Spaghetti Re Artù: Storia e Ricetta di un Classico Rivisitato

Nel panorama culinario italiano, gli spaghetti rappresentano un pilastro indiscusso. Ma cosa succede quando la tradizione incontra la leggenda? Nasce un piatto unico, evocativo e ricco di storia: gli Spaghetti Re Artù. Questo articolo esplora le origini, le varianti e la ricetta di questa prelibatezza, con un occhio di riguardo alle influenze regionali e alle reinterpretazioni creative.

Origini e Ispirazioni Leggendarie

L'associazione del nome "Re Artù" a un piatto di spaghetti può sembrare insolita, ma affonda le radici in un immaginario collettivo che mescola gastronomia e folklore. L'articolo di una scrittrice inglese, Lillian Marek, che afferma che non esisteva il lievito da dolci prima del 1843, quando Alfred Bird di Birmingham lo inventò, ci ricorda come spesso le tradizioni culinarie siano più recenti di quanto si pensi. Allo stesso modo, il nome "Re Artù" potrebbe essere stato attribuito a questa ricetta per evocare un senso di nobiltà e tradizione, o forse per via di qualche ingrediente o preparazione che richiamava elementi della leggenda arturiana.

Un esempio di come la leggenda possa influenzare la cucina lo troviamo nella storia dei "masculini" catanesi (alici), legati alla leggenda di Re Artù e Morgana. Si narra che Morgana, alla ricerca di erbe curative per il fratello Artù ferito, incontrò un contadino che le promise una "medicina" speciale. Questa leggenda si riflette in un piatto che include finocchio, uvetta e zafferano, ingredienti che richiamano l'episodio leggendario.

Spaghetti Notte: Un'Istituzione Romagnola

Nel cuore della Romagna, a Faenza, troviamo un luogo che ha fatto degli spaghetti un'arte: Spaghetti Notte. Fondato nel 1983 da Antonio Cantagalli e Giancarlo Dalmonte, questo ristorante è diventato un punto di riferimento notturno per gli amanti della pasta. Il menu, rimasto quasi invariato nel tempo, offre una trentina di salse e condimenti, tra cui spiccano il "Re Artù" e lo "Sherwood", nomi che evocano sapori unici.

Lo chef Caroli sottolinea l'importanza della preparazione espressa dei piatti, garantendo genuinità e freschezza. Nonostante le convenzioni culinarie, Spaghetti Notte continua a preparare la carbonara con la panna e l'amatriciana con la cipolla, mantenendo fede alle ricette originali. Le porzioni sono abbondanti e l'atmosfera è accogliente e familiare.

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Ingredienti e Preparazione: Un Viaggio tra Sapori e Tradizioni

Sebbene la ricetta specifica degli Spaghetti Re Artù possa variare a seconda delle interpretazioni, è possibile delineare alcuni elementi comuni e possibili varianti.

Ingredienti di base:

  • Spaghetti di alta qualità
  • Panna fresca
  • Prosciutto cotto a cubetti
  • Funghi champignon affettati
  • Piselli
  • Parmigiano Reggiano grattugiato
  • Burro
  • Olio extravergine d'oliva
  • Aglio
  • Prezzemolo fresco tritato
  • Sale e pepe

Preparazione:

  1. Cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata.
  2. In una padella, sciogliere il burro con un filo d'olio e rosolare l'aglio.
  3. Aggiungere i funghi e cuocere fino a quando non saranno dorati.
  4. Aggiungere il prosciutto cotto e i piselli, e cuocere per qualche minuto.
  5. Sfumare con un goccio di vino bianco (facoltativo).
  6. Aggiungere la panna fresca e far addensare leggermente.
  7. Scolare gli spaghetti al dente e versarli nella padella con il condimento.
  8. Mantecare il tutto con il Parmigiano Reggiano grattugiato e il prezzemolo fresco tritato.
  9. Servire immediatamente.

Varianti e Personalizzazioni:

  • Sostituire il prosciutto cotto con speck o pancetta affumicata per un sapore più intenso.
  • Aggiungere altri tipi di funghi, come porcini o chiodini, per un aroma più ricco.
  • Utilizzare besciamella al posto della panna per una consistenza più cremosa.
  • Aggiungere un pizzico di noce moscata per un tocco aromatico.
  • Decorare con qualche fogliolina di basilico fresco per un tocco di colore.

La Cucina Napoletana: Un'Esplosione di Sapori e Tradizioni

La cucina napoletana, con la sua storia millenaria, offre un'ampia gamma di spunti per reinterpretare gli Spaghetti Re Artù. La mostra "Magna", tenutasi a Napoli, ha celebrato la ricchezza e la diversità della gastronomia napoletana, svelandone i segreti storici, scientifici e sociali.

Tra i piatti simbolo della cucina napoletana spiccano il sartù e il ragù, degni di re Artù. Il sartù è un timballo di riso ricco di ingredienti, nato in Francia e portato a Napoli dai monsù, i cuochi delle famiglie nobiliari. Il ragù, invece, è un piatto antico di origine popolare francese, diventato il simbolo della domenica in famiglia.

Un'altra specialità napoletana che può ispirare la preparazione degli Spaghetti Re Artù sono gli spaghetti alle vongole fujute, un piatto povero inventato da Eduardo De Filippo. In mancanza di vongole, si utilizzano olio, aglio, prezzemolo e pomodorini per ricreare il sapore del piatto originale.

Oltre i Confini Italiani: Influenze Internazionali

Gli spaghetti, pur essendo un simbolo della cucina italiana, hanno subito influenze da diverse culture gastronomiche. Dalla paella spagnola agli spätzle tedeschi, dai crozets savoiardi ai vareniky ucraini, dal ramen giapponese al pad thaï thailandese, la pasta si è adattata a sapori e ingredienti locali, creando piatti unici e deliziosi.

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Anche gli Spaghetti Re Artù possono essere reinterpretati con un tocco internazionale, aggiungendo ingredienti e spezie provenienti da altre culture. Ad esempio, si potrebbe aggiungere curry e latte di cocco per un tocco esotico, oppure utilizzare chorizo e peperoni per un sapore spagnolo.

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