona struttura e fragranza nel prodotto finale.

Lievito secco per biga e poolish

Il lievito di birra secco è ideale anche per la preparazione di prefermenti come biga e poolish, due tecniche molto utilizzate per conferire maggiore complessità di sapore e una migliore struttura agli impasti. Per realizzare una biga, si può seguire una formula semplice: utilizzare 1 kg di farina con una forza di circa W350, 450 g di acqua e 3,5 g di lievito di birra secco. La biga è un prefermento molto denso, che richiede una lunga fermentazione e permette di ottenere prodotti finali con una buona alveolatura e una fragranza intensa.

Per quanto riguarda il poolish, la quantità di lievito di birra secco da utilizzare varia a seconda del tempo di fermentazione desiderato. Ad esempio, per un poolish che fermenta per 8-12 ore, è possibile utilizzare 200 g di farina, 200 g di acqua e circa 1 g di lievito di birra secco.

Lievito fresco e lievito secco: differenze e analogie

Il lievito di birra è un agente lievitante che aiuta gli impasti a crescere di volume durante un tempo di riposo. È un lievito naturale tra i più conosciuti ed utilizzati. Viene chiamato lievito “di birra” perché prima veniva estratto dai depositi della fermentazione dei mosti di birra. Esistono due tipi principali: lievito di birra fresco e lievito di birra disidratato (secco).

Il lievito di birra fresco si presenta in cubetto e va conservato in frigorifero ad una temperatura compresa tra i 2 e gli 8°C. Prima di essere utilizzato va tenuto a temperatura ambiente e poi solitamente sciolto in un liquido. Al contrario della versione secca, il lievito di birra fresco ha una scadenza limitata per cui va consumato entro un breve arco temporale.

Il lievito di birra secco, invece, si ottiene dalla liofilizzazione delle cellule di Saccaromyces Cerevisiae di cui è composto il lievito fresco. Con questo processo viene rimossa l’acqua presente all’interno di queste cellule ed è proprio questo che ci consente di conservare più a lungo questo lievito, rispetto a quello fresco.

La differenza principale tra lievito fresco e lievito secco risiede nel dosaggio. La conversione canonica ci dice che 3 g di lievito di birra fresco corrispondono a 1 g di lievito di birra secco. Di conseguenza un panetto da 25 g di lievito fresco corrisponde a 7 g di lievito disidratato (solitamente una bustina) ed è la dose solitamente consigliata per 500 g di farina.

Consigli per l'uso del lievito

  • Conservazione: Il lievito secco si conserva molto più a lungo del lievito fresco. Una volta aperta la bustina, il tempo di conservazione si riduce. Il lievito, insieme alla farina, è uno di quegli ingredienti che non dovrebbe mai mancare negli armadi di cucina.
  • Storia: Secondo alcune fonti storiche, il lievito è conosciuto sin dal tempo degli egizi. Questi, pur non avendone ben compreso il funzionamento, avevano capito che era un elemento imprescindibile per preparare il pane. L’utilizzo del lievito di birra è continuato attraverso i secoli, per il processo di panificazione e, da qui anche il nome, per la produzione della birra.
  • Pasteur: L’importanza del lievito però non fu chiarita e spiegata fino al 1857 quando, a pochi anni dalla scoperta delle cellule, si capì cosa realmente fosse e cosa facesse. Louis Pasteur, in quell'anno, comprese che aggiungere il lievito ai preparati attivava un processo di fermentazione.
  • Tipi di lievito: I lieviti possono essere naturali o chimici. Nel lievito naturale è l'elemento vivente a consentire la fermentazione, mentre la caratteristica peculiare di quelli chimici è l'assenza di tempi di lievitazione, perché questi lieviti producono anidride carbonica (e quindi l'aumento di volume), direttamente nella fase di cottura: è il caso per esempio del lievito per dolci in bustina.

Fattori che influenzano la quantità di lievito

La quantità di lievito da utilizzare in una ricetta non dipende solo dal tipo di lievito, ma anche da una serie di altri fattori, tra cui:

  • Tipo di farina: farine più forti (con più glutine) e farine integrali richiedono generalmente tempi di lievitazione più lunghi e talvolta una quantità leggermente maggiore di lievito.
  • Idratazione dell'impasto: impasti più idratati tendono a lievitare più velocemente.
  • Temperatura dell'ambiente: la temperatura ideale per la lievitazione è tra i 25°C e i 28°C. Temperature più basse rallentano la lievitazione, mentre temperature troppo alte possono danneggiare il lievito.
  • Tempo di lievitazione desiderato: lievitazioni brevi richiedono più lievito, mentre lievitazioni lunghe (anche 24 ore o più) possono essere realizzate con quantità minime di lievito, esaltando sapore e digeribilità del prodotto finale.
  • Tipo di preparazione: pane, pizza, panettoni, brioche, focacce… ogni preparazione ha le sue esigenze specifiche in termini di lievitazione e quantità di lievito.

In linea di massima, per il lievito di birra fresco, si utilizza generalmente una percentuale compresa tra l'1% e il 3% rispetto al peso della farina. Ad esempio, per 500 grammi di farina, si utilizzano circa 5-15 grammi di lievito fresco.

Per il lievito di birra secco, la percentuale si riduce allo 0.3%-1% rispetto al peso della farina, quindi per 500 grammi di farina, si utilizzano circa 1.5-5 grammi di lievito secco. Questi sono valori indicativi, da adattare in base ai fattori sopra elencati e alla specifica ricetta.

Per il lievito chimico, le dosi sono generalmente indicate nella ricetta e dipendono dal tipo di dolce e dalla quantità di farina. Un dosaggio comune è di circa 1 bustina (16 grammi) per 500 grammi di farina, ma è sempre meglio seguire le indicazioni specifiche della ricetta.

Consigli utili per un utilizzo ottimale del lievito

  • Verifica la scadenza: sia per il lievito di birra secco che per il lievito chimico, controlla sempre la data di scadenza sulla confezione. Lievito scaduto potrebbe aver perso la sua efficacia.
  • Conserva correttamente il lievito: il lievito di birra secco va conservato in un luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore e umidità. Una volta aperto, è consigliabile conservarlo in un contenitore ermetico in frigorifero. Il lievito chimico va anch'esso conservato in luogo fresco e asciutto.
  • Attiva correttamente il lievito secco attivo: se utilizzi lievito secco attivo, segui attentamente le istruzioni per la riattivazione. Utilizza acqua tiepida (non calda, altrimenti si danneggia il lievito) e un pizzico di zucchero. Verifica che si formi una schiumetta in superficie dopo 10-15 minuti, segno che il lievito è attivo.
  • Non esagerare con il lievito: utilizzare troppo lievito non significa ottenere una lievitazione più rapida o un prodotto migliore. Al contrario, un eccesso di lievito può dare un sapore sgradevole all'impasto e compromettere la struttura del prodotto finale.
  • Sii paziente con la lievitazione: la lievitazione è un processo che richiede tempo. Non accelerare forzatamente la lievitazione aumentando la temperatura in modo eccessivo, ma permetti all'impasto di lievitare gradualmente nel tempo indicato dalla ricetta, o anche più a lungo per una maggiore digeribilità e sapore.
  • Osserva l'impasto: impara a riconoscere i segni di una corretta lievitazione. L'impasto deve raddoppiare o triplicare di volume (a seconda della ricetta), diventare soffice e leggero, e presentare una superficie liscia e leggermente bombata.

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