Sciroppi per la Tosse Secca: Rimedi Efficaci per Adulti e Bambini

La tosse secca può essere particolarmente fastidiosa, innescata da un processo infiammatorio che coinvolge le mucose della gola. Quando l'organismo reagisce a particolari agenti patogeni, si attiva un meccanismo di autodifesa il cui scopo è proteggere e liberare le vie respiratorie superiori, evitando che i polmoni vengano compromessi. Fortunatamente, esistono diversi rimedi, tra cui gli sciroppi, che possono alleviare questo disturbo.

Cause e meccanismi della tosse secca

La tosse secca è un sintomo, non una malattia, ed è spesso causata da irritazioni o infiammazioni delle vie respiratorie superiori. A differenza della tosse grassa, non produce espettorato. Le cause più comuni includono:

  • Infezioni virali: Raffreddore, influenza e laringite.
  • Irritanti ambientali: Fumo, polvere, inquinamento atmosferico.
  • Allergie: Pollini, acari della polvere, peli di animali.
  • Asma: Infiammazione cronica delle vie aeree.
  • Reflusso gastroesofageo: L'acido dello stomaco irrita l'esofago e le vie respiratorie.
  • Farmaci: Alcuni farmaci, come gli ACE-inibitori, possono causare tosse secca come effetto collaterale.

Rimedi disponibili per la tosse secca

Tra i rimedi più efficaci per combattere la tosse secca, gli sciroppi occupano un posto di rilievo, soprattutto per la loro capacità di lenire l'irritazione e calmare i colpi di tosse persistenti.

Sciroppi a base di ingredienti naturali

Molti sciroppi contengono ingredienti ed estratti naturali lenitivi che agiscono direttamente sulla causa della tosse secca. Questi prodotti spesso includono:

  • Miele: Ha proprietà antibatteriche e antinfiammatorie, oltre a lenire la gola irritata.
  • Propoli: Sostanza resinosa prodotta dalle api con proprietà antimicrobiche e antinfiammatorie.
  • Altea: Ricca di mucillagini, forma un film protettivo sulle mucose, alleviando l'irritazione.
  • Piantaggine: Ha proprietà emollienti e antinfiammatorie.
  • Lichene islandico: Contiene acido usnico, con proprietà antibatteriche e antivirali.

Altri rimedi

Oltre agli sciroppi, esistono altri rimedi utili per sedare il dolore e calmare la tosse secca, tra cui:

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  • Pastiglie e caramelle masticabili: Formano un film protettivo sulla gola, alleviando l'irritazione.
  • Bustine idrosolubili: Contengono principi attivi che aiutano a fluidificare il muco e a calmare la tosse.

Levotuss: uno sciroppo specifico per la tosse secca

Levotuss è uno sciroppo pensato per alleviare i sintomi della tosse secca. Quando la tosse è persistente e non produttiva, cioè non accompagnata dall'espulsione del catarro, possono subentrare fastidi quali irritazione, dolore e bruciore della gola; in più, i colpi di tosse ripetuti possono causare l'indolenzimento dei muscoli toracici. Per contrastare questi sintomi, Levotuss agisce da sciroppo sedativo della tosse, andando a calmare il fenomeno e aiutando a recuperare una sensazione di sollievo e benessere.

Composizione di Levotuss

Il principio attivo di Levotuss è la levodropropizina. Ogni 100 ml di soluzione contengono 600 mg di levodropropizina. Gli eccipienti includono saccarosio, metil-para-idrossibenzoato, propil-para-idrossibenzoato, acido citrico monoidrato, sodio idrossido, aroma cherry e acqua depurata.

Controindicazioni

L'uso di Levotuss è controindicato in caso di:

  • Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
  • Pazienti con broncorrea e con ridotta funzionalità mucociliare (sindrome di Kartagener, discinesia ciliare).
  • Gravidanza e allattamento.
  • Bambini di età inferiore a 2 anni.

Modo d'uso e posologia

Nella confezione è incluso un bicchiere dosatore con tacche corrispondenti a 3, 5 e 10 ml. Per aprire la confezione, è necessario premere con forza il tappo e ruotare contemporaneamente in senso antiorario.

  • Adulti: 10 ml di sciroppo fino a 3 volte al giorno ad intervalli di almeno 6 ore.
  • Bambini:
    • 10-20 kg: 3 ml 3 volte al giorno.
    • 20-30 kg: 5 ml 3 volte al giorno.

Il trattamento dovrebbe essere continuato fino alla scomparsa della tosse. Tuttavia, se dopo 2 settimane di terapia la tosse dovesse ancora essere presente, è consigliabile interrompere il trattamento e chiedere consiglio al medico. Infatti la tosse è un sintomo e andrebbe studiata e trattata la patologia causale. Non somministrare a bambini di età inferiore a 2 anni.

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Avvertenze

Si consiglia cautela nei pazienti con insufficienza renale grave (clearance della creatinina al di sotto di 35 ml/min) e in caso di contemporanea assunzione di farmaci sedativi in individui particolarmente sensibili. Questo medicinale contiene 4 g di saccarosio per dose (10 ml): i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio, o da insufficienza di sucrasi isomaltasi, non devono assumere questo medicinale. Da tenere in considerazione per la somministrazione a soggetti affetti da diabete mellito. Il medicinale contiene metil para-idrossibenzoato e propil para-idrossibenzoato, noti per la possibilità di causare orticaria. In generale i para-idrossibenzoati possono causare reazioni ritardate, tipo la dermatite da contatto e raramente reazioni immediate con manifestazione di orticaria e broncospasmo. I farmaci antitosse sono sintomatici e devono essere usati solo in attesa della diagnosi della causa scatenante e/o dell’effetto della terapia della patologia sottostante. In assenza di informazioni sull’effetto dell’assunzione di cibo sull’assorbimento del farmaco, è consigliabile assumere il farmaco lontano dai pasti. Levotuss sciroppo non contiene glutine; pertanto può essere somministrato a pazienti affetti da celiachia.

Gravidanza e allattamento

L’uso del farmaco è controindicato nelle donne che intendono diventare o sono già gravide poiché la sua sicurezza d’impiego non è documentata. Gli studi nel ratto indicano che il farmaco si ritrova nel latte materno fino ad 8 ore dalla somministrazione. Perciò l’uso del farmaco durante l’allattamento è controindicato.

Interazioni

È necessario tuttavia usare cautela in caso di contemporanea assunzione di farmaci sedativi in individui particolarmente sensibili. Dagli studi clinici non risulta alcuna interazione con farmaci usati nel trattamento di patologie broncopolmonari quali b2-agonisti, metilxantine e derivati, corticosteroidi, antibiotici, mucoregolatori e antistaminici.

Effetti indesiderati

Durante il trattamento con levodropropizina si possono verificare palpitazioni, tachicardia, nausea, vomito, diarrea, eritema. Le reazioni riportate come serie sono orticaria e reazione anafilattica. La maggior parte delle reazioni che si verificano in seguito all’assunzione di levodropropizina sono non gravi e i sintomi si sono risolti con la sospensione della terapia e, in alcuni casi, con trattamento farmacologico specifico. Le reazioni avverse riscontrate (incidenza sconosciuta) sono le seguenti:

  • Patologie dell’occhio: Midriasi, cecità bilaterale.
  • Disturbi del sistema immunitario: Reazioni allergiche e anafilattoidi, edema palpebrale, edema angioneurotico, orticaria.
  • Disordini psichiatrici: Nervosismo, sonnolenza, alterazione della personalità oppure disturbo della personalità.
  • Patologie del sistema nervoso: Sincope, capogiro, vertigine, tremori, parestesia, convulsione tonico-clonica e attacco di piccolo male, coma ipoglicemico.
  • Patologie cardiache: Palpitazioni, tachicardia, bigeminismo atriale.
  • Patologie vascolari: Ipotensione.
  • Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche: Dispnea, tosse, edema del tratto respiratorio.
  • Patologie gastrointestinali: Dolore gastrico, dolore addominale, nausea, vomito, diarrea.
  • Patologie epatobiliari: Epatite colestatica.
  • Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: Orticaria, eritema, esantema, prurito, angioedema, reazioni della cute, glossite e stomatite aftosa. Epidermolisi.
  • Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo: Debolezza degli arti inferiori.
  • Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: Malessere generale, edema generalizzato, astenia.

È stato segnalato un caso di sonnolenza, ipotonia e vomito in un neonato dopo assunzione di levodropropizina da parte della madre nutrice. I sintomi sono comparsi dopo la poppata e si sono risolti spontaneamente sospendendo per alcune poppate l’allattamento al seno.

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Sovradosaggio

Non sono stati segnalati effetti collaterali significativi dopo somministrazione del farmaco fino a 240 mg in somministrazione singola e fino a 120 mg t.i.d. per 8 giorni consecutivi. Sono noti casi di sovradosaggio in bambini di età compresa tra 2 e 4 anni. Si tratta di casi di overdose accidentale tutti risolti senza conseguenze. Nella maggior parte dei casi, i pazienti hanno manifestato dolore addominale e vomito ed in un caso, dopo l’assunzione di 600 mg di levodropropizina, la paziente ha manifestato sonno eccessivo e saturazione d’ossigeno diminuita. In caso di sovradosaggio con evidenti manifestazioni cliniche istituire immediatamente una terapia sintomatica ed applicare le solite misure di emergenza (lavanda gastrica, pasto di carbone attivo, somministrazione parenterale di liquido, ecc.), se del caso.

Quando consultare un medico

Nell’eventualità in cui i sintomi della tosse secca non migliorassero nonostante l'utilizzo di sciroppi e altri rimedi, è essenziale rivolgersi al proprio medico curante. Questo permetterà di individuare la terapia farmacologica più adatta e di escludere eventuali cause sottostanti più serie. La tosse, infatti, può essere un sintomo di diverse condizioni mediche, e una diagnosi accurata è fondamentale per un trattamento efficace.

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