Salsa da Ballare: Storia e Origini di un Ritmo Universale

La salsa, una parola magica che racchiude in sé i misteri di un universo sonoro affascinante come quello afro-latino-caraibico, rappresenta molto più di un semplice genere musicale o di un ballo. È un'espressione culturale complessa, un linguaggio universale che unisce persone di diverse provenienze e tradizioni. Questo articolo esplora la storia e le origini della salsa, analizzando le influenze africane, europee e latinoamericane che ne hanno plasmato l'identità.

Un Mosaico di Ritmi e Culture

La salsa unisce una varietà enorme di ritmi musicali che vanno dalla contradanza alla rumba, dalla tumba alla conga, passando per la danza, il danzón, il danzonete, la guajira, il son montuno, la guaracha, il mambo, il chachacha, la bomba, la plena, la pachanga fino al boogaloo. Il Caribe fu lo scenario naturale dove trovarono terra fertile le culture provenienti da due continenti così ricchi di storia come l'Africa e l'Europa che si mescolarono a loro volta, in maniera spesso drammatica, con quella indigena.

L'Influenza Europea

Quando ci riferiamo alla radice europea non intendiamo solo la Spagna. Dobbiamo inoltre sottolineare l’influenza che nell’Europa del settecento godeva la cultura francese. La Francia, a differenza della bigotta Spagna, era la nazione più libertina, più amante delle belle arti e di conseguenza quella che dettava le mode nelle corti europee. L'Europa dei colonizzatori portò con sé una variegata strumentazione di corde e di fiati: il laúd (di origine araba), la vihuela, la chitarra, il violino, il piano, la fisarmonica, le trombe, i tromboni, i flauti. Impose gli elementi fondamentali del lessico musicale, i tempi di 3/4 e di 6/8, tracciando inoltre le linee fondamentali nel campo della melodia e dell'armonia. Dal vecchio continente arrivarono anche la letteratura classica, la poesia popolare e in seguito le danze aristocratiche: la contradanza francese, i minuetti, le quadriglie, i walzer che animavano le feste della nobiltà e della ricca borghesia. Senza dimenticare il contributo fondamentale sia della religione cattolica che della lingua spagnola.

Il Ruolo della Cultura Africana

Altrettanto imprescindibile, nello sviluppo musicale e culturale del Nuovo Mondo, fu il ruolo della cultura africana. I ritmi e le percussioni africane, portati dagli schiavi, si fusero con le melodie europee, dando vita a nuove forme musicali.

Il Contributo Indo-Antillano

“Sfortunatamente poco fu trasmesso della cultura indo-antillana, visto che gli indigeni furono in breve tempo sterminati dai feroci conquistadores spagnoli. È doveroso citare però gli areítos, dei veri e propri baccanali attraverso i quali si manifestavano il canto, la danza e la poesia degli aborigeni.” (Alejandro Ulloa).

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Le Tappe Fondamentali della Storia della Salsa

Possiamo dividere la storia della salsa in 4 precisi periodi storici:

  1. La preistoria della salsa: Va dal secolo XVI fino agli inizi del Novecento. Dalle prime manifestazioni della rumba cubana alla nascita di nuove espressioni musicali come il danzón e il son montuno.
  2. La genesi della salsa.
  3. L'affermazione della salsa: Comprende due momenti: i primi fermenti che vanno dal 1960 al 1970 e il boom vero e proprio che dura fino agli inizi degli anni '80.
  4. L'universalizzazione della salsa: Fenomeno che va dagli anni '80 ai giorni nostri.

La Preistoria della Salsa: Un Sincretismo Culturale

La prima tappa corrisponde al periodo coloniale, nel quale si produrrà un felice sincretismo tra America, Europa ed Africa. Un evento fondamentale che cambiò i destini della musica afro-latino-caraibica fu la Rivoluzione Francese. Le spinte di uguaglianza e libertà suscitate dalla rivoluzione, una volta arrivate all’isola di Haiti, provocarono infatti la rivolta degli schiavi africani. Con il passare degli anni la cultura europea e quella africana si trasformarono al contatto col nuovo mondo. Il laúd e la chitarra originarono nuovi strumenti quali il tres; i tamburi africani generarono le odierne percussioni; la contradanza francese si trasformo nel danzón cubano ed i balli aristocratici finirono con l'incrociarsi con quelli popolari.

La Contradanza: Un Ballo di Origine Contadina

Si trattava di un ballo di origine contadina (il suo nome originale era country dance) proveniente dalla Normandia e dalla Bretagna. La contradanza veniva generalmente suonata in tempo di 2/4 o di 6/8. Diffusissima tra il settecento e l’ottocento, entrò persino nella musica seria grazie alle composizioni di due celebri compositori come Mozart e Beethoven.

La Contradanza Criolla e la Nascita del Danzón

Nell’ isola di Cuba la contradanza finì con l’assumere delle caratteristiche proprie, al punto da generare la contradanza criolla. La più antica di cui si si hanno tracce è “San Pascual bailon”, pubblicata nel 1803 ad opera del compositore A. Lopez. La contradanza criolla era eseguita da una piccola formazione di stampo bandistico, denominata Orquesta Tipica, formata da due clarinetti, un trombone, due corni, due violini, un contrabbasso, un guiro e dai timpani, successivamente sostituiti dai timbales (all’epoca conosciuti come paila cubana). La contradanza veniva eseguita da schiere contrapposte di ballerini che eseguivano delle piccole coreografie dove uomo e donna arrivavano al massimo a prendersi per mano. La successiva nascita del walzer rivoluzionò profondamente i costumi dell’epoca al punto da introdurre anche nelle corti cubane la cosiddetta posizione chiusa di ballo sociale, che favorì, a sua volta, la nascita della danza cubana. La danza a sua volta generò il danzón. Secondo lo storico Alejo Carpentier si deve a Manuel Saumell, padre del nazionalismo musicale cubano, la creazione del primo danzón: “La tedezco”. La tradizione storiografica considera invece come primo danzón il tema “Las alturas de Simpson”, composto nel 1879 dal maestro Miguel Failde. Il danzón si può considerare il primo prodotto musicale non più europeo, né africano ma sintesi elaborata dei due continenti. Mentre la contradanza e la danza avevano una forma binaria ripetitiva (ABAB) il danzón aveva una forma rondò (ABACAD) ed era più lento e cadenzato. Il danzón provocò anche il nascere di una nuova formazione musicale denominata Charanga Francesa, formata da un flauto, due violini, contrabbasso, pianoforte, guiro e timbales. Il danzón si apriva con una parte chiamata paseo, durante la quale le coppie passeggiavano amabilmente per la sala, scambiandosi commenti e convenevoli. Una volta terminata l’introduzione orchestrale si cominciava il ballo vero e proprio. I movimenti dei ballerini erano molto lievi ed eleganti e si animavano un tantino ma con estrema moderazione, solo nella parte finale denominata montuno.

L'Influenza dell'Opera Italiana e della Canzone Napoletana

Dal vecchio continente, lungo un altro itinerario, erano nel frattempo, arrivati poeti e tenori che avevano portato nell’isola: l’opera italiana, la romanza francese, la tonadilla spagnola, la canzone napoletana e il flamenco andaluso. Questi generi musicali provocheranno, a loro volta, la nascita della zarzuela (simile alla nostra operetta) e il sorgere della canción, una nuova espressione musicale che a Cuba assumerà forme molteplici come l'habanera (ripresa anche da Bizet nella sua celebre “Carmen”), la criolla, la guajira e il bolero. In particolare l’habanera, oltre che per l’introduzione del canto, si caratterizzava per una cellula ritmica di origine afroide, battezzata affettuosamente “Café con pan”, che, in seguito, influenzerà persino la nascita del maxixe brasiliano e del tango argentino. Il bolero (da non confondersi con il celebre ritmo inventato da Ravel) era invece la musica romantica per eccellenza. Si trattava di un genere cantabile e ballabile che a Cuba si eseguiva in 2/4, a differenza del suo omologo spagnolo eseguito invece in 3/4. Si diffuse a Santiago de Cuba verso la fine dell'ottocento in contemporanea con la nascita della trova cubana, una originale corrente musicale, diretta discendente della canzone trovadoresca che troverà in Sindo Garay uno dei suoi maggiori cantori. Fra i primi cultori del bolero troviamo Pepe Sanchez. Fra quelli più recenti ricordiamo José Antonio Mendez, César Portillo de la Luz e Niño Rivera che negli anni ‘60 diedero vita ad una nuova corrente soprannominata feeling (filin) che nel brano “Contigo en la distancia” ebbe il suo manifesto sonoro. Molto popolare era anche il pregón, un’espressione vocale creata dai venditori ambulanti per reclamizzare la loro merce (attitudine molto comune anche nel nostro sud).

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Il Son: Il Padre Putativo della Salsa

Sempre dall’Oriente cubano viene una delle espressioni più importanti del patrimonio musicale cubano: il son, che è considerato il padre putativo della salsa. Il son era la risposta popolare al danzón dell’aristocrazia. Secondo la tradizione il primo son nacque nella Sierra Maestra e si conobbe inizialmente con altri nomi come changuì e capetillo. Il musicista Laureano Fuente Matons asserisce che furono due sorelle cubane, Micaela e Teodora Guines, a comporre nel secolo XVI il primo son, noto come: “El son de la Ma Teodora” (di cui la tradizione orale ha tramandato qualche frammento sonoro). Molti storici però non condividono questa versione e fanno invece risalire la sua nascita al XVII secolo. Sicuramente il son divenne popolare verso la fine dell’ottocento, grazie soprattutto alle interpretazioni di Nené Mafungas, un cantante che già all’epoca si esibiva con il tres, la tipica chitarra cubana. La sua diffusione in tutta l’isola fu favorita da un evento storico. Nel 1910 il generale José Miguel Gomez stabilì con un decreto la rotazione delle truppe militari all’interno dell’isola. Così, grazie ai soldati dell' Ejercito Permanente, il son arrivò all’Habana e la rumba a Santiago. Fu però a partire dal 1929 che il son acquisisce prestigio internazionale. In quello stesso anno il Sexteto Nacional di Ignacio Piñeiro si esibisce con successo durante l’esposizione ibero-americana di Siviglia. Successo replicato nel 1933, in occasione della fiera mondiale di Chicago. Tra le formazioni che contribuirono ad affermare il son nel gusto musicale dell’epoca ricordiamo anche El Sexteto Habanero, il Trio Matamoros, la Sonora Matancera e l’orchestra di Don Azpiazu. La popolarità del son provocò la nascita di una quantità incredibile di varianti (se ne calcolano almeno 22 in tutta l’isola). Tra le più celebri ricordiamo il son montuno (la cui struttura diverrà la base ritmica della salsa), il sucu sucu (originario della Isla de la Juventud), il son-pregón, la guaracha-son, l’afro-son ed il son-guaguancó. Musicalmente parlando il son è un canto di origine popolare che combina una parte lirica nella quale si espone il tema (il son) con una parte più movimentata (il montuno) caratterizzata dalla forma domanda e risposta (tra un coro ed una solista) di diretta discendenza africana. Possiamo considerarlo un felice sincretismo musicale tra gli strumenti percussivi africani e gli strumenti a corda spagnoli, tra la decima spagnola e il canto antifonale tipicamente africano. In origine la formazione classica del son era El Cuarteto Oriental ma, a partire dagli anni ‘20, si trasformò in Sexteto. Tanto importante era la funzione della clave che a Cuba già all’epoca si usava dire che “Sin clave no hay son”. Nel 1927, il maestro Ignacio Piñeiro aggiunse al suo glorioso Sexteto Nacional una tromba, dando vita così al Septeto. Allo stesso Piñeiro si deve la creazione di due grandi classici del son: “Suavesito“ e “Echale salsita”, composta nel 1929 e passata alla storia per essere il primo tema musicale in cui apparirà la parola salsa. Tra i più famosi interpreti del son ricordiamo Bienvenido Julian Gutierrez, il trombettista Felix Chapotìn, il cantante Benny Moré ed il tresista Arsenio Rodriguez, a cui si deve, a partire degli anni ‘40, la creazione dei primi conjuntos di son dove apparvero per la prima volta il piano e le congas. Contemporaneamente le trombe salirono da una a tre.

La Guaracha: Un Ritmo Piccante e Contagioso

Un altro piccante e contagioso ritmo che a partire dagli anni ‘30 ha avuto una straordinaria diffusione in tutta l'isola è la guaracha. Questo componimento scherzoso nasce dalla tonadilla, la canzonetta di scena dei teatri popolari spagnoli e introduce nella musica la satira, il doppio senso, la caricatura e persino la critica politica. Si trattava di canzoni allegre, picaresche che si cantavano tra un atto teatrale e l’altro per intrattenere il pubblico. Le strofe musicali sono composte da quattro o otto battute e sono caratterizzate da frasi corte e brevi. Se la melodia della guaracha segue le caratteristiche della musica popolare, la metrica delle parole è piuttosto varia. Di solito la guaracha è cantata da un solista o da un duo che dialoga con un coro. Strumenti tipici della guaracha sono il guiro, la chitarra, il tres anche se nell’attualità la sua strumentazione ha incorporato un po’ tutti gli strumenti presenti nella salsa. Per comprendere meglio la sua struttura musicale ed il suo carattere potremmo azzardarci ad affermare che la guaracha sta al bolero cubano come la canzone Café Chantant sta alla classica canzone napoletana di carattere sentimentale. La grande popolarità della guaracha si deve soprattutto alla Sonora Matancera, l’orchestra in cui per diversi anni militerà la mitica Celia Cruz. Fra i suoi principali interpreti ricordiamo anche Ñico Saquito, leader dei Guaracheros d’Oriente ed autore di brani come “Adios, compay gato”. Con gli anni la guaracha si è fusa sempre di più con il son, dando così vita ad una nuova forma musicale, “la guaracha-son”, che rende spesso difficile l’esatta classificazione di un brano. Attualmente la guaracha si può considerare un son con un testo picaresco o gioioso che si suona con un ritmo più rapido. Sono molti, infatti, i critici musicali che considerano le composizioni salsere delle moderne guarachas.

La Genesi della Salsa: New York come Crogiolo Culturale

Negli anni '60 e '70, la comunità latina di New York divenne un crogiolo di culture e influenze musicali. Musicisti provenienti da Cuba, Porto Rico, Repubblica Dominicana e altri paesi latinoamericani si incontrarono e iniziarono a sperimentare, mescolando i propri stili musicali e creando qualcosa di nuovo e originale. Fu in questo contesto che emerse lasalsa, un termine inizialmente utilizzato per descrivere una miscela di ritmi e stili musicali latinoamericani, tra cui ilson, ilmambo, ilcha-cha-chá, ilguaguancó e laplena. Lasalsa non era semplicemente la somma di queste influenze; era una nuova forma di espressione musicale che rifletteva l'esperienza dei latini a New York, la loro identità culturale e le loro aspirazioni. Artisti come Tito Puente, Celia Cruz, Willie Colón, Héctor Lavoe e Rubén Blades contribuirono a definire il suono della salsa, creando brani indimenticabili che ancora oggi fanno ballare milioni di persone in tutto il mondo. La Fania All-Stars, un supergruppo composto dai migliori musicisti latinoamericani di New York, svolse un ruolo fondamentale nella diffusione della salsa, portando la sua musica in tutto il mondo.

L'Affermazione e l'Universalizzazione della Salsa

Dagli anni '80 in poi, la salsa si è diffusa in tutto il mondo, diventando un fenomeno globale. La sua energia, il suo ritmo e la sua capacità di unire le persone hanno conquistato il cuore di milioni di appassionati. La salsa ha continuato a evolversi, dando origine a nuovi stili e contaminazioni, ma mantenendo sempre vive le sue radici culturali.

L'Evoluzione della Salsa negli Stati Uniti

Osserviamo l’Evoluzione della Salsa in USA negli Anni Ottanta, soppiantata dalla disco-music e dal Latin Hustle, conosce un periodo di crisi, ma continuerà a rinascere, anche in futuro, grazie alla creatività di alcuni artisti. Alla fine degli Anni Ottanta la diffusione della Salsa Romantica, o Salsa Monga (moscia), come veniva dispregiativamente definita, contribuì all’evoluzione della salsa in USA. Si trattava di una corrente che puntava più sulla melodia che sul ritmo ed era caratterizzata da testi sull’amore e, a volte, più esplicitamente sul sesso, come nel caso della Salsa Erotica. Ebbe grande successo finché non venne soppiantata dal ritorno del Mambo newyorchese. Quello che noi definiamo Salsa New York Style non è altro che il Mambo dell’epoca del Palladium, il cui modo di ballare viene rinnovato grazie alla creatività di alcuni ballerini e coreografi. New York è sempre stata la città dove il fenomeno della Salsa ha conosciuto maggiore successo e diffusione, forse per il desiderio della comunità latina di Manhattan di rimanere in contatto con le proprie origini. La maggior parte dei latini di New York sono di origine portoricana, chiamati nuyorican, e vivono nello Spanish Harlem, il barrio latino, e nel South Bronx. Grande importanza per la definizione di questo stile di ballo ha avuto il celebre ballerino e coreografo Eddie Torres, di origine portoricana, che creò uno stile da lui battezzato night club style Tito Puente incontrò Eddie Torres in un club di New York e capì subito il talento di questo giovane ballerino, tanto che successivamente Eddie e sua moglie Maria ballarono durante i suoi concerti come The Tito Puente Dancers. Eddie Torres seppe fondere l’eleganza del Mambo stile Palladium con le figure del Latin Hustle dando origine ad uno stile caratterizzato da complicati mambo shines, figure spettacolari e un grande utilizzo di piroette. Inoltre impostò il ballo su un conteggio dei tempi molto innovativo che ultimamente si sta diffondendo anche in Italia, chiamato “break on two” e che consiste nel battere sul tempo 1 il piede destro sul posto e andare in avanti con il piede sinistro sul tempo 2. Un’altra scuola di successo a New York e quella fondata da Angel e Adelaida Rodriguez, chiamata Razz ‘M Tazz. Il loro stile, pur adottando un passo base diverso, è molto simile a quello di Eddie Torres, solo maggiormente influenzato dall’Hustle. L’evoluzione della Salsa in USA, nello specifico a New York è caratterizzata soprattutto da una grande energia e dinamismo, mantenendo in secondo piano il sabor caraibico. Lo stile dei ballerini newyorchesi è influenzato molto anche dai rappers e dai ballerini di Hip Hop e si allontana dallo stile più morbido e rilassato dei salseri di Porto Rico. Le figure e i passi sono molto simili, avendo alla base la stessa origine, ma l’interpretazione rende il loro modo di ballare molto diverso. Negli Stati Uniti la Salsa si è diffusa molto anche in California e in particolare a Los Angeles, tanto che ormai si parla anche di un vero e proprio Los Angeles Style. In questo stato è molto forte la comunità messicana e proprio qui nascono i più grandi talenti della California, conosciuti ormai in tutto il mondo. Tra i nomi più rappresentativi dello stile californiano dobbiamo citare i fratelli Vazquez e in particolare Johnny, nominato da Eddie Torres el principe de la salsa. Le caratteristiche principali di questo stile sono la spettacolarità, le acrobazie, le piroette, tralasciando decisamente le origini caraibiche e il sabor, come è facile aspettarsi nella patria del cinema e dello spettacolo. Anche a Miami è arrivata la Salsa, anche se il risultato è meno spettacolare di quello che ci si potrebbe aspettare. Inoltre in Florida non si è sviluppato uno stile particolare, ma si balla un po’ di tutto, dal Casino Cubano alla Salsa Erotica allo stile Portoricano e Newyorchese. Alla fine degli Anni Ottanta Miami era diventata un cimitero degli elefanti, dove i vecchi americani andavano a passare l’inverno.

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Gli Stili di Salsa: Un Universo di Espressioni

Nel corso degli anni, la salsa si è evoluta e diversificata, dando origine a diversi stili regionali, ognuno con le proprie caratteristiche distintive. Tra i più popolari troviamo:

  • Salsa Cubana (Casino): Caratterizzata da movimenti circolari e da una forte interazione tra i ballerini, che spesso si scambiano di posto e creano figure complesse. Nasce nei Casinò di Cuba negli anni 50, dove si ballava principalmente Son e Cha cha cha: si balla a più coppie, in cerchio e con lo scambio delle ballerine e dei ballerini con figure più o meno complicate. All’inizio si ballava controtempo (sul 2), ma in seguito si è passati a iniziare sull’1.
  • Salsa Portoricana (On1 e On2): Si basa su un movimento lineare, con i ballerini che si muovono avanti e indietro su una linea immaginaria. Lo stile On1 si balla sul primo tempo della musica, mentre lo stile On2 si balla sul secondo tempo. Nasce a San Juan di Puerto Rico negli anni 80 grazie alla presenza nell’isola delle grandi orchestre, influenzate dai loro colleghi di New York, quasi tutti di origine “boricua”. Caratteristiche di questo stile sono i movimenti molto marcati dei fianchi e delle braccia delle donne, e di ginocchia e spalle degli uomini. Si balla in coppia, in linea, con i ballerini un po’ più distanti tra loro.
  • Salsa Colombiana (Cali Style): Conosciuta per la sua velocità e per i suoi complessi giochi di gambe, che richiedono grande agilità e coordinazione. Ad ispirarlo sono state le orchestre colombiane, il cui stile musicale fondeva tra loro mambo, cumbia e boogaloo; si balla in coppia e ci si muove più lateralmente che frontalmente, si preferiscono canzoni molto veloci e si contano tutti gli otto tempi.
  • Salsa in Linea (Los Angeles Style e New York Style): Stili che enfatizzano le figure e le evoluzioni coreografiche, spesso eseguiti in competizioni e spettacoli. La Salsa On 2, che noi chiamiamo Salsa sul 2, o New York Style: ha le sue origini a Manhattan, New York negli anni 50, per poi avere il suo boom negli anni 70, quando nella grande Mela compare per la prima volta il termine Salsa, grazie agli artisti dell’etichetta Fania; in ordine cronologico, quindi, questo è il primo modo di ballare la salsa, che deriva direttamente dal mambo e dal son cubano. Si balla di fronte alla partner facendole eseguire cross e giri in linea retta , per questo è chiamata anche “salsa in linea”, o in inglese Cross body lead. Per ballarla, l’uomo inizia battendo il piede destro sul tempo 1, per poi andare indietro con il sinistro al tempo 2 (da qui il nome). La Salsa On 1 (o salsa sull’1, come diciamo qui), nasce nei club di Los Angeles nella decade degli anni Novanta, e per la sua provenienza veniva anche chiamata L.A. Style. Questo stile era ispirato dalle danze per show come il West Coast Swing, il Jazz o l’Hip Hop, che si distinguevano per marcare bene il tempo all’inizio di ogni frase musicale, ovvero l’1. Grazie a ciò i ballerini si concentravano moltissimo sugli accenti e le battute musicali, creando un modo di ballare che cercava la perfezione, aveva la sua parte di rischio ed infine un grande impatto visivo.
  • Salsa Venezuelana: Pur essendo meno conosciuta a livello internazionale rispetto ad altri stili latino-americani, ha una storia ricca e affascinante. La nascita della Salsa Venezuelana è stata influenzata da una varietà di fonti musicali e culturali. Il Venezuela, come molti paesi dell’America Latina, ha una storia coloniale che ha portato alla mescolanza di culture indigene, africane ed europee. Nel corso degli anni, la Salsa Venezuelana si è evoluta, incorporando elementi di altri stili di ballo latino come il son cubano, il mambo e il cha-cha-cha. Tuttavia, ha mantenuto alcune caratteristiche distintive, soprattutto nell’enfasi sul romanticismo e sulla fluidità dei movimenti.

Ogni stile di salsa ha le proprie peculiarità, ma tutti condividono la stessa passione e lo stesso amore per la musica e il ballo. La scelta dello stile dipende dai gusti personali e dalle preferenze del ballerino.

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