Il binomio tra bagno e digestione è un argomento che suscita spesso dubbi e preoccupazioni, soprattutto durante la stagione estiva. Quante volte abbiamo sentito ripetere la frase: "Dopo mangiato non si fa il bagno!"? Ma è davvero così pericoloso fare il bagno dopo aver mangiato un panino al prosciutto? Quanto tempo bisogna aspettare per evitare spiacevoli inconvenienti come la congestione? Questo articolo mira a fare chiarezza sull'argomento, sfatando falsi miti e fornendo consigli utili per godersi il mare in tutta sicurezza.
Mito o realtà? Quando fare il bagno dopo mangiato
Pensare a una regola generale per decidere quando è opportuno entrare in acqua dopo un pasto non è corretto. Quando lo stomaco è molto pieno e appesantito può risultare pericoloso fare il bagno subito dopo mangiato. Quando mangiamo, infatti, lo stomaco viene sottoposto a un pesante lavoro digestivo che richiama sangue. Di conseguenza, il sangue non sarà disponibile per altri organi, come il cervello e il cuore. È proprio per questo meccanismo che si verifica la congestione da tuffo precoce. Quando, tuttavia, il pasto è stato leggero e l’acqua, come nel caso del mare d’agosto nel Mediterraneo, è sufficientemente calda, le canoniche 3 ore di attesa sono certamente esagerate, a maggior ragione se si decide di entrare gradualmente in acqua. Fare il bagno dopo mangiato può dunque essere pericoloso, ma solo in determinate circostanze.
Il rischio di congestione dipende da fattori come la quantità e il tipo di cibo consumato, la temperatura dell'acqua, la condizione fisica della persona e l'intensità dell'attività in acqua. Tanto più un pasto è abbondante e pesante, caso mai irrorato da alcolici, tanto più e faticoso e lungo sarà il processo digestivo. Non a caso, in caso di cattiva digestione il processo digestivo è più laborioso e lento e può accadere che lo stomaco necessiti di maggiori quantità di succhi gastrici per “distruggere” il cibo e renderlo digeribile. In una simile condizione, il repentino e brusco sbalzo di temperatura che si verifica subito dopo mangiato in caso di tuffo o rapida immersione in acque fredde, come quelle di un lago di montagna o di un fiume, può generare i sintomi di una congestione gastrica in grado di rallentare ulteriormente, se non addirittura bloccare, il processo digestivo.
In caso di congestione possono verificarsi sintomi come dolori addominali e, nei casi più gravi, anche indipendentemente dal fatto che lo stomaco sia pieno o meno, si può verificare una idrocuzione, anche chiamata sincope: un’immersione troppo rapida può causare uno shock termico tale da generare crisi vagali con conseguente svenimento in acqua e rischio di annegamento.
Tempi di digestione: dal panino al prosciutto alla pasta
Proviamo allora a definire quanto impiega mediamente l’apparato digerente a completare il processo digestivo di alcuni comuni alimenti. Infatti, non tutti gli alimenti impegnano lo stomaco allo stesso modo.
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- Piatto di pasta: Un piatto di pasta, a seconda della quantità e del condimento, richiede generalmente 2-3 ore per essere digerito. Se il condimento è ricco o grasso, i tempi possono allungarsi.
- Bicchiere di latte o frullato: Occorrono da 20 minuti a 2 ore per digerire un bicchiere di latte o un ricco frullato di frutta.
- Carne e panini imbottiti: La carne impegna lo stomaco con una digestione che può procedere anche per 3-4 ore. Arrosti, grigliate e fritture richiedono tempi ancora più lunghi.
Per la digestione non contano solo le caratteristiche del cibo, ma anche il tipo di preparazione e di cottura.
Panino al prosciutto: un'opzione comune ma da valutare
Veloci, nutrienti e facili da portare in spiaggia, panini, sandwich e tramezzini sono il cibo da ombrellone sicuramente più diffuso. Soprattutto per chi ha poco tempo per preparare altro. Eppure, con un po’ di fantasia, anche questa pietanza facile facile può rendere la borsa termica un baule pieno di risorse da portare con sé durante la giornata di tintarella.
Un panino con affettato magro, come prosciutto cotto o bresaola, caprino, mozzarella o crescenza è un'opzione comune. Ma anche un po’ di tonno e verdure grigliate possono andar bene, l’importante è ricordarsi magari di limitare salse, soprattutto a base di maionese: sono le più difficili da digerire. Aspettare oltre le due ore canoniche prima di tuffarsi in acqua sarebbe un peccato.
Ogni volta che ingeriamo proteine animali, come quelle contenute in roast beef, prosciutto e salumi in genere, ma anche nei formaggi, il tempo di digestione da calcolare è subito di 2-3 ore.
Il prosciutto di Parma: un'eccezione?
Il prosciutto di Parma è un alimento ideale per chiunque. Senza conservanti o coloranti, nitriti e nitrati, è perfetto anche per l’alimentazione dei più piccoli. Non tutti sanno che può essere utilizzato nelle diete ipocaloriche: privati del grasso visibile, 100 g di prosciutto di Parma hanno contenuto lipidico inferiore a bovino adulto e petto di tacchino! Ha basso contenuto di colesterolo, paragonabile alla carne di vitello, pollo, coniglio e alta percentuale di acido oleico benefico per la prevenzione dell’arteriosclerosi.
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L’alta digeribilità e il gusto intenso rendono il prosciutto crudo particolarmente adatto alle esigenze alimentari degli anziani. Questa categoria di persone, il cui numero è in costante ascesa nella società moderna sono spesso sottoposti a quadri di alimentazione con frequenti deficit proteici.
Particolarmente adatto per gli sportivi, per la facile digeribilità, il prosciutto crudo risulta essere un alimento ideale come ultimo pasto da consumarsi prima dell’impegno fisico: i tempi medi di digeribilità gastrica di 100 grammi di prosciutto crudo sono di circa 1 ora e 40 minuti, contro le 3 ore della carne di manzo, le 2 ore e 40 minuti delle uova e le 2 ore della frutta fresca.
Consigli pratici per un bagno sicuro
Come detto, il buon senso ci deve consentire di evitare lo shock termico che può accompagnarsi allo sbalzo di temperatura. Questo è particolarmente importante per i bambini, ma non solo.
- Pasti leggeri: Opta sempre per pasti leggeri e facilmente digeribili prima di tuffarti. Non c’è bisogno di fare la fame, ma evita le abbuffate.
- Attesa adeguata: Una volta mangiato, è importante attendere un tempo adeguato, che varia in base a cosa hai consumato; generalmente, 1-3 ore sono sufficienti per pasti leggeri.
- Ingresso graduale in acqua: Il consiglio è di immergersi poco alla volta, evitando i tuffi soprattutto se si è particolarmente accaldati e/o l’acqua è fredda. Quindi, al mare, pasti leggeri, riposino ed entrata lenta in acqua per dare al corpo il tempo di abituarsi alle condizioni termiche.
- Ascolta il tuo corpo: Bisogna, comunque, usare il buon senso, ascoltare il proprio corpo, valutare le condizioni fisiche del momento e i tempi della propria digestione.
- Condizioni del mare: Vanno considerate anche le condizioni del mare, le proprie capacità di nuotare e accertarsi (soprattutto se si è in giovane età) che ci sia personale esperto che controlli la spiaggia o la piscina.
- Evita bevande ghiacciate: La congestione non si verifica solo facendo il bagno: anche bere una bibita ghiacciata o ingerire cibi molto freddi a fine pasto, può provocare un forte stress allo stomaco.
- Attenzione ai bambini: Per quanto riguarda nello specifico i bambini, le regole che valgono per noi sono identiche anche per loro. Con un paio di aggravanti: per i bambini anche la riva può nascondere qualche insidia. Se un bambino non si sente bene e cade dove l’acqua per noi arriva al ginocchio, c’è il rischio di annegamento.
Cosa fare in caso di congestione
E ai primi sintomi di malessere è bene uscire dall’acqua. Ma quali sono i sintomi di una congestione? Possono essere vari, anche leggeri: un senso di malessere generale, bruciore o mal di stomaco, eruttazioni, nausea, vomito, flatulenza, oppure disturbi più importanti come annebbiamento della vista, stato confusionale, capogiri, mal di testa, fino all’abbassamento della pressione arteriosa, alla perdita di coscienza e allo svenimento. Per questo motivo è bene prestare attenzione ai primi disturbi quando si fa il bagno, dopo mangiato. I bambini e gli adolescenti sono quelli più a rischio, sia perché hanno un apparato digerente più delicato sia perché non riescono a dare il giusto peso ai primi sintomi di malessere.
E’ importante non sottovalutare i primi di segnali di malessere quando si è in acqua. Ai primi disturbi uscire dall’acqua (o sospendere l’attività sportiva) e distendersi per terra facendosi aiutare a sollevare le gambe rispetto alla testa. Meglio rimanere in un ambiente ben ventilato ed asciutto. Asciugare il corpo e tenere calda la pancia per ripristinare la giusta temperatura. I sintomi regrediscono entro 2-3 ore anche se può persistere un senso di stanchezza con dolori muscolari.
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Se una persona non si sente bene, occorre portarla immediatamente lontana dall’acqua, farla sdraiare all’ombra, alzare le gambe, coprire la pancia e tenerla al caldo.
Alternative sane e gustose al panino
Un panino è sempre la soluzione più semplice, ma non l'unica. Ecco alcune alternative sane e gustose per un pranzo leggero sotto l'ombrellone:
- Pasta fredda: Cous cous e pasta fredda possono andare più che bene. Pasta fredda magari con formaggio a dadini, olive, basilico e pomodorini. Insomma, con prodotti freschi e genuini. L’importante è non esagerare, regola numero uno per una sana alimentazione quotidiana, sia al caldo delle quattro mura domestiche che al mare, dov’è meglio anche evitare pasta al forno o di lasagna: per una domenica, se n’è può fare a meno.
- Riso: Una valida alternativa alla pasta fredda è poi il riso, magari evitando, però, di condirlo con grandi quantità di maionese che, tra l’altro, potrebbe rovinarsi a causa del caldo.
- Insalate: Ottima idea, allo stesso modo, le insalate di farro, orzo e grano, magari condite con ortaggi, formaggi e proteine. Nella preparazione, come quella dei panini, il consiglio utile è però quello di non includere tra gli ingredienti verdure in foglia come la lattuga. Se invece si vuole comunque preparare una bella insalatona fresca, meglio optare per i già citati pomodorini e cubetti di formaggio o prosciutto crudo. E se il sapore del mare risveglia anche le papille gustative, perchè rinunciare ad una bella insalata di polpo con verdure lesse oppure ad un’insalata di tonno col pomodoro? Insomma, trascorrere una giornata al mare non vuol dire solo fare dei sacrifici, ci si può sbizzarire a concedersi diversi piatti gustosi, così quello estivo quasi per antonomasia, la caprese, con mozzarella, pomodori e basilico. E anche un’insalatina di pollo ci può stare, purchè non scappi la mano durante la preparazione e si finisca per portare in spiaggia uno spiedo con tanto di patate al forno.
- Verdure: Una buona alternativa, allora, possono essere ortaggi come cetrioli o cocomeri, sbucciati sul momento: sono ricchi di acqua e di potassio con pochissime calorie. Ottimi come spuntino o da mangiare durante il pranzo.
- Yogurt: Lo yogurt sarebbe l’ideale per un pranzo leggero, nutriente e gustoso. Soprattutto se abbinato a frutta o cereali.
Spuntini sani: idee per una pausa gustosa
Lo spuntino è un pasto molto importante nella giornata, per diversi motivi: Rappresenta una pausa, permette di mantenere attivo il metabolismo e consente di distribuire meglio le calorie nella giornata evitando di concentrarle a pranzo e/o cena.
Tuttavia, è fondamentale scegliere bene cosa mangiare nello spuntino: se mangiamo la prima cosa che capita rischiamo di fare piuttosto un danno ingerendo calorie inutili. Dunque, quali sono le caratteristiche di uno spuntino sano? Prima di tutto deve essere ben bilanciato senza esagerare con gli zuccheri; bisogna preferire alimenti naturali piuttosto che confezionati; deve essere leggero e pratico.
Ecco alcune idee per uno spuntino sano:
- Un frutto di stagione abbinato ad una manciata di frutta secca
- Un vasetto di yogurt magro bianco o di soia con aggiunta di una manciata di cereali
- Un frullato con latte/yogurt + una banana o un altro frutto di stagione a scelta
- Una barretta ai cereali + un quadratino di fondente o 2 noci
- Un frutto di stagione + un pezzetto di parmigiano
- Un vasetto di yogurt magro bianco o di soia con aggiunta di frutta secca
- 2-3 gallette o fette wasa con qualche fetta di affettato magro
- Una mousse di frutta + un quadratino di fondente
- Un vasetto di yogurt magro bianco o di soia + 2-3 biscottini secchi
- 2-3 gallette o fette wasa + un pezzetto di parmigiano
Ovviamente, lo spuntino va adattato alla persona e alla sua routine quotidiana, ma soprattutto gli alimenti di cui è composto vanno inseriti in base alla distribuzione giornaliera dei macronutrienti, aspetto questo che è molto soggettivo e che varia, appunto, da persona a persona in base all’impostazione del proprio piano nutrizionale.
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