La torta di San Michele è un dolce ricco di storia e significato, legato alla festa del patrono di Bagnacavallo, San Michele Arcangelo. Questa delizia, preparata in occasione della sagra che si svolge nell'ultima settimana di settembre, rappresenta un ponte tra l'estate e l'autunno, un omaggio ai sapori della terra e un simbolo di fede.
Le Origini e il Significato della Festa di San Michele
La festa di San Michele a Bagnacavallo ha origini antichissime, risalenti ai primi secoli dell'anno Mille. Inizialmente, la celebrazione era caratterizzata dalla preparazione di focacce a base di miele e frutta secca, ingredienti semplici e genuini che rappresentavano i doni della natura al termine dell'estate. Queste focacce, antenate della moderna torta di San Michele, erano un modo per onorare l'arcangelo Michele, protettore della città e simbolo di forza e giustizia.
Il 29 settembre, giorno dedicato a San Michele, segnava tradizionalmente l'inizio della transumanza, il trasferimento delle greggi dalle montagne alle pianure per l'inverno. Questo periodo era accompagnato da pani di viaggio e focacce, alimenti nutrienti e facili da trasportare, che simboleggiavano la fatica e il ritorno a casa dopo il lungo viaggio stagionale.
San Michele, angelo guerriero e guida delle anime, raccoglie l'eredità ancestrale legata agli spostamenti e ai riti agricoli, che nell'antica Roma si celebravano a fine settembre, momento in cui si chiudevano i contratti stagionali siglando la fine dei lavori nei campi. Nel mondo cristiano l'arcangelo divenne un protettore del passaggio tra estate e inverno, colui che sta su una soglia pronto ad accompagnarci verso un nuovo tempo.
La Torta di San Michele: Un Simbolo della Tradizione Gastronomica di Bagnacavallo
La torta di San Michele, nella sua forma attuale, si è diffusa soprattutto a partire dagli anni Novanta, grazie a un concorso comunale che ha coinvolto forni e pasticcerie locali nell'intento di recuperare e reinterpretare la ricetta tradizionale. Il risultato è stato un dolce unico e inconfondibile, caratterizzato da una base di pasta frolla, una farcitura di crema gialla cotta e una generosa copertura di frutta secca.
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La ricetta del dolce di San Michele è stata riconosciuta come prodotto agroalimentare tradizionale dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.
Gli Ingredienti della Torta di San Michele
Gli ingredienti principali della torta di San Michele sono:
- Pasta frolla: una base friabile e gustosa, realizzata con farina, burro, zucchero, uova e scorza di limone.
- Crema gialla: una crema pasticcera vellutata e profumata, preparata con latte, zucchero, farina, tuorli e scorza di limone.
- Frutta secca: un mix di noci, mandorle, nocciole e pinoli, che conferisce al dolce un sapore ricco e una consistenza croccante.
- Gelatina di albicocche: una glassa lucida e dolce, che esalta il sapore della frutta secca e dona al dolce un aspetto invitante.
La Preparazione della Torta di San Michele
La preparazione della torta di San Michele richiede tempo e cura, ma il risultato è un dolce che ripaga ampiamente l'impegno profuso. Ecco i passaggi principali:
- Preparazione della pasta frolla: impastare velocemente la farina con il burro freddo a cubetti, lo zucchero, le uova, la scorza di limone e un pizzico di sale. Formare un panetto, avvolgerlo in una pellicola e lasciarlo riposare in frigorifero almeno mezz'ora.
- Preparazione della crema gialla: scaldare il latte con la scorza di limone. In una ciotola montare i tuorli con lo zucchero, unire la farina e versare a filo il latte caldo. Cuocere a fiamma bassa mescolando finché la crema si addensa. Lasciarla raffreddare coperta da pellicola a contatto.
- Assemblaggio della torta: stendere la pasta frolla e rivestire una teglia imburrata. Bucherellare il fondo con una forchetta e versare la crema gialla, livellandola bene. Distribuire la frutta secca in modo ordinato sulla superficie, alternando noci, mandorle e nocciole secondo fantasia.
- Cottura della torta: cuocere in forno statico a 180 °C per circa 35 o 40 minuti, finché la frolla risulterà dorata. Lasciare raffreddare completamente.
- Decorazione della torta: fare scaldare la gelatina di albicocche con 2 o 3 cucchiai di acqua a fiamma bassissima finché non diventerà fluida e trasparente. Spennellare la superficie della torta con la gelatina.
La Torta di San Michele nel Contesto delle Tradizioni Italiane
Oltre al dolce tipico di Bagnacavallo, in molte regioni italiane il giorno di San Michele si accompagna a preparazioni legate all'autunno. In Alto Adige e Trentino, ad esempio, si prepara il pane di san Michele, speziato e profumato, legato alla ritualità montana. Nel Sud Italia è diffusa l'usanza di preparare collane di fichi secchi e noci, un modo per conservare i frutti della terra e portarli con sé durante i mesi freddi.
I dolci e i pani preparati per san Michele, in forme diverse, condividono una base comune: miele, noci, pinoli e mandorle, ricchi di nutrienti e simbolo della generosità della natura. Il tempo autunnale porterà mele, noci, castagne e cachi capaci di racchiudere tutta l’energia dell’ultimo sole, mentre nei giorni di brutto tempo il sapore dolce dell’estate sarà quello delle confetture e delle conserve della nonna, da custodire per tutto l’inverno centellinando e assaporandole nei momenti speciali.
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Una Ricetta Alternativa: Lo Scudo di San Michele
Un'altra specialità legata alla festa di San Michele è lo Scudo di San Michele, un dolce tipico di Madonna di Tirano, creato in occasione del primo 500tenario dell'Apparizione della Madonna. Questo dolce, prodotto ogni anno dal 1 settembre e fino al 15 ottobre, nasce proprio per celebrare l’Apparizione della Madonna che, accompagnata dall’arcangelo Michele, promise la fine della pestilenza.
Lo Scudo di San Michele è realizzato con un impasto lievitato arricchito da fichi secchi e ricoperto di granella di zucchero. La sua forma ricorda uno scudo, in omaggio all'arcangelo Michele, guerriero celeste e protettore della fede.
La Ricetta dello Scudo di San Michele
Ecco gli ingredienti e il procedimento per preparare lo Scudo di San Michele:
Ingredienti:
- 500 g di farina
- 25 g di lievito di birra
- 100 g di zucchero
- 100 ml di latte tiepido
- 100 ml di acqua
- Sale fino
- 1 fico secco
- Granella di zucchero
- Latte per spennellare
Procedimento:
- Mescolare le farine insieme allo zucchero nella planetaria.
- In una ciotola sciogliere il lievito di birra nel latte appena intiepidito, mescolare e lasciar riposare 5 minuti.
- Versare nella planetaria insieme alle farine il latte con il lievito, l'acqua, aggiungere anche il sale fino ed iniziare ad impastare col gancio apposito per diversi minuti, finché il composto si incorderà al gancio e diventerà liscio e morbido.
- Formare una palla ed adagiarla in un'altra ciotola capiente a lievitare, coperta con pellicola alimentare; dovrà raddoppiare, a me ci son volute circa due ore.
- Una volta trascorso questo tempo, riprendere l'impasto, lavorarlo un poco su una spianatoia leggermente infarinata e fare qualche giro di pieghe a libro.
- Dare la forma di un salsicciotto e dividerlo in sette parti il più possibili uguali e dello stesso peso.
- Con ogni pezzo di impasto formare una pallina, e in una di queste adagiare nel centro il fico secco, chiudendola ben bene nella parte di sotto (per una migliore forma tonda, rotolare le palline sulla spianatoia con delicatezza).
- Ricoprire con carta da forno una teglia del diametro di 24 cm, facendola ben aderire; posizionare le palline all'interno di essa dando la forma di un fiore, ovvero una al centro e le altre intorno, tenendole un poco distanziate fra loro.
- Coprire con un canovaccio e far lievitare per un'altra oretta circa; le palline lievitando si gonfieranno ancora un poco e si avvicineranno fra loro.
- Accendere il forno e portarlo ad una temperatura di 180° con funzione statica.
- Quando lo scudo è ben lievitato, spennellarlo con il latte e spolverizzarlo di abbondante granella di zucchero.
- Infornare e cuocere per una ventina di minuti; deve dorarsi ma non troppo: in questo caso coprire con carta di alluminio.
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