Prugne Sciroppate Fatte in Casa: Un Concentrato di Dolcezza per Tutto l'Anno

Le prugne sciroppate rappresentano una soluzione squisita e versatile per conservare questo frutto estivo e godere della sua dolcezza durante tutto l’anno. Morbide, golose, succose e dolcissime, le prugne sciroppate sono ottime da mangiare con il gelato, oppure possono essere usate per arricchire le torte, ma anche mangiate così al naturale.

Selezione e Preparazione delle Prugne

Per ottenere prugne sciroppate perfette è importante selezionare frutti maturi ma sodi, così che non si sfaldino durante la cottura. Per un ottimo risultato finale, ti suggeriamo di scegliere prugne sode e non troppo mature, preferibilmente grandi e carnose. Bisogna iniziare lavando e asciugando bene la frutta, accertandosi che non sia troppo matura e che non abbia ammaccature. Iniziate lavando accuratamente le prugne e asciugandole con un panno pulito. Tagliatele a metà e rimuovete il nocciolo. Ora prendere i vasetti e iniziare a mettere dentro le prugne tagliate a metà, mettendo la parte tagliata rivolta verso il basso. Cercare di riempire bene i vasetti schiacciandole leggermente.

Un Focus sulle Susine Gialle

Vale la pena parlare delle protagoniste delle susine sciroppate, ossia le susine gialle. Sono frutti dolci arricchiti da note acidule, apprezzati sia per il consumo in solitaria sia per la realizzazione di ricette. Tuttavia, sono oggetto di alcuni fraintendimenti. Quello principale riguarda il “rapporto” con le prugne sciroppate e non. La maggior parte delle persone tende a considerare i due termini come sinonimi. In effetti indicano esattamente lo stesso frutto, per quanto in termini di gusto e di proprietà nutrizionali non siano molto simili. Infatti le susine indicano il frutto fresco, invece le prugne quello essiccato. Fatta questa precisazione, è bene parlare di quello che le susine gialle offrono in termini nutrizionali. In primo luogo, sono ricche di fibre, a tal punto da essere considerate lassative. L’associazione è in parte sbagliata, nel senso che non possono essere paragonate a un medicinale pensato per ottenere quello specifico effetto, ma facilitano comunque la digestione. In virtù dell’abbondanza di acqua e di altre particolari sostanze, le susine gialle sono anche diuretiche. Per il resto, le prugne gialle sono ricche di vitamina C e vitamina A. La vitamina A è importante per la vista, invece la vitamina C rafforza il sistema immunitario come poche altre sostanze in natura. Le susine gialle sono anche ricche di potassio, che interviene sulla circolazione del sangue. L’apporto calorico, infine, è di circa 40 kcal per 100 grammi. Le susine, però, non figurano tra i frutti senza nichel, quindi se siete intolleranti a questa sostanza dovreste affidarvi ad altri alimenti.

E se usassimo le susine nere?

Come abbiamo visto le susine gialle sciroppate si caratterizzano per un sapore dolce e leggermente acidulo, valorizzato da una consistenza morbida ma soda. Il loro colore brillante le rende visivamente attraenti e il gusto tende ad essere fresco e delicato. Ma se utilizzassimo le susine nere come cambierebbe il sapore? Ebbene, in questo caso la preparazione esprimerebbe un sapore più intenso e zuccherino, con note che possono ricordare la frutta secca o la confettura. D’altronde la polpa delle susine nere è più ricca e carnosa, con un gusto deciso che le rende ideali per accompagnare dessert elaborati, o per essere utilizzate come guarnizione in torte e crostate. Insomma, se da un lato entrambe le varianti condividono il sapore dolce (derivante dallo sciroppo), differiscono parecchio per aromi, consistenza e modalità di impiego.

Preparazione dello Sciroppo

Preparate lo sciroppo portando a ebollizione l’acqua con lo zucchero in una pentola capiente. Mettere in un pentolino l’acqua, lo zucchero e il succo del limone. Accendere il fuoco a fiamma medio-bassa e continuando a mescolare far sciogliere lo zucchero. Iniziate versando l’acqua e lo zucchero in una pentola, portate a ebollizione, cuocete per 4-5 minuti, aggiungete il vino, fate riprendere il bollore e cuocete per un paio di minuti.

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Aromatizzare lo sciroppo

Se desiderate, potete aggiungere una stecca di cannella o la buccia di un limone per un aroma extra. Oltre alla cannella, lo sciroppo può essere arricchito con scorza di limone, vaniglia o anice stellato. Al termine, spegni il fuoco e fai raffreddare i vasetti immersi nel liquido. Se preferisci, puoi aromatizzare la conserva con un pizzico di cannella in polvere, con una spruzzata di succo di limone filtrato o con un bicchierino di rum, per una piacevole nota alcolica.

Tempo di bollitura dello sciroppo

Nella preparazione dello sciroppo, generalmente ci vogliono circa 10-15 minuti di bollitura per assicurare che lo zucchero sia completamente sciolto e che la miscela abbia raggiunto una consistenza leggermente viscosa. Il tempo potrebbe variare leggermente a seconda della quantità di sciroppo che state preparando o dal livello di calore del fornello. È consigliabile tenere d’occhio lo sciroppo e fare periodicamente il test della “goccia” per controllare la consistenza: immergete un cucchiaino nello sciroppo e lasciate cadere una goccia su un piattino freddo. Se la goccia si solidifica leggermente senza diffondersi troppo, lo sciroppo per prugne è pronto per l’uso.

Quale zucchero usare nelle susine sciroppate?

Lo zucchero è una componente importante delle susine gialle sciroppate. Senza zucchero, d’altronde, è impossibile preparare lo sciroppo. Ma quale zucchero utilizzare? E’ una domanda lecita, viste le numerose tipologie in commercio. A tal proposito, troviamo lo zucchero bianco e lo zucchero bruno, o integrale. Troviamo anche lo zucchero semolato e quello con grana molto fine. Ebbene, per le sciroppate il miglior zucchero è quello bianco semolato. Bianco e non bruno, in quanto quest’ultimo contiene la melassa, che altera il sapore e crea sgradevoli residui se sottoposta a cottura. Inoltre, è bene optare per lo zucchero semolato e non per quello fine, per quanto possa apparire strano il primo è più solubile del secondo. Fate attenzione anche alle dosi, infatti se esagerate lo sciroppo non solo risulterà troppo dolce, e lo zucchero non riuscirà a sciogliersi in maniera adeguata.

Prugne sciroppate senza zucchero

Se cercate una variante meno dolce, potete ridurre la quantità di zucchero e aggiungere un po’ di succo di limone per equilibrare i sapori. Questa è una buona opzione, se cercate delle prugne sciroppate senza zucchero dovete considerare che lo zucchero oltre che da dolcificante agisce da conservante.

Cottura delle Prugne

Una volta che lo sciroppo è pronto, aggiungete le prugne e lasciate cuocere a fuoco dolce per circa 20-30 minuti, o finché le prugne non saranno diventate morbide senza però sfaldarsi.

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Sterilizzazione e Riempimento dei Vasetti

Mentre le prugne stanno cuocendo, sterilizzate i vasetti di vetro e i relativi coperchi, bollendoli in acqua per almeno 10 minuti. Asciugateli completamente prima di utilizzarli. Una volta che le prugne sono cotte, utilizzate un mestolo per trasferirle delicatamente nei vasetti sterilizzati. Versate lo sciroppo caldo sopra le prugne, lasciando circa un centimetro di spazio vuoto in cima al vasetto. Versate sopra le susine lo sciroppo preparato fino a raggiungere la base dell’imboccatura del vasetto. Lasciate 2-3 cm di spazio liberi sotto la chiusura per permettere la formazione del vuoto sotto il tappo.

Sterilizzazione e pastorizzazione, due fasi fondamentali

Le susine sciroppate, come qualsiasi altra frutta sciroppata, impongono una meticolosa esecuzione della sterilizzazione e della pastorizzazione. Entrambe le fasi hanno lo scopo di abbattere la carica batteria e impedire la proliferazione di qualsiasi sostanza in grado di compromettere l’integrità della frutta. La sterilizzazione non è altro che l’igienizzazione completa e profonda dei barattoli e dei tappi, che prima di essere utilizzati vanno bolliti. La pastorizzazione è simile, ma allo stesso tempo più complessa. Si tratta della bollitura dei barattoli già preparati, posti in una pentola ricolma d’acqua e separati da un canovaccio. Grazie alla pastorizzazione non solo i contenitori ma anche la frutta viene “purificata” e quindi predisposta a durare per molto tempo. Le susine gialle sciroppate, se preparate seguendo tutte le indicazioni, durano anche un anno. Certo, scegliere bene le susine aiuta, in particolare dovrebbero essere allo stesso tempo sode e ben mature. Con questi frutti potete preparare un’ottima confettura di prugne. Non si dice marmellata di prugne. Le marmellate si preparano solo con gli agrumi.

Creazione del Sottovuoto e Conservazione

Sigillate i vasetti con i coperchi sterilizzati e capovolgeteli, lasciandoli raffreddare completamente. Questo processo aiuta a creare un sottovuoto che contribuisce alla conservazione delle prugne sciroppate. Una volta riempiti, chiudere con il coperchio e capovolgerli per pochi minuti. Le prugne sciroppate si conservano per circa 6-12 mesi se sigillate ermeticamente e riposte in un luogo fresco e buio. Una volta aperta la confezione, è consigliabile consumarle entro una settimana, mantenendole sempre in frigorifero.

Pastorizzazione in Pentola

Disponete i vasetti in due pentole sul cui fondo avrete sistemato un canovaccio piegato e avvolgeteli in canovacci in modo che non vengano a contatto gli uni con gli altri. Coprite di acqua fredda in modo da superare i coperchi di almeno 4 dita e portate a ebollizione. Cuocete per 30 minuti da quando l’acqua inizia a bollire a fuoco moderato facendo attenzione che l’acqua superi sempre i coperchi. Se diminuisse l’acqua, aggiungete altra acqua in ebollizione (mai fredda). Lasciate raffreddare i vasetti nell’acqua, verificate che si sia formato il sottovuoto poi riponeteli in dispensa, al buio. Versa lo sciroppo fino a ricoprirle e richiudi accuratamente i barattoli 5. Capovolgili a testa in giù per creare il sottovuoto. Se vuoi pastorizzare la conserva, trasferisci i barattoli di vetro sul fondo di una casseruola, avvolti con un canovaccio per non farli rompere, e procedi alla pastorizzazione lasciandoli sobbollire su fiamma bassa per una decina di minuti. Disponi le prugne nei barattoli già sterilizzati (4). Versa lo sciroppo fino a ricoprirle e richiudi accuratamente i barattoli 5. Capovolgili a testa in giù per creare il sottovuoto. Se vuoi pastorizzare la conserva, trasferisci i barattoli di vetro sul fondo di una casseruola, avvolti con un canovaccio per non farli rompere, e procedi alla pastorizzazione lasciandoli sobbollire su fiamma bassa per una decina di minuti. Al termine, spegni il fuoco e fai raffreddare i vasetti immersi nel liquido.

Consigli e conservazione

Puoi conservare le prugne sciroppate in frigorifero per 2 mesi. Una volta aperto il barattolo, conservale sempre in frigo per una settimana al massimo. Se decidi di pastorizzare le prugne sciroppate, puoi conservarle fino a 6 mesi in un luogo buio, fresco e asciutto.

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Utilizzo in Cucina

Le prugne sciroppate si conservano in dispensa per 10-12 mesi, purché i vasetti siano stati sterilizzati correttamente. In cucina sono estremamente versatili: si possono servire come dessert semplice, con panna o gelato, oppure utilizzare per guarnire crostate, cheesecake e dolci al cucchiaio. Le prugne sciroppate sono state una piacevole e dolce scoperta. Dopo averne raccolte diversi chili, dopo aver preparato torte, confetture e succhi di frutta, ho trovato in rete una valida soluzione per poterle conservare e gustare anche in inverno.

Ricette con le susine gialle, un mondo da scoprire

La susina gialla è una vera alleata in cucina, infatti vi è una vasta gamma di ricette in cui può essere utilizzata. Vediamo brevemente gli utilizzi più comuni delle susine gialle.

  • Confetture e marmellate. Le susine gialle sono perfette per preparare confetture dal sapore dolce e leggermente acidulo. La loro polpa morbida si cuoce facilmente, trasformandosi in una crema vellutata ideale per essere spalmata su pane e croissant, o per farcire dolci. La confettura può essere ulteriormente aromatizzata con l’aggiunta di spezie come vaniglia o cannella.
  • Dolci al forno. Crostate, torte morbide e crumble sono solo alcune delle delizie che si possono creare con le susine gialle. Tagliate a fettine e distribuite su una base di pasta frolla (o mescolate all’impasto) conferiscono morbidezza e un sapore fresco al dolce. Le susine si possono anche caramellare prima dell’utilizzo, un accorgimento perfetto per chi vuole garantire ai preparati la massima dolcezza.
  • Insalate estive. Grazie al loro gusto fresco e alla consistenza soda le susine gialle sono ottime anche come ingrediente da insalata. Si possono abbinare a ingredienti come rucola, feta, noci o con una vinaigrette al miele. In questo modo si ottiene un piatto leggero, originale e capace di esprimere un bel contrasto dolce-salato.
  • Salse per carni bianche. Ridotte in purea e insaporite con erbe aromatiche (come rosmarino o timo) le susine gialle diventano una salsa ideale per accompagnare carni bianche come pollo o tacchino. In questo caso aggiungono una nota agrodolce che valorizza il piatto e disegna un’esperienza gustativa di prim’ordine.

Susine sciroppate e susine sotto spirito: le differenze

Quando si parla di frutta in conserva si fa spesso confusione tra prodotti sciroppati e prodotti sotto spirito. Dunque, facendo riferimento alle susine, è bene spiegare le differenze tra le due tipologie di conserva. Le susine sciroppate, come abbiamo visto, sono conservate in una soluzione di acqua e zucchero, il ché dà vita a uno sciroppo dolce che ne esalta il gusto naturale. Il metodo della “sciroppatura” preserva la freschezza del frutto ed è ideale per dolci, gelati alle prugne e ricette per le quali si desidera un sapore fruttato e delicato. Le susine sotto spirito, invece, sono immerse in una miscela di alcool e zucchero, che dona al frutto un gusto più deciso e un tenore marcatamente alcolico. Questa preparazione è perfetta come digestivo, o per arricchire dessert con una nota liquorosa.

FAQ sulle susine sciroppate

Che differenza c’è tra susine e prugne?

Susine e prugne sono sostanzialmente lo stesso frutto. Con il termine “susine” si intende il frutto fresco, invece con il termine “prugne” si intende il frutto essiccato. Nel senso comune i due termini tendono a essere intercambiabili, in particolare si usa dire “prugne” anche per identificare il frutto fresco.

Che sapore hanno le susine gialle?

Le susine gialle hanno un sapore dolce con una leggera nota acidula, che le rende particolarmente fresche e piacevoli. La loro polpa è succosa e delicata, perfetta sia per il consumo fresco sia per preparazioni dolci o marmellate.

A cosa fanno bene le susine?

Le susine sono ricche di vitamina A, C e K, oltre ad avere fibre e antiossidanti. Favoriscono la salute intestinale, migliorano la digestione e supportano il sistema immunitario. Grazie al loro contenuto di potassio contribuiscono al benessere cardiovascolare e aiutano a mantenere l’equilibrio idrico.

Chi ha il diabete può mangiare le susine?

Chi ha il diabete può mangiare susine ma con moderazione, poiché hanno un indice glicemico non proprio basso. Per questo è importante monitorare le porzioni per evitare picchi di zucchero nel sangue.

Cosa si può fare con le susine?

Le susine si possono utilizzare per marmellate, crostate, torte, composte o salse per carni. Si prestano bene anche per insalate fresche, macedonie e smoothie. Essiccate diventano uno snack nutriente, mentre cotte si trasformano in deliziose confetture o ripieni.

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