Sciroppo Proteico per Api: Ricetta, Ingredienti e Preparazione

L'apicoltura moderna richiede un'attenta gestione dell'alimentazione delle api, soprattutto in periodi di scarsità di risorse naturali. In questi momenti, l'integrazione alimentare diventa cruciale per garantire la salute, la sopravvivenza e la produttività delle colonie. Tra gli alimenti complementari più utilizzati, il candito e lo sciroppo proteico rivestono un ruolo fondamentale. Questo articolo esplora in dettaglio la preparazione dello sciroppo proteico per api, fornendo ricette, ingredienti e indicazioni utili per un'apicoltura consapevole e sostenibile.

L'Importanza dell'Alimentazione Complementare per le Api

L’ape è un animale selvatico e per questo suo status ogni tipo di alimentazione andrebbe evitato. Se durante la stagione ti trovi nella situazione per la quale gli alveari rischiano di morire di fame è perché hai fatto qualche errore: puoi aver esagerato sull'industrializzazione della tua azienda apistica e collocato una quantità di alveari per apiario eccessiva; oppure puoi aver raccolto troppo miele e lasciato poche scorte; puoi aver esasperato la selezione genetica utilizzando ibridi o sottospecie non autoctone e quindi non in equilibrio con l'ambiente circostante; puoi aver collocato gli apiari in zone dove regna la monocoltura; puoi aver preparato dei nuovi nuclei poco equilibrati; oppure puoi aver eseguito in ritardo il trattamento di contenimento della varroa per cui le colonie, debilitate, non sono riuscite a fare le scorte malgrado avessero tutto intorno delle abbondanti fioriture.

Il sostentamento delle api è caratterizzato da due macro alimenti: zuccheri e proteine. Una soluzione di acqua e zucchero non rappresenta un alimento ideale per le api dato che non contiene le proteine, le vitamine o i lipidi necessari per una corretta alimentazione. L'assenza di questi elementi può minacciare la salute della famiglia e può alterarne il comportamento.

L'alimentazione complementare è un'esigenza fondamentale per garantire un livello di benessere ottimale per le colonie. Essa si rende necessaria in diverse situazioni:

  • Carenza di fioriture: Durante i periodi in cui non è disponibile il nettare dei fiori, come in inverno o in periodi di siccità.
  • Inverno: Quando le api non possono uscire dall’alveare a causa delle basse temperature e della mancanza di fiori.
  • Primavera: Quando le api iniziano a riprendere la loro attività dopo il letargo invernale e hanno bisogno di molta energia per ripopolare l’alveare e iniziare la raccolta del nettare e del polline.
  • Emergenze: In caso di danni all’alveare causati da eventi atmosferici, malattie o parassiti.
  • Scarse scorte: Verso la fine della stagione produttiva, quando le api hanno poche scorte per superare l'inverno.
  • Stimolazione: Circa quaranta giorni prima della fioritura principale, per stimolare la regina a produrre sufficiente covata.

Candito e Sciroppo: Due Approcci all'Integrazione Alimentare

Gli apicoltori utilizzano principalmente due tipi di alimenti complementari: il candito e lo sciroppo.

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  • Candito: Un alimento solido, composto principalmente da zucchero, ideale quando le temperature sono basse. Ha il vantaggio di non scorrere, riducendo il rischio di annegamento delle api. Non stimola le api e le loro malattie, e viene consumato solo in caso di necessità impellente.
  • Sciroppo: Una soluzione liquida di zucchero e acqua, più facile da somministrare rispetto al candito. Tuttavia, può causare problemi di umidità all’interno dell’alveare e aumentare il rischio di malattie.

Ingredienti Chiave per lo Sciroppo Proteico

Per preparare uno sciroppo proteico efficace, è necessario considerare la qualità degli ingredienti.

  • Zuccheri: La qualità degli zuccheri è un fattore imprescindibile. Alcuni glucidi possono avere un effetto dannoso per le api, come galattosio, arabinosio, xilosio, mentre altri zuccheri come il glucosio, fruttosio, maltosio e saccarosio sono sicuri e nutrienti. Lo zucchero che le api preferiscono è il saccarosio, ovvero il semplice zucchero da cucina.
  • Proteine: L'alimentazione proteica è fondamentale sia per lo sviluppo e la corretta funzionalità delle ghiandole ipofaringee, sia per l’allevamento della giovane covata, ma anche per la formazione del cosiddetto corpo grasso.

Ricette per Sciroppo Proteico per Api

Esistono diverse ricette per preparare uno sciroppo proteico adatto alle api. Ecco alcune opzioni:

1. Sciroppo di Saccarosio Invertito

Questo sciroppo è facilmente digeribile dalle api grazie alla scissione della molecola di saccarosio in fruttosio e glucosio.

Ingredienti:

  • 1 o 2 Kg di zucchero
  • 1 litro d'acqua
  • Acido citrico (quanto basta)

Preparazione:

  1. Bollire l'acqua.
  2. Aggiungere lo zucchero e mescolare fino a completo scioglimento.
  3. Aggiungere l'acido citrico per favorire l'inversione degli zuccheri.

L’inversione è tanto più veloce quanto più è basso il pH (quindi la soluzione deve essere molto acida) e tanto più è alta la temperatura.

2. Candito Proteico Fatto in Casa

Ingredienti:

  • 600 grammi di zucchero a velo
  • 250 grammi di miele o glucosio liquido
  • 100 grammi di latte in polvere
  • 100 grammi di lievito di birra

Preparazione:

  1. Mescolare tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto omogeneo.
  2. Dividere l'impasto in masserelle da 200 a 500 grammi.
  3. Confezionare le masserelle in sacchettini o vaschette di plastica.
  4. Utilizzare immediatamente o riporre in congelatore per la conservazione.

Alle api va somministrata una tortina ogni 7-10 giorni. In alveari piccoli la dose può ridursi a 100 grammi ogni due settimane.

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3. Sciroppo con Lievito di Birra

Ingredienti:

  • Sciroppo di zucchero (preparato come indicato sopra)
  • Lievito di birra (asciutto e inattivo)

Preparazione:

  1. Preparare lo sciroppo di zucchero.
  2. Aggiungere il lievito di birra al 5-6% nello sciroppo.
  3. Posizionare lo sciroppo sopra il coprifavo e renderlo accessibile alle api.

Fonti Proteiche Alternative nello Sciroppo per Api

Oltre alle ricette sopra indicate, è possibile utilizzare diverse fonti proteiche alternative per integrare l'alimentazione delle api:

  • Polline: È la soluzione più logica e naturale per le api, ma richiede un notevole impegno per la raccolta e rappresenta un costo per l’azienda. Il polline somministrato deve essere valido dal punto di vista proteico (ottimi i pollini primaverili), raccolto con tempestività e esente da sostanze tossiche.
  • Farina di Soia: Essa contiene circa il 50% di proteine ed è scarsa dell’amminoacido triptofano. Non è molto appetita dalle api, ma è poco costosa. La farina deve essere stata sottoposta a processi per la riduzione della frazione oleosa a livelli inferiori al 7% (livelli superiori risultano nocivi per l’ape).
  • Lievito di Birra: Sono in generale molto appetiti dalle api. Il livello di proteine è di circa il 50% e il contenuto di grassi si attesta intorno al 7%. Sono i più completi dal punto di vista amminoacidico.
  • Latte in Polvere: Il valore biologico delle sue proteine è secondo solo all’uovo intero, sebbene la quantità di glucidi sia piuttosto elevata. Il contenuto vitaminico del latte è completo, tuttavia i processi di liofilizzazione tendono ad abbatterne considerevolmente la quantità e la qualità. E’ un alimento molto ricco in sali minerali e non presenta particolari problemi di conservazione.

Come e Quando Alimentare le Api

Per la nutrizione delle api, si utilizzano strumenti chiamati nutritori, contenitori in cui viene posizionato il nutrimento. Esistono diversi tipi di nutritori:

  • Nutritori a tasca: Possono essere utilizzati anche come diaframma e permettono alle api di ingerire lo sciroppo a una temperatura più consona.
  • Nutritori a coprifavo: Vanno posizionati sopra il coprifavo e resi accessibili alle api.
  • Alveare con nutritore a tasca: un metodo efficace per integrare l'alimentazione delle api in modo pratico e sicuro.

La nutrizione delle api in primavera è molto diversa da quella invernale. In primavera si effettua prevalentemente una nutrizione detta stimolante, che ha lo scopo di rafforzare le famiglie e favorire l’ovodeposizione per aumentarne la numerosità con l’obiettivo finale di raccogliere più miele. In questo caso a differenza dell’alimentazione invernale, andranno preferiti i classici sciroppi (composti da glucosio, fruttosio e saccarosio) da diluire in acqua. Di norma una diluizione ottimale prevede un composto finale con il 50% di acqua ed il 50% di sciroppo - tuttavia questo dipende anche molto dal periodo della stagione, dalle condizioni metereologiche e dalla zona climatica in cui si trova il nostro apiario. Di norma una buona pratica è quella di iniziare circa 40 giorni prima del raccolto. Si consiglia di stimolare tramite sciroppo per massimo 15-20 giorni.

Tabella Comparativa Fonti Proteiche

Fonte ProteicaContenuto Proteico (%)AppetibilitàCostoNote
PollineVariaAltaAltoMigliore, ma costoso e richiede raccolta
Farina di SoiaCirca 50BassaBassoPoco appetibile, ridurre la frazione oleosa
Lievito di BirraCirca 50AltaMedioCompleto dal punto di vista amminoacidico
Latte in PolvereVariaMediaMedioRicco di sali minerali, liofilizzazione riduce le vitamine

Considerazioni Importanti

Prima di integrare l'alimentazione delle api, è fondamentale considerare alcuni aspetti:

  • Attrattività: L'alimento deve essere appetibile per le api.
  • Valore Nutrizionale: L'alimento proteico deve avere caratteristiche simili a quelle del polline.
  • Assenza di Sostanze Tossiche: Evitare alimenti che possono contenere sostanze nocive.

Errori Comuni da Evitare

  • Alimentare le api verso la fine dell’inverno senza valutare le scorte.
  • Stimolare la ripresa primaverile con sciroppo di acqua e zucchero senza considerare le reali necessità degli alveari.
  • Esagerare con l'industrializzazione dell'azienda apistica, collocando troppi alveari per apiario.
  • Raccogliere troppo miele e lasciare poche scorte.
  • Esasperare la selezione genetica utilizzando ibridi non autoctoni.
  • Collocare gli apiari in zone di monocoltura.
  • Preparare nuovi nuclei poco equilibrati.
  • Eseguire in ritardo il trattamento di contenimento della varroa.

La migliore nutrizione degli alveari è sempre attraverso la somministrazione di candito. Il candito non stimola le api, non stimola neppure le loro malattie e le api lo consumano solo in caso di necessità impellente.

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