L'immagine di una vecchina che sorseggia con piacere una tazza di cacao caldo evoca un senso di nostalgia e tradizione. Questa figura, nota come la "Vecchietta del Cacao", ha adornato per anni confezioni, affiches e pubblicità, diventando un'icona nel mondo del cioccolato. Ma chi era questa donna e qual è la storia delle aziende che hanno reso celebre la sua immagine?
Rosa Costanti: La Modella Dietro l'Icona
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la "Vecchietta del Cacao" non era una figura immaginaria, bensì una persona reale di nome Rosa Costanti. Abitante di Firenze, viveva all'ultimo piano di un palazzo in via Aretina (oggi via Gioberti). La figlia, Cesira, era custode e portiera dello stabile. In tarda età, Rosa, con il suo volto sereno e il sorriso dolce, divenne una modella richiesta da pittori fiorentini. Furono questi artisti a immortalarla in numerosi dipinti, tra cui quello famoso che la ritrae mentre gusta il cacao. Rosa Costanti visse a lungo, morendo a 96 anni durante la Prima Guerra Mondiale. Anche la figlia Cesira ebbe una vita longeva, raggiungendo i 101 anni.
Talmone: Pionieri del Cioccolato e Creatori dell'Immagine dei "Due Vecchietti"
La storia dell'immagine dei "due vecchietti" è strettamente legata a quella di Michele Talmone, che nel 1850 aprì il suo primo laboratorio di cioccolato a Torino, in Via Balbis. Grazie all'utilizzo di macchinari a vapore, la cioccolateria crebbe rapidamente, assumendo dimensioni industriali. Dopo la morte di Michele Talmone, l'attività fu portata avanti con successo dai suoi cinque figli. Fu uno di questi, nel 1890, a commissionare al cartellonista tedesco Oschner il disegno dei "due vecchietti".
L'immagine riscosse un grande successo tra il pubblico e, all'inizio del Novecento, apparve sulle prime scatole di latta. Queste confezioni, destinate anche all'esportazione, riportavano le istruzioni d'uso in quattro lingue, testimoniando la popolarità internazionale del cioccolato Talmone. Le scatole erano disponibili in diverse dimensioni, dai formati più grandi da 5 kg a quelli più piccoli da 1/16 kg, oltre ai "lattoni" per la vendita del prodotto sfuso.
In occasione dell'Esposizione di Torino del 1911, la Talmone creò il "Padiglione Egiziano", una riproduzione di un tempio egizio. Questo motivo fu ripreso anche sulle scatole di latta nelle due versioni: "Cioccolato delle Piramidi" e "Qualità Lusso". Lo stabilimento fu ampliato nel 1895 e rinnovato nel 1904 in stile Art Nouveau. Nel 1929, la Talmone si trasferì in corso Francia, confluendo poi nella Venchi-Unica in Piazza Massaua.
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UNICA e Venchi-Unica: Un'Evoluzione nel Mondo del Cioccolato
Nel 1924, dalla fusione di sei aziende, tra cui Michele Talmone e Moriondo e Gariglio, nacque UNICA. Nel 1934, UNICA si fuse con Venchi, dando origine alla VENCHI-UNICA, una società anonima di prodotti dolciari. Lo stabilimento modernizzato impiegava 3000 dipendenti. Un successo fu il lancio della nougatine, una caramella di croccante ricoperta di cioccolato e ripiena di crema. La Venchi Unica continuò ad impiegare una forza lavoro prevalentemente femminile e forniva anche un servizio interno di assistenza infantile ai figli delle operaie, allestendo un "nido dei bambini".
Durante la Seconda Guerra Mondiale, i lavoratori dell'azienda parteciparono attivamente alle agitazioni contro la guerra e il regime fascista. Nel dopoguerra, la Venchi Unica riprese con successo la produzione. Negli anni '50, la gamma dei prodotti Venchi fu completata dai prodotti della Cuba del Cav. Cussino, distribuiti in tutti i negozi della Talmone Venchi Unica. La fine degli anni '70 segnò un periodo di declino sotto la guida di Sindona.
Zàini: Una Lunga Storia Familiare al Femminile
Un'altra azienda con una lunga e interessante storia nel mondo del cioccolato è Zàini. Fondata nel 1913 da Luigi Zàini, l'azienda si distinse fin da subito per l'alta percentuale di donne nel suo organico. Già all'epoca, quasi la metà dei dipendenti erano donne, impiegate soprattutto nel settore del packaging, considerato fondamentale per presentare al meglio i prodotti Zàini al pubblico.
Un ruolo chiave nella storia di Zàini fu ricoperto da Olga Torri, che sposò Luigi Zaini in seconde nozze negli anni '20. Dopo la morte del marito, Olga guidò l'azienda per quasi vent'anni, contribuendo alla sua crescita e al suo successo. Fu Olga a dare il nome "Emilia" al celebre blocco di cioccolato fondente Zàini, precedentemente chiamato "Block". Questo cioccolato era particolarmente apprezzato perché poteva essere fuso senza l'aggiunta di latte.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Olga Zaini si impegnò nella ricostruzione degli stabilimenti, coinvolgendo tutti i dipendenti e garantendo loro un salario stabile. Nel 1955, cedette il comando ai figli Pietro e Vittorio, che continuarono a guidare l'azienda verso il ventunesimo secolo. La presenza femminile in Zàini è sempre stata significativa, sia per la necessità di personale con una buona manualità, sia per una cultura aziendale che ha sempre riconosciuto il merito e rispettato il lavoro di tutti, indipendentemente dal genere.
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Altre Curiosità e Tradizioni Legate al Cacao e al Cioccolato
Oltre alle storie delle aziende e dei personaggi iconici, il mondo del cacao e del cioccolato è ricco di curiosità e tradizioni. Ad esempio, a Vercelli si racconta la leggenda dell'Angelo della torre e del galletto Andreino, che trasforma i bambini in biscotti. Per festeggiare la sconfitta del galletto, a Vercelli vengono preparati i "biciulan", biscotti alla cannella.
Il caffè, spesso associato al cioccolato, è la bevanda più consumata al mondo dopo il tè. Diverse leggende narrano la sua scoperta in Etiopia. La prima "bottega del caffè" fu aperta a Venezia nel 1645. Esistono due qualità principali di caffè: arabica e robusta, quest'ultima con un contenuto di caffeina più elevato.
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