Un Panino, Una Birra e Poi... Alla Scoperta del Significato Nascosto delle Coincidenze

La vita è costellata di eventi che spesso liquidiamo come semplici coincidenze. Ma cosa si cela realmente dietro questi inaspettati intrecci di circostanze? In questo articolo, esploreremo il significato profondo delle coincidenze, andando oltre la definizione da vocabolario e addentrandoci nel concetto di sincronicità sviluppato da Carl Gustav Jung. Scopriremo come riconoscere le vere coincidenze e come interpretare i messaggi che l'universo ci invia attraverso di esse.

Coincidenze: Che Confusione!

Se cerchiamo il significato della parola "coincidenza" sul vocabolario, troviamo la seguente definizione: "Il coincidere, l'accadere simultaneo e fortuito di due o più fatti o circostanze diverse". Tuttavia, per comprendere appieno questo fenomeno, è necessario andare oltre le definizioni formali e addentrarsi nel concetto di sincronicità.

Sincronicità: Oltre la Semplice Coincidenza

Carl Gustav Jung, celebre psicanalista svizzero, non utilizzò mai la parola "coincidenza", preferendo coniare un termine nuovo e più preciso: "sincronicità". L'etimologia di questo termine è la seguente: "syn" deriva dal greco e significa "con, assieme" e "kronos", che significa "ora" ma che è anche l'antica divinità greca che rappresenta lo scorrere del tempo.

È importante non confondere la sincronicità con il "sincronismo", che definisce semplicemente due azioni avvenute nello stesso tempo ma senza alcuna correlazione o legame psichico. La sincronicità, invece, identifica tutti quei fenomeni influenzati da una correlazione psichica che esiste prima della realizzazione dell'evento stesso sul piano materiale.

Riconoscere le Vere Coincidenze

La maggior parte delle persone non conosce il vero significato della parola coincidenza. Un'espressione comune, quando si incontra un conoscente in un luogo inaspettato, è: "To', che coincidenza! Anche tu qua!". Ma in realtà, questo è più un destino incrociato che una coincidenza. Non vi è alcun coinvolgimento della mente in un evento simile.

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James Redfield, autore del bestseller mondiale La profezia di Celestino, illustra bene il concetto nel suo libro: "Se una mattina, andando al lavoro e prendendo la solita metropolitana di tutti i giorni, noti nel tuo stesso vagone la presenza di un uomo con un viso particolare; e se all'ora di pranzo, esci dal tuo ufficio e ti rechi al tuo solito bar per mangiare un panino e rivedi, lì seduto, quel viso particolare; e se poi la stessa sera decidi di portare fuori a cena tua moglie in un ristorante chic della città e, nel medesimo ristorante, rivedi per la terza volta quel viso particolare, che avevi incontrato la mattina in metropolitana e al bar, che sta cenando anche lui a pochi passi da te con sua moglie, ebbene, alzati e vatti a presentare!".

A volte i disegni dell'universo ci rimangono ignoti per molto tempo. Siamo quasi costretti a percorrere un sentiero che può risultare indigesto ma che, malgrado la fatica, alla fine porterà gioia e benessere.

Tuttavia, potremo definire un evento "coincidenza" solamente nel caso in cui, per esempio, avessimo pensato a quella persona pochi minuti prima di incontrarla. L'evento diventerebbe in questo modo straordinario perché mai avreste immaginato di imbattervi in lui appena girato l'angolo, migliaia e migliaia di chilometri distante dal vostro Paese.

Questo fenomeno accade abbastanza sovente con il telefono. Pensare a una persona che non vedete da tempo e sentire uno squillo per scoprire il suo nome sul display è una coincidenza molto importante. Capita così spesso che le persone devono valutare questo fenomeno con molta attenzione; infatti la sua potenza scaturisce dal tempo che è passato dall'ultima volta che si è avuto un contatto con questa persona. Un conto è se sono passati tre giorni, un altro è se sono trascorsi tre anni. Infatti le probabilità che la sincronizzazione mentale avvenga diventano enormi. "Mi sei venuto in mente e ti ho chiamato!" Succede sempre così quando ti telefonano.

Coincidenze come Opportunità

Questa coincidenza premonitrice diventa un'opportunità che l'universo vi mette a disposizione, una porta che si spalanca davanti al vostro destino e che dovete varcare. Una traccia segnata da un filo invisibile che attraversa i fatti importanti della vostra vita e che vi invita a prenderlo in mano e a seguirlo.

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Per ipotesi, quella persona che non sentivate da tempo potrebbe invitarvi, qualche tempo dopo, alla sua festa di compleanno e, andandoci, potreste incontrare una simpatica coppia di suoi amici con cui stringere amicizia. Questa coppia, qualche mese più tardi, vi potrebbe invitare a una cena a casa loro dove potreste incontrare una persona nuova e interessante con cui trascorrere delle ore libere, la quale a sua volta un giorno vi potrebbe presentare una sua cara amica di cui innamorarvi perdutamente.

Rimane altresì evidente che se la pigrizia o il malumore vi impediscono di andare a quella cena o quella festa, il vostro destino prenderà una piega diversa. In altre parole, potrete rallentare così che un evento non accada ora ma in un'altra fase della vostra vita, ma non potrete evitarlo. Le nostre possibilità di modificare ciò che è stato già prestabilito sono molto poche e si collocano sulla linea orizzontale della nostra vita. Si potrà ritardare o anticipare certe decisioni o cambiamenti che comunque, prima o poi, dovremo affrontare.

"Dicasi coincidenza un fatto accidentale che casuale non è"

Questa definizione spiega in modo sintetico come il caso non esiste e che un fatto all'apparenza accidentale, imprevisto, abbia invece un suo profondo significato. Per poter definire un evento "coincidenza" dovranno quindi coesistere due azioni: la prima che parte dalla nostra mente e la seconda dall'universo. In merito alla seconda, noi non dovremo avere nessuna influenza o dominio perché diversamente non potremmo più definirla coincidenza. Le due azioni si incontreranno sulla linea spazio-temporale quando meno ce l'aspetteremo.

Un Panino, Una Birra e un Incontro Inaspettato

Marco Marangone, si trovava in una spiacevole situazione finanziaria e non era soddisfatto del suo lavoro. I suoi capi gli dovevano molte mensilità e lui faticava a rimanere a galla con le spese. Una sera, dopo una giornata di discussioni in ufficio, mentre rientrava a casa, pensò che avrebbe voluto con tutto il cuore lasciare quell'azienda e trovare un nuovo posto di lavoro gestito da persone più serie e professionali. Gli venne voglia di bere una birra. Erano appena passate le otto di sera e molti negozi avevano già chiuso. Dopo qualche centinaio di metri, vide finalmente un bar aperto e si fermò. Il bar aveva un nome particolare, Strike, che nel gioco del bowling è il colpo che abbatte tutti i birilli con il lancio della prima boccia. Entrò e chiese una birra. Dopo pochi secondi sentì alle sue spalle qualcuno che lo chiamava. Si voltò e vide un suo vecchio amico che non sentiva da dieci anni. Si abbracciarono e si sedettero insieme. Marco gli raccontò le sue disavventure lavorative e il suo amico lo ascoltò con attenzione. Lo lasciò parlare e infine gli sorrise. Lo informò, infatti, che era appena tornato in città, che stava aprendo un'attività identica a quella dove lavorava Marco, che cercava personale professionale e soprattutto affidabile e che quindi era ben felice di fargli una buona proposta per un incarico di responsabilità!

Questa storia ha il sapore del magico perché l'apparente casualità degli eventi le ha dato una potenza inattesa. Un disegno che è partito da un pensiero/desiderio di Marco nel voler cambiare al più presto lavoro e una improvvisa decisione di fermarsi a bere una birra. Anche in questo caso, le probabilità di entrare proprio in quel bar (dal nome propiziatorio…) esattamente nel momento in cui si trovava lì anche un suo caro amico, che non vedeva da dieci anni, interessato a proporgli un lavoro, sono molto basse. Tutto era previsto. Ma da chi? Marco è stato forse "influenzato" nel suo desiderio di bere una birra, cosa che tra l'altro non era sua abitudine?

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Osservando l'evento da meri spettatori potremmo dedurre che un mosaico, all'apparenza indecifrabile, si stesse velocemente componendo per creare il disegno finale. Ora sono anche pronto a confermare che Marco possa aver agito sotto l'influenza di un angelo protettore. Ne sono convinto, soprattutto in base agli anni di ricerche e alle prove che ho raccolto.

La Coincidenza Numinosa: Un'Esperienza Sacra

Per poterla vivere pienamente e poterne apprezzare il messaggio, sarebbe meglio tenersela per sé. Ma questo, si sa, è molto difficile. L'animo umano è portato a confidarsi, raccontare, stupire. Fate attenzione però a scegliere bene i vostri interlocutori, perché l'invidia e l'ignoranza regnano sovrane in questo mondo. Una persona che vi ascolta, all'apparenza divertita e interessata, potrebbe celare un'invidia tale da portarla a sparlare o deridervi alle spalle. Nel momento in cui siete protagonisti di un fatto sincronico ringraziate l'universo del dono ricevuto e fatelo intimamente vostro. Jung la definì "coincidenza numinosa".

"Numinoso", secondo la definizione del teologo tedesco Rudolf Otto del 1917, significa: "L'esperienza peculiare, extra-razionale, di una presenza invisibile, maestosa e potente, che ispira terrore e attrae: tale esperienza costituirebbe l'elemento essenziale del 'sacro'". Ecco così che la coincidenza numinosa è una sincronicità mistica, intimamente illuminante e che riguarda esclusivamente chi l'ha vissuta.

Un Crocifisso a Central Park: Un Segno Divino

Come quella che accadde a un ricco imprenditore di New York, attivo nel settore edile, sposato con tre figli ma, soprattutto, grande devoto a Gesù Cristo. Ogni mattina, prima di recarsi al lavoro, entrava in chiesa e parlava con lui. La sua era una vita piena e felice fino a quando qualcosa cominciò ad andare storto. Un affare finito male, dove perse molti soldi, fu l'inizio di una catena inarrestabile di insuccessi e disgrazie. Nonostante la sua fede in Gesù, che supplicava ogni giorno affinché le sorti della sua azienda migliorassero, tutto continuò ad andare a rotoli. Cominciò a litigare con i figli che lo abbandonarono, e alla fine anche sua moglie lo lasciò. Quest'uomo, nonostante le avversità, confidava sempre in Gesù perché lo aiutasse e lo proteggesse. Ma le cose andavano sempre peggio, finì sul lastrico e gli pignorarono persino la casa.

Una mattina d'estate, si trovava a Central Park, era seduto da solo su una panchina quando iniziò a piangere. Si sentiva veramente esausto e sfinito. E proprio mentre si stropicciava la faccia per asciugarsi le lacrime che scendevano copiose, fece un pensiero disperato: "Gesù mio, se ora, in questo momento non mi dai una prova che tu esisti, io non ci credo più! Ti prego, dammi una prova che ci sei! Ora, Gesù mio, perché non ce la faccio più!".

Stava finendo di asciugarsi le lacrime quando, riaperti gli occhi, sobbalzò per lo stupore. Mentre piangeva, una bambina gli si era avvicinata silenziosamente per fargli uno scherzo e gli aveva messo proprio davanti agli occhi, ancora chiusi, un crocefisso in plastica bianco. L'uomo riaprì gli occhi e si ritrovò Gesù, come aveva chiesto, a un centimetro dal viso! La bambina, super eccitata, cacciò un urlo misto a una risata e corse via tutta soddisfatta dello scherzo.

Ma per quell'uomo non si era trattato affatto di un gioco, gli era accaduto qualcosa di così potente e meraviglioso che solo lui aveva potuto comprenderne a fondo il significato e il messaggio. Inutile raccontare che, dopo quel momento, l'uomo risalì la china e recuperò il lavoro, il denaro e l'onore. Divenne ancora più ricco e importante di prima. Cercò i figli e si ricongiunse a loro (ma non alla moglie…).

Analizzando il piccolo, all'apparenza insignificante, episodio di quella mattina a Central Park, la bambina sembrerebbe inviata dalle sfere celesti per "salvare" il figliol prodigo; ma se avessimo osservato la scena come spettatori esterni, seduti su una panchina di fronte al protagonista della nostra storia, avremmo visto semplicemente una bambina fare uno scherzetto a uno sconosciuto! La coincidenza numinosa si era svelata in tutta la sua purezza unicamente per il diretto interessato. Non ci sono prove, testimonianze, resoconti fotografici bensì la verità di quest'uomo, dettata da un animo semplice, che ha voluto condividere con il mondo intero la sua esperienza mistica. Diversamente oggi non sarei qui a raccontarvela. E, ancora una volta, potremmo sostenere anche che la bambina abbia agito sotto l'influenza di qualcuno. In un misterioso intreccio dei ruoli e delle parti veniamo, a nostra insaputa, guidati a compiere gesti utili a qualcun altro.

I Messaggi dell'Anima: Segnali sulla Via

Ogni essere umano vive le sue coincidenze quotidiane, e queste altro non sono che messaggi forniti dalla nostra anima, dai nostri angeli o spiriti guida; sono anche importanti aiuti per compiere il nostro disegno supremo. Uno scambio di frasi, un cartello, una musica alla radio, ogni fatto accaduto in un momento sincronico a un vostro bisogno diviene un messaggio a-casuale.

La mente è indispensabile per vivere nella società, ma ciò che riguarda noi stessi, l'interiorità più profonda, la nostra verità, la nostra essenza, i nostri talenti, dipende esclusivamente dall'anima. Le coincidenze sono come cartelli segnaletici che ci rimettono in carreggiata così da poter proseguire sul cammino della consapevolezza e dell'evoluzione.

La mente non ci aiuterà mai a capire perché siamo in questo mondo. Ci farà perdere nei labirinti delle risposte e delle opinioni. Il grande inganno della mente è proprio farci credere nelle illusioni, può assisterci nel sostituire una ruota ma non nel trovare lo scopo della nostra esistenza.

Le apparenze possono riguardare l'acquisire una posizione importante di lavoro, avere un ruolo soddisfacente di genitore o un'amicizia privilegiata con un personaggio famoso… L'Ego fa da leva sulla nostra vita sociale e relazionale gonfiandoci a dismisura. Quando l'Ego domina la nostra vita, significa che la mente ha occupato ogni spazio libero del nostro agire, incluso quello destinato all'anima.

Quando siamo protagonisti di momenti dolorosi o ingiusti, i pensieri della mente sono: "Lo sapevo, la vita è ancora una volta crudele con me", invece di porci domande come: "Qual è l'utilità di questo dolore, di questa esperienza? Che cosa posso apprendere? Quali sono i lati positivi di questa situazione?".

Il programma della nostra vita è già stato deciso prima di scendere in campo anche se poi ce lo siamo dimenticato. Sarebbe assai improbabile riuscire a vivere ricordandoci tutto quello che ci deve accadere. Non dimenticate che avete il libero arbitrio e che ognuno è libero di fare o non fare ciò che aveva previsto prima di nascere. Tuttavia il libero arbitrio agisce sullo spazio e sul tempo, sul quando e sul come, ma non può impedire che una destinazione decisa possa essere modificata.

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