La testa di cinghiale è un piatto antico, profondamente radicato nella tradizione venatoria toscana, particolarmente diffuso in Maremma e sulla Costa degli Etruschi. La "testa di cinghiale alla castagnetana", tipica di Castagneto Carducci, borgo caro a Giosuè Carducci, è un esempio emblematico di questa tradizione. Questa preparazione, lunga e laboriosa, richiede ingredienti specifici e una maestria manuale quasi scomparsa.
La Testa di Cinghiale all'Agriturismo Poggio Diavolino
All'agriturismo Poggio Diavolino, la testa di cinghiale viene preparata seguendo una ricetta tramandata da un vecchio contadino e cacciatore, con alcune modifiche rispetto alla versione classica. In particolare, si riduce l'aggiunta di olio d'oliva, poiché la testa rilascia già molto grasso durante la cottura, e si utilizza vino rosso in purezza, cuocendo il tutto nel forno a legna anziché nel paiolo sul fuoco.
Ingredienti e Preparazione
Preparazione: Circa 24 oreCottura: Fino a 7 oreDosi: 8 persone
Ingredienti:
- 1 testa di cinghiale
- 1 cipolla
- 2 carote
- 1 costa di sedano
- 1 spicchio d’aglio
- 5 foglie d’alloro
- 1 chiodo di garofano
- Vino rosso
- Olio extravergine d’oliva
- Aceto
- Sale e pepe
Preparazione:
- Pulizia della testa: La preparazione inizia rimuovendo accuratamente le setole dalla testa di cinghiale. Questo processo, lungo e laborioso, richiede di strappare ogni setola singolarmente, poiché bruciarle lascerebbe la radice nella carne. Si consiglia di versare acqua bollente sulla testa per facilitare l'operazione e, se necessario, di tagliare le orecchie per semplificare la pulizia. Dopo aver rimosso le setole più grandi, si utilizza una pinza per estirpare la peluria rimanente. Infine, la cotenna viene pulita bruciando la peluria con paglia incendiata o una fiaccola a gas.
- Disossamento: Una volta pulita, la testa viene lavata accuratamente con acqua corrente, insistendo sugli orifizi, e strofinata con aceto. Con un coltello affilato, si separa la carne dal cranio, facendo attenzione a non intaccare la cotenna.
- Marinatura: La carne viene tagliata grossolanamente e posta in un recipiente con le verdure tagliate e vino rosso sufficiente a coprirla completamente. Il tutto viene riposto al fresco per una notte.
- Cottura: Il giorno successivo, si accende il forno a legna e si utilizza per cuocere pane o pizza, in modo da avere la temperatura ideale per la cottura della testa di cinghiale. La carne viene tolta dalla marinatura, scolata e tagliata in due pezzi. L'interno viene salato e pepato abbondantemente, quindi i pezzi vengono arrotolati su se stessi, posizionando la lingua al centro del pezzo più piccolo, e legati strettamente con spago o rete da arrosti.
- Rosolatura e cottura in forno: In una pentola di ghisa con un filo d'olio, la testa viene rosolata su tutti i lati. Si aggiungono le verdure della marinatura e l'aglio tritato, si versa il vino della marinatura, si aggiungono alloro e chiodo di garofano, si copre con il coperchio e si mette in forno a legna. La testa cuoce lentamente, girando di tanto in tanto e aggiungendo acqua se necessario, per circa 5-6 ore, finché non diventa tenerissima.
- Finitura: Una volta cotta, la testa viene fatta raffreddare e la pentola con il brodo di cottura viene rimessa in forno senza coperchio per far addensare il sugo. Infine, la testa viene tagliata a fette e servita ricoperta con il sugo di cottura.
Consigli per la Preparazione
- Frollatura: Per una carne più tenera, è consigliabile frollare la carne di cinghiale congelandola per 48 ore prima della cottura e scongelandola lentamente in frigorifero.
- Marinatura: La marinatura è fondamentale per attenuare il sapore selvatico della carne. Oltre al vino rosso, si possono utilizzare aceto, spezie ed erbe aromatiche.
- Cottura: La cottura lenta e a bassa temperatura è essenziale per ottenere una carne tenera e succosa.
Alternative e Variazioni: L'Insalata di Nervetti e Altre Idee
Oltre alla tradizionale testa di cinghiale, esistono altre preparazioni che valorizzano questo ingrediente. Un esempio è l'insalata di nervetti, un piatto "antispreco" tipico della cucina lombarda, realizzato con i piedini del vitello.
Insalata di Nervetti: Ingredienti e Preparazione
Ingredienti:
- Piedini di vitello
- Ginocchia di vitello (opzionale)
- Sedano
- Carote
- Cipolla
- Alloro
- Peperoni sottaceto
- Olio extravergine d'oliva
- Aceto
- Sale
- Pepe nero
Preparazione:
- Lavare accuratamente i piedini di vitello.
- Cuocere i piedini con sedano, carote, cipolla e alloro in acqua bollente per circa 2 ore e mezza.
- Scolare i piedini e lasciarli raffreddare.
- Tagliare i nervetti a listarelle sottili e lasciarli raffreddare per un'ora.
- Tagliare i peperoni sottaceto a listarelle.
- Condire i nervetti e i peperoni con olio, sale, pepe nero e aceto.
- Mescolare bene e conservare a temperatura ambiente per un giorno al massimo.
Altre Idee per Utilizzare il Cinghiale
La carne di cinghiale si presta a numerose preparazioni, tra cui:
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- Ragù di cinghiale: Ideale per condire pappardelle o altri tipi di pasta fresca.
- Spezzatino di cinghiale: Cotto lentamente con verdure e vino rosso.
- Cinghiale in umido: Con pomodori, basilico e origano.
- Tagliata di lombo di cinghiale: Servita con insalata primavera, melanzane grigliate e asparagi.
Tagli del Cinghiale e Consigli per l'Acquisto
I tagli del cinghiale sono simili a quelli del maiale. I più pregiati sono quelli della coscia, ma anche il collo, le costolette e la spalla sono ottimi. Quando si acquista la carne di cinghiale, è importante verificare la presenza del certificato antitrichine e assicurarsi che l'animale non sia stato abbattuto durante la stagione degli amori, per evitare sapori sgradevoli.
Come Togliere il Sapore di Selvatico
La marinatura è fondamentale per attenuare il sapore selvatico della carne di cinghiale. Si possono utilizzare vino rosso, aceto, spezie ed erbe aromatiche. La durata della marinatura dipende dall'età dell'animale: i cinghialetti non necessitano di marinatura, mentre i cinghiali adulti richiedono una marinatura più lunga.
Abbinamenti: Contorni e Vini
Il cinghiale si abbina bene a contorni freschi, come la purea di finocchio e sedano rapa, o a piatti più rustici, come la polenta. Per quanto riguarda il vino, si consigliano vini rossi complessi, intensi e resistenti, come un Vino Nobile di Montepulciano Riserva o un Taurasi Riserva.
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