Salsiccia Cruda: Rischi, Benefici e Precauzioni

La questione se sia sicuro consumare salsiccia cruda è complessa e merita un'analisi approfondita. La risposta breve è: dipende. Dipende dal tipo di salsiccia, dal metodo di produzione, dalla conservazione e dalla provenienza della carne. Questo articolo esplorerà i rischi potenziali, i tipi di salsiccia che possono essere consumati crudi con relativa sicurezza e le precauzioni da prendere per minimizzare i pericoli. La salsiccia cruda, un alimento tradizionale in molte culture, solleva questioni importanti riguardo alla sicurezza alimentare e al suo impatto sulla salute. Questo articolo esamina in dettaglio i rischi e i benefici associati al consumo di salsiccia cruda, fornendo una guida completa per i consumatori che desiderano fare scelte informate.

La domanda se si possa mangiare salsiccia di maiale cruda è una questione che suscita spesso curiosità e, talvolta, incertezza. La risposta, netta e basata su evidenze scientifiche e principi di sicurezza alimentare, è generalmente no. Sebbene esistano tradizioni culinarie che possono indurre a pensare diversamente, è fondamentale comprendere i rischi intrinseci nel consumo di carne di maiale cruda, inclusa la salsiccia, e adottare comportamenti alimentari consapevoli per tutelare la propria salute.

Comprendere la Salsiccia: Tipi e Processi di Lavorazione

Prima di affrontare i rischi, è fondamentale comprendere le diverse tipologie di salsiccia e i processi di lavorazione a cui sono sottoposte. Esistono due categorie principali: salsicce fresche e salsicce stagionate/curate.

Salsicce Fresche

Le salsicce fresche sono fatte con carne macinata cruda e altri ingredienti, e richiedono la cottura prima del consumo. Esempi comuni includono salsiccia di maiale fresca, salsiccia italiana fresca e bratwurst. Queste salsicce non subiscono processi di conservazione significativi che eliminano i batteri nocivi. La salsiccia cruda si riferisce a qualsiasi tipo di salsiccia che non viene cotta durante il processo di produzione. Può essere fresca (come la salsiccia italiana fresca) o stagionata (come il salame). La chiave è che non subisce un trattamento termico per uccidere i batteri potenzialmente dannosi.

Salsicce Stagionate/Cured

Queste salsicce sono state conservate attraverso processi come l'essiccazione, l'affumicatura o la fermentazione. Questi processi riducono l'umidità e creano un ambiente meno favorevole alla crescita batterica. Esempi includono salame, soppressata, chorizo spagnolo e alcune varietà di salsiccia secca italiana. Tuttavia, anche le salsicce stagionate presentano dei rischi, sebbene inferiori a quelle fresche. Le salsicce stagionate subiscono un processo di fermentazione e asciugatura che, in teoria, dovrebbe renderle più sicure da consumare crude, ma il rischio non è mai completamente eliminato.

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Rischi Associati al Consumo di Salsiccia Cruda

Il principale rischio associato al consumo di salsiccia cruda è la contaminazione batterica e parassitaria. Il principale problema con la salsiccia cruda è il rischio di contaminazione batterica e parassitaria. Ecco alcuni dei rischi più significativi:

Infezioni Batteriche

  • Salmonella: Causa salmonellosi, un'infezione che provoca diarrea, febbre e crampi addominali. La Salmonella è un batterio comune che può contaminare la carne cruda. L'infezione da Salmonella, nota come salmonellosi, provoca sintomi come diarrea, febbre, crampi addominali e vomito. I sintomi di solito compaiono entro 12-72 ore dall'ingestione e durano da 4 a 7 giorni. Nei casi più gravi, la salmonellosi può richiedere l'ospedalizzazione.
  • Escherichia coli (E. coli): Alcuni ceppi possono causare gravi crampi addominali, diarrea sanguinolenta e vomito. In rari casi, può portare alla sindrome emolitico-uremica (SEU), una grave condizione che colpisce i reni. Alcuni ceppi di E. coli, in particolare l'E. coli O157:H7, possono causare gravi malattie. Questo batterio produce una tossina che può danneggiare il rivestimento dell'intestino e portare a diarrea sanguinolenta, crampi addominali e vomito. Nei casi più gravi, l'E. coli O157:H7 può causare la sindrome emolitico-uremica (SEU), una condizione potenzialmente fatale che colpisce i reni.
  • Listeria monocytogenes: Causa listeriosi, un'infezione particolarmente pericolosa per le donne incinte, gli anziani e le persone con sistema immunitario indebolito. Può provocare febbre, dolori muscolari e, in casi gravi, meningite o setticemia. La Listeria è un batterio che può crescere anche a temperature di refrigerazione, rendendo difficile la sua eliminazione dalla carne cruda. L'infezione da Listeria, nota come listeriosi, può causare febbre, dolori muscolari, nausea e diarrea. Nelle donne in gravidanza, la listeriosi può portare ad aborto spontaneo, parto prematuro o infezione del neonato. Negli anziani e nelle persone con sistema immunitario indebolito, la listeriosi può causare meningite o setticemia.
  • Yersinia enterocolitica: Causa yersiniosi, con sintomi simili a quelli dell'appendicite, come dolore addominale, febbre e diarrea. Questo batterio può causare yersiniosi, un'infezione che provoca febbre, dolori addominali (spesso concentrati nel quadrante inferiore destro, simulando l'appendicite), diarrea (a volte sanguinolenta) e vomito. L'infezione è più comune nei bambini piccoli e negli anziani.
  • Staphylococcus aureus: Produce tossine resistenti al calore che possono causare intossicazioni alimentari con vomito e diarrea.

Infezioni Parassitarie

  • Trichinella spiralis: Causa trichinellosi, una malattia parassitaria che si contrae mangiando carne cruda o poco cotta di animali infetti, soprattutto maiale. I sintomi includono dolori muscolari, febbre, gonfiore degli occhi e disturbi gastrointestinali. La trichinellosi è una malattia parassitaria causata dal consumo di carne cruda o poco cotta infettata dal verme Trichinella spiralis. I sintomi includono nausea, diarrea, vomito, affaticamento, febbre e dolori muscolari. Nei casi più gravi, la trichinellosi può causare problemi cardiaci e respiratori. È di pochi giorni fa la notizia di una ventina di casi di trichinellosi umana diagnosticati al pronto soccorso dell’ospedale di Susa (Torino) e confermati dagli accertamenti effettuati presso l’ospedale Amedeo di Savoia di Torino. La trichinellosi è una zoonosi, ovvero una malattia trasmissibile degli animali che può colpire anche l’uomo. La trasmissione del parassita avviene soltanto per via alimentare con il consumo di carne cruda o poco cotta di animali infetti e contenente quindi le larve del parassita. La fonte di infezione più comune è la carne di selvaggina, in particolare quella di cinghiale. Tuttavia tutte le specie di Trichinella sono in grado di infestare vari mammiferi carnivori, onnivori e occasionalmente anche erbivori. Ci sono due cicli di vita del parassita: uno coinvolge soprattutto i suini, ed è il cosiddetto ciclo domestico, mentre l’altro coinvolge i predatori selvatici e loro prede (volpe, lupo, cinghiali) e viene detto ciclo silvestre. La fonte di infezione più comune è la carne di selvaggina, in particolare quella di cinghiale. Dopo l’ingestione, il parassita inizialmente si localizza a livello intestinale e successivamente dà origine a una nuova generazione di larve che migra nei muscoli dell’animale o della persona infettata e vi si incista. Negli animali domestici i sintomi sono di norma lievi e l’infestazione decorre in modo asintomatico. Quando però avviene l’ingestione di centinaia di larve, come potrebbe avvenire nel caso di infezione accidentale dell’uomo, ci possono essere inizialmente sintomi come enterite, diarrea, dolori addominali e vomito.
  • Toxoplasma gondii: Causa toxoplasmosi, un'infezione che solitamente non provoca sintomi evidenti nelle persone sane, ma può essere pericolosa per le donne incinte (causando problemi al feto) e per le persone con sistema immunitario compromesso. Il Toxoplasma gondii è un parassita che può infettare la carne cruda, in particolare quella di maiale. La toxoplasmosi è spesso asintomatica negli adulti sani, ma può causare problemi seri nelle donne in gravidanza (rischio di malformazioni congenite nel feto) e nelle persone con sistema immunitario indebolito.
  • Taenia solium (tenia del maiale): L'infezione da tenia si verifica tramite l'ingestione di carne di maiale cruda o poco cotta. Può causare cisticercosi, una condizione in cui le larve di tenia formano cisti nei muscoli, nel cervello o in altri organi. La teniasi è un'infezione causata dalla tenia del maiale. Le persone possono contrarre la teniasi mangiando carne di maiale cruda o poco cotta infetta dalle larve della tenia. La tenia adulta può vivere nell'intestino tenue per anni e causare sintomi come dolore addominale, nausea, diarrea e perdita di peso. Nei casi più gravi, le larve possono migrare al cervello e causare la neurocisticercosi, una condizione che può provocare convulsioni, mal di testa e problemi neurologici.

Epatite E

Il virus dell'epatite E (HEV) può essere presente nella carne di maiale cruda o poco cotta. L'infezione da HEV può causare epatite, un'infiammazione del fegato. I sintomi includono affaticamento, nausea, vomito, dolore addominale e ittero (ingiallimento della pelle e degli occhi). Nella maggior parte dei casi, l'epatite E si risolve da sola, ma in alcuni casi può causare insufficienza epatica acuta, specialmente nelle persone con preesistenti problemi al fegato. Rispetto alle altre forme di epatite, il virus dell’epatite E è l’unico che ha dimostrato di poter essere trasmesso a partire dagli animali: suini in primis, ma anche polli e tacchini. Da qui l’etichetta di zoonosi, ovvero malattia trasmissibile dagli animali all’uomo: a tavola, ma soprattutto per contatto diretto per gli allevatori. Negli studi come possibile veicolo c’è un riscontro riconducibile ai maggiori consumi di carne cruda di maiale e di salsiccia di fegato. In nessuno dei campioni è stato trovato il virus attivo. Per ridurre il rischio di contrarre l’epatite E è necessario adottare buone pratiche di igiene. Anzitutto occorre evitare il consumo di carne o viscere crude o poco cotte. Evitare cross-contaminazioni fra carne cruda e altri alimenti pronti al consumo, sia durante la conservazione in frigorifero che durante la manipolazione in cucina. In particolare non riutilizzare il piatto usato per la carne cruda per la carne cotta senza averlo adeguatamente lavato.

Presenza di Nitriti e Nitrati

Molte salsicce crude, soprattutto quelle stagionate, contengono nitriti e nitrati come conservanti. Questi composti possono trasformarsi in nitrosammine durante la digestione, alcune delle quali sono state classificate come cancerogene. Tuttavia, la quantità di nitrosammine prodotte dipende da vari fattori, come la composizione della salsiccia, le condizioni di stagionatura e la presenza di antiossidanti come la vitamina C.

Questi rischi sono significativamente ridotti dalla cottura adeguata, che uccide i batteri e i parassiti.

Salsicce Stagionate: Un'Opzione Più Sicura?

Le salsicce stagionate subiscono processi che riducono la presenza di microrganismi dannosi. La fermentazione, ad esempio, abbassa il pH (rendendolo più acido), creando un ambiente sfavorevole alla crescita batterica. L'essiccazione riduce l'umidità, privando i batteri dell'acqua di cui hanno bisogno per sopravvivere. L'aggiunta di sale e nitriti/nitrati inibisce ulteriormente la crescita batterica.

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Tuttavia, è cruciale comprendere che questi processi non garantiscono l'assenza di rischi. Anche le salsicce stagionate possono essere contaminate, sia prima che dopo il processo di stagionatura. La contaminazione crociata durante la lavorazione o la manipolazione può introdurre batteri. Inoltre, alcuni batteri, come la Listeria monocytogenes, possono sopravvivere in ambienti a basso contenuto di umidità e ad alta salinità. È un errore pensare che la stagionatura elimini completamente il rischio di trichinellosi. Mentre il processo di stagionatura, in particolare la combinazione di sale, essiccazione e fermentazione, può ridurre la carica batterica e rendere la carne meno appetibile per alcuni batteri, non è un metodo affidabile per uccidere le larve di Trichinella spiralis. Solo la cottura a temperature adeguate (almeno 71°C al cuore del prodotto) garantisce l'eliminazione del parassita.

Anche l'utilizzo di nitriti e nitrati nella preparazione di alcune salsicce stagionate, pur avendo un effetto conservante e antibatterico, non elimina il rischio di trichinellosi. Questi additivi sono utili per prevenire il botulismo e controllare la crescita di altri batteri indesiderati, ma non sono efficaci contro Trichinella. Pertanto, anche nel caso di salsicce stagionate tradizionalmente consumate crude, è sempre presente un rischio residuo di infezione parassitaria e batterica, seppur potenzialmente inferiore rispetto alla salsiccia fresca. La percezione di sicurezza legata alla tradizione non deve sostituire la consapevolezza dei rischi reali.

Fattori che influenzano la sicurezza delle salsicce stagionate:

  • Provenienza della carne: La carne proveniente da allevamenti con elevati standard igienici ha un rischio inferiore di contaminazione iniziale.
  • Processo di produzione: Un processo ben controllato con rigorose misure igieniche riduce il rischio di contaminazione durante la lavorazione.
  • Condizioni di stagionatura: La temperatura, l'umidità e la durata della stagionatura influenzano la sopravvivenza dei batteri.
  • Acquistare da fonti affidabili: Acquistare salsicce da macellai, negozi specializzati o produttori che seguono rigorosi standard igienici e hanno una buona reputazione. Informarsi sulla provenienza della carne e sui processi di produzione.
  • Verificare l'aspetto e l'odore: La salsiccia deve avere un aspetto fresco e un odore gradevole. Evitare salsicce con colore strano, odore sgradevole o consistenza appiccicosa.
  • Conservare correttamente: Conservare la salsiccia cruda in frigorifero a temperature inferiori a 4°C. Utilizzare contenitori ermetici per prevenire la contaminazione crociata.
  • Rispettare le date di scadenza: Consumare la salsiccia entro la data di scadenza indicata sulla confezione.
  • Tagliare con cura: Utilizzare taglieri e coltelli puliti per evitare la contaminazione crociata. Pulire accuratamente gli utensili dopo l'uso.
  • Considerare l'età e lo stato di salute: Donne incinte, anziani, bambini piccoli e persone con sistema immunitario indebolito dovrebbero evitare di consumare salsiccia cruda a causa del rischio maggiore di complicazioni.
  • Congelamento: Congelare la salsiccia cruda può uccidere alcuni parassiti, come la Trichinella. Tuttavia, il congelamento non elimina i batteri.
  • Affumicatura a freddo: L'affumicatura a freddo (a temperature inferiori a 30°C) non uccide i batteri e quindi non rende la salsiccia sicura da consumare cruda.
  • Informarsi: Ricercare informazioni specifiche sul tipo di salsiccia che si intende consumare, compresi i rischi specifici e le raccomandazioni.

Benefici Potenziali (Limitati) del Consumo di Salsiccia Cruda

I benefici del consumo di salsiccia cruda sono molto limitati e superati dai rischi. Alcuni sostengono che:

  • Conservazione di nutrienti: La cottura può ridurre il contenuto di alcune vitamine e minerali. Mangiare la salsiccia cruda potrebbe preservare questi nutrienti, ma i benefici sono minimi rispetto ai rischi di infezione. Si conserva l’integrità molecolare di numerose vitamine. Alcune di queste, essendo termolabili, tendono ad inattivarsi con la cottura. Parliamo di Tiamina (vitamina B1), Riboflavina (vitamina B2), Acido pantotenico (vitamina B5) e Retinolo (vitamina A).
  • Idratazione: La carne cruda contiene una maggiore quantità di acqua. Tuttavia, ci sono modi più sicuri ed efficaci per idratarsi. Si incrementa la quota di acqua ingerita favorendo il mantenimento dello stato di idratazione ma si tratta comunque di percentuali poco significative.
  • Enzimi: Alcuni sostengono che la carne cruda contenga enzimi benefici per la digestione. Tuttavia, il corpo umano produce già enzimi digestivi sufficienti e la quantità di enzimi presenti nella salsiccia cruda è probabilmente insignificante. Anche la digeribilità della salsiccia cruda, se paragonata a quella di una salsiccia cotta, risulta sufficientemente compromessa.

È importante sottolineare che questi presunti benefici non giustificano il rischio di contrarre gravi infezioni.

Come Ridurre i Rischi

Se si sceglie di consumare salsiccia cruda, è fondamentale adottare misure per ridurre al minimo i rischi:

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  • Acquisto da fonti affidabili: Acquistare salsiccia da fornitori che seguono rigorosi standard di sicurezza alimentare. Verificare che il produttore abbia certificazioni di qualità e che la carne provenga da animali sani. Per il consumatore la prevenzione è la miglior difesa, attuata innanzitutto scegliendo canali di vendita convenzionali e di fiducia. In questo modo siamo sicuri che chi produce e vende l’alimento ne garantisce anche la sicurezza, essendo sottoposto anche a controlli.
  • Congelamento: Congelare la salsiccia a -20°C per almeno 24 ore può uccidere alcuni parassiti, come la Trichinella spiralis. Tuttavia, il congelamento non elimina tutti i batteri. In caso di provenienza dubbia è buona norma congelare la carne per almeno un mese a -15° C per scongiurare il rischio di trasmissione del parassita. Un consiglio utile è di non mescolare la carne di capi diversi all’interno dei sacchetti da porre in congelatore e di scrivere sul sacchetto una dicitura o un numero identificativo
  • Igiene: Lavare accuratamente le mani, le superfici di lavoro e gli utensili dopo aver maneggiato la salsiccia cruda. Evitare la contaminazione incrociata con altri alimenti. Nelle operazioni di macellazione casalinga è necessario lavorare separatamente i capi e utilizzare guanti monouso e utensili puliti e disinfettati. Fra un animale e l’altro è necessario sostituire i guanti e igienizzare gli utensili.
  • Stagionatura controllata: Se si consuma salsiccia stagionata, assicurarsi che il processo di stagionatura sia stato eseguito correttamente secondo le linee guida di sicurezza alimentare. Questo richiede il controllo della temperatura, dell'umidità e del pH.
  • Cottura parziale: Una strategia intermedia è quella di cuocere parzialmente la salsiccia, riscaldandola a una temperatura che uccida la maggior parte dei batteri, ma mantenendo una consistenza e un sapore simili a quelli della salsiccia cruda. Tuttavia, questa pratica non elimina completamente il rischio di infezione.

Gruppi a Rischio

Alcune persone sono più vulnerabili alle infezioni alimentari e dovrebbero evitare completamente il consumo di salsiccia cruda:

  • Donne in gravidanza: Le infezioni come la listeriosi e la toxoplasmosi possono causare gravi problemi al feto.
  • Anziani: Gli anziani hanno un sistema immunitario indebolito e sono più suscettibili alle complicazioni delle infezioni alimentari.
  • Bambini piccoli: I bambini piccoli hanno un sistema immunitario in via di sviluppo e sono più vulnerabili alle infezioni.
  • Persone con sistema immunitario indebolito: Le persone con malattie croniche, come l'HIV/AIDS, il cancro o il diabete, o che assumono farmaci immunosoppressori, hanno un rischio maggiore di contrarre infezioni gravi.

Alternative più sicure

Esistono molte alternative più sicure alla salsiccia cruda che offrono sapori simili senza i rischi per la salute:

  • Salsiccia cotta: Cuocere completamente la salsiccia elimina il rischio di infezioni batteriche e parassitarie.
  • Alternative vegetariane: Esistono molte opzioni vegetariane che imitano il sapore e la consistenza della salsiccia. Che sia dettata da motivi etici, religiosi o salutistici, la scelta di seguire un'alimentazione vegana impone l'allontanamento dalla dieta di tutti gli alimenti di origine animale, salsicce incluse.
  • Salumi cotti: Prosciutto cotto, mortadella e altri salumi cotti sono alternative più sicure ai salumi crudi.

Normative Moderne e Sicurezza Alimentare

Le normative sanitarie moderne nei paesi sviluppati pongono grande attenzione alla sicurezza della filiera alimentare, inclusa la produzione di carne suina e salsiccia. Sono previsti controlli veterinari sugli animali negli allevamenti e nei macelli, analisi per la ricerca di Trichinella e altri patogeni, e rigorose norme igieniche durante la lavorazione e la conservazione della carne.

Questi controlli hanno contribuito a ridurre drasticamente l'incidenza della trichinellosi e di altre malattie trasmesse dagli alimenti. Tuttavia, nessun sistema di controllo può garantire il rischio zero. Errori umani, inadempienze alle normative, o contaminazioni accidentali possono sempre verificarsi.

Per questo motivo, le autorità sanitarie e gli esperti di sicurezza alimentare raccomandano di cuocere sempre accuratamente la carne di maiale, inclusa la salsiccia, prima del consumo. La cottura è il metodo più efficace e sicuro per eliminare il rischio di trichinellosi e ridurre significativamente il rischio di infezioni batteriche.

Consigli Pratici e Raccomandazioni

Per consumare la salsiccia di maiale in modo sicuro e ridurre al minimo i rischi per la salute, è fondamentale seguire alcune semplici ma importanti raccomandazioni:

  • Cuocere sempre la salsiccia di maiale prima del consumo. La cottura deve raggiungere una temperatura interna di almeno 71°C (160°F). Utilizzare un termometro da cucina per verificare la temperatura al cuore del prodotto. La cottura completa elimina il rischio di trichinellosi e riduce significativamente i rischi batterici. Oltre a questa accortezza nell’acquisto, è molto importante consumare carne ben cotta, specialmente quella di selvaggina.
  • Evitare il consumo di salsiccia di maiale cruda o poco cotta. Anche se la salsiccia proviene da fonti apparentemente affidabili o è stata preparata secondo metodi tradizionali, il rischio di infezione persiste.
  • Acquistare salsiccia di maiale da fornitori affidabili e controllati. Privilegiare macellerie, supermercati e produttori che rispettano le normative igienico-sanitarie e offrono prodotti di qualità. Per prima cosa è necessario tenere presente che la trichinellosi è una parassitosi tipica degli animali selvatici e che al giorno d’oggi il coinvolgimento dell’uomo è accidentale. È una patologia collegata principalmente alla macellazione casalinga, quando questa sfugge ai controlli veterinari. Per il consumatore la prevenzione è la miglior difesa, attuata innanzitutto scegliendo canali di vendita convenzionali e di fiducia, ed evitando venditori “improvvisati”.
  • Conservare correttamente la salsiccia di maiale cruda in frigorifero. Mantenere la temperatura del frigorifero al di sotto dei 4°C (40°F) e consumare la salsiccia entro le date di scadenza indicate.
  • Prestare attenzione all'igiene durante la manipolazione della salsiccia cruda. Lavare accuratamente le mani con acqua e sapone prima e dopo aver maneggiato la salsiccia cruda. Utilizzare utensili e superfici di lavoro pulite per evitare contaminazioni crociate con altri alimenti, in particolare quelli che vengono consumati crudi.
  • In caso di dubbi sulla sicurezza della salsiccia, è sempre meglio cuocerla completamente. La prudenza è fondamentale quando si tratta di sicurezza alimentare.

Seguendo queste semplici precauzioni, è possibile gustare la salsiccia di maiale in modo sicuro e ridurre al minimo i rischi per la salute. La cottura completa è la chiave per godere appieno dei sapori della salsiccia senza compromettere il proprio benessere.

Considerazioni Legali e Normative

Le normative sulla produzione e la vendita di salsiccia variano da paese a paese. In molti paesi, esistono standard igienici e linee guida specifiche per la lavorazione della carne per ridurre il rischio di contaminazione. È importante essere consapevoli di queste normative e scegliere prodotti conformi agli standard di sicurezza alimentare. La vendita e la distribuzione di salsiccia cruda sono soggette a normative specifiche in molti paesi. Queste normative mirano a garantire la sicurezza alimentare e a proteggere i consumatori dai rischi di infezione. È importante che i produttori e i rivenditori rispettino queste normative e forniscano informazioni chiare e accurate ai consumatori sui rischi associati al consumo di salsiccia cruda.

Caratteristiche nutrizionali

La salsiccia rientra nella categoria degli "alimenti poco idonei all'alimentazione dell'uomo moderno". Fortunatamente, la salsiccia NON è un alimento "vuoto"; essa contiene anche nutrienti apprezzabili, come le proteine. ad alto valore biologico, il ferro (soprattutto nella salsiccia di fegato), la tiamina (vit. B1) e la niacina (vit. PP).

Nella salsiccia industriale, che contiene anche polvere di latte, sono presenti tracce di carboidrati costituite dal lattosio, mentre nella salsiccia di fegato compaiono piccole quantità di glicogeno (zucchero di riserva epatica).

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