Lilli e il Vagabondo: Un Classico Disney Senza Tempo

Da 70 anni, Lilli e il Vagabondo continua a essere un punto di riferimento nell'animazione, non solo per i classici Disney, ma per l'animazione in generale. Il 22 giugno 1955, il pubblico ha ricevuto un'avventura che ha rivoluzionato la Disney, offrendo profondità, sensibilità e fantasia.

Genesi di un'Idea Rivoluzionaria

L'idea di Lilli e il Vagabondo nacque alla fine degli anni '30, quando Joe Grant, uno degli sceneggiatori Disney, si interrogò sui pensieri della sua cagnolina Lady, una Springer Spaniel, dopo la nascita di suo figlio Joe. L'idea di un film animato sugli animali domestici entusiasmò Walt Disney. Tuttavia, la seconda guerra mondiale interruppe i piani, costringendo la casa di produzione a creare prodotti patriottici. Il flop di Pinocchio e Fantasia influenzò la strategia produttiva, e fu grazie a Dumbo che la Disney si mantenne economicamente a galla. La guerra modificò i gusti del pubblico, e fino a Cenerentola, Disney dovette adottare un approccio più prudente.

Il progetto Lilli e il Vagabondo riemerse alla fine degli anni '40, quando Walt Disney lesse il racconto di Ward Greene, "Happy Dan, The Whistling Dog", e decise di unire l'idea di Grant con il romanzo di Greene, acquistandone i diritti.

Grant e il team di sceneggiatori crearono una storia incentrata su animali domestici antropomorfizzati, ma senza esagerare, per coinvolgere il pubblico mantenendo un certo realismo. Walt Disney rimandò indietro più volte il copione, ritenendolo troppo blando, privo di un antagonista e di un vero conflitto. Grant ebbe l'idea di ispirarsi ai racconti di Charles Dickens e Mark Twain, immaginando che Lady, una cagnolina di alto rango, si perdesse nelle pericolose strade cittadine, scoprendo un mondo canino meno lussuoso e felice.

World Building e Caratterizzazione: Un Successo Duraturo

Lilli e il Vagabondo rappresenta ancora oggi un punto di riferimento per il world building e la caratterizzazione di animali antropomorfi, capace di resistere all'usura del tempo.

Leggi anche: La società napoletana attraverso gli spaghetti in "Miseria e Nobiltà"

Il team di disegnatori studiò decine di cani per creare i personaggi in modo fedele e riconoscibile. Tra i membri del team figuravano Mary Blair, Eyvind Earle, Frank Thomas, Eric Goldberg, Milt Kahl, Ollie Johnston e John Lounsbery. I frequenti cambi di personale causarono ulteriori ritardi nella produzione. Disney decise di adottare il formato CinemaScope, una novità per un film animato, creando ulteriori difficoltà per montatori e disegnatori. Il risultato finale fu un film capace di diventare una metafora di un conflitto interiore, una riflessione sui limiti e le possibilità offerte dalla società dell'epoca. La città rappresentata nel film è un mix tra New Orleans, San Francisco e i quartieri alti di New York. Lì vive Lilli, che, come i suoi amici Whisky e Fido, non può comunicare con gli umani, ma comprende tutto ciò che dicono.

I padroni di Lilli si chiamano "Tesoro" e "Gianni caro", e il suo mondo è limitato alla casa, al giardino e al quartiere elegante. Tutto va bene finché la coppia non ha una bambina, che sconvolge l'equilibrio affettivo nella casa. Quando Lilli si riabitua alla nuova situazione, arriva la zia di Gianni, Sara, con i suoi gatti siamesi, Si e Am. Questi ultimi sono tra le creature più curiose e controverse create da Disney, spesso interpretati come caricature delle minoranze orientali, ma innegabilmente inquietanti e astute.

Un Road Movie Canino

Lilli e il Vagabondo si trasforma in un road movie con la fuga di Lilli, che si perde nel mondo dei cani randagi, fatto di solitudine, povertà, incertezza e paura. A questo punto entra in scena Biagio, il Vagabondo, che salva Lilli da altri cani randagi e diventa la sua guida. Biagio rappresenta un'ambiguità morale: è sia un migrante, come quelli che all'epoca ripopolavano le strade americane, sia un piccolo criminale, più per scelta che per necessità. È cinico, disilluso e solitario, e mette in guardia Lilli dagli umani. Biagio è un Virgilio armato di umorismo paternalista, simbolo di libertà, autodeterminazione e indipendenza. In questo, Lilli e il Vagabondo si avvicina alla narrativa di John Steinbeck, parlando di avversità, libero arbitrio e una società ingiusta, pur rimanendo fedele ai canoni Disney.

Il film parla dei cani in modo realistico, come nella sequenza del canile, che ricorda il genere carcerario. Biagio è un fuorilegge agli occhi degli uomini. Si assiste a una scena drammatica, con un cane portato via per essere abbattuto. La musica in Lilli e il Vagabondo è fondamentale, pur rimanendo in secondo piano rispetto al tono maturo del film.

La Scena degli Spaghetti: Un'Icona Romantica

La scena più romantica e mitologica del film è quella all'osteria di Tony e Joe, con gli spaghetti con le polpette e la serenata a lume di candela. In quel momento, "è dolce sognar e lasciarsi cullare, nell'incanto della notte", e si assiste a un bacio tra i due protagonisti. La sequenza è geniale perché non ci sono parole, solo la melodia di Oliver Wallace cantata da George Givot, e lo spaghetto condiviso che unisce due mondi diversi.

Leggi anche: Tradizione Italiana a Tavola e sullo Schermo

Emancipazione di Genere

Lilli e il Vagabondo è anche un racconto di emancipazione di genere. Lilli è una cagnolina immatura, ingenua e debole, trattata con paternalismo da Whisky e Fido. Il tempo trascorso con Biagio la cambia, rendendola meno insicura. Il film è un mix di film di formazione e commedia romantica, con un sottotesto tragico rappresentato dal ratto, simbolo del pericolo sempre in agguato. Fido, un vecchio segugio in pensione, ritrova le forze per seguire le tracce del carretto dell'accalappiacani che sta portando via Biagio. Questa sequenza è carica di tensione ed energia, con una colonna sonora che aumenta la suspense. Fido rappresenta un omaggio ai reduci di guerra, afflitto da stress post-traumatico.

Un Finale Agridoce

Il film si conclude con un lieto fine: Biagio viene adottato, lui e Lilli hanno dei cuccioli, e tutti sono felici. Ma quel mondo è fatto di gabbie create dall'uomo, dorate o meno. Lilli e il Vagabondo fu un successo al botteghino, ma la critica fu tiepida. La sua essenza è stata ripresa da Pets a Oliver & Company, da Charlie anche i cani vanno in Paradiso a Come Cani e Gatti, passando per Red e Toby e La Carica dei 101. A 70 anni di distanza, nonostante un live action mediocre, il film suscita ancora emozioni potenti, facendo piangere e sorridere.

Il Remake Live-Action: Un'Operazione Nostalgia

Disney continua a pescare tra i suoi capolavori del passato, riproponendoli in versione live-action. Questa volta è il turno di Lilli e il vagabondo, la storia d'amore tra una cagnolina borghese e un cane randagio. A differenza di remake come Cenerentola, Aladdin e La bella e la bestia, Disney ha destinato il film a Disney+, la sua piattaforma streaming. Il film si rifà all'originale, con piccole variazioni, riproducendo ciò che rendeva il classico Disney un gioiello.

Lilli (doppiata da Tessa Thompson) è un cocker spaniel che vive con una giovane coppia, Tesoro e Gianni Caro (Thomas Mann e Kiersey Clemons). Proprio come nel classico del 1955, Lilli scappa dalla zia spaventata e si ritrova persa. A venirle in aiuto è Biagio (doppiato da Justin Theroux), il "vagabondo" del titolo, un cane randagio abituato a cavarsela. Rispetto al film d'animazione, il nuovo Lilli e il vagabondo elimina i momenti più controversi (come i gatti siamesi) per creare una dimensione family friendly, in cui non esistono differenze razziali e quelle di classe sono meno evidenti. I personaggi animali sono più approfonditi rispetto a quelli umani, che rimangono sullo sfondo. L'animazione è soddisfacente, anche se il budget era inferiore rispetto a remake come Il Re Leone o Il libro della giungla.

Il remake è stato distribuito su una piattaforma streaming, rendendolo più accessibile. Inoltre, il film cerca di smussare i lati più controversi dell'originale, trasformando la dimensione in cui vivono i protagonisti in una realtà da fiaba, in cui non esistono distinzioni razziali e i veri cattivi sono solo coloro che non amano i cani. Il film è adatto ai bambini e agli adulti cresciuti con l'originale, ma rischia di perdersi nel vasto catalogo di Disney+.

Leggi anche: Sapori Mediterranei in un piatto di pasta

Conclusioni

Il live action di Lilli e il vagabondo può piacere sia alle nuove generazioni che agli adulti che sono cresciuti con la versione animata del 1955. Il film è ben realizzato dal punto di vista tecnico e ripercorre la trama del classico d'animazione senza troppe deviazioni, confermando la scena al ristorante, in cui i due cani condividono un piatto di spaghetti con polpette di carne. La trama è lineare e i dialoghi semplici, adatti a tutte le età. Il film recupera una narrazione didascalica, ma le scene d'azione sono poche e non strappano risate, rischiando di annoiare i più piccoli.

tags: #scena #spaghetti #lilli #e #il #vagabondo