Introduzione
La storia dei biscotti Vicenzi è un racconto di passione, tradizione e innovazione, che affonda le sue radici nel lontano 1905. Da una piccola pasticceria artigianale a un gruppo industriale di successo internazionale, Vicenzi ha saputo conquistare i palati di tutto il mondo, mantenendo intatta la qualità e l'autenticità dei suoi prodotti.
Le Origini: Il Sogno di Matilde Vicenzi
Tutto ebbe inizio a San Giovanni Lupatoto, alle porte di Verona, quando nel 1905 Matilde Vicenzi aprì un laboratorio artigianale per la produzione di pane e biscotti. Con dedizione, cura per il dettaglio e rispetto per le ricette tradizionali, Matilde gettò le basi di quella che sarebbe diventata una vera e propria eccellenza italiana. Matilde Vicenzi intraprende la sua avventura imprenditoriale, scegliendo di gestire un piccolo forno con annessa pasticceria a San Giovanni Lupatoto, in provincia di Verona. Con la sua passione per i dolci classici di pasticceria, Matilde Vicenzi gestisce un piccolo forno e laboratorio artigianale che conquista tutti i veronesi, dai più grandi ai più piccoli.
La Trasformazione: Giuseppe Vicenzi e l'Industrializzazione
Ma è stato Giuseppe, nipote di Matilde, a trasformare l’impresa artigianale di Matilde in un’industria che produce un’ampia gamma di prodotti da forno di alta qualità. Cresciuto osservando la nonna, Giuseppe ha dimostrato fin da piccolo una grande passione per la pasticceria. Giuseppe Vicenzi, classe 1932, arriva in azienda ogni giorno intorno alle 9 ed esce non prima delle 19,30: «Ultimamente me la prendo un po’ più comoda». In azienda da quando aveva 16 anni, ha trasformato l’intuizione della nonna Matilde Vicenzi - fare dolci per arrontondare le entrate del negozio di panetteria, soprattutto dopo che il marito era diventato cieco e c’erano quattro figli da crescere - in un gruppo che vende in 110 Paesi il 30% del fatturato, con una forte presenza in Nord America, Medio Oriente, Paesi del Golfo.
Giuseppe Vicenzi, nipote di Matilde, si appassiona sin da piccolo all’arte della pasticceria italiana, osservando la dedizione della nonna. Spinto dalla sua naturale intraprendenza e guidato dal suo straordinario intuito, Giuseppe Vicenzi inizia a partecipare all’attività di famiglia, assumendone le redini nel 1963 e trasformando il piccolo laboratorio artigianale in una grande industria, ancora oggi a conduzione familiare.
Alla guida dell’azienda dal 1963, Giuseppe ha investito nel processo di industrializzazione e ha acquisito lo stabilimento di San Giovanni Lupatoto, tuttora sede dell’azienda. L’idea di Giuseppe Vicenzi è quella di implementare processi produttivi su larga scala all’interno del laboratorio artigianale della famiglia Vicenzi.
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A soli 14 anni Giuseppe Vicenzi riceve dalla famiglia il regalo più atteso: la Melzi, una macchina automatizzata per la produzione di biscotti, che rappresenta il primo passo verso la standardizzazione della produzione del laboratorio artigianale di famiglia. Giuseppe Vicenzi investe le sue risorse per trasformare la produzione da artigianale ad industrializzata, consentendo di raggiungere più consumatori finali.
Negli anni ’70 importa dal Giappone un macchinario che consente la produzione industriale della pasta sfoglia. Nascono così le famose Millefoglie, 192 strati di croccante sfoglia che sono diventate uno dei prodotti iconici dell’azienda. La curiosità ed il desiderio di innovazione di Giuseppe Vicenzi lo portano ad intraprendere un viaggio in Giappone, dove acquista una speciale macchina dedicata al settore dolciario.
I primi documenti ufficiali dell’attività sono del 1905. Il signor Giuseppe racconta che non era fatto per studiare: «Bocciato due volte, mia mamma mi ha mandato a Milano da parenti per imparare la partita doppia. Il pomeriggio andavo a piedi in piazza Duomo, all’andata guardavo tutte le pasticcerie a destra, al ritorno quelle a sinistra».È il padre di Giuseppe, Angelo, a svoltare decisamente sulla pasticceria: il laboratorio di Matilde diventa troppo piccolo (ora è un punto vendita dei dolci Vicenzi), ci si allarga, ma la produzione è tanta che il vecchio forno a vapore esplode. Uno zio che possiede due panifici dona il primo pezzo di terra «per tirarte su un capanonsin vicino alla cabina dell'elettricità», bene raro a quei tempi.
Nell’Italia del dopoguerra i biscotti erano arrivati a tavola dopo la polenta e il pane: pochi tipi e semplici, prodotti da grandi aziende. Come ricavarsi uno spazio? «Tutti facevano biscotti, perfino i farmacisti. Allora ho pensato: scelgo un prodotto solo e divento il numero uno. Ho scelto l’amaretto, che non era così diffuso, e anche per chi lo faceva era una seccatura. Ho detto a un cliente bergamasco che non avrei fatto più frollini normali, e gli ho rimandato indietro il suo assegno. Mi dicevano: sito mato?». Tre turni solo per gli amaretti, poi un’altra linea e ancora una terza recuperata da un’azienda che chiudeva per 200mila lire. Alla fine perfino i pochi concorrenti avevano smesso di produrre amaretti.
E visto che la formula aveva funzionato, perché non rilanciare? «L’appetito vien mangiando, e ho scelto il savoiardo, che in Italia quasi nessuno faceva più, e quei pochi che si trovavano erano scadenti e cattivi». Vicenzi ordina una linea produttiva su misura in Belgio, ma i biscotti restavano invenduti. Con i magazzini pieni, mentre investe su uno stabilimento più grande, di nuovo si sente dire: te si mato. «Non avevo un ufficio marketing, ma ho capito da solo che il problema era la scatola: troppo bella, le persone non li compravano. Ho cambiato confezione e sono diventato il primo anche nei savoiardi». Pioniere anche nell’export, Giuseppe decide di evitare quello che succede sempre: «Quando te si bravo, i te copia. E all’estero c’è chi manda prodotti di bassa qualità, a prezzi stracciati: non potevo permetterlo». È nato così il disciplinare del savoiardo, pubblicato il 1° agosto 2005 sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e che prescrive, fra l’altro, l’utilizzo di sole uova intere di categoria A in misura non inferiore al 26%. Vicenzi ne mette il 30 per cento.
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Ma l’appetito c’è ancora: è la volta della pasta sfoglia, e questa volta il macchinario giusto arriva dritto dal Giappone. Nessuna mano umana può stendere più sottile la pasta né dare così tante pieghe spalmate di burro: «Perché noi siamo pasticceri, non lattai, non pastai», spiega dando un buffetto ideale ai concorrenti. A proposito di lattai: quando il commissario liquidatore di Parmalat mette in vendita gli asset non strategici, Vicenzi porta a casa Grisbì e Mister Day. E per la prima volta nella sua storia, trema: «Serviva crescere, raggiungere le dimensioni giuste per essere competitivi. In una notte siamo passati da 200 a 600 dipendenti. Tutti pensavamo saremmo entrati in crisi, noi ne siamo usciti più forti».
La Nascita del Gruppo Vicenzi e l'Espansione Internazionale
La vera svolta, però, è avvenuta nel 2005, quando Giuseppe Vicenzi ha acquisito il ramo prodotti da forno di Parmalat, con i brand Grisbì e Mr.Day. L’azienda si trasforma così nel Gruppo Vicenzi S.p.A. con 360 dipendenti, tre stabilimenti produttivi in Italia, 12 linee di produzione e centinaia di milioni di fatturato. Nel 2005, poi, Giuseppe Vicenzi compie una scelta importante: acquisire l’intero ramo di prodotti da forno di Parmalat, che comprendeva i marchi Grisbì e Mr.Day. Entrano così a far parte di Vicenzi Group i brand Grisbì e Mr.Day, dedicati rispettivamente alla produzione di biscotti di frolla ripieni di cremose farciture e alla realizzazione di golose merende per la pausa della Generazione Z.
Oggi Vicenzi, guidata dalla quarta generazione della famiglia, è sinonimo di italianità e qualità anche all’estero. I suoi prodotti sono esportati in quasi 100 paesi, portando le dolcezze della nostra tradizione sulle tavole di milioni di famiglie. Un vero ambasciatore del Made in Italy, che ha saputo mantenere salde le proprie radici pur aprendosi al mondo. L’esportazione di Vicenzi Group tocca quota 110 Paesi: il Gruppo rifornisce la GDO, il settore HoReCa, i distributori ed i corner di tutto il mondo con i suoi prodotti.
Nel mondo dell’industria dolciaria, pochi brand riescono a mantenere un equilibrio così solido tra tradizione artigianale e visione industriale globale come il Gruppo Vicenzi. La traiettoria di crescita di Vicenzi è stata guidata da scelte imprenditoriali ponderate, una forte attenzione alla qualità e una visione di lungo termine. Dagli inizi come piccola pasticceria familiare, l’azienda ha progressivamente automatizzato e ampliato i propri processi produttivi.
Oggi Vicenzi è presente in 97 Paesi. Il Gruppo ha consolidato la propria presenza internazionale attraverso distributori, private label, collaborazioni B2B e la partecipazione alle principali fiere di settore. Abbiamo sempre creduto in un’innovazione che non tradisse la nostra identità. La storia aziendale del Gruppo Vicenzi è un esempio virtuoso per tutte le aziende dolciarie italiane che puntano a espandersi all’estero senza snaturare le proprie radici. Il Gruppo Vicenzi nasce nel 1905 a Verona, come piccola pasticceria fondata da Matilde Vicenzi. La crescita aziendale di Vicenzi è stata guidata da investimenti in tecnologia, acquisizioni strategiche come quella dei marchi Grisbì e Mr. Vicenzi esporta in 97 Paesi, con focus in Europa, Medio Oriente, Stati Uniti e Asia. Sì. Sono numeri in continua crescita quelli dell’export di Vicenzi Industria Dolciaria. Una voce che nel 2020 valeva il 30% sul fatturato totale da 124 milioni di euro della storica azienda veneta, presente sugli scaffali dei più importanti mercati internazionali. Un risultato frutto dell’importante lavoro di promozione fatto anche all’estero grazie alle più importanti certificazioni (fra le quali kosher, halal e gluten free), quindici linee di produzione automatizzate e soprattuto un dipartimento marketing molto strutturato.
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Dall’America, al Medio Oriente e fino all’Est asiatico il celebre logo ‘Matilde Vicenzi’ rappresenta quindi la pasticceria italiana ma anche alcuni dei suoi scorci più affascinanti come Roma, Venezia e le Cinque Terre raffigurati sulle speciali confezioni metalliche. La diversificazione del packaging rappresenta infatti un altro valore aggiunto nella politica estera del brand, come nel caso dei “Season’s greetings” per le feste o le ricorrenze religiose. O ancora le particolari scatole di millefoglie - fatte dai 192 strati di pasta - che possono essere personalizzate a seconda della festività.
Prodotti Iconici e Innovazione
Vicenzi è famosa per una vasta gamma di prodotti, tra cui spiccano gli amaretti, i savoiardi Vincenzovo, le millefoglie e i Grisbì. L’azienda ha saputo innovare nel tempo, introducendo nuove tecnologie e processi produttivi all’avanguardia, senza mai perdere di vista la qualità degli ingredienti e l’autenticità dei sapori.
Negli anni ’60 Giuseppe ha investito nel processo di industrializzazione e ha iniziato a produrre inizialmente gli amaretti e in seguito, dopo aver acquistato una linea produttiva su misura in Belgio, i savoiardi Vincenzovo.
La filosofia Vicenzi si basa su valori chiari: selezione accurata delle materie prime, controllo rigoroso di ogni fase del processo produttivo e attenzione alle esigenze di una clientela sempre più attenta e consapevole. Il rispetto per le ricette originali - il ricettario di Matilde è ancora oggi gelosamente custodito - si sposa con la volontà di garantire prodotti sicuri e certificati, adatti anche a chi segue particolari esigenze alimentari.
Con un investimento di 4 milioni di euro per una nuova linea ad automazione completa i robot di ultima generazione, gestiti da intelligenza artificiale, entrano alla Vicenzi per produrre i bocconcini di sfoglia. Il prodotto, una volta cotto, deve essere farcito, raccolto in contenitori appositi e confezionato. Le macchine - chiariscono in azienda - non sono pensate per sostituire le persone, ma per affiancarle imitando i gesti del pasticcere tradizionale con estrema precisione e garantendo la migliore costanza e qualità. Così i robot gestiti dall’intelligenza artificiale si sincronizzano tra loro raccogliendo e imballando 1.100 pasticcini al minuto su una linea. L’elevata automazione della nuova linea permette di destinare il personale ad attività meno ripetitive e più elevate, migliorando anche la qualità di vita aziendale. Allo stesso tempo, consente di selezionare biscotti con requisiti qualitativi migliori, visto che il controllo della qualità visiva del prodotto (colore, forma) è affidato a un visore ottico della macchina, in grado di agire sulla base di un algoritmo software che riconosce i pezzi migliori. La nuova linea si inserisce in un programma di investimento realizzati dalla storica azienda a partire dal 2016. Negli ultimi tre anni sono stati investiti 15 milioni di euro sia in ricerca & sviluppo che nell’ammodernamento degli impianti, e una cifra analoga è stata programmata anche per il prossimo triennio.
Impegno per la Sostenibilità e l'Inclusione
Vicenzi è impegnata nella sostenibilità ambientale e sociale, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale e promuovere uno sviluppo sostenibile dell’attività produttiva. L’azienda ha redatto un Report di Sostenibilità e si impegna a ridurre l’uso della plastica, promuovere l’utilizzo di monomateriali e utilizzare imballaggi sostenibili. Vicenzi Group inizia ad adottare un approccio imprenditoriale dedicato ad una maggiore consapevolezza ambientale e ad uno sviluppo sostenibile dell’attività produttiva. Il Gruppo è quindi tra le prime realtà del settore a redigere un Report di Sostenibilità, che ha consentito di fissare obiettivi di sostenibilità sociale, economica ed alimentare.
Anche non religiose come nel caso del “Tiramisù day” sentitissimo negli States e irrealizzabile senza i classici savoiardi Vicenzi.
Ma il respiro internazionale dell’azienda non si limita al packaging o al marketing visto che Vicenzi sta puntando sempre di più anche sulla sostenibilità e il rispetto dell’ambiente. “Dopo quello del 2019 abbiamo da poco pubblicato il nostro nuovo nike ja 1 scratch report che ribadisce nike sabrina 2 sneaker release date il nostro impegno sulla riduzione dell’impatto ambientale e il raggiungimento di importanti obiettivi. Nei prossimi due anni - ha detto Merolla - vogliamo ridurre del 25% l’uso della plastica promuovendo l’utillizo di monomateriali al posto del multimateriale, riducendo il più possibile l’overpackaging e utilizzando imballaggi sostenibili. Attualmente ad esempio tutta la gamma Grisby usa carta riciclata mentre togliendo un involucro abbiamo ridotto del 30% la plastica nelle confezioni “Vincenzovo”.
Idee che riguardano anche la qualità delle materie prime: “Entro il 2023 - ha assicurato - vogliamo arrivare al 100% di uova ruspanti per la nostra produzione, mentre per lo zucchero vogliamo arrivare a coprire il 30% del fabbisogno totale con una fornitura italiana certificata. Infine abbiamo investito oltre 20 milioni di euro nella modernizzazione di ogni impianto e nei sistemi di automatizzazione. Vogliamo essere i migliori della classe - ha concluso - in un ambiente molto competitivo nel quale i nostri player sono molto aggressivi e ben strutturati. Il nostro obiettivo è garantire sempre qualità e coerenza dei prodotti”.
La crescita di Vicenzi Group comporta l’incontro con un pubblico sempre più ampio ed eterogeneo. Inizia così la realizzazione di prodotti che rispondano a maggiori richieste di inclusività alimentare: il reparto Ricerca e Sviluppo introduce le linee senza lattosio e senza glutine, ampliando il numero di ricette ed il portafoglio prodotti con alternative adatte a tutte le esigenze. Il reparto Ricerca e Sviluppo risponde agli obiettivi di inclusione alimentare ed asseconda le richieste di mercato con l’introduzione di prodotti vegani. Nel rispetto delle scelte alimentari e dei valori etici di ognuno, Vicenzi Group propone Grisbì Vegan, una frolla chiara con ripieno di crema alla gianduia certificata VeganOK e VegPack, riconoscimenti che lo identificano come prodotto 100% vegano.
Legame con il Territorio e Riconoscimenti
Vicenzi è profondamente legata al territorio veronese e promuove iniziative culturali e sociali a sostegno della città. L’azienda ha ricevuto numerosi riconoscimenti a livello internazionale, a testimonianza dell’eccellenza dei suoi prodotti. Nel 1980, con la sponsorizzazione del Festival Lirico dell’Arena di Verona, inizia la partnership tra Matilde Vicenzi e Fondazione Arena, ente promotore della rassegna operistica famosa in tutto il mondo. Nel 2013 il supporto del Gruppo alla città si allarga con il contributo all’allestimento della Stella di Verona, simbolo per antonomasia delle festività natalizie cittadine.
In occasione dei festeggiamenti per il Centenario di attività del brand Matilde Vicenzi, la società realizza progetti unici e stimolanti, volti a valorizzare il suo rapporto con il territorio e la città di Verona. Questo profondo legame viene evidenziato con la cura di una mostra fotografica sulla città scaligera e la pubblicazione del libro “Verona nel cuore di Vicenzi. Nel 2025 Matilde Vicenzi festeggia l’anniversario dei suoi 120 anni con un grande evento: l’allestimento della Matilde Vicenzi Lounge in Piazza dei Signori a Treviso è stata l’occasione perfetta per trasmettere al pubblico i valori di passione, qualità e tradizione dolciaria italiana che da sempre ci caratterizzano come Azienda.
Maggio 2021 rappresenta una tappa unica per la crescita professionale e personale di Giuseppe Vicenzi: il Presidente di Vicenzi Group viene infatti insignito della carica di “Cavaliere del Lavoro” da Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica.