In un contesto in cui l'alimentazione artificiale delle api sembra essere diventata una pratica apistica comune, è fondamentale analizzare attentamente questa questione. Quando è opportuno nutrire le api con sciroppo? Qual è lo scopo della nutrizione liquida? Quali criteri dovrebbero guidare la decisione di nutrire o meno un alveare? È sempre consigliabile nutrire abbondantemente, o ci sono controindicazioni? Cos'è il saccheggio e come si può prevenire? Come si prepara lo sciroppo in modo corretto? Questo articolo mira a rispondere a queste domande, fornendo una guida completa sulla preparazione e l'uso dello sciroppo zuccherino per api, promuovendo al contempo pratiche apistiche consapevoli e sostenibili.
Quando Nutrire le Api con Sciroppo: Un Approccio Ragionato
L'alimentazione delle api con sciroppo zuccherino dovrebbe essere considerata una pratica eccezionale, riservata a situazioni specifiche in cui la sopravvivenza della colonia è a rischio. Idealmente, l'ape è un animale selvatico e, come tale, ogni tipo di alimentazione artificiale andrebbe evitato. Se durante la stagione produttiva ci si trova nella situazione in cui gli alveari rischiano di morire di fame, è segno che è stato commesso qualche errore nella gestione dell'apiario.
Le principali situazioni in cui può essere necessario ricorrere alla nutrizione con sciroppo sono:
- Scorte insufficienti a fine stagione: Quando, al termine della stagione produttiva, si constata che le api hanno scorte insufficienti per superare l'inverno.
- Emergenze durante la stagione produttiva: In piena stagione produttiva (primavera o estate), a causa di eventi climatici avversi come siccità prolungate, le scorte possono esaurirsi rapidamente, mettendo a rischio la sopravvivenza degli alveari. In questi casi, è necessario intervenire tempestivamente con un'alimentazione di emergenza.
- Stimolazione pre-fioritura: Circa 40 giorni prima della fioritura principale, se si prevede una stagione non favorevole, può essere necessario stimolare la covata per garantire che gli alveari raggiungano la forza necessaria per il raccolto.
Ricetta dello Sciroppo Zuccherino: Ingredienti e Preparazione
La preparazione dello sciroppo zuccherino in casa è un'operazione relativamente semplice, ma è importante seguire alcune accortezze per garantire la qualità del prodotto e la salute delle api.
Una ricetta base per lo sciroppo zuccherino prevede:
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- 25 kg di zucchero (saccarosio)
- 17 litri di acqua calda (circa 25°C)
Mio padre aggiungeva alla ricetta anche un litro di aceto rosso, perché così si faceva ai suoi tempi. Ora la scienza ci ha spiegato che per non aumentare l’Hmf che riduce la vita delle api non va acidificato lo sciroppo e non bisogna superare i 25 °C per sciogliere lo zucchero nell’acqua. A 25 °C ci vogliono 5 minuti circa di rimescolamento.
Procedimento:
- Riscaldare l'acqua fino a una temperatura di circa 25°C. È fondamentale non superare questa temperatura per evitare la formazione di HMF (idrossimetilfurfurale), una sostanza tossica per le api che si forma quando gli zuccheri vengono riscaldati eccessivamente.
- Aggiungere gradualmente lo zucchero all'acqua calda, mescolando continuamente fino a completo scioglimento. Per velocizzare la preparazione, si può scaldare l'acqua intorno agli 80°C e poi versare lo zucchero, continuando a mescolare per circa 10 minuti.
- Una volta che lo zucchero è completamente sciolto, lo sciroppo è pronto per essere somministrato alle api.
Per garantire una conservazione più lunga dello sciroppo, si possono aggiungere conservanti naturali come il timolo in polvere (1 g solubilizzato in 5 ml di alcol per 15 litri di sciroppo) o l'acido formico (2 ml per litro di sciroppo).
Tipologie di Sciroppo: Artigianale vs. Commerciale
In primavera lo sciroppo artigianale classico (saccarosio sciolto in acqua) va bene, anzi spesso meglio, di quelli acquistati. Questo perché il saccarosio è un disaccaride, cioè un composto di due zuccheri semplici (glucosio e fruttosio), facilmente scomponibile ed utilizzabile dalle api. Analogo risultato, dal punto di vista nutrizionale, lo possiamo ottenere utilizzando prodotti commerciali di qualità, privi di zuccheri complessi.
Esistono diverse tipologie di sciroppo zuccherino per api, sia artigianali che commerciali. La scelta tra le due dipende dalle esigenze dell'apicoltore e dalle condizioni specifiche dell'apiario.
- Sciroppo artigianale: Preparato in casa con zucchero (saccarosio) e acqua. È una soluzione semplice ed economica, ideale per la nutrizione primaverile.
- Sciroppi commerciali: Prodotti specifici per l'alimentazione delle api, formulati per garantire un'elevata digeribilità e un apporto nutrizionale completo. Tra questi, l'Invertofix è un prodotto molto utilizzato dagli apicoltori.
Un'altra distinzione importante riguarda il grado di diluizione dello sciroppo, ovvero la percentuale di umidità nel prodotto finale. La nutrizione primaverile non è sempre necessaria, e stimolare eccessivamente una famiglia non è sempre sinonimo di un ricco raccolto.
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Nutritori: Strumenti Essenziali per la Somministrazione dello Sciroppo
La somministrazione dello sciroppo alle api avviene tramite appositi nutritori, disponibili in diverse tipologie:
- Nutritore a depressione: Permette alle api di assumere una quantità limitata di sciroppo giornalmente, ideale per la stimolazione della covata. Tappi con 2 fori da 1.5 mm. assicurano una buona velocità di assunzione, che con un solo faro del diametro di 1 mm. Risulta troppo lenta. Fori più grandi, per esempio quelli che possono essere praticati on un punteruolo da legno, lasciano fuoriuscire in modo diseguale lo sciroppo e si svuotano troppo velocemente. La velocità di assunzione, ad esempio, risulta inferiore nei casi di temperature rigide e scarsa forza della colonia; al contrario, una famiglia forte, in primavera è capace di svuotare 2 kg di sciroppo nell’ arco di pochi giorni.
- Nutritore cilindrico: Facile e veloce da riempire, ideale per somministrare grandi quantità di sciroppo in poco tempo. Il vantaggio maggiore del nutritore cilindrico sta nella rapidità con la quale è possibile somministrare lo sciroppo. Infatti basta alzare il tetto e il coperchio del nutritore per introdurre il liquido zuccherino. Per velocizzare e evitare perdite di sciroppo puoi farti aiutare da un innaffiatoio. Attento però perché le gocce di sciroppo che possono finire sul coprifavo possono richiamare alcuni insetti, soprattutto formiche. Lo stesso accade se il coperchio del nutritore non è a perfetta tenuta. Inoltre, lo sciroppo risente della temperatura esterna e se quella dell'aria è particolarmente fredda, le api non lo assumono volentieri o addirittura non lo assumono affatto.
- Nutritore a tasca: Può essere utilizzato anche come diaframma e permette alle api di ingerire lo sciroppo a una temperatura più consona.
Alternative allo Sciroppo: Candito e Miele
Oltre allo sciroppo zuccherino, esistono altre alternative per l'alimentazione delle api, come il candito e il miele.
- Candito: Una pasta solida a base di zucchero, ideale per la nutrizione invernale. Come regola generale la migliore nutrizione degli alveari è sempre attraverso la somministrazione di candito, in seguito vedremo anche perché. Nella nostra azienda, in caso di necessità, nutriamo sempre e solo con il candito. Il candito non stimola le api, non stimola neppure le loro malattie e le api lo consumano solo in caso di necessità impellente.
- Miele: L'alimento naturale delle api, da utilizzare con cautela per evitare il rischio di saccheggio e la trasmissione di malattie. Naturalmente il migliore alimento zuccherino in assoluto, dal punto di vista nutrizionale, è il miele ed è così ovvio che non ci sarebbe neppure il bisogno di dirlo; ma restituire alle api il miele può essere un’operazione che riserva delle spiacevoli sorprese. La prima è di tipo sanitario: se il miele è di dubbia provenienza, potrebbe essere veicolo di malattie, quali la peste americana; e a questo puoi ovviare utilizzando sempre il tuo miele. Il secondo rischio è quello di innescare fenomeni di saccheggio.
Qualità degli Alimenti: Un Aspetto Fondamentale
Qualsiasi alimento zuccherino si decida di somministrare alle api, è fondamentale che sia di ottima qualità. Sia nel caso che lo si acquisti o che lo si prepari personalmente, è importante valutare se i singoli componenti siano adatti ad una alimentazione sana delle api. Ci sono degli zuccheri quali galattosio, mannosio e lattosio che a certe concentrazioni possono essere tossici. Molto tossici sono anche quegli alimenti troppo ricchi di minerali. Il miele ha una media di ceneri pari a 0,17% e se le api assumono uno sciroppo troppo ricco di minerali potrebbero avere la dissenteria. Lo zucchero bianco è l'alimento che apporta meno quantità di minerali; lo zucchero biologico ne ha di più ma ancora in quantità non tossiche per le api. Lo zucchero di canna bruno che al suo interno ha anche della melassa, invece, può arrivare a concentrazioni di minerali anche 10 volte superiori a quelle medie del miele.
Un altro elemento tossico è il 5-idrossimetilfurfurale (HMF) che è il prodotto di degradazione degli zuccheri, soprattutto il fruttosio, universalmente riconosciuto come uno dei principali composti che indicano il deterioramento nella qualità di una vasta gamma di alimenti, tra cui il miele. È stato osservato che sciroppo o candito somministrato alle api con dosi alte di HMF influenzano l’aspettativa di vita delle operaie.
Pratiche Apistiche Sostenibili: Ridurre al Minimo la Nutrizione Artificiale
L'obiettivo di ogni apicoltore dovrebbe essere quello di ridurre al minimo la necessità di nutrire artificialmente le api, adottando pratiche apistiche sostenibili che favoriscano la salute e l'autosufficienza delle colonie.
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Alcune strategie per raggiungere questo obiettivo includono:
- Gestione oculata delle scorte: Evitare di raccogliere troppo miele, lasciando alle api una quantità sufficiente di scorte per superare l'inverno. Una media di 20 kg di miele di scorta in un alveare Dadant da 10 favi può, di norma, essere sufficiente alle colonie per arrivare alla primavera successiva.
- Pareggiamento delle scorte: Trasferire favi di miele da alveari con scorte abbondanti a quelli con scorte insufficienti.
- Selezione di api resistenti: Favorire l'allevamento di api autoctone, adattate all'ambiente locale e meno dipendenti dall'alimentazione artificiale.
- Posizionamento strategico degli apiari: Collocare gli apiari in zone con una buona diversità di fioriture, per garantire un apporto costante di nettare e polline.
- Controllo della varroa: Eseguire tempestivamente i trattamenti contro la varroa per evitare che le colonie si indeboliscano e diventino dipendenti dall'alimentazione artificiale.
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