Febbraio è un mese speciale, soprattutto per gli amanti della musica italiana, grazie al Festival di Sanremo. Questo articolo esplora la storia del Festival, intrecciandola con l'analisi del film "Spaghetti a Mezzanotte", un'opera cinematografica che, pur non essendo direttamente legata al festival, ne condivide lo spirito nazional-popolare.
La Nascita del Festival di Sanremo
La prima edizione del Festival di Sanremo si tenne il 29 gennaio 1951, trasmessa in diretta radiofonica dal Casinò municipale. Presentata da Nunzio Filogamo, con il suo saluto iconico "Miei cari amici vicini e lontani, buonasera ovunque voi siate", la kermesse musicale vedeva in gara venti canzoni interpretate da Nilla Pizzi, Achille Togliani e il Duo Fasano. Nilla Pizzi trionfò con "Grazie dei fiori".
Il Festival si è evoluto nel tempo, passando dalla radio alla televisione nel 1955, da una a cinque serate, e trasformandosi da un concorso per autori ed editori a una rassegna nazional-popolare. Che lo si snobbi o lo si attenda con ansia, Sanremo è un evento che fa parlare di sé. Come recita lo slogan dell'edizione del 1995, "Sanremo è Sanremo".
Sanremo: Uno Specchio dell'Italia
La storia del Festival di Sanremo è intrecciata con la storia italiana, riflettendo i valori, i costumi e i vizi di una società in continua evoluzione. Nel corso degli anni, il festival ha ospitato canzoni di vario genere, da quelle impegnate a quelle più leggere, da quelle anticonformiste a quelle più tradizionali.
Canzoni Impegnate
Tra le canzoni impegnate che hanno fatto la storia del Festival, ricordiamo "Una casetta in Canadà" di Gino Latilla (1957), "Per Elisa" di Alice (1981), "Signor tenente" di Giorgio Faletti (1998) e "Pensa" di Fabrizio Moro (2007).
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Canzoni Trasgressive e Innovatrici
Il festival non ha disdegnato canzoni più trasgressive e innovative, come "Nel blu, dipinto di blu" di Domenico Modugno (1958), "Contessa" dei Decibel (1980), "Tutti i miei sbagli" dei Subsonica (2000), "Morirò d’amore" di Giuni Russo (2003) e "Il postino - amami uomo" di Renzo Rubino (2013).
Canzoni di Profonda Bellezza
Infine, Sanremo ha regalato al pubblico brani di rara bellezza e profondità, come "E non finisce mica il cielo" e "Almeno tu nell’universo" di Mia Martini (1982 e 1989), "Ti regalerò una rosa" di Simone Cristicchi (2007) e "Ho amato tutto" di Tosca (2020).
"Spaghetti a Mezzanotte": Un'Analisi
Il film "Spaghetti a Mezzanotte", diretto da Sergio Martino nel 1981, rappresenta un esempio di commedia all'italiana che, pur non essendo un capolavoro, offre uno spaccato della società dell'epoca. Girato ad Asti, il film vede protagonisti Lino Banfi e Barbara Bouchet in una serie di equivoci e situazioni comiche.
La Trama
Savino Lagrasta (Lino Banfi) è un avvocato costretto a diete severe dalla moglie Celeste (Barbara Bouchet). Tuttavia, preferisce le grazie dell'amante Zelmira (Alida Chelli), moglie di un giudice. L'avvocato si accorda con Don Vito, un boss mafioso, per eliminare la moglie e l'amante, dando vita a una serie di eventi rocamboleschi.
Asti come Set Cinematografico
La scelta di Asti come location per il film è significativa. Per molti astigiani, l’avventura cinematografica era iniziata al ristorante del Salera, dove alloggiarono Lino Banfi e Barbara Bouchet. In poco tempo, attraverso il passaparola Asti seppe della produzione e furono in molti a proporsi come comparse. Vennero allestiti i set esterni, uno dei primi fu ai giardini pubblici di viale alla Vittoria, dove fu girata la sequenza di apertura del film, con Lino Banfi impegnato in una faticosa sessione di corsa mattutina.
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Il film offre uno sguardo nostalgico sulla città di Asti, mostrando luoghi e volti familiari a molti astigiani. Tuttavia, per chi non conosce Asti, il film non offre un ritratto autentico della città, limitandosi a utilizzare la location come sfondo per una commedia di equivoci.
Critiche al Film
Nonostante la presenza di attori popolari come Lino Banfi e Barbara Bouchet, "Spaghetti a Mezzanotte" non è diventato un cult del genere. La regia è approssimativa, i dialoghi insipidi e la trama inconsistente. Il film non riesce a catturare lo spirito della commedia all'italiana degli anni Settanta, risultando inferiore ad altre opere di Sergio Martino come "Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio" e "L'allenatore nel pallone".
Parallelismi tra Sanremo e "Spaghetti a Mezzanotte"
Sebbene apparentemente diversi, il Festival di Sanremo e "Spaghetti a Mezzanotte" condividono alcuni elementi in comune. Entrambi sono espressioni della cultura popolare italiana, capaci di coinvolgere un vasto pubblico e di riflettere i cambiamenti della società.
L'Ironia e la Leggerezza
Sia il Festival di Sanremo che "Spaghetti a Mezzanotte" utilizzano l'ironia e la leggerezza per affrontare temi sociali e personali. Il festival, attraverso le sue canzoni, spesso affronta questioni importanti con un tono ironico e autoironico. Allo stesso modo, "Spaghetti a Mezzanotte" utilizza la comicità per mettere in scena situazioni paradossali e criticare i vizi della società italiana.
La Rappresentazione dell'Italia
Entrambi offrono una rappresentazione dell'Italia, seppur in modi diversi. Il Festival di Sanremo celebra la musica italiana, promuovendo nuovi talenti e offrendo una vetrina per artisti affermati. "Spaghetti a Mezzanotte", invece, offre uno spaccato della provincia italiana, con i suoi personaggi pittoreschi e le sue tradizioni.
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