Pavesini e Ringo: Storia e Innovazione dei Biscotti Iconici Italiani

Un viaggio attraverso la storia e l'evoluzione dei Pavesini e dei Ringo, due simboli della cultura dolciaria italiana, dalla loro nascita all'interno dello stabilimento Barilla di Novara fino al loro successo nazionale.

L'Eredità di Mario Pavesi e lo Stabilimento Barilla di Novara

Nello stabilimento Barilla di Novara, un'area di oltre 180mila metri quadrati, la produzione scorre incessante. Qui, dove i dipendenti si muovono su tricicli per coprire le lunghe distanze, nascono alcuni dei prodotti iconici di Mulino Bianco, come gli Abbracci, i Cuor di Mela e i Nascondini, oltre ai Ringo, le Gocciole, i Togo e, naturalmente, i Pavesini. Questo stabilimento, acquistato da Barilla nel 1994, continua la storia iniziata da Mario Pavesi nel 1952.

Con otto linee di produzione e una capacità produttiva massima di 105mila tonnellate di prodotti all’anno, lo stabilimento produce numeri impressionanti: più di 520 milioni di Abbracci, 330 milioni di Nascondini, 110 milioni di Cuor di Mela e 100 milioni di Cioccograno. Nel 2023, sono stati consumati 2.057.938 chili di uova, pari a ben 5.638 kg al giorno, mescolate a cacao e cioccolato responsabile, latte, marmellate di provenienza 100% italiana, zucchero e farina di grano tenero da agricoltura sostenibile.

Lo stabilimento di Novara celebra trent'anni di attività, ma le sue origini risalgono al 1953 con i prodotti Pavesi. Da quell'origine, continua a portare con sé l'esperienza, mantenendo le ricette originali dei prodotti più iconici come i Pavesini e i Ringo.

La Storia dei Pavesini: Dalla Tradizione Novarese al Successo Nazionale

Mario Pavesi, nato in provincia di Pavia ma novarese d'adozione, fu colpito da un prodotto della tradizione locale novarese e decise di riprodurlo su scala, spostando la produzione nella cittadina piemontese. È qui che i Pavesini prendono la loro forma definitiva: un biscotto piccolo, con poca umidità e per questo facilmente confezionabile e conservabile.

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Nel secondo Dopoguerra, nel 1952, l'esperienza del conflitto convinse Pavesi a puntare tutto sulla leggerezza del prodotto, in una sorta di espressione dell’Italia che rinasce e del boom economico. Dieci anni dopo, nasce anche il claim "è sempre l'ora dei Pavesini", nella campagna pubblicitaria ideata da Erberto Carboni, ancora oggi utilizzato.

La ricetta originale dei Pavesini, risalente al 1700, prevedeva farina, zucchero e uova. Nati nel 1937 con il nome “Biscotti di Novara”, furono riscoperti da Mario Pavesi, dopo la Seconda Guerra Mondiale nel 1952, diventando gli iconici “Pavesini”.

L'Innovazione dei Ringo: Un Biscotto Ispirato ai Beatles

Un'altra intuizione di Pavesi furono i Ringo, il primo biscotto italiano farcito con due cialde alla vaniglia che racchiudono uno strato di crema. Nei primi anni '60, i «Bon Bon Pavesi» venivano confezionati in sacchetti trasparenti per mettere in evidenza la golosità della farcitura alla crema.

Nel 1967, un'innovativa modifica alle linee di produzione permise di cuocere contemporaneamente due cialde di biscotto, una chiara alla vaniglia e una scura al cacao, assemblandole poi con la farcitura. Quel giorno nacquero i Ringo, impilati in una confezione a cilindro dai colori vivacissimi, e con un nome ispirato al celebre batterista inglese dei Beatles, Ringo Starr.

I Ringo, pubblicizzati da uno spot che diceva “di qua la vaniglia, di là c’è il cacao, in mezzo la crema”, divennero subito molto popolari tra i giovani, sia per il nome che faceva riferimento a Ringo Starr, sia per le indovinate campagne pubblicitarie che inneggiavano all’amicizia e alla solidarietà tra ragazzi sui campetti di calcio. L’idea venne a Mario Pavesi dopo un viaggio negli Stati Uniti, cercando qualcosa di adatto ai teen agers, un pubblico quindi leggermente più adulto rispetto a quello a cui si rivolgeva con i classici Pavesini.

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Ringo vs. Oreo: Un Confronto tra Biscotti Iconici

I Ringo sono spesso confrontati con gli Oreo, biscotti che rispondono allo stesso concept: due cialde tenute insieme da una farcia di crema. Un sondaggio ha rivelato che i Ringo sono preferiti perché meno dolci e meno pastosi e perché sono biscotti "storici".

Gli Oreo esistevano negli Stati Uniti fin dai primi del ‘900, prodotti per il mercato britannico e commercializzati dalla ditta Nabisco. Sbarcati in Italia da poco più di dieci anni, hanno mantenuto invariate le loro caratteristiche nella versione classica: due biscotti di colore molto scuro per l’utilizzo di cacao olandese, farciti da una dolce crema al latte.

L'Evoluzione Continua e l'Impegno per il Futuro

Lo stabilimento di Novara guarda al futuro, digitalizzandosi sempre di più, ad esempio con l'introduzione delle linee con sistema di divisione, utilizzate per esempio nella produzione dei nuovi Pavesini Double. Si investe in produzione e in tecnologie, con la campagna di assunzioni di giovani neolaureati per le figure di Process Improvement Line Leader, impiegati in attività di raccolta dati provenienti dal mondo industry 4.0 con l’obiettivo di ottimizzare i processi.

Federica Massari, Direttrice dello stabilimento, sottolinea l'impegno a investire in innovazione, integrando al lavoro il progresso scientifico senza mai allontanarsi dalla tradizione che caratterizza i prodotti da forno. Lo stabilimento è un polo d’eccellenza del mondo del bakery ed è fonte di orgoglio poter contribuire alla crescita e all’economia di un territorio che non smette mai di credere nel valore dell’industria.

Togo: Un'Altra Innovazione di Pavesi

Nel 1970, la gamma Pavesi si arricchì di un altro prodotto innovativo: Togo, un biscotto a forma di bastoncino, ricoperto di cacao e presentato in una confezione molto suggestiva. La prima campagna di Togo uscì nel 1972 e si rivolse a un target giovanile, nome e forma studiati per questo preciso posizionamento; un biscotto "sfizioso", divertente, capace di stare in un'allegra compagnia.

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Il Modello Pavesi: Innovazione nella Filiera Commerciale

Mario Pavesi non si concentrò solo sul prodotto, ma anche sulla filiera commerciale, prevedendo la sostituzione dei trasportatori dipendenti diretti con i “padroncini”, una figura che aggiunge ai suoi compiti anche il rapporto con i clienti e la gestione delle questioni amministrative e organizzative dell'azienda.

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