La trippa, una frattaglia spesso fraintesa e erroneamente considerata parte dell'intestino, è in realtà ricavata da diverse sezioni dello stomaco del bovino. Nata come piatto povero a partire da scarti, la trippa, una volta parzialmente cotta e successivamente lavorata, si trasforma in una pietanza morbida e succulenta. La trippa fritta rappresenta una preparazione versatile, adatta sia con pastella aromatizzata sia, come nella ricetta tradizionale, semplicemente infarinata e immersa nell'olio bollente.
Origini e Tradizioni
La trippa è un ingrediente profondamente radicato nella cucina tradizionale italiana, apprezzato per le sue umili origini che l'hanno resa accessibile a un'ampia fascia della popolazione, dal nord al sud della penisola. La preparazione più diffusa è senza dubbio quella in umido, ma a Firenze, insieme al celebre lampredotto, viene preparata "alla fiorentina".
La Trippa Fritta: Un'Alternativa Sfiziosa
La trippa fritta offre un modo originale e gustoso di reinterpretare questo classico ingrediente. Questa preparazione semplice trasforma la trippa in un piatto croccante e saporito, perfetto come antipasto, aperitivo o per una cena diversa dal solito.
Ingredienti
- 500 g di trippa
- 1 uovo
- Pangrattato q.b.
- Farina q.b. (farina 00 e farina di grano duro)
- Sale q.b.
- Olio di semi di girasole (o olio extra vergine d'oliva) per friggere
- 1 limone q.b.
- Pepe (opzionale)
- Chiodi di garofano (opzionale)
- Miele di acacia (opzionale)
Preparazione: Passaggi Chiave
- Preparazione della Trippa: Lavare accuratamente la trippa sotto acqua corrente. Tagliarla a strisce regolari di circa 1/2 cm. Sbollentare le strisce in acqua bollente salata per 5 minuti, poi scolare e asciugare completamente.
- Impanatura: Preparare tre vassoi separati. Nel primo, versare la farina (o il mix di farina 00 e farina di grano duro). Nel secondo, sbattere l'uovo con una forchetta. Nel terzo, disporre il pangrattato. Passare ogni striscia di trippa prima nella farina, assicurandosi di rimuovere l'eccesso, poi nell'uovo sbattuto e infine nel pangrattato, premendo leggermente per far aderire bene. Per un tocco gourmet, si può condire la trippa con del miele di acacia prima di infarinarla.
- Frittura: Scaldare abbondante olio in una padella capiente o in una friggitrice a circa 170°C (160°C secondo alcune fonti). Friggere la trippa in piccole quantità per volta, fino a quando non sarà dorata e croccante. Scolare su carta assorbente per rimuovere l'olio in eccesso.
- Condimento e Servizio: Salare la trippa fritta a piacere. Servire calda, accompagnata da spicchi di limone.
Varianti e Consigli dello Chef
L'Impanatura Perfetta
Per un fritto ancora più croccante, si può utilizzare un mix di farina 00 e farina di grano duro, oppure aggiungere un po' di farina di mais. È fondamentale eliminare l'eccesso di farina prima di friggere per evitare che l'olio si sporchi troppo.
Accompagnamenti Creativi
Lo chef Tano Simonato suggerisce di accompagnare la trippa fritta con una mousse di verza. Per prepararla, tritare e cuocere la verza in acqua bollente, poi frullarla con sale e zucchero. Strizzare la verza frullata in un canovaccio per eliminare l'acqua in eccesso. Servire la mousse con un coppapasta, guarnendo con verza cruda condita con olio, sale e pepe.
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Segreti per una Trippa Fritta da Chef
- La scelta della trippa: Non acquistare trippa troppo bianca; il colore ideale è scuro o grigio.
- Il taglio: Tagliare la trippa a fettine sottili o a strisce, a seconda delle preferenze. Considerare che lo spessore influenzerà i tempi di cottura.
- La temperatura dell'olio: Mantenere la temperatura dell'olio costante per una frittura uniforme e dorata.
Trippa Fritta: Un Piatto per Tutti
La trippa fritta è un piatto goloso che può conquistare anche i più scettici nei confronti del quinto quarto. La sua croccantezza esterna e la morbidezza interna, unite al sapore ricco e profondo, la rendono una vera delizia.
Un'Esperienza Gastronomica Completa
Oltre alla trippa fritta, si possono gustare altre specialità tradizionali della cucina fiorentina, come il panino al lampredotto.
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