In un mondo in cui agrumi esotici e frutti dalle forme bizzarre catturano l'attenzione, è facile dimenticare i tesori che si celano tra i prodotti locali. Tra questi, spicca il chinotto, un agrume affascinante e dalle molteplici proprietà, spesso più conosciuto per la bevanda che da esso deriva che per il frutto in sé.
Cos'è il Chinotto?
Il Citrus myrtifolia, meglio noto come chinotto, è un agrume di origine incerta, ritenuto una mutazione dell'arancio amaro. Il suo nome evoca le sue origini, che si fanno risalire alla Cina, da cui sarebbe stato importato intorno al Cinquecento o Seicento. La pianta del chinotto si presenta come un sempreverde di dimensioni contenute, raggiungendo circa un metro e mezzo di altezza, ma sorprendentemente prolifica nella produzione di fiori e frutti. I fiori, chiamati zagare, sono bianchi e molto profumati, mentre i frutti, che maturano a giugno, si distinguono per la loro forma piccola e schiacciata alle estremità, assumendo un colore arancione intenso a maturazione completa.
Il chinotto di Savona è una tipicità ligure, riconosciuta come Presidio Slow Food, coltivata nella riviera da Varazze a Finale.
Caratteristiche e Utilizzo del Chinotto
Il chinotto si distingue per il suo sapore amarognolo, che lo rende poco adatto al consumo diretto. Tuttavia, questa sua peculiarità lo rende un ingrediente prezioso nella preparazione di marmellate, canditi e, soprattutto, della celebre bevanda omonima. L'agrume, all'esterno simile a un mandarino e all'interno a un limone, offre un profumo agrumato intenso e inconfondibile.
Storia e Tradizione del Chinotto
L'uso del chinotto affonda le sue radici in un passato lontano. Già tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, i frutti sciroppati venivano consumati in Europa come aperitivo o digestivo, spesso accompagnati da soluzioni alcoliche. Le prime tracce della commercializzazione di una bevanda a base di chinotto risalgono agli anni Trenta, segnando l'inizio della sua popolarità. Negli ultimi anni, complice il ritorno in auge delle bibite vintage, il chinotto ha riconquistato un posto d'onore,comparendo sulle tavole di ristoranti rinomati.
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A Savona, verso la fine del 1800, nacque la "Società Cooperativa dei chinotti", un'organizzazione che, ispirandosi alle Camere Agrumarie del sud Italia, si dedicava alla produzione, trasformazione e commercializzazione dei frutti. L'apice dell'attività legata ai frutti canditi si raggiunse tra il XIX e il XX secolo. Nel 1877, la Silvestre-Allemand, un'azienda attiva dal 1780, si trasferì da Apt, nel sud-est della Francia, a Savona, contribuendo ulteriormente alla diffusione del chinotto candito.
Ricette a Base di Chinotto: Sciroppo e Bevanda Fatta in Casa
Sciroppo di Chinotto
Preparare lo sciroppo di chinotto in casa è un modo per riscoprire i sapori autentici di questo agrume. Ecco una ricetta semplice e tradizionale:
Ingredienti:
- Chinotti interi
- Acqua
- Sale
- Zucchero
- Liquore Maraschino (opzionale)
Procedimento:
- Immergere i chinotti interi in acqua salata per circa 25 giorni, avendo cura di cambiare l'acqua ogni 5 o 6 giorni. Questo processo aiuta a ridurre l'amaro tipico del frutto.
- Cuocere i chinotti in acqua bollente per circa 30 minuti - 1 ora, finché non si ammorbidiscono.
- Preparare lo sciroppo facendo bollire acqua e zucchero in un rapporto di 1:2 (ad esempio, 100 ml di acqua e 200 g di zucchero) fino a ottenere una consistenza densa.
- Aggiungere i chinotti cotti allo sciroppo e far sobbollire per alcuni minuti.
- Se lo si desidera, aggiungere un po' di liquore Maraschino per aromatizzare ulteriormente lo sciroppo.
Bevanda Chinotto Fatta in Casa
Per chi desidera cimentarsi nella preparazione della bevanda chinotto, ecco una ricetta che riproduce fedelmente il gusto originale:
Ingredienti:
- Zucchero di canna
- Caffè caldo
- Sciroppo di chinotto
- Succo di limone
- Succo di arancia
- Acqua gassata
Procedimento:
- Sciogliere lo zucchero di canna nel caffè caldo, mescolando accuratamente.
- Aggiungere lo sciroppo di chinotto, il succo di limone e il succo di arancia.
- Versare il composto in una bottiglia di vetro con chiusura ermetica.
- Aggiungere l'acqua gassata a filo, evitando di inclinare troppo la bottiglia per non disperdere il gas.
- Mescolare delicatamente con un "menarello" sufficientemente lungo.
- Tappare ermeticamente la bottiglia e capovolgerla un paio di volte.
- Mettere la bottiglia in frigorifero e far raffreddare per almeno un'ora prima di servire.
Un'altra ricetta per lo sciroppo di chinotto prevede un procedimento diverso:
Ingredienti:
- Chinotti
- Acqua
- Zucchero
Procedimento:
- Lavare e asciugare i chinotti, quindi dividerli in quattro parti senza sbucciarli.
- Porli in un contenitore di plastica con coperchio, coprirli di acqua fredda e metterli sul terrazzo al freddo. Cambiare l’acqua ogni giorno per sei giorni.
- Trascorso il tempo, bollire i chinotti in acqua per circa 15 minuti. Scolarli e appoggiarli in una ciotola.
- In una pentola mettere 1,5 l di acqua e versarvi lo zucchero, quindi far cuocere fino a che non si sia sciolto lo zucchero.
- Tuffarvi i chinotti e farli cuocere circa 10 minuti, poi lasciarli nello sciroppo per mezza giornata.
- Togliere i chinotti, riportare ad ebollizione lo sciroppo e poi tuffare nuovamente i chinotti e farli cuocere per 2/3 minuti.
- Ripetere questa operazione 5 volte, lasciando sempre l’intervallo di mezza giornata fra una volta e l’altra.
- Giunti all’ultima bollitura, si otterranno dei chinotti immersi nello sciroppo che avrà preso anche il gusto del chinotto.
Proprietà Benefiche del Chinotto
Il chinotto non è solo un agrume gustoso, ma anche un concentrato di proprietà benefiche. Come tutti gli agrumi, è ricco di vitamina C, un potente antiossidante che rafforza il sistema immunitario e protegge dalle infezioni. In passato, il chinotto veniva utilizzato dai marinai per prevenire lo scorbuto, una malattia causata dalla carenza di vitamina C. Anche la scorza e i fiori della pianta possiedono proprietà benefiche.
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Chinotto di Savona: Un Presidio Slow Food
Il chinotto di Savona, grazie alla sua tipicità e alla sua diffusione nel territorio, ha ottenuto il riconoscimento di Presidio Slow Food. Questo riconoscimento mira a tutelare la coltivazione della pianta e a promuovere il rilancio della canditura, preservando un'antica tradizione ligure. Presso un vivaio storico di famiglia del 1936, è possibile vivere un'esperienza sensoriale alla scoperta di questo agrume unico.
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