Teresa Iorio: Storia di una Femmena e della sua Pizza Fritta

Teresa Iorio, un nome che risuona con passione e tradizione nel panorama della pizza napoletana, è molto più di una semplice pizzaiola. È l'anima dell'insegna di via Foria, una femmena verace che ha conquistato il mondo con la sua pizza fritta e la sua storia di resilienza e amore per la sua città.

Radici Familiari e Passione per la Pizza

La storia di Teresa è intrisa di napoletanità. Cresciuta in una famiglia numerosa di venti figli, ha imparato il mestiere da suo padre Ernesto, un pizzaiolo degli anni '50 e il "Principe della Posteggia", che rallegrava gli eventi con musica e canzoni. Teresa ricorda con affetto: «Sei la mia vita, sei il rosso del mio sangue, il colore dei miei occhi, la forma delle mie risate… Sei la mia roccia, a te devo tutti i miei sorrisi, i miei sogni e il mio bellissimo mondo». Questo legame profondo con il padre e con le sue radici è il motore che la spinge a portare avanti la tradizione di famiglia.

A soli 12 anni, Teresa ha sfornato la sua prima pizza Margherita, un momento che ha segnato l'inizio di un percorso costellato di successi e riconoscimenti. La sua passione per l'impasto è palpabile: «Per me è musica sentire l'impasto che fa lo schiaffo sul bancone: noi a Napoli ammàccamm a pizza, ovvero la stendiamo facendo rumore. E ti dirò di più: l'impasto lo devo fare sempre io e quando lo ammacco sul tavolo è come dare una carezza a mio padre. Mi manca tantissimo, non c'è giorno che non lo pensi».

Le Figlie di Iorio e Femmena e Fritta: Un Sogno Realizzato

Dopo anni di esperienza, Teresa ha aperto il suo primo locale, "Le Figlie di Iorio", un omaggio alle sue origini e alla sua famiglia. Nel novembre, ha inaugurato "Femmena e Fritta" in via Foria, un progetto nato da una promessa fatta al padre e concretizzato nonostante le difficoltà della pandemia. Questo nuovo locale, ampio e luminoso, è dedicato alla sua specialità: la pizza fritta.

L'apertura di "Femmena e Fritta" è stata una sfida vinta con tenacia e determinazione. Durante i lockdown, Teresa non si è arresa e ha continuato a sfornare oltre 100 pizze al giorno per aiutare chi era in difficoltà, dimostrando il suo grande cuore e il suo spirito di solidarietà. «Io le sfide non le mollo. Sono come la squadra del Napoli che ci ha impiegato 33 anni per vincere il terzo scudetto, provandoci e desiderandolo ad ogni campionato. E quando ci è riuscita, hai visto che festa… Uguale per me: ho sempre lottato come un leone grazie agli insegnamenti di casa e a Dio che non mi lascia mai sola».

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Campionessa Mondiale e Ambasciatrice della Napoletanità

Il 2015 ha segnato una svolta nella carriera di Teresa, quando è diventata la prima donna a vincere il Campionato Mondiale Trofeo Caputo per la specialità Pizza STG, la classica pizza napoletana al forno a legna. Due anni dopo, ha replicato il successo nella categoria pizza fritta, consacrandosi come una delle migliori pizzaiole al mondo.

Questi riconoscimenti non hanno cambiato Teresa, che è rimasta fedele a se stessa e alle sue radici. «In entrambe le occasioni - sottolinea - è stata una felicità indescrivibile. Ero sul tetto del mondo, avevo tutti intorno tranne le persone a cui dovevo tutto, papà Ernesto e mamma Anna. Non hanno fatto in tempo a vedere dove mi avevano spinto i loro sacrifici. Il loro è stato un amore immenso, nonostante ci fossero 20 anni di differenza. Papà aveva cantato al battesimo di mamma. Mi hanno insegnato l'amore, l'umiltà, la passione e il rimanere sempre se stessi».

Teresa è diventata un simbolo della napoletanità, tanto da essere rappresentata con una statuina nel presepe di San Gregorio Armeno. Nei suoi locali, accoglie i clienti indossando i vasci, gli abiti popolari dei quartieri bassi, e parla in dialetto napoletano, un linguaggio che considera parte integrante della sua identità. «Continuo ad abitare nella casa d'infanzia - spiega - Lì c'è il mio cuore e il ricordo indelebile dei miei genitori e dei loro sacrifici. Siamo cresciuti in quell'appartamento in affitto, sacrificati negli spazi ma abbiamo conosciuto la felicità vera, quella che non compri con i soldi ma che nutri con valori importanti come la lealtà, l'onestà, la solidarietà. Lo sai cosa pensavo da bambina? Volevo fare i soldi per aprire una pizzeria grande come un palazzo e dare lavoro agli abitanti in difficoltà del mio quartiere. Avevo già pensato anche all'insegna: Da Teresa Iorio, il palazzo dell'amore».

La Pizza Fritta di Teresa: Un'Esplosione di Sapori

La pizza fritta di Teresa è un'esperienza unica, un connubio di tradizione e innovazione. La sua "Femmena e Fritta" è un capolavoro di sapori e profumi: ricotta di pecora, limoni, pistacchi, mortadella e provola. «È il mio cavallo di battaglia, profumatissima: ricotta di pecora, limoni, pistacchi, mortadella e provola. Se la assaggi, non te la dimentichi».

Nel menu di "Femmena e Fritta", si possono trovare anche pizze che omaggiano la tradizione napoletana, come la pizza con ragù e polpette e quella col soffritto, ricette che evocano i sapori di casa e della famiglia. La carta delle pizze è genuina e popolare, proprio come Teresa, e offre sia le pizze classiche che creazioni più audaci, come la pizza Pera con provola, gorgonzola, guanciale, pera, noci, cipolla, timo parmigiano e pepe o la Marinara con coroniello di stoccafisso.

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Altre Figure Femminili nel Mondo della Pizza Napoletana

Teresa Iorio non è l'unica donna a distinguersi nel mondo della pizza napoletana. Altre pizzaiole talentuose e appassionate stanno portando avanti la tradizione con creatività e dedizione:

  • Maria Cacialli: Conosciuta come "la figlia del Presidente", Maria è una matriarca napoletana e regina della pizza fritta, erede della tradizione di famiglia e custode della ricetta della pizza a portafoglio preparata da suo padre per Bill Clinton.

  • Isabella de Cham: Giovane pizzaiola che prepara squisite pizze fritte nel suo locale di Forcella, proponendo sia la versione classica che ricette originali con ingredienti locali e di stagione.

  • Roberta Esposito: Poco più che trentenne, Roberta si dedica alla sperimentazione con farine e lievitazioni nel ristorante di famiglia ad Aversa, proponendo pizze con prodotti del territorio e con la formula del "giropizza".

  • Francesca Gerbasio: Medaglia d'argento al Campionato Mondiale di Pizza nella categoria "pizza senza glutine", Francesca ha imparato a valorizzare i prodotti del territorio sulle sue pizze, lavorando con il "pizzaiolo contadino" Michele Croccia.

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  • Barbara Giovannini: Insieme al marito Massimo, Barbara gestisce una premiata pizzeria in Toscana, occupandosi sia della sala che della preparazione delle pizze, dimostrando grande impegno e passione per il suo lavoro.

  • Filomena Palmieri: Imprenditrice e pizzaiola, Filomena si è distinta al Campionato Italiano Assoluto di Pizza per le sue pizze in teglia con impasti semi-integrali e ingredienti locali.

  • Petra Antolini: Insieme al marito Lorenzo Giacopuzzi, Petra gestisce una pizzeria in Valpolicella dove sforna quattro tipi diversi di pizza, dalla napoletana a quella a degustazione.

  • Paola Cappuccio: Laureata ed esperta di marketing sportivo, Paola ha la pizza nel DNA essendo nipote dei fondatori del Trianon, storica pizzeria napoletana.

  • Giulia Dodaj: Insieme al fratello Gianni, Giulia gestisce una pizzeria a San Donà di Piave dove si sfornano pizze alla pala "slow", con attenzione alla digeribilità degli impasti e alla salubrità degli ingredienti.

Queste donne, con il loro talento e la loro passione, contribuiscono a mantenere viva la tradizione della pizza napoletana e a portarla nel futuro, con un tocco di femminilità e creatività.

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