Salsiccia Cotta in Gravidanza: Rischi, Benefici e Precauzioni

La gravidanza è un periodo di grandi cambiamenti e di particolare attenzione all'alimentazione. Tra le tante domande che una futura mamma si pone, una riguarda spesso il consumo di carne, in particolare degli insaccati. La salsiccia, con le sue innumerevoli varianti, è un alimento popolare e gustoso, ma la sua sicurezza durante la gravidanza richiede un'analisi approfondita. Questa guida si propone di rispondere in modo esaustivo alla domanda: "Si può mangiare la salsiccia cotta in gravidanza?", fornendo informazioni accurate e complete per una scelta consapevole.

Comprendere i Rischi Potenziali

Il principale rischio legato al consumo di salsiccia (e di altri insaccati) durante la gravidanza è la possibile presenza di batteri patogeni, come la Listeria monocytogenes e il Toxoplasma gondii. Questi microrganismi possono causare infezioni (listeriosi e toxoplasmosi) che, se contratte durante la gravidanza, possono avere conseguenze gravi per la salute della madre e del bambino, tra cui aborto spontaneo, parto prematuro, malformazioni congenite e persino la morte del neonato.

È fondamentale distinguere tra salsiccia cruda e salsiccia cotta. La salsiccia cruda (come quella fresca da grigliare o quella utilizzata per preparare sughi) presenta un rischio maggiore di contaminazione batterica rispetto alla salsiccia che ha subito un processo di cottura adeguato. La carne fresca consumata cruda o poco cotta e i salumi poco stagionati (meno di 30 giorni) possono rappresentare un rischio per Toxoplasma, Listeria monocytogenes, Salmonella, Campylobacter e E. coli.

La toxoplasmosi è una patologia di origine parassitaria. Il protozoo responsabile è il Toxoplasma gondii che è un vero e proprio rischio per il feto e, di conseguenza, anche per la donna in gravidanza. Appena si scopre di essere in dolce attesa è necessario capire quale sia la situazione immunitaria della futura mamma in rapporto alla toxoplasmosi. Per farlo è necessario effettuare un esame del sangue per capire se abbia o meno contratto il protozoo andando a dosare gli anticorpi nel sangue.

Se invece la gestante non ha mai contratto la toxoplasmosi dovrà seguire un rigoroso regime alimentare e sposare giornalmente alcune accortezze alimentari e non solo per evitare il contagio nei seguenti mesi di gestazione. I salumi da considerare crudi sono il salame, prosciutto crudo, il capocollo, la pancetta, la bresaola e lo speck. L’unica eccezione che ne permette il consumo è la cottura dei salumi crudi ad alte temperature.

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A questo proposito è bene fare attenzione alla pizza: i salumi, di solito, sono aggiunti alla pizza a fine cottura, ciò vuol dire che, non raggiungendo la temperatura appropriata, il parassita responsabile della toxoplasmosi potrebbe non essere abbattuto.

Salsiccia Cotta: Un'Opzione Sicura?

La risposta è generalmente , ma con alcune importanti precisazioni. La cottura completa della salsiccia è cruciale per eliminare i batteri patogeni. La temperatura interna della salsiccia deve raggiungere almeno i 70°C per garantire la distruzione di Listeria e Toxoplasma. È essenziale verificare che la salsiccia sia cotta in modo uniforme, senza zone rosa all'interno. Dobbiamo essere sicuri che l’alimento sia cotto a sufficienza: il minimo è 70 gradi per 4-5 minuti. Tali temperature sono facili da raggiungere con qualunque tipo di cottura, dalla griglia alla padella, passando per la piastra e la cottura in sugo.

Cosa significa "cottura completa"? Non si tratta semplicemente di rosolare l'esterno della salsiccia. La cottura deve penetrare fino al cuore, eliminando ogni traccia di carne cruda. Utilizzare un termometro da cucina è il modo più sicuro per accertarsi che la temperatura interna sia adeguata. Per fortuna questo problema della cottura si risolve facilmente: puoi cuocere bene l'interno di una salsiccia tagiandola a metà in senso verticale, oppure forandone la superficie con una forchetta ed effettuando delle punzecchiature. Se di grandi dimensioni, tagliarle a metà o in pezzi più piccoli per avere una cottura migliore, più omogenea e sicura.

Tipi di Salsiccia Cotta Considerati Sicuri (con Precauzioni)

  • Salsiccia bollita: Assicurarsi che l'acqua raggiunga l'ebollizione e che la salsiccia cuocia per un tempo sufficiente a raggiungere la temperatura interna di sicurezza.
  • Salsiccia arrosto: La cottura in forno è un metodo efficace, ma è importante controllare la temperatura interna.
  • Salsiccia alla griglia: Assicurarsi che la salsiccia sia cotta completamente, evitando bruciature esterne che potrebbero nascondere un interno crudo.
  • Salsiccia in umido (ad esempio, nel ragù): La cottura prolungata in umido contribuisce a eliminare i batteri, ma è comunque consigliabile verificare la temperatura interna.

Vanno benissimo le salsicce di pollo, tacchino o maiale, possono essere consumate senza alcuna remora. La salsiccia sulla pizza? Anche qui il tempo di cottura è importante: chiederla ben cotta è meglio. Una cottura al forno veloce o non sufficiente non è preferibile. Panino con salsiccia, pasta con salsiccia, pasta funghi e salsiccia, riso con salsiccia? Valgono le raccomandazioni appena citate: cuocere a sufficienza e con temperatura adeguata.

Salsiccia Cruda e Insaccati Stagionati: Da Evitare Assolutamente

Durante la gravidanza, è fondamentale evitare il consumo di salsiccia cruda, come la salsiccia fresca da grigliare che non è stata cotta completamente. Anche gli insaccati stagionati, come il salame, la pancetta non cotta e il prosciutto crudo, sono considerati ad alto rischio, a meno che non siano stati sottoposti a un processo di stagionatura molto lungo (superiore a 12 mesi) e siano conservati correttamente. Tuttavia, per maggiore sicurezza, è generalmente consigliabile evitarli del tutto. Le donne in gravidanza imparano fin da subito a stare attente a cosa mangiano e non è raro che si fermino a riflettere davanti a un piatto, prima di gustarselo. Potrò mangiarlo senza rischi? Sarà ben cotto? Sono solo alcune delle domande che frullano nella loro testa…oggi vogliamo fare chiarezza su un secondo di carne, la salsiccia!

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Perché gli insaccati stagionati sono rischiosi? Anche se il processo di stagionatura può ridurre la presenza di alcuni batteri, non elimina completamente il rischio di contaminazione da Listeria e Toxoplasma. Inoltre, la stagionatura potrebbe non essere uniforme in tutto il prodotto, lasciando zone a rischio. Altro motivo per evitare le salsicce secche: nella maggior parte delle procedure che ne prevedono la preparazione come la fermentazione e l’essiccazione, la rimozione dell’umidità provoca la chiusura di tutti i batteri che possono causare malattie. Ma alcuni di loro possono ancora rimanere. Ecco perchè è meglio non avere salsicce secche durante la gravidanza.

Il divieto non è solo per i superalcolici o per le grandi quantità, poiché non esiste una soglia al di sotto della quale il consumo di alcol è ritenuto sicuro.

Benefici Nutrizionali della Salsiccia (Cotta)

La salsiccia, se consumata con moderazione e cotta in modo sicuro, può apportare alcuni benefici nutrizionali durante la gravidanza. È una fonte di:

  • Proteine: Essenziali per la crescita e lo sviluppo del bambino.
  • Ferro: Importante per prevenire l'anemia, una condizione comune durante la gravidanza.
  • Vitamine del gruppo B: Coinvolte in diverse funzioni metaboliche.

Tuttavia, è importante considerare anche il contenuto di grassi saturi e sale della salsiccia, che dovrebbe essere limitato per una dieta equilibrata. La dieta dovrebbe basarsi sul modello alimentare mediterraneo, ovvero povera di zuccheri aggiunti e con ridotto consumo di carne rossa e cibi trasformati.

È noto che le salsicce contengono tutti e nove i tipi di aminoacidi (fenilalanina, isoleucina, istidina, leucina, lisina, metionina, treonina e triptofano), che contengono abbastanza proteine, rendendola una scelta ottima e salutare nel complesso. Le salsicce consistono inoltre in ricche quantità di vitamine, in particolare la vitamina B12. Questo aiuta nello sviluppo dell’emoglobina nel sangue, che è fondamentale per aiutare a metabolizzare i grassi presenti nel corpo e sintetizzare bene le proteine. Un altro elemento chiave presente a livelli sostanziali nelle salsicce è il ferro e lo zinco. Integrano ulteriormente nel mantenere i livelli di emoglobina nel sangue a un livello ottimale, prevenendo l’insorgenza di anemia.

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Controindicazioni al consumo di salsicce in gravidanza

Sono dettate dal buon senso. Un consumo eccessivo può causare digestione lenta o, specie quella piccante o particolarmente speziate, bruciore di stomaco. In quest’ultimo caso, considerando che nell’ultimo periodo della gestazione se ne può soffrire maggiormente, e se in genere le salsicce danno questi disturbi, sarebbe meglio evitare. Considerando che in questa fase il bimbo cresce, l’utero preme proprio sullo stomaco, può causare acidità. In caso di fastidio, si può eliminarla dalla dieta. Due salsicce di maiale contengono 170 calorie e 15 g di grassi. Gli alimenti ricchi di calorie potrebbero portare a un aumento di peso in eccesso, che potrebbe essere difficile perdere dopo la gravidanza.

Assolutamente da evitare le salsicce fritte, le affumicate (generalmente sono cotte tra i 40 e i 70 gradi, troppo poco) e quelle secche non cotte: le spalmabili non sono consigliabili durante la gestazione. Acquistare salsicce con basso contenuto di sodio: il suo contenuto nelle salsicce può variare da 100 mg a quasi 2 g. Alti livelli di sodio possono causare malattie urinarie e coronariche nella madre e portare ad altre complicazioni sia nella madre che nel bambino. Generalmente quelle italiane non contengono troppo sodio, sono sicure.

Salsicce e carne di maiale in gravidanza: sì o no?La carne di maiale in dolce attesa non è l'ideale. Detto questo, non vuol dire che la carne di maiale sia tra uno degli alimenti da evitare nei 9 mesi, ma semplicemente è da mangiare con le dovute accortezze. Il prosciutto cotto (che è ottenuto dalla coscia del maiale) ad esempio è l’unico affettato che può essere mangiato tranquillamente dalla mamma in gravidanza. La risposta è, dipende!

Le salsicce crude sono sicuramente da evitare, come qualunque altro tipo di carne cruda, per non incorrere nel batterio della listeria. bruciore di stomaco e digestione lenta, tipici del terzo trimestre di gravidanza e accentuati dalle spezie che si usano nelle salsicce piccanti. Se soffri di questi disturbi, meglio evitare di mangiare salsicce fino al parto. eccesso di sale, che è abbastanza presente nell'alimento e che in gravidanza è da limitare. aumento di peso, sollecitato dalla parte grassa della salsiccia. Due salsiccie medie contengono 170 calorie e 15 g di grassi, un po' tanto se consumata regolarmente.

Consigli Pratici per un Consumo Sicuro

  • Acquistare salsiccia da fonti affidabili: Scegliere macellerie o supermercati che rispettino le norme igieniche.
  • Verificare la data di scadenza: Non consumare salsiccia scaduta.
  • Conservare correttamente la salsiccia: Mantenere la salsiccia cruda in frigorifero a una temperatura inferiore a 4°C, separata dagli altri alimenti.
  • Cuocere completamente la salsiccia: Utilizzare un termometro da cucina per verificare che la temperatura interna raggiunga almeno i 70°C.
  • Evitare la contaminazione incrociata: Lavare accuratamente le mani, le superfici di lavoro e gli utensili da cucina dopo aver maneggiato la salsiccia cruda.
  • Consultare il proprio medico: In caso di dubbi o preoccupazioni, consultare il proprio medico o un nutrizionista.

Ecco alcuni consigli per mangiare le salsicce in sicurezza durante la gravidanza:

  • Consumare le salsicce quando sono bollenti. In caso contrario, riscaldarle sempre alla temperatura appropriata, quindi consumare.
  • Conservare le salsicce in frigorifero per non più di due giorni. Prima del consumo riscaldale o cuocile a sufficienza. Questa considerazione vale per tutti i tipi di salsicce, anche per quelle precotte. Consumare sempre calde.
  • Controlla l’etichettatura delle salsicce non cotte e pronte da mangiare.

Alternative Più Sicure alla Salsiccia Tradizionale

Se si desidera ridurre ulteriormente il rischio, si possono considerare alternative più sicure alla salsiccia tradizionale, come:

  • Salsiccia di pollo o tacchino: Spesso contengono meno grassi saturi rispetto alla salsiccia di maiale.
  • Salsiccia vegetale: Realizzata con ingredienti vegetali, può essere una buona fonte di proteine e fibre. Assicurarsi che sia ben cotta.
  • Altre fonti di proteine: Carne magra, pesce, uova, legumi e tofu sono ottime alternative alla salsiccia.

Alimentazione e Stile di Vita in Gravidanza

Ovviamente lo stile di vita occidentale non è indicato per la donna in dolce attesa visto che si basa principalmente su cereali e zuccheri raffinati (prodotti da forno, dessert, ecc..) ma anche carne rossa e grassi saturi. Una particolare attenzione dovrebbe essere posta sulle donne vegane (le quali non consumano nessun prodotto di origine animale: neanche latticini o uova) e vegetariane (che invece consumano latte e uova). Queste ultime possono infatti intercorrere in alcune carenze visto un basso apporto nella dieta di vitamina B12, riboflavina, vitamina D, calcio ed omega 3.

La dieta in gravidanza: come si modifica l'alimentazioneQuando aspetti un bambino è di primaria importanza avere una dieta varia e completa. Qualche peccato di gola è sempre concesso, ma cerca di limitare il più possibile il consumo di prodotti confezionati o di provenienza non certificata.

Le teorie più recenti si dividono tra quelle che attribuiscono a questi atteggiamenti cause di tipo psicologico (bisogno di sicurezza, gratificazione, di attenzione, ecc…) e cause di malfunzionamento del centro della sazietà, legato allo sconvolgimento generale del fisico durante i nove mesi. Dopo il concepimento la temperatura corporea si alza leggermente di circa 0,5 gradi perché il nostro apparto endocrino aumenta la produzione di progesterone, un ormone fondamentale durante la gravidanza. Il progesterone influenza i centri di termoregolazione che si trovano nell’ipotalamo inducendo l’aumento della temperatura interna che causa la sensazione di freddo. Infatti, proprio come quando si ha la febbre, si possono avvertire dei brividi di freddo.

La nausea è un sintomo molto disturbante che si evidenzia già durante le prime settimane. Altro fattore di rischio è il reflusso gastro-esofageo visto che ormoni gravidici come il progesterone e gli estrogeni causano il rilassamento della muscolatura e dei visceri e dello sfintere che si trova tra l’esofago e lo stomaco e che normalmente impedisce la risalita di materiale acido dallo stomaco. Per le donne con la sola nausea senza vomito bisogna tentare un cambiamento delle abitudini alimentari e dello stile di vita: consumare pasti piccoli e frequenti ed evitare possibili fattori scatenanti (come ad esempio caffè, spezie, cibi ad elevato contenuto di grassi o eccessivamente dolci prediligendo snack salati prevalentemente proteici) potrebbe essere una buona soluzione.

Aiuto! Il 40% dell’aumento di peso in generale è associato al feto e alla placenta. La supplementazione di acidi grassi omega-3 durante la gravidanza ha diversi benefici per la madre ed il bambino. Non sono del tutto noti gli effetti che potrebbero avere sul nostro organismo quindi meglio evitarli. Non colleghiamo il concetto di “naturale” con quello di “salutare”, poiché esistono erbe e fiori totalmente naturali che potrebbero causare effetti pericolosi nelle donne in gravidanza.

La caffeina è una sostanza nervina anche chiamata 1,3,7 trimetilxantina ed è la sostanza psicoattiva più comunemente usata in tutto il mondo. Il metabolita primario della caffeina si chiama paraxantina ed attraversa la placenta antagonizzando i recettori per l’adenosina. L’assunzione di caffeina può quindi favorire la vasocostrizione nella circolazione uterina e placentare aumentando la frequenza cardiaca e le aritmie fetali con effetti potenzialmente dannosi sulla crescita e lo sviluppo fetale. Un’altra limitazione è che gran parte della ricerca nutrizionale deriva da studi osservazionali basati su questionari retrospettivi che spesso si basano su assunzioni dietetiche autoriferite da parte dei partecipanti che possono essere soggette a distorsioni legate a ricordi non del tutto attinenti con la realtà.

Altri consigli utili

  • scegliere una porzione abbondante di verdura (cotta o cruda) che ricopra circa la metà del piatto.
  • scegliere una fonte di proteine che vada a costituire un quarto del piatto, Come prima opzione optare per alimenti come ad esempio: legumi, pesce, formaggi a basso contenuto di grassi, tofu, uova e così via.
  • scegliere una piccola dose di grassi buoni (un cucchiaio da minestra di olio EVO andrà benissimo) che dovranno essere conteggiati anche nella cottura delle pietanze.

Bere tisane in gravidanza può essere un metodo utile per rimanere ben idratate ed allo stesso tempo rilassarsi e prendersi un po’ di tempo utile per dedicarsi a se stesse. La tisana allo zenzero, invece, potrebbe essere un modo efficace nel trattamento della nausea o di piccoli disturbi digestivi. La frutta e la verdura consumate crude e mal lavate possono essere un rischio per Toxoplasma, Norovirus, Virus dell’epatite A e Listeria monocytogenes. Per questo motivo è necessario lavare bene frutta e verdura spazzolandone la buccia sotto acqua corrente quando il prodotto lo permette.

Il latte crudo può rappresentare un rischio per alcuni patogeni come ad esempio il Campylobacter, la Salmonella e l’E. coli. I formaggi poco stagionati a pasta molle ottenuti da latte non pastorizzato (ad esempio il brie o il camembert) o erborinati (ad esempio il gorgonzola) possono essere un rischio per Listeria monocytogenes. I formaggi stagionati, anche se prodotti da latte crudo come ad esempio il grana, viste le sue particolari caratteristiche di acidità, contenuto di sale e minor contenuto di acqua, non consentono lo sviluppo di patogeni. È importante prestare attenzione anche al gelato: bisogna evitare quello artigianale se prodotto a partire da latte crudo.

Il fabbisogno proteico per la donna incinta è di 1 g/kg p.c. La donna in dolce attesa dovrebbe prediligere fonti di proteine da cibi di origine vegetale come legumi (circa il 57% dell’assunzione giornaliera) seguiti da alimenti di origine animale come carne (18%) e latticini (10%). Per l’essere umano il cibo non è solo nutrimento bensì è anche e soprattutto piacere. Un cibo può quindi risultare gradevole o meno a seconda dei bisogni nutritivi del momento. Sarebbe proprio questa sapienza istintiva a determinare alcune modifiche al comportamento alimentare nel periodo di gravidanza. Dal terzo mese in poi la gestazione richiede un supplemento di energia di circa 300-360 kcal al giorno. Per soddisfare i bisogni dell’organismo non c’è bisogno di rivoluzionare il comportamento a tavola, ma incrementando solo del 15/20% le normali porzioni del cibo che quotidianamente mangiamo (pasta, pane, riso, pesce magro, carne magra, ecc..) l’appetito in gravidanza dovrebbe non farsi più sentire.

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