La pasta, un alimento base in molte culture, ha trovato un posto speciale anche in Giappone. Contrariamente a quanto si possa pensare, la pasta è profondamente radicata nella cultura giapponese, con una varietà di formati e preparazioni che si sono evoluti nel corso dei secoli. Questo articolo esplora la storia della pasta in Giappone, i suoi diversi formati e una ricetta speciale: lo scivolo per spaghetti.
L'Arrivo della Pasta in Giappone
Come raccontano Aya Yamamoto, proprietaria di Gastronomia Yamamoto a Milano, e Yoshiko “Yocci” Noda, illustratrice giapponese, nel loro libro "Menrui", la pasta è arrivata in Giappone tra l'VIII e il IX secolo grazie alla comunità cinese, durante la dinastia Tang. I samurai, nel periodo Kamakura, l'hanno poi integrata nella loro dieta come alternativa al riso. Nel XVI-XVII secolo, a Edo (l'odierna Tokyo), i lavoratori iniziarono a consumare pasta per la sua praticità, portando alla nascita della cucina di strada con i venditori di soba.
Dopo la Seconda guerra mondiale, la necessità di piatti economici e nutrienti ha portato al successo dei famosi instant noodles, inventati nel 1958 da Momofuku Ando. Nel 1971, con i "cup noodles", Ando ha rivoluzionato il mercato, rendendo la pasta ancora più accessibile. Nel 2005, gli Space Ram sono stati consumati nello spazio dall'astronauta giapponese Soichi Noguchi, segnando un'ulteriore evoluzione dei ramen.
I Diversi Formati di Pasta Giapponese
Oltre ai ramen e agli udon, esistono molti altri formati di pasta in Giappone, ognuno con le sue caratteristiche uniche:
Udon: La pasta giapponese più semplice, fatta con farina di frumento, acqua e sale. Gli udon si mangiano in brodo o saltati in padella. A Sanuki, nella prefettura di Kagawa, sono spessi e densi, mentre a Inaniwa, nella prefettura di Akita, sono sottili e lisci. Nella prefettura di Gunma, a Mizusawa, sembrano quasi trasparenti e abbastanza sottili.
Leggi anche: Sapori Mediterranei in un piatto di pasta
Soba: Composta da farina di grano saraceno (a volte con un'aggiunta di farina di frumento), acqua e sale, ha un colore grigio chiaro molto particolare. Si possono mangiare freddi intinti nella salsa men tsuyu (zaru soba), oppure nel brodo caldo (kake soba). Durante lo Tsukimi, la festa della luna, è tradizione consumare una ciotola fumante di soba in brodo con un uovo crudo intero. In primavera, invece, si mangia il sansai soba, una zuppa calda di soba con verdure selvatiche tipiche delle montagne.
Ramen: Inventata da cuochi cinesi su suolo giapponese nel XIX o XX secolo, è composta da farina di grano tenero, sale, acqua e kansui, un'acqua alcalina che rende la pasta più elastica. Ogni regione giapponese ha la sua varietà di ramen, come il tonkotsu (fatto con brodo di ossa di maiale) dello Kyushu e il miso ramen di Hokkaido.
Wafu Spaghetti: L'alter ego degli spaghetti italiani, fatti con farina di grano duro e acqua. In Giappone li preparano con ingredienti asiatici come miso, salsa di soia o shiso. Li mangiano con le bacchette, ma a volte anche con forchetta e cucchiaio, li mettono in una grande ciotola da condividere in mezzo al tavolo e vengono cotti di più rispetto alla pasta italiana. La ricetta di wafu spaghetti più celebre è stata inventata nel ristorante Kabe no Ana nel 1953 su richiesta di un cliente che voleva un piatto di spaghetti con del caviale. Essendo il caviale troppo costoso, gli chef giapponesi lo sostituirono presto con il tarako (uova di merluzzo marinate).
Shirataki: Ottenuti dalla radice del konjac, hanno poche calorie e molte fibre. Il loro nome significa "cascata bianca” e ne descrive bene l’aspetto. Si mangiano in genere con uno stufato di carne e verdure, il nikujyaga.
Somen: Un tipo di pasta di farina di frumento, sale e acqua, molto sottile, consumata specialmente in estate. Si mette nell’acqua ghiacciata subito dopo la cottura per raffreddarlo e sciacquarlo.
Leggi anche: Frittata Napoletana di Spaghetti
Harusame: Una pasta molto sottile, realizzata con un amido come quello di patate. Il kanji che li rappresenta significa “pioggia primaverile”.
Ricetta dello Scivolo per Spaghetti (Nagashi Somen)
Il nagashi somen, o "scivolo per spaghetti", è un modo divertente e rinfrescante di mangiare i somen durante l'estate giapponese. La pasta viene fatta scorrere lungo un tubo di bambù pieno d'acqua fredda, e i commensali devono prenderla al volo con le bacchette mentre passa.
Ingredienti:
- Somen (pasta somen secca)
- Acqua
- Ghiaccio
- Salsa mentsuyu (salsa di soia, mirin, dashi)
- Condimenti a piacere (zenzero grattugiato, wasabi, cipollotto tritato, alga nori tagliata a striscioline)
Attrezzatura:
- Un lungo tubo di bambù tagliato a metà (o un tubo di plastica simile)
- Un supporto per tenere il tubo inclinato
- Una pentola per cuocere la pasta
- Bacchette
- Piccole ciotole individuali per la salsa e i condimenti
Preparazione:
Prepara il tubo: Pulisci accuratamente il tubo di bambù e posizionalo in un punto dove l'acqua possa defluire facilmente. Inclina il tubo in modo che l'acqua scorra dall'alto verso il basso.
Cuoci la pasta: Porta a ebollizione una pentola d'acqua e cuoci i somen secondo le istruzioni sulla confezione (solitamente pochi minuti). Scola la pasta e raffreddala immediatamente sotto l'acqua corrente fredda.
Prepara la salsa: Prepara la salsa mentsuyu mescolando salsa di soia, mirin e dashi secondo le proporzioni desiderate. Puoi acquistarla già pronta o farla in casa.
Leggi anche: Ingredienti Spaghetti San Giuannid
Prepara i condimenti: Prepara i condimenti che preferisci, come zenzero grattugiato, wasabi, cipollotto tritato e alga nori tagliata a striscioline.
Monta il sistema: Riempi il tubo di bambù con acqua fredda e aggiungi abbondante ghiaccio per mantenerla fresca.
Come Mangiare:
Ogni persona prende una piccola ciotola con la salsa mentsuyu e i condimenti.
Un addetto lascia cadere piccole porzioni di somen nel tubo all'estremità superiore.
I commensali, armati di bacchette, cercano di afferrare la pasta mentre scivola lungo il tubo.
Una volta afferrata la pasta, la si intinge nella salsa e si gusta.