Tachifene: Indicazioni Terapeutiche, Uso e Precauzioni

Tachifene è un farmaco da banco prodotto da ANGELINI (A.C.R.A.F.) SpA, disponibile in formato di compresse rivestite. Questo medicinale offre un rapido sollievo da dolore e febbre grazie alla sua formula combinata. È un antidolorifico efficace e antipiretico, ideale per mal di testa, dolori mestruali e sintomi influenzali. La sua pratica confezione in compresse rivestite lo rende facile da assumere e da portare con sé, per un utilizzo immediato in caso di necessità.

Composizione e Meccanismo d'Azione

La particolarità di Tachifene risiede nella sua composizione, che include sia paracetamolo (500 mg) che ibuprofene (150 mg). Questa combinazione sinergica offre un'azione analgesica e antipiretica potenziata rispetto ai singoli componenti utilizzati separatamente. Il paracetamolo è noto per la sua capacità di ridurre la febbre e alleviare il dolore, mentre l'ibuprofene aggiunge un effetto antinfiammatorio, utile per dolori di origine infiammatoria come mal di schiena e dolori muscolari. L'associazione di questi due principi attivi permette di agire su più fronti, offrendo un sollievo completo e duraturo.

Ogni compressa rivestita di Tachifene contiene, oltre ai principi attivi, una serie di eccipienti attentamente selezionati per garantire la stabilità e l'efficacia del prodotto. Tra questi, troviamo amido di mais, amido di mais pregelatinizzato, cellulosa microcristallina, croscarmellosa sodica, magnesio stearato e talco. La compressa è rivestita con Opadry OY-LS-58900, contenente HPMC 2910/Ipromellosa 15cP (E464), lattosio monoidrato, titanio diossido (E171), macrogol/PEG 4000 e sodio citrato diidrato (E331). È importante notare che la presenza di lattosio rende questo farmaco non adatto a persone con intolleranza al lattosio.

Indicazioni Terapeutiche

Tachifene è indicato per il trattamento temporaneo del dolore associato a:

  • Cefalea
  • Emicrania
  • Mal di schiena
  • Dolori mestruali
  • Mal di denti
  • Dolori muscolari
  • Sintomi influenzali e da raffreddamento
  • Mal di gola
  • Febbre

Posologia e Modo d'Uso

La posologia raccomandata per gli adulti è di 1-2 compresse ogni 6 ore, a seconda della necessità, senza superare le 6 compresse al giorno. È consigliabile assumere le compresse con acqua, durante o subito dopo i pasti, per ridurre il rischio di effetti indesiderati a livello gastrointestinale.

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  • Adulti: 1-2 compresse ogni 6 ore secondo necessità (max 6 compresse/die).
  • Anziani: Stesso dosaggio degli adulti, con monitoraggio regolare.
  • Bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni: Questo prodotto non è raccomandato.

Si raccomanda di assumere il prodotto ai pasti o subito dopo i pasti con un bicchiere d'acqua. Il paziente deve essere invitato a consultare il medico se i sintomi persistono o peggiorano dopo 3 giorni di trattamento.

Controindicazioni

L'uso di Tachifene è controindicato nei seguenti casi:

  • Ipersensibilità nota al paracetamolo, all'ibuprofene, ad altri FANS o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
  • Pazienti con alcolismo, in quanto l'ingestione cronica di quantità eccessive di alcool può predisporre i pazienti a epatotossicità (a causa del contenuto di paracetamolo).
  • Pazienti che hanno manifestato asma, orticaria o reazioni allergiche dopo l'assunzione di acido acetilsalicilico o di altri FANS.
  • Pazienti con anamnesi positiva o attualmente affetti da sanguinamento gastrointestinale o ulcera peptica.
  • Pazienti affetti da insufficienza cardiaca severa (IV classe NYHA), epatica o renale.
  • Pazienti affetti da sanguinamento cerebrovascolare o altro sanguinamento attivo.
  • Pazienti affetti da disturbi dell'emopoiesi.
  • Durante il terzo trimestre di gravidanza.
  • Questo prodotto non deve essere assunto con altri prodotti contenenti paracetamolo, ibuprofene, acido acetilsalicilico, salicilati o con altri farmaci antinfiammatori (FANS), se non su indicazione del medico.

Avvertenze e Precauzioni

  • Compromissione epatica: L'assunzione di paracetamolo in dosi superiori a quelle raccomandate può provocare epatotossicità e persino insufficienza epatica e morte. I pazienti con compromissione della funzionalità epatica o storia di epatopatie, oppure quelli sottoposti a terapie a lungo termine con ibuprofene o paracetamolo, devono essere sottoposti regolarmente a un monitoraggio della funzionalità epatica. I pazienti che consumano regolarmente quantità di alcool in eccesso rispetto a quelle raccomandate non devono assumere questo medicinale.
  • Compromissione renale: Si raccomanda cautela quando si inizia il trattamento con ibuprofene in pazienti disidratati. Nei pazienti affetti da compromissione renale, cardiaca o epatica, in quelli che assumono diuretici e ACE-inibitori e negli anziani, è necessaria una particolare attenzione poiché l'uso di farmaci antinfiammatori non steroidei può provocare deterioramento della funzionalità renale.
  • Anziani: Nei pazienti anziani che devono essere sottoposti a una terapia a base di paracetamolo non è necessario alcun aggiustamento del dosaggio indicato. Si deve comunque prestare attenzione all'uso di ibuprofene, il quale non deve essere preso da adulti di età superiore ai 65 anni senza considerare le comorbilità e gli altri medicinali concomitanti, a causa di un maggiore rischio di effetti avversi.
  • Effetti ematologici: Raramente sono state segnalate discrasie ematiche. I pazienti sottoposti a terapie a lungo termine con ibuprofene devono sottoporsi a monitoraggio ematologico regolare. L'ibuprofene può inibire l'aggregazione piastrinica e prolungare il tempo di sanguinamento.
  • Eventi gastrointestinali: Con l'uso di FANS sono state riscontrate ulcere, perforazione o abbondante sanguinamento del tratto gastrointestinale superiore. I prodotti contenenti ibuprofene devono essere utilizzati con cautela, alla dose minima efficace e per il minor tempo possibile nei pazienti con storia di emorragia o ulcera gastrointestinale.
  • Eventi trombotici cardiovascolari: Studi clinici suggeriscono che l'uso di ibuprofene, specialmente ad alte dosi (2400 mg/die), può essere associato a un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (es. infarto del miocardio o ictus). Anche i pazienti affetti da patologie cardiovascolari o con fattori di rischio per malattie cardiovascolari possono essere maggiormente a rischio.
  • Uso combinato di ACE-inibitori o antagonisti del recettore dell'angiotensina, farmaci antinfiammatori e diuretici tiazidici: L'uso concomitante aumenta il rischio di compromissione renale.

Interazioni con Altri Medicinali

Tachifene può interagire con diversi farmaci, tra cui:

  • Paracetamolo:
    • Farmaci anticoagulanti (warfarin): può essere necessaria una riduzione del dosaggio.
    • Metoclopramide: incrementa l'assorbimento del paracetamolo.
    • Propantelina, antidepressivi con proprietà anticolinergiche e analgesici narcotici: riducono l'assorbimento del paracetamolo.
    • Cloramfenicolo: può aumentare le concentrazioni plasmatiche.
    • Altri farmaci potenzialmente epatotossici o induttori degli enzimi microsomiali epatici (alcool, anticonvulsivanti): aumentano il rischio di tossicità del paracetamolo.
    • Probenecid: può influire sull'escrezione del paracetamolo.
    • Colestiramina: riduce l'assorbimento del paracetamolo se somministrata entro 1 ora dalla sua assunzione.
    • Isoniazide e altri farmaci per la tubercolosi: epatotossicità grave.
    • Zidovudina e cotrimossazolo: epatotossicità grave.
    • Flucloxacillina: l'assunzione concomitante è stata associata ad acidosi metabolica con gap anionico elevato, specialmente nei pazienti con fattori di rischio.
  • Ibuprofene:
    • Anticoagulanti (warfarin): interferisce con la stabilità dell'INR e può aumentare il rischio di sanguinamento.
    • Litio: può ridurre la clearance renale e aumentare la concentrazione plasmatica.
    • ACE-inibitori, beta-bloccanti e diuretici: può ridurre l'effetto antipertensivo.
    • Metotrexato: riduce la clearance.
    • Glicosidi cardiaci: può aumentare i livelli plasmatici.
    • Corticosteroidi: può aumentare il rischio di sanguinamento gastrointestinale.
    • Zidovudina: può prolungare il tempo di sanguinamento.
    • Probenecid, medicinali antidiabetici e fenitoina: può interagire.
    • Tacrolimus, ciclosporina, sulfaniluree e antibiotici chinolonici: può interagire.
  • Acido acetilsalicilico: La somministrazione concomitante di ibuprofene e acido acetilsalicilico non è generalmente raccomandata a causa del potenziale aumento di effetti indesiderati.

Effetti Indesiderati

Gli studi clinici svolti su questo prodotto non hanno individuato effetti indesiderati diversi da quelli noti per il paracetamolo o l'ibuprofene in monoterapia. Le reazioni avverse sono state classificate per frequenza:

  • Comuni: Dolore addominale, diarrea, dispepsia, nausea, fastidio allo stomaco, vomito, capogiri, cefalea, nervosismo, eruzione cutanea, prurito, tinnito (per i medicinali contenenti ibuprofene), alanina aminotransferasi aumentata, gamma-glutamiltransferasi aumentata e prove di funzionalità epatica anormale con il paracetamolo, creatinina ematica aumentata e urea ematica aumentata, edema, ritenzione di liquidi.
  • Non comuni: Riduzione dell'emoglobina e dell'ematocrito, flatulenza e costipazione, ulcera peptica, perforazione o emorragia gastrointestinale, stomatite ulcerosa ed esacerbazione della colite ulcerosa e del morbo di Crohn, gastrite e pancreatite (con minore frequenza), depressione, insonnia, confusione, labilità emotiva, sonnolenza, meningite asettica con febbre e coma, parestesia, allucinazioni, sogni anormali, ritenzione urinaria, ambliopia, visione offuscata e/o diminuita, scotoma e/o variazione della visione dei colori, aspartato aminotransferasi aumentata, fosfatasi alcalina ematica aumentata, creatinfosfochinasi ematica aumentata, emoglobina ridotta e conta delle piastrine aumentata, ginecomastia, reazione ipoglicemica, addensamento delle secrezioni del tratto respiratorio, altre reazioni allergiche.
  • Molto rari: Disturbi del sistema ematopoietico (agranulocitosi, anemia, anemia aplastica, anemia emolitica, leucopenia, neutropenia, pancitopenia e trombocitopenia con o senza porpora), palpitazioni, tachicardia, aritmia e altre disritmie cardiache, vertigini, funzionalità epatica anormale, epatite e ittero, insufficienza epatica acuta, insufficienza epatica, necrosi epatica e lesione al fegato, reazioni da ipersensibilità, affaticamento e malessere, nefrotossicità in varie forme (nefrite interstiziale, sindrome nefrosica e insufficienza renale acuta e cronica), reattività respiratoria (asma, esacerbazione di asma, broncospasmo e dispnea), iperidrosi, porpora e fotosensibilità, reazioni cutanee gravi (dermatite esfoliativa e reazioni bollose, eritema multiforme, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi epidermica tossica), stimolazione paradossa, neurite ottica, capacità psicomotorie compromesse, disturbo extrapiramidale, tremore e convulsioni.
  • Non nota: Reazione da farmaco con eosinofilia e sintomi sistemici (sindrome DRESS), pustolosi esantematica acuta generalizzata (PEAG).

Gravidanza e Allattamento

  • Gravidanza: Questo prodotto è controindicato nel terzo trimestre di gravidanza, in particolare negli ultimi giorni prima della data prevista per il parto. Non dovrebbe essere utilizzato nei primi 6 mesi di gravidanza, a meno che i potenziali benefici per la paziente siano superiori agli eventuali rischi per il feto. Se clinicamente necessario, il paracetamolo può essere usato durante la gravidanza, tuttavia dovrebbe essere usato alla dose efficace più bassa per il più breve tempo possibile e con la più bassa frequenza possibile.
  • Allattamento: Il paracetamolo è escreto nel latte materno ma in quantità non clinicamente significative e i dati pubblicati non indicano controindicazioni per l'allattamento. L'ibuprofene e i suoi metaboliti possono passare nel latte materno in quantità molto ridotte. Alla luce delle evidenze sopra indicate, non è necessario interrompere l'allattamento in caso di trattamento a breve termine alla dose raccomandata di questo medicinale.
  • Fertilità: L'uso del prodotto può compromettere la fertilità femminile e non è raccomandato per le donne che desiderano concepire.

Conservazione

Conservare a temperatura inferiore a 30 gradi C. Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce. La validità del prodotto è di 36 mesi, a condizione che venga conservato correttamente.

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