Il cortisone sciroppo, contenente principi attivi come il desametasone (presente in farmaci come Soldesam), è un corticosteroide utilizzato per via sistemica. Questo articolo esplora le indicazioni, le precauzioni e le avvertenze associate all'uso di questo farmaco.
A cosa serve il cortisone sciroppo?
Il cortisone sciroppo, grazie al suo principio attivo corticosteroide, è impiegato in diverse condizioni mediche. Rientra nella categoria farmacoterapeutica dei corticosteroidi per uso sistemico.
Controindicazioni
L'uso di cortisone sciroppo è controindicato in determinate situazioni, tra cui:
- Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti presenti nel farmaco.
- Infezioni micotiche sistemiche.
- Infezioni batteriche sistemiche, a meno che non sia in corso una terapia specifica anti-infettiva.
- Iniezioni locali in caso di batteriemia, infezioni micotiche sistemiche, articolazioni instabili e infezioni nel sito di iniezione (ad esempio, artrite settica secondaria a gonorrea o tubercolosi).
- Ulcera peptica.
- Psicosi.
- Herpes oculare simplex.
Precauzioni e avvertenze
L'uso di cortisone sciroppo richiede particolare attenzione in diverse situazioni.
Considerazioni generali
- Posologia: La posologia di mantenimento deve essere la minima efficace per controllare i sintomi, e qualsiasi riduzione della dose deve essere fatta gradualmente.
- Infezioni: È necessario adottare precauzioni durante il trattamento di pazienti con infezioni acute e croniche. I corticosteroidi possono mascherare i segni di infezione e favorire infezioni intercorrenti. In questi casi, è importante valutare l'opportunità di una terapia antibiotica adeguata. Inoltre, i corticosteroidi possono influenzare il test del nitroblu tetrazolio per le infezioni batteriche, dando risultati falsi negativi.
- Amebiasi: I corticosteroidi possono attivare un'amebiasi latente. Pertanto, è consigliabile escludere la presenza di amebiasi latente o attiva prima di iniziare la terapia corticosteroidea in pazienti provenienti dai tropici o con diarrea.
- Infezioni fungine: I corticosteroidi possono esacerbare le infezioni fungine sistemiche e quindi non devono essere usati in presenza di tali infezioni, a meno che non siano necessari per controllare le reazioni da farmaco dovute all'amfotericina B. Tuttavia, sono stati riportati casi di ipertrofia cardiaca congestizia con l'uso concomitante di amfotericina B e idrocortisone.
- Sistema immunitario: La soppressione della risposta infiammatoria e della funzione immunitaria aumenta la suscettibilità e la gravità delle infezioni. Il quadro clinico può presentarsi in modo insolito e le infezioni gravi, come la setticemia e la tubercolosi, possono essere mascherate.
- Sindrome da lisi tumorale: Molto raramente sono stati riportati casi di sindrome da lisi tumorale in pazienti con malattie ematologiche maligne in seguito alla somministrazione di desametasone, da solo o in combinazione con altri agenti chemioterapici. I soggetti a rischio devono essere monitorati attentamente.
Effetti psichiatrici
Durante il trattamento con corticosteroidi possono manifestarsi alterazioni psichiche, come euforia, insonnia, variazioni dell'umore, alterazioni della personalità, depressione grave e manifestazioni psicotiche. L'instabilità psichica e le tendenze psicotiche possono essere aggravate dai corticosteroidi. In questi casi, è fondamentale chiedere consiglio medico.
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Iniezioni intra-articolari
L'iniezione intra-articolare di un corticosteroide può provocare effetti sia sistemici che locali. La presenza di liquidi nelle articolazioni richiede esami appropriati per escludere processi settici. Un aumento del dolore, accompagnato da edema locale, limitazione della mobilità articolare, febbre e malessere generale, suggerisce la presenza di artrite settica. In tal caso, è necessario istituire una terapia anti-infettiva adeguata.
Effetti collaterali e precauzioni aggiuntive
- Terapia prolungata: In caso di terapia prolungata, può essere opportuno un regime anti-ulceroso, comprendente un antiacido.
- Effetti metabolici: Dosi medie o alte di idrocortisone o cortisone possono causare aumento della pressione arteriosa, ritenzione idrica e salina, o eccessiva deplezione di potassio. Possono rendersi necessari un regime povero di sale e supplementi di potassio. Tutti i corticosteroidi aumentano l'escrezione del calcio.
- Stress: Nei pazienti sotto terapia corticosteroidea esposti a stress, è indicato un aumento della posologia dei corticosteroidi a rapida azione, prima, durante e dopo la situazione di stress.
- Insufficienza corticosurrenale: Un'insufficienza corticosurrenale secondaria indotta dal farmaco può essere minimizzata riducendo gradualmente la posologia. Questo tipo di insufficienza relativa può persistere per mesi dopo la sospensione della terapia; in caso di stress durante questo periodo, è opportuno reinstituire la terapia ormonale.
- Terapia antimicrobica: Un'appropriata terapia antimicrobica deve essere associata alla terapia glucocorticoide, quando necessario, ad esempio nelle infezioni virali e micotiche oculari.
Esposizione a malattie infettive
- Varicella: La varicella è particolarmente preoccupante perché può essere fatale nei pazienti immunodepressi. I pazienti (o i genitori del bambino) senza conferma amnestica della malattia devono evitare i contatti con persone affette da varicella o herpes zoster e, se esposti, devono chiedere urgenti cure mediche. L'immunizzazione passiva con l'immunoglobulina della varicella zoster (VZIG) è necessaria nei pazienti non immunizzati esposti che sono in trattamento sistemico con corticosteroidi oppure che lo hanno utilizzato negli ultimi 3 mesi; il trattamento deve essere iniziato entro 10 giorni dall'esposizione al virus della varicella. Alla conferma di diagnosi di varicella, la malattia richiede cure specialistiche e terapia medica urgente. I corticosteroidi non vanno interrotti e il dosaggio può anche essere aumentato.
- Morbillo: I pazienti devono essere avvertiti di evitare le esposizioni al virus del morbillo e, in caso di esposizione, di ottenere gli opportuni ed urgenti consigli medici; può essere necessaria la profilassi intramuscolare di immunoglobuline.
- Vaccinazioni: I vaccini vivi non devono essere somministrati ai soggetti con insufficiente risposta immunitaria. La risposta anticorpale agli altri vaccini può essere ridotta.
Sospensione della terapia
- Trattamento cronico: Nel trattamento cronico si sviluppa atrofia corticale del surrene che può perdurare per anni dopo la sospensione della terapia.
- Riduzione graduale: Nei pazienti che hanno ricevuto dosaggi dei corticosteroidi sistemici maggiori di quelli fisiologici (circa 1 mg di desametasone) per oltre 3 settimane, la sospensione del trattamento non può avvenire in maniera repentina. La riduzione graduale del dosaggio dipende dal rischio di recrudescenza della malattia, dalla valutazione clinica dell'attività della malattia durante la sospensione del trattamento e dal potenziale e grado della soppressione dell'asse HPA. Al raggiungimento del dosaggio giornaliero di 1 mg, la riduzione del dosaggio deve avvenire più lentamente per permettere il recupero della piena efficienza da parte dell'HPA.
- Sospensione repentina: L'interruzione repentina dei dosaggi fino a 6 mg/die di desametasone per trattamenti della durata fino a 3 settimane difficilmente comporta la soppressione clinicamente rilevante dell'asse HPA; tuttavia, vi sono alcuni gruppi di pazienti nei quali è opportuna una graduale sospensione della terapia anche per corsi di terapia della durata di 3 settimane o meno, come nei pazienti che ricevono trattamenti ripetuti di corticosteroidi per via sistemica, nei pazienti trattati con terapia di breve durata entro un anno dalla cessazione della terapia cronica, nei pazienti con altri disordini responsabili dell'insufficienza surrenalica, nei pazienti trattati con dosaggi giornalieri fino a 6 mg di desametasone e nei pazienti cronicamente trattati con dosaggi serali. Un repentino calo del dosaggio del corticosteroide, dopo trattamenti prolungati, può causare insufficienza surrenalica acuta, ipotensione e decesso.
- Sindrome da sospensione: La sospensione dei corticosteroidi dopo terapia cronica può causare sintomi (sindrome da sospensione dei corticosteroidi) come febbre, mialgia, artralgia, rinite, congiuntivite, noduli cutanei pruriginosi e dolenti e calo del peso corporeo. Questi sintomi possono manifestarsi anche senza insufficienza surrenalica.
- Malattie intercorrenti: Durante il trattamento cronico, ogni malattia intercorrente, trauma o intervento chirurgico necessita di un aumento temporaneo del dosaggio; qualora il corticosteroide fosse stato interrotto dopo terapia protratta, può essere necessario ripristinare temporaneamente il trattamento.
- Scheda sanitaria: I pazienti devono sempre avere con sé una scheda sanitaria che riporta la terapia steroidea in corso, con l'indicazione del medico prescrittore, del medicinale, del dosaggio e della durata del trattamento.
Reazioni anafilattiche
Occasionalmente sono stati segnalati casi di reazioni anafilattiche in pazienti trattati con corticosteroidi sistemici, come edema della glottide, orticaria e broncospasmo, in particolare in pazienti con anamnesi positiva per allergie a diversi farmaci. In caso di tali reazioni, è raccomandata l'iniezione endovenosa immediata e lenta di adrenalina, la somministrazione endovenosa di aminofillina e, se necessario, la respirazione artificiale.
Altre precauzioni
- Danni cerebrali: I corticosteroidi non devono essere utilizzati nella gestione dei danni cerebrali o nell'ictus, data l'incertezza sulla loro utilità clinica e i potenziali rischi.
- Test cutanei: I corticosteroidi possono sopprimere le risposte alle prove cutanee.
- Vaccinazioni: In corso di terapia corticosteroidea, i pazienti non devono essere vaccinati contro il vaiolo. Altre procedure immunitarie non devono essere attuate nei pazienti trattati con corticosteroidi, specie se ad alte dosi, dato il pericolo di complicanze neurologiche e di una mancata risposta anticorpale.
- Acido acetilsalicilico: In presenza di ipoprotrombinemia, l'acido acetilsalicilico deve essere impiegato con cautela in corso di terapia corticosteroidea.
- Condizioni mediche preesistenti: Nei pazienti ipotiroidei o affetti da cirrosi epatica, la risposta ai corticosteroidi può aumentare. Gli steroidi devono essere impiegati con cautela in presenza di colite ulcerosa aspecifica con pericolo di perforazione, ascessi o altre infezioni piogeniche, diverticolite, anastomosi intestinali recenti, ulcera gastrica in atto o latente, insufficienza renale, ipertensione, osteoporosi e miastenia grave.
- Embolia gassosa: È stata descritta embolia gassosa come una possibile complicanza di ipercortisonismo.
- Spermatozoi: In alcuni pazienti, gli steroidi possono aumentare o ridurre la mobilità e il numero degli spermatozoi.
Patologie specifiche
Bisogna prestare particolare attenzione quando si valuta l'impiego dei corticosteroidi per via sistemica nei pazienti affetti dalle seguenti patologie, che richiedono un attento e frequente monitoraggio del paziente:
- Osteoporosi (sono a maggiore rischio le donne in menopausa).
- Ipertensione o scompenso cardiaco congestizio.
- Anamnesi positiva di gravi disturbi affettivi (in particolare nella psicosi pregressa steroidea).
- Diabete mellito (o anamnesi familiare positiva di diabete).
- Anamnesi positiva per la tubercolosi, perché i glucocorticoidi possono indurne la riattivazione.
- Glaucoma (o anamnesi familiare positiva per il glaucoma) con possibile danno ai nervi ottici.
- Miopatia pregressa indotta da corticosteroidi.
- Insufficienza epatica.
- Insufficienza renale.
- Epilessia.
- Ulcerazioni gastro-intestinali.
- Emicrania.
- Alcune forme di parassitosi intestinali come l'amebiasi.
- Crescita strutturale incompleta, perché i glicocorticoidi nei trattamenti cronici possono accelerare la saldatura delle epifisi.
- Pazienti con sindrome di Cushing.
- Tendiniti o tenosinoviti: bisogna prestare attenzione nell'iniettare nello spazio tra i rivestimenti e il tendine stesso, essendo stati segnalati casi di rottura del tendine.
- Cataratta subcapsulare posteriore (l'uso protratto dei corticosteroidi può causarla).
- Infezioni oculari secondarie dovute a funghi o virus.
Effetti psichiatrici gravi
I pazienti o chi ne ha cura devono essere informati del potenziale rischio di gravi reazioni avverse psichiatriche che possono insorgere a seguito della terapia sistemica con steroidi. Tipicamente i sintomi compaiono entro alcuni giorni o settimane dall'inizio del trattamento. I rischi possono essere maggiori con dosaggi più alti, dopo esposizione sistemica, sebbene i livelli del dosaggio non permettano di stabilirne l'inizio, il tipo, la gravità né la durata delle reazioni. Il recupero della maggior parte delle reazioni avviene o dopo la riduzione della dose oppure alla sospensione della stessa, sebbene possano essere necessari trattamenti specifici. In caso di depressione, ideazione di suicidio o qualsiasi sintomo psicologico di allerta, chiedere consulenza medica. I disturbi psichiatrici possono insorgere sia durante che immediatamente dopo la riduzione/sospensione della dose degli steroidi sistemici, sebbene tali reazioni siano state segnalate solo non frequentemente.
Interazioni farmacologiche
Diversi farmaci possono interagire con i corticosteroidi, influenzandone l'efficacia o aumentando il rischio di effetti collaterali.
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- Induttori del citocromo P450 3A4: Farmaci che inducono il citocromo P450 3A4 (come barbiturici, fenitoina, carbamazepina, difenilidantoina, efedrina, rifampicina, rifabutina, fenobarbitale, fenilbutazone, primidone, aminoglutetimide) possono aumentare il metabolismo dei corticosteroidi e richiedere un aumento del dosaggio dei corticosteroidi. Queste interazioni possono interferire con i test di soppressione del desametasone, che dovrebbero essere interpretati con cautela durante la somministrazione di questi farmaci.
- Inibitori del citocromo P450 3A4: Farmaci che inibiscono il citocromo P450 3A4 (come ketoconazolo e macrolidi come eritromicina) possono aumentare le concentrazioni plasmatiche dei corticosteroidi.
- CYP3A4: Il desametasone è un induttore moderato del CYP 3A4. La somministrazione concomitante con altri farmaci che vengono metabolizzati dal CYP3A4 (per esempio, indinavir, eritromicina) può aumentarne la clearance, con conseguente diminuzione della concentrazione plasmatica.
- Amfotericina B: Si potrebbero verificare dilatazione cardiaca e insufficienza cardiaca congestizia con l'uso concomitante di amfotericina B e idrocortisone.
- Anticolinesterasi: Nella miastenia gravis, gli effetti delle anticolinesterasi sono antagonizzati dai corticosteroidi.
- Anticoagulanti cumarinici: L'efficacia degli anticoagulanti cumarinici può essere esaltata dalla terapia concomitante dei corticosteroidi.
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