La domanda "Mi consiglieresti un buon ristorante di sushi?" può sembrare semplice, ma nasconde un mondo di gusti e preferenze diverse. Per rispondere al meglio, è fondamentale capire cosa cerca il tuo interlocutore: un'esperienza tradizionale o fusion? Un ambiente elegante o informale? Questa guida ti accompagnerà alla scoperta dei migliori ristoranti di sushi, offrendo una panoramica completa per soddisfare ogni palato.
Comprendere le Preferenze per un Consiglio Perfetto
Prima di consigliare un ristorante di sushi, è essenziale indagare sui gusti e le aspettative del tuo interlocutore. Ama sperimentare o preferisce la tradizione? Frequenta solo il centro città o è aperto a scoprire nuovi quartieri? Segue le tendenze o preferisce distinguersi? Cerca un ambiente tranquillo o vivace?
Comprendere queste preferenze ti permetterà di consigliare il ristorante perfetto per ogni persona.
Milano: Capitale del Sushi in Italia
Milano si conferma come la capitale italiana del sushi, con una vasta offerta di ristoranti che spaziano dalla tradizione all'innovazione. La città è stata una delle prime ad accogliere la cucina giapponese, a partire dalla celebre insegna Poporoya, che ha aperto i battenti nel 1989.
Iyo: L'Eccellenza Stellata
Quando si parla dei migliori sushi di Milano, è impossibile non citare Iyo, il primo ristorante fusion in Italia ad aver conquistato una stella Michelin. La raffinatezza dei piatti, l'eleganza della sala e l'impronta della famiglia Liu, garanzia assoluta nel panorama della ristorazione asiatica di alto livello, sono solo alcuni degli elementi che lo contraddistinguono. Il sashimi di tonno marinato in salsa di soia con yamakake di stracciatella pugliese, l’uramaki con anguilla, foie gras e avocado o ancora il maialino iberico glassato nella salsa di soia ne sono alcuni esempi.
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Iyo Experience, nato nel 2007 come ristorante di sushi innovativo e cucina contemporanea di ispirazione giapponese, ha ricevuto la Stella Michelin solo otto anni più tardi. Ed è qui che Vecchio Continente e tradizione asiatica si uniscono in una proposta raffinata e mai scontata.
Iyo Omakase offre un'esperienza unica al sushi banco, dove il maestro Masashi Suzuki seleziona il menu omakase (significa “mi fido di te”) di giorno in giorno a seconda della stagione e del miglior pescato.
Yoshinobu: Autenticità e Freschezza
Il ristorante Yoshinobu non attira l’attenzione probabilmente perché non ne ha bisogno, sono i suoi piatti che parlano di tradizioni e sapori del Sol Levante a farlo al posto di insegne o ingressi eye-catching. La cucina di chef Yoshi, che dà il nome al suo ristorante, è autentica, fresca e genuina proprio come gli interni del suo locale, bianchi ed essenziali dove gli unici elementi che parlano e stupiscono sul serio sono i sapori e le materie prime della miglior qualità. Yoshinobu “Yoshi” Kurio è l’anima di questo ristorante di sushi in zona Porta Nuova. Ogni giorno va al mercato ittico per selezionare il pesce migliore e sceglie i fiori che animeranno la sala, caratterizzata da pareti costruite con carta giapponese. Oltre alla carta, ogni giorno Yoshi propone dei fuori menu con gli ingredienti freschi di giornata.
Cinquantadue: Cucina Giapponese Evoluta
Poltrone e arredi di design, ammalianti foglie (o a libera interpretazione anche petali) dorate che pendendo dal soffitto sembrano voler accarezzare i suoi ospiti, sono solo un indizio del fatto che un pranzo o una cena al ristorante giapponese Cinquantadue siano un’occasione da ricordare. Il Cinquantadue propone una cucina del suo paese d’origine definendola “evoluta”, pur non dimenticando le tradizioni, perché in effetti parlare di solo sushi può essere riduttivo.
Kappou Ninomiya: Un Viaggio Intimo nella Cucina Giapponese
Uno dei pochi ristoranti in città che restituisce veramente sapori e profumi del Paese del Sol Levante, Kappou Ninomiya è un viaggio intimo nella vera cucina giapponese, firmato dallo chef Yoshikazu Ninomiya. In un ambiente caldo, essenziale e raccolto, tra legno chiaro e bancone a vista, potete deliziarvi con un menu che celebra le tradizioni di Oita, Fukuoka e Tokyo con piatti divisi per tecniche di cottura: dal raffinato Jubako con Wagyu A5 ai ramen fumanti, fino ai crudi, con tutte la variazioni sul tema di sushi e sashimi, fino a specialità grigliate, bollite, fritte e in brodo.
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Wicky's Wicuisine Seafood: Fusion e Innovazione
Una vita intensa e piena quella dello Chef Wicky Priyan, fondatore del ristorante Wicky’s Wicuisine Seafood che si riflette nella sua cucina difficile da etichettare e proprio per questo ancora più gustosa e affascinante. Ogni piatto di questo ristorante è un vero giro intorno al mondo in cui in cui i sapori più amati della cucina nipponica vivono contaminazioni e fusioni rare da trovare in altri locali come per esempio il sushi alla milanese accompagnato dal tradizionale risotto allo zafferano. Come si può intuire dal nome, in questo ristorante nel cuore del capoluogo lombardo la tradizione viene rivisitata con grande attenzione per l’ingrediente e le sue origini. E a bilanciare idee, sapori e abbinamenti è lo chef Wicky Priyan. Nato in Sri Lanka, ha lavorato a lungo a Tokyo (con il famoso maestro Kan) e a Bali, fino ad approdare a Milano.
IZU Milano: Tradizione e Innovazione dal 1993
IZU Milano, fondato nel 1993 da Jin Yue Hu, è tra i migliori ristoranti sushi di Milano e rappresenta un’eccellenza nella cucina giapponese fusion. Il locale, con oltre trent’anni di storia, incarna l’equilibrio perfetto tra tradizione e innovazione culinaria. L’atmosfera raffinata è impreziosita da materiali di pregio, come il marmo di Carrara e un soffitto illuminato da 1.250 punti luce, mentre le sedute comode invitano a rilassarsi e godere l’esperienza. Tra i piatti iconici, il nighiri omakase e le innovative creazioni come trilogia di cheviche, go piemonte tataki raccolgono l’estro e l’essenza dello chef. Suggeriamo anche la tartare di gamberi rossi e la carne Wagyu scottata che ci hanno impressionato molto.
Osaka: Un Riferimento per la Cucina Autentica
Tra i migliori indirizzi per il sushi a Milano, Osaka spicca da anni come riferimento per la cucina giapponese autentica. Nato nel 1999, il ristorante ha costruito la sua reputazione sull’equilibrio tra rigore nipponico e un’accoglienza calorosa, oltre che su una proposta gastronomica fedele alla tradizione: sushi e sashimi di grande qualità, ramen, gyoza, sukiyaki e altre specialità preparate dallo chef Takimoto Takaaki e dalla sua brigata. Dopo anni nella storica sede di Corso Garibaldi, Osaka si è trasferito in via Anfiteatro. In cucina troviamo lo chef Ikeda Osamu, con una lunga esperienza culinaria all’estero, aiutato dal sous-chef Takimoto Takaaki. L’arredamento è semplice ed essenziale. Il menu è ampio, interprete della straordinaria ricchezza del mondo culinario giapponese.
Nu Pure Asian Cuisine: Un'Esperienza Asiatica Raffinata
Tra gli indirizzi da segnalare nella ricerca dei migliori sushi di Milano spicca il ristorante Nu Pure Asian Cuisine. In una suggestiva cascina ottocentesca nella periferia est della città, propone un’esperienza asiatica raffinata che va oltre il semplice sushi. Nel menu convivono piatti della cucina tailandese, vietnamita, cinese e giapponese, tutti riproposti con cura e originalità. Il design, moderno e accogliente, si fonde con l’atmosfera storica della location, offrendo un’esperienza gastronomica di pregio.
Feel Fusion: Fantasia e Sperimentazione
Atmosfera elegante, moderna e contemporanea perfetta per una metropoli come Milano, Feel Fusion è un ristorante dove fantasia, accostamenti di sapori orientali principalmente di ispirazione nipponica, sperimentazione di nuovi sapori che si traducono in piatti innovativi, ricerca costante di materie prime di qualità stanno alla base della sua filosofia.
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Finger’s Garden: Unione di Culture e Sapori
Un ristorante di cucina giapponese creativa che unisce buon cibo, cultura, design e arte. Il progetto è nato dall’amicizia tra Clarence Seedorf e Roberto Okabe, chef nato in Brasile da genitori giapponesi. Ecco quindi che nel menu le due tradizioni si mescolano con piatti come il carpaccio di salmone servito su salsa gazpacho o il gunkan di tonno con olio al tartufo bianco, dall’insalata ceviche al nigiri con wagyu fiammato, foie gras e riduzione balsamico.
Ichikawa: Intimità e Tradizione
Questo intimo locale in zona Porta Romana è il regno dello chef Haruo Ichikawa, ex-chef stellato di Iyo. Qui, oltre ai grandi classici, potrete assaggiare qualche piatto della tradizione meno conosciuto, come le verdure e sashimi sott’aceto con alghe (sunomono) o la ciotola di straccetti manzo (gyudon).
Oltre Milano: Alla Scoperta del Sushi in Italia
La passione per il sushi si è diffusa in tutta Italia, con ristoranti di alta qualità che reinterpretano la tradizione giapponese con un tocco locale.
Piemonte
- Kensho (Torino): Nel centro storico del capoluogo piemontese, a pochi passi da Palazzo Madama, potete sedervi ai tavoli di questo elegante ristorante giapponese. La carta propone l’omakase experience studiata su misura per ogni cliente. Altrimenti sfogliate il menu e lasciatevi tentare dalle ostriche, dalle tartare, dai gunkan o dagli onigiri. Da anni l'insegna si posiziona ai massimi livelli della ristorazione giapponese a Torino. Merito di Max Chiesa, che, appassionato conoscitore delle culture orientali, ha creato un indirizzo intimo e raffinato, dove la grande qualità delle materie prime si abbina alla precisione nell'esecuzione dei piatti e alla professionalità del servizio. L'ultima svolta è un ritorno verso la tradizione giapponese accantonando le tendenze fusion che caratterizzano sempre più questo settore della ristorazione. Si sceglie fra un tasting menu di 7 portate, l'Omakase Experience: piena fiducia negli chef, con possibilità di personalizzare il percorso con la degustazione di Wagyu Miyabi. L'altro menu, il Gingko, è un bel percorso fra usuzukuri (carpaccio di orata), omakase nigiri, ramen e la cotton cake, nuovo ed etereo dessert. Altri percorsi tematici sono sul tema del tonno rosso del Mediterraneo e sulla carne di Wagyu. Fra i nuovi piatti, da segnalare il tonkatsu di maialino da latte e il goloso Wagyu Sando. Non mancano esperienze centrate sui crudi, con ottimi sashimi e nigiri.
- Miyabi (Torino): Nato come associazione di cultura giapponese da un’idea del giovane chef Masanori Tezuka, ben presto diventa un vero e proprio ristorante. Oltre alla carta del crudo si possono assaporare altre specialità giapponesi come il ramen di gamberi, l’entrecote di Wagyu, il riso con l’anguilla alla griglia o lo sgombro con daikon e salsa ponzu.
- Le Petit Restaurant Japonais (Rosta): Una minuscola trattoria giapponese alle porte di Torino dove provare la cucina tradizionale. Ad aprirla sono stati Simone e Naomi, compagni nella vita e nel lavoro dopo un incontro fortuito a Tokyo. è approdato nel centro medievale di Avigliana, in una bella location dalle volte di mattoni a vista, il ristorantino giapponese di Naomi Sonoda e Simone Oberto. Il posto perfetto per una vera esperienza di tradizione nipponica, articolata in piatti caldi e freddi. Innanzitutto il sushi, certo: makizushi (con gamberi e lattuga, ad esempio), con materia prima selezionata, riso cotto alla perfezione; nigiri di ventresca di tonno, ma anche di Wagyu; nikumaki onigiri (involtini di carne ripieni di riso). Cinque menu degustazione, dai 45 euro del Miyazaki, un'introduzione ideale ai sapori del Giappone, ai 140 euro del Wagyu Ozaki Premium, il percorso più ricco. Le ricette spaziano molto, tra l'insalata di patate su ricetta della mamma di Naomi, la zuppa di miso e vongole, i gyoza fatti a mano, l'okonomiyaki (frittata agrodolce a base di cavolo verza). Buoni dolci.
Emilia-Romagna
- Seta (Bologna): Si trova vicino a piazza Maggiore, cuore della città, e porta in tavola una rivisitazione della cucina tradizionale giapponese per esaltare ingredienti, consistenze, colori e forme. Ai crudi si affiancano varianti di yaki soba, pesce al vapore aromatizzato in alga combu o alla piastra. Fino al dessert, come il roll allo yuzu in crosta di cioccolato bianco e nocciole pralinate.
- YuzuYa (Bologna): Tsuruko Arai e Takako Kawano. È da queste due donne intraprendenti che è nato il progetto di uno dei migliori ristoranti di sushi in Italia. La cucina è quella della tradizione casalinga, segue le stagioni, valorizza i prodotti freschi e cerca di offrire il meglio per il palato, ma anche per la salute.
- Vicolo 8 (Modena): Nel centro storico della città emiliana, questo locale è l’incontro perfetto tra due culture. Sia nel menu, che nell’atmosfera. L’arredamento infatti unisce lo stile minimal giapponese con l’arte occidentale.
Toscana
- Moi (Prato): Francesco Preite, dopo aver studiato l’arte della cucina giapponese direttamente in Giappone, ha aperto il suo primo ristorante a Prato. Un progetto caratterizzato dalla formula omakase. Niente menu alla carta ma solo una proposta di percorso di degustazione con nigiri che variano di giorno in giorno a seconda della stagione e della disponibilità di materie prime.
Umbria
- Il Vizio (Perugia): Viene definito un ristorante gourmet Asian Fusion e nasce dall’idea di una famiglia che da generazioni si occupa di hôtellerie e ristorazione. A guidare la cucina è il giovane Marco Gargaglia, sempre attento a valorizzare le migliori materie prime a seconda delle stagioni e a presentarle in modo armonico ed elegante. Nelle sue mani la tradizione giapponese spesso si unisce a ingredienti italiani dando vita, per esempio, alla tartare di orata di Orbetello, shiso e jalapeno o all’uramaki di moeche in tempura, avocado hass, salmone flambato, sakura e tobiko.
Lazio
- Hasekura (Roma): Dal 1993 nello storico rione Monti, a pochi passi dal Colosseo e dai Fori Imperiali, il ristorante è un punto di riferimento per il sushi a Roma. Fondato da Kimiji Ito e Franca Palma, si ispira al nome del samurai che consegnò un trattato commerciale a papa Paolo V nel 1615. La filosofia culinaria del ristorante riprende la tradizione autentica giapponese, a partire dall’importanza dell’estetica e della valorizzazione delle materie prime.
- Kiko Sushi Bar (Roma): Un intimo locale nella quartiere San Lorenzo, progettato attentamente dagli architetti Aniello e Tasca, soprattutto per quanto riguarda le luci, studiate per esaltare le preparazioni del maestro Atsufumi Kikuchi. A pranzo sono disponibili vari menu.
Abruzzo
- Oishi Japanese Kitchen (Teramo): Situato nel centro storico della cittadina è il luogo ideale per godersi uno dei migliori sushi in Italia in un ambiente elegante ma non formale. Qui, un giovane chef abruzzese parte dalla tradizione per proporre anche piatti fusion in cui il Giappone incontra profumi e sapori europei e mediterranei.
Campania
- Japit (Benevento): Tutto nasce dalla passione di Mario Cangiano, figlio di pescatori e uno dei primi maestri italiani di sushi diplomato a Tokyo. La cucina ripropone la tradizione nipponica autentica con una grande attenzione alla selezione di materie prime di qualità. Oltre ai classici sashimi, chirashi (anche di astice), tartare, hosomaki, ecc.
- Tabi (Napoli): In giapponese tabi significa viaggio ed è proprio questo l’obiettivo del locale nato dall’amicizia tra Stefano Parisio e lo chef Ignacio Ido Hidemasa. L’esperienza al Tabi è un viaggio sensoriale tra sapori, tradizioni e incontri che dal Sol Levante passano nel Mediterraneo per toccare l’America Latina e ripartire.
Puglia
- Fugu Restaurant (Lecce): Un altro ristorante fusion, questa volta in Puglia. La sua particolarità, oltre a essere stato apprezzato come uno dei migliori sushi in Italia dal Gambero Rosso, è che unisce la cucina giapponese con quella thailandese grazie all’esperienza internazionale dello chef Ivan Scrimitore. Temaki, nigiri, futomaki, si alternano a yakisoba, zuppe, spiedini yakitori, ma anche pad thai, riso spadellato nel wok, insalate thailandesi e qualche ricetta italiana.
- Yuki Cucina Giapponese (Noci): Il ristorante si trova in una antica neviera, elemento comune alla cultura pugliese e nipponica, e yuki significa proprio neve. A unire questi due mondi sono lo chef Andrea Fontana, insieme a Maurizio, entrambi allievi di Hirohiko Shoda. La loro cucina offre sempre prodotti freschi di qualità, rispettando i ritmi delle stagioni e della natura, come vuole la tradizione nipponica. È possibile scegliere alla carta oppure la formula omakase con un percorso di 4, 5 o 6 portate.
Wasabi (Torino)
La storica insegna, fra le prime a portare la cultura giapponese a Torino, si ripresenta rinnovata sotto la guida di Masanori Tezuka e della sua squadra, già apprezzati in un altro ristorante cittadino, il Miyabi (temporaneamente chiuso, con riapertura prevista a primavera). Nell'intimo locale si viene accolti con discrezione e cortesia, c'è anche la possibilità di mangiare sul tatami. Tezuka propone una cucina giapponese tradizionale, puntando sulla stagionalità dei prodotti e sulla qualità della materia prima. Ne sono un esempio la ventresca di tonno rosso, le capesante di Hokkaido o il morone che arriva solo in determinati periodi dell'anno dalle acque di Corsica e Sardegna. Le declinazioni del sushi si fanno, quindi, apprezzare per la freschezza degli ingredienti. Per le verdure si punta su produttori locali che si dedicano alle colture specifiche per la cucina giapponese. A tavola, con l'Omakase menu di 7 o 9 portate ci si affida allo chef, oppure c'è la possibilità di scegliere da un'ampia carta. Da segnalare gli okonomiyaki (con pancetta o gamberi) tipici della cucina di Osaka e la tagliata di Wagyu. Il lunedì è la serata del ramen. Fra i dessert si fanno apprezzare i mochi serviti con gelato e frutta di stagione.
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