La Vera Storia della Pizza: Chi È Stato il Genio Dietro Questo Iconico Piatto?

La domanda "chi ha inventato la pizza?" evoca immediatamente immagini di forni a legna fumanti, profumo di basilico e pomodoro, e magari la figura romantica di un pizzaiolo napoletano. Tuttavia, scavando un po' più a fondo nella storia, scopriamo che la risposta è molto più complessa e affascinante di quanto si possa immaginare. Invece di un singolo inventore, la pizza è il risultato di una lunga evoluzione culinaria, un viaggio attraverso i secoli e le culture, che ha portato a uno dei cibi più amati e diffusi al mondo.

Dalle Focacce Antiche alla Pizza Primordiale

Per comprendere le origini della pizza, dobbiamo fare un salto indietro di millenni, ben prima del pomodoro e persino del Medioevo. L'idea di cuocere un impasto piatto su una pietra calda o in un forno è antichissima. Già nell'antico Egitto, in Grecia e a Roma, esistevano forme di pane piatto, simili a focacce, che venivano condite con erbe, spezie e olio d'oliva. Questi antenati della pizza erano alimenti semplici e nutrienti, consumati dalle classi popolari e dai soldati. Pensiamo, ad esempio, allafocaccia romana, una sorta di pane basso e largo, spesso cotto sotto la cenere o su pietre roventi.

Il termine "pizza" stesso ha radici incerte, ma una delle teorie più accreditate lo fa derivare dal latino volgare "pìnsa", participio passato del verbo "pìnsere", che significa "pestare", "schiacciare", "macinare". Questo rimanda direttamente all'azione di stendere l'impasto. Un documento del 997 d.C. proveniente da Gaeta, in Italia, menziona per la prima volta in forma scritta la parola "pizza" in latino volgare, indicando un pagamento in "duodecim pizze" (dodici pizze). Questo documento, un contratto di affitto di un mulino, testimonia che già mille anni fa, una forma di pizza esisteva e aveva un valore economico.

Nel corso del Medioevo, in diverse regioni italiane, si continuano a preparare focacce e pani piatti, spesso cotti nei forni comuni dei villaggi. Questi pani potevano essere semplici, conditi solo con sale e olio, oppure arricchiti con aglio, cipolle, erbe aromatiche, o anche avanzi di cibo. A Napoli, in particolare, si sviluppa una tradizione di focacce più elaborate, vendute per strada e consumate dal popolo. Queste "pizze" medievali erano ancora lontane dalla pizza moderna, mancando l'ingrediente chiave: il pomodoro.

L'Arrivo del Pomodoro e la Nascita della Pizza Napoletana

Il pomodoro, originario delle Americhe, arriva in Europa nel XVI secolo, ma inizialmente viene accolto con diffidenza. Considerato esotico e persino velenoso (probabilmente a causa della tossicità delle foglie e del fusto della pianta, e per la sua appartenenza alla famiglia delle Solanacee, che include piante velenose come la belladonna), il pomodoro impiega tempo per essere accettato e integrato nella cucina europea. Solo verso la metà del Settecento, il pomodoro inizia a diffondersi nel Sud Italia, in particolare nella regione di Napoli, dove il clima caldo e soleggiato si rivela ideale per la sua coltivazione.

Fu proprio a Napoli che avvenne l'incontro magico tra la focaccia e il pomodoro, dando vita a una prima forma di pizza rossa. Le pizze napoletane del Settecento erano ancora semplici, spesso condite solo con pomodoro, aglio, olio e origano. Venivano vendute per strada da venditori ambulanti e consumate dalle classi popolari come cibo economico e sostanzioso. Queste pizze erano molto diverse dalle raffinate creazioni che conosciamo oggi, ma rappresentavano un passo fondamentale verso la pizza moderna.

Nel corso del XVIII e XIX secolo, a Napoli, la pizza diventa sempre più popolare. Nascono le prime pizzerie, luoghi dedicati esclusivamente alla preparazione e vendita di pizza. Una delle pizzerie più antiche e famose, ancora oggi in attività, è l'Antica Pizzeria Port'Alba, aperta a Napoli nel 1738 (anche se trasferita nella sede attuale nel 1830 circa). Inizialmente una rivendita ambulante, Port'Alba divenne una vera e propria pizzeria, frequentata da artisti, studenti e gente comune. La pizza napoletana si evolve, si arricchisce di nuovi ingredienti (mozzarella, basilico), e diventa un simbolo della città.

Il Mito di Margherita e l'Ascesa della Pizza a Simbolo Nazionale

La storia più celebre, e forse più romanzata, sulla nascita della pizza moderna è quella legata alla Regina Margherita di Savoia. Si racconta che nel giugno del 1889, in occasione di una visita reale a Napoli, il pizzaiolo Raffaele Esposito della pizzeria Brandi (successore della storica pizzeria Pietro e Basta Cosi) creò per la regina tre pizze diverse. La regina, stanca della cucina francese, apprezzò particolarmente una pizza condita con pomodoro, mozzarella e basilico, i colori della bandiera italiana. In onore della sovrana, Esposito battezzò questa pizza "Margherita".

Sebbene questa storia sia affascinante e contribuisca al mito della pizza, è importante precisare che la pizza Margherita non fu un'invenzione del 1889. Pizze con pomodoro, mozzarella e basilico esistevano già da tempo a Napoli. L'episodio della regina Margherita ebbe piuttosto un valore simbolico e mediatico, contribuendo a nobilitare la pizza, a farla conoscere anche al di fuori dei confini napoletani e a associarla all'immagine dell'Italia unita e patriottica. La pizza Margherita divenne un classico, un simbolo della semplicità e dei sapori italiani, e contribuì enormemente alla diffusione della pizza nel mondo.

La Pizza Oggi: Tra Tradizione e Innovazione

Nel corso del XX secolo, la pizza ha conquistato l'Italia e il mondo intero. Da cibo popolare e regionale, è diventata un fenomeno globale, adattandosi ai gusti e alle culture locali, ma mantenendo sempre un legame con le sue radici napoletane. La pizza si è diversificata in mille varianti: dalla pizza napoletana STG (Specialità Tradizionale Garantita), che segue un rigido disciplinare per la preparazione e gli ingredienti, alle pizze regionali italiane, ognuna con le sue specificità, fino alle innumerevoli interpretazioni internazionali, a volteCreative, a volte discutibili, ma sempre testimonianza del fascino universale della pizza.

Oggi, la pizza è molto più di un semplice cibo. È un simbolo di convivialità, di famiglia, di amici riuniti attorno a una tavola. È un'espressione di creatività culinaria, un terreno di sperimentazione per pizzaioli che cercano nuove combinazioni di ingredienti, impasti alternativi, tecniche di cottura innovative. La pizza è un patrimonio culturale immateriale, riconosciuto dall'UNESCO (l'Arte del Pizzaiuolo Napoletano è stata iscritta nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità nel 2017). È un mito italiano che continua a evolversi, a reinventarsi, ma che conserva intatto il suo spirito originario: un cibo semplice, gustoso, accessibile a tutti, capace di unire culture e generazioni.

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