Pepperoni: Un Salame Americano che Crea Confusione Linguistica

La lingua italiana, con la sua ricchezza di sfumature e la sua storia millenaria, è spesso oggetto di reinterpretazioni e adattamenti in contesti culturali diversi. Uno degli esempi più emblematici di questa trasformazione è rappresentato dal termine "pepperoni", una parola che evoca immagini di pizze farcite di salame piccante negli Stati Uniti, ma che può generare un certo smarrimento nel Bel Paese. Questo articolo esplora le origini e le implicazioni di questo "false friend" linguistico, analizzando come un errore di traduzione e una diversa interpretazione culturale abbiano portato alla nascita di un termine con un significato ben distinto da quello originale.

L'Enigma del Pepperoni: Un False Friend Linguistico

La parola "pepperoni" (con due "p") è un termine che crea spesso confusione, soprattutto quando si parla di pizza. Negli Stati Uniti, "pepperoni pizza" è un classico, un must in quasi tutte le pizzerie. Avrete sicuramente visto film e serie TV dove spesso mangiano questa versione e quasi sempre chi arriva e apre la magica scatola di cartone parla di questo strano condimento. Ma se oltre a sentire siete in grado di vedere, è impossibile che non vi siate chiesti che razza di peperoni usino negli USA! Che strani peperoni, sembrerebbero quasi quasi fette di SALAME. Infatti non sono “peperoni”, ma “pepperoni”, con due PI. In realtà il nome corretto del condimento sarebbe pepperoni sausage, o pepperoni salami, ed è utilizzato quasi esclusivamente per questo scopo.

In Italia, invece, il termine "peperoni" si riferisce esclusivamente al frutto della pianta Capsicum, ovvero i peperoni che conosciamo e utilizziamo in cucina. Ma allora, perché questa differenza?

Genesi di un Salume Americano: Il Pepperoni Sausage

Il salame pepperoni è un discendente del classico salame italiano: come gusto ricorda i più piccanti salami del sud, ma con una consistenza più simile alla variante Milano a macinatura fine, e leggerissimamente affumicato. Questo salame però nasce in America tra le fine del 1800 e l’inizio del 1900 e un po’ alla volta diventa il condimento per la pizza più famoso e richiesto: si stima che almeno 1 pizza su 3 negli USA venga consumata con pepperoni. Forse l’idea di consumare una versione più “italiana” della pizza lo ha reso così popolare, oppure è il gusto più saporito di quello del classico salame, rimane il fatto che se ne consuma veramente tanto: nel 2013 negli USA se ne sono consumati 113 milioni di Kg, più di quanto salame si è prodotto in Italia nello stesso anno.

Secondo un esperto americano, John Mariani, il primo utilizzo ufficiale del nome pepperoni è del 1919 e deriva, come è facile immaginare, dalla parola peperone, ma inteso come peperoncino piccante, e pepe (pepper in inglese). Stiamo parlando di un nome inventato per l’occasione, che trasmette l’idea di un salame piccante e molto speziato, che dia una connotazione il più italiana possibile ad un prodotto inizialmente venduto solo nelle botteghe e pizzerie italiane che cominciavano a diventare famose negli USA. Alcuni ipotizzano una ibridazione con tradizioni tedesche, dove è più comune affumicare i salumi.

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L'Influenza dei Doppiaggi e la Diffusione del Malinteso

Sono più di vent’anni che ciclicamente mi capita di dover affrontare la questione pepperoni. Per qualche motivo gli italiani si sentono offesi dell’utilizzo di questo nome ed è quasi sempre perché non ne conoscono la storia e l’origine. Fintanto che si tratta di doppiaggi degli anni ’70 o ’80 posso anche sopportare la traduzione “pizza ai peperoni”, ma purtroppo succede anche con produzioni più recenti e questo continua a diffondere il malinteso. Nelle traduzioni però, viene chiamata "pizza ai peperoni" e da qui nasce l'equivoco!

Pepperoni nel Mondo: Un Abuso del Nome?

Da un certo punto di vista in Europa c’è un abuso di questo nome. Fintanto che si è negli States è generalmente corretto l’utilizzo del nome pepperoni pizza - a meno che ovviamente la pizzeria non utilizzi del salame classico italiano - ma capita, soprattutto nei paesi del nord Europa, di trovare nei negozi o ristoranti queste “pepperoni pizza” o “pizza with pepperoni”. Ho personalmente visto questo accadere ad Amsterdam. Chiaramente non stanno utilizzando la pepperoni sausage in quelle pizze: importare dagli USA quel salame sarebbe inutilmente costoso, potendo trovare prodotti italiani o europei molto più comodamente. La parola salame poi è sicuramente conosciuta da tutti dappertutto, perché quindi utilizzare il nome pepperoni? Qua posso azzardare due fattori: semplificare la scelta ai clienti americani, molto più numerosi dei turisti italiani e meno pignoli sulla qualità della pizza, e l’essere più corto e facilmente comprensibile di “pizza con salame piccante” per chiunque non sia italiano. Purtroppo l’italiano non è molto conosciuto al di fuori dei nostri confini e, oltre al non aver una grande fama - basta googlare italian queueing o italian queue - i turisti italiani non viaggiano molto all’estero.

Pepperoni Pizza in Italia: Un'Adozione Contaminata

“Mi piace l’idea che come loro hanno preso la pizza italiana e l’hanno fatta loro, anche noi prendiamo qualcosa da loro e la portiamo qui”: a parlare è Jacopo Mercuro, proprietario e pizzaiolo di 180grammi a Roma, che ha una genuina passione per la pizza made in United States, tanto da definirla “la più buona del mondo” in una forma a metà tra il serio e il faceto. Mercuro da tempo ha contaminato - come oggi è molto in uso - le ricette italiane con ingredienti e piatti internazionali. Così nelle sue pizzerie già da diversi anni c’è la pepperoni pizza, realizzata sia nella variante tonda, che in quella slice (a fette), ora presente nella nuova apertura da Slap, così anche nella “sicilian”, una sorta di pizza in teglia sempre all’americana che ricorda più lo sfincione che la pizza al taglio romana. “Usiamo un salame piccante di un’azienda laziale e lo cuociamo sin dall’inizio sulla pizza. È fondamentale che si arricci un po’ come vediamo nelle pizze americane. D’ora in avanti useremo anche le pepperoni cups” sono delle fette di salame ancora più concave che aumentano questo effetto voluminoso, a scodella. “Negli Stati Uniti hanno una cultura della pizza folle. Ogni città ha la sua pizza, hanno quel concetto e lo portano avanti. Amo il formato slice perché è comodissimo, con una fetta ti sei mangiato una pizza intera. E poi oggi c’è molta più qualità di quando viaggiavo qui da più piccolo”. La versione di 180grammi si presenta con il parmigiano sopra, mentre quella di Slap ha - già sopra - una salsa hot honey. “La trovi in tutte le pizzerie americane, un misto di miele e peperoncino che viene aggiunto alla pizza pepperoni. Noi chiaramente ce la facciamo in casa. La parte di grasso va a condire il pomodoro, il sapore insomma è eccezionale”.

Altri Esempi di "Falsi Amici" Gastronomici

Il caso del "pepperoni" è solo uno dei tanti esempi di come la cucina italiana venga reinterpretata e adattata in altri paesi, dando vita a piatti che, pur richiamandosi alla tradizione italiana, presentano caratteristiche e ingredienti diversi. Alcuni esempi notevoli includono:

  • Spaghetti Bolognese: Piatto praticamente inesistente in Italia.
  • Fettuccine Alfredo: Famoso negli USA, ma in Italia non è un piatto tradizionale.
  • Pasta Carbonara: Spesso fatta con panna, aglio, cipolla o persino pollo all’estero.
  • Chicken Parmisan: Come per la Chicken Parmisan, il salame pepperoni è una reinterpretazione italoamericana di una specialità italiana piuttosto che un prestito - come invece lo possono essere il garlic bread, le fettuccine alfredo o le meatballs, (gli spaghetti alla bolognese non esistono!!! NdMaicolengel) quasi ignorate in Italia, ma un must negli States.
  • Italian Dressing: Purtroppo, in Italia non esiste, come non esiste l’dea di condire l’insalata con una salsa confezionata (tranne per ricette particolari). Si tratta di un tipo di vinaigrette composta da acqua, aceto o limone, olio vegetale (non necessariamente d’oliva), peperoni a dadini, zucchero e sciroppo di mais, erbe e spezie come origano, finocchio e aneto, sale e a volte cipolla e aglio.
  • Pasta al Forno Americana: In Italia esistono varie ricette di pasta al forno con il formaggio, come per esempio la pasta pasticciata, ma in questa versione tipicamente italo-americana il formaggio - solitamente il cheddar - e la bechamel sono gli ingredienti principali.

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