Le figurine Panini, ben più di semplici immagini adesive, rappresentano un pezzo di storia italiana, un simbolo di infanzia, di comunità e di passione per lo sport, in particolare per il calcio. Nascoste in un cassetto, dimenticate in una scatola in soffitta o conservate tra le pagine di un vecchio album, queste piccole immagini possono racchiudere un valore affettivo ed economico sorprendente.
Dalle Origini al Mito: La Nascita di un Fenomeno
La storia delle figurine Panini inizia nel 1961, quando Giuseppe Panini e sua madre Olga, dopo aver acquistato un'edicola nel cuore di Modena e un'azienda di distribuzione di giornali, ebbero l'intuizione di creare un album di figurine dedicato ai calciatori. Un'idea rivoluzionaria che ha trasformato il modo in cui i tifosi interagivano con il loro sport preferito.
Giuseppe Panini un giorno disse al fratello Franco: «Voglio fare le figurine dei calciatori». Insieme iniziarono la ricerca di una tipografia nel modenese che potesse accontentarli. Il prototipo zero era la foto di Bruno Bolchi, mediano dell’Inter, l’unica immagine a disposizione dei fratelli Panini. La richiesta? Semplice: ricavare da una foto come quella una figurina a colori.
Il primo album, quello del 1960, suscita tenerezza. Mancava uniformità, i fondi erano multicolori e i volti quasi stilizzati. Ma per la prima volta le figurine entravano nelle case e i campioni degli stadi avevano finalmente un volto.
L'autentico Album Calciatori Figurine Panini 1967-68
Un esempio emblematico di questo fenomeno è l’autentico Album Calciatori Figurine Panini del campionato italiano di calcio 1967-68, un pezzo storico che ogni collezionista e appassionato di calcio non può lasciarsi sfuggire. Questo raro album calciatori Panini contiene 369 figurine, portando con sé il fascino e la nostalgia di un’epoca d’oro del calcio. Sebbene non sia completo e presenti qualche scritta a penna e lesioni, come mostrato nelle foto, questi dettagli aggiungono al suo valore storico e collezionistico.
Leggi anche: Come Smaltire le Cialde Caffè Borbone
L'Ascesa di un Impero: Dagli Anni '60 ai Giorni Nostri
In pochi anni, i "Calciatori" Panini conquistarono il mercato, superando la concorrenza grazie a una serie di fattori: la completezza della collezione, che includeva tutte le squadre di Serie A, l'accuratezza dei dati biografici e tecnici dei calciatori e l'efficace rete di distribuzione. Dal 1962-63, la raccolta offre anche le foto di gruppo, quasi tutte scattate allo stadio. Nelle ultime pagine si possono trovare le vecchie glorie. Dal 1963-64 c’è gloria anche per la serie B. Nel ’65 l’album entra nella storia perché ospita, per la prima volta, le figurine degli arbitri.
L’album del 1965 entra nella storia quando la rovesciata realizzata da Carlo Parola nel 1950 diventa il simbolo dell’album Panini.
La raccolta si arricchisce con una parte informativa nell’edizione ’67-’68. Ogni immagine è accompagnata da una dettagliata biografia del calciatore, offrendo un piccolo-grande angolo di celebrità a società e giocatori semisconosciuti al grande pubblico “pallonaro”.
Oggi, Panini è un'azienda di fama mondiale, con circa 900 dipendenti e una distribuzione in oltre 120 paesi. Nel corso degli anni, la società ha cambiato diverse proprietà, ma dalla fine degli anni '90 è tornata ad avere una proprietà italiana. Gli anni migliori per Panini sono quelli degli Europei di calcio e ancora più dei Mondiali.
Il Valore delle Figurine: Tra Rarità, Nostalgia e Mercato
Non tutte le figurine Panini hanno lo stesso valore. Alcune, per la loro rarità o per eventi particolari legati alla loro produzione, sono diventate oggetti di culto tra i collezionisti. Ad esempio, l’album del Mondiale 1970 in Messico, con le prime figurine di Pelé, può valere tra i 4.000 e i 6.000 euro.
Leggi anche: Guida Completa alla Raccolta Punti Panini
Tra le figurine più ricercate, spiccano quelle dei grandi campioni del passato, le edizioni limitate e le figurine con errori di stampa. Un esempio emblematico è la figurina di Pier Luigi Pizzaballa, portiere dell'Atalanta, considerata introvabile da molti collezionisti negli anni '60, anche se in realtà la sua tiratura era la stessa delle altre figurine.
Esempi di figurine rare e ricercate
- Pelè (Mondiali Mexico 70): Uno dei più grandi giocatori della storia del calcio.
- Figurina di Carlo Parola: Simbolo della Panini.
- Figurina di Pier Luigi Pizzaballa: Portiere dell’Atalanta.
- Figurine con errori di stampa: Esemplari unici e dal valore elevato.
Fattori che influenzano il prezzo di un album di figurine
Il valore di un album dipende da alcuni fattori principali: l’anno di produzione, la rarità dell’album, lo stato di conservazione e la domanda di mercato. Si tratta di elementi importanti che possono stabilire un prezzo di mercato che naturalmente con il tempo può cambiare.
Tra gli album più ambiti e richiesti nel mercato del collezionismo, troviamo quelli di calcio, che ancora oggi appassiona molte persone, sia grandi che piccoli. Ad esempio, può valere molto il primo album dedicato alla serie A del 1961-1962, proprio perché rappresenta un evento storico, ossia, l’inizio della collezione delle figurine dei nostri calciatori preferiti.
Album che possono valere tanto nel collezionismo
Ma non solo calcio, la Panini ha realizzato anche album che riguardano altri categorie di interesse, ad esempio quelli dei cartoni animati della Disney e quelli dedicati all’animazione giapponese, come i Pokemon. A differenza del calcio, questi album possono essere molto richiesti a livelli internazionale e non solo in Italia. Ma scopriamo nel dettaglio, quali album potrebbero raggiungere un valore significativo:
- Panini calciatori 1961-1962, il primo album Panini dedicato al calcio che può raggiungere una cifra di 3000 euro.
- Gli Album dei Mondiali 1970 e 1982 sono rari e ricercati, se è in ottime condizioni il possono raggiungere 1500 euro.
- La prima edizione dell’album dei Pokemon del 1999 può valere intorno ai 2000 euro.
- Gli album disney anni ’50 e anni ’60 possono superare la cifra di 1000 euro.
Anche le singole figurine possono raggiungere un valore molto interessante. Soprattutto quelle dei giocatori e di alcuni personaggi iconici sono molto ricercati dai collezionisti e per questo motivo possono superare le nostre aspettative. Una figurina rara, in buone condizioni e che ha fatto la storia del calcio o di un determinato evento, avrà sempre un alto valore.
Leggi anche: Funzionamento delle macchine per insalata
L'Evoluzione delle Figurine: Dagli Scatti Rubati alla Perfezione Digitale
La storia delle figurine Panini si intreccia a quella del calcio italiano grazie a questi scatti che vanno a braccetto col tempo che scorre. All’inizio i calciatori erano immortalati nelle situazioni più strane, momenti rubati alla quotidianità: all’esterno dello stadio, durante gli allenamenti, negli spogliatoi o in mezzo ai tifosi.
Con l'avvento della tecnologia digitale, le figurine Panini hanno subito una notevole evoluzione. Le immagini sono diventate più nitide e curate, i ritocchi al computer hanno eliminato le imperfezioni e le informazioni sui calciatori sono diventate più complete e dettagliate.
Le Figurine Panini Oggi: Tra Tradizione e Innovazione
Nonostante i cambiamenti del mondo del calcio e l'avvento di nuove forme di intrattenimento, le figurine Panini continuano a esercitare un fascino irresistibile su collezionisti di tutte le età. Ogni anno, l'uscita del nuovo album è un evento atteso con trepidazione, un rito che si ripete di generazione in generazione.
Il rito è ripartito, anche quest’anno con l’album di figurine Panini. 128 pagine, su cui incollare le 746 figurine della collezione, con statistiche e informazioni sulla squadre di Serie A e non solo.
Le bustine contengono sorprese, ognuna offre la possibilità di vincere le speciali Calciatori gol.
Da un paio di mesi è in edicola anche Panini Fifa 365, la collezione dedicata al top del calcio mondiale, su licenza ufficiale Fifa.
Per la Serie A, Juventus, Milan, Inter, Roma e Napoli, insomma le squadre con più tifosi. L’album ha 72 pagine, in copertina campeggiano Lionel Messi, Cristiano Ronaldo, Paulo Dybala, Edison Cavani e N'Golo Kanté.
Oltre agli album tradizionali, Panini ha lanciato nuove iniziative per coinvolgere i tifosi, come le card collezionabili e le raccolte digitali, che permettono di scambiare figurine online e di creare squadre virtuali.
Le Super Draft che ritraggono giovani talenti in rampa di lancio nel panorama del calcio italiano. Altra novità di questa collezione, è lo spazio online dedicato a youtuber e blogger, che potranno realizzare video e partecipare a un concorso.
Attenzione alle Contraffazioni
Il mercato delle figurine rare ha attirato anche i falsari. Parlare di figurine dei calciatori in Italia, significa necessariamente parlare di Figurine Panini. La popolare serie di album creata nel 1960 dai fratelli Benito, Umberto, Franco e Giuseppe Panini è oramai sinonimo del popolare gioco collettivo dello scambio di figurine - con relativi giochi per accaparrarsene ulteriori da altri collezionisti. Obiettivo: completare l'album dell'anno calcistico. Insomma, le figurine sono state una vera delizia di molti collezionisti, una passione che ha accompagnato intere generazioni di bambini che poi, diventati grandi, hanno mantenuto la passione o l'hanno trasmessa a fratelli minori, figli, nipoti.
Figurine rare e di valore
Così come per le monete rare e antiche anche per le figurine esistono soggetti rari e di valore. Ad esempio le cosiddette "bisvalide" (o anche trisvalide e pentavalide) figurine speciali che permettevano la raccolta punti con relativo incasso di premi particolari. Quelle degli anni Sessanta, sono molto ricercate. Poi, ci sono le "introvabili". Nonostante la Panini abbia sempre chiarito che le "figu" vengono stampate in numero uguale («ogni collezione - sostiene l'azienda modenese - è composta da un numero di figurine pari a quelle inserite in uno o due fogli di stampa, fogli di stampa che contengono tutte le figurine una volta e che vengono stampati in ugual numero», ci sono soggetti che per svariati motivi sono diventati rari. Esempio? Le immagini dei portieri Pier Luigi Pizzaballa e William Vecchi. Poi c'è la prima figurina stampata quella di Bruno Bolchi, capitano dell'Inter del Sessanta. Ci sono dei casi storici, come la figurina di Faustino Goffi, Serie B 1967-68, pagata 121 euro su eBay (costava 2 lire e mezza, all'epoca). Ovviamente le figurine per valere di più agli occhi di un collezionista devono essere in perfetto stato di conservazione (in specialmodo quelle vecchie, che non avevano nemmeno il lato adesivo ma dovevano essere incollate con l'ausilio di un altro ‘mito' italiano: la celebre pasta adesiva Coccoina).
Album Panini rari
Gli album, come il primo Panini serie calciatori, quello con in copertina Nils Liedholm, all’epoca giocatore del Milan e componente del mitico trio d’attacco Gre-No-Li (insieme a Gren e Nordhal) possono essere venduti a cifre che partono da qualche centinaia d'euro fino a raggiungere i 1.500 e più su anche. Già, perché se non si tratta di un album di calciatori ma di collezioni ancora più di nicchia (Baggioli Editore, Editore Ritmo Caltagirone, eccetera) si può arrivare pure a toccare i 7mila euro. Una piccola fortuna, per un album di carta. Introvabile, rara e di valore è ad esempio la figurina Panini del "Feroce Saladino".
La figurina di calciatore più cara al mondo
Nel 2013 una figurina di Honus Wagner, giocatore di baseball e allenatore di baseball statunitense (per gli esperti la celebre codice T206) è stata messa all'asta e valutata 2,8 milioni di dollari. L'immagine dell'interbase di Pittsburgh è del 1909 ed era sui pacchetti di sigarette della American Tobacco Company (ATC) in un numero limitatissimo di esemplari (50-200) a causa del malcontento dello stesso sportivo, che ne bloccò la produzione per non invogliare con il suo volto i ragazzini a fumare. Oggi di questa figurina ne esistono appena 57 esemplari.
Album Panini: mercatini, collezionisti autentici e figurine false
È online, soprattutto su siti d'aste come eBay che i collezionisti di figurine dei calciatori e album Panini danno il meglio, cedendo intere collezioni di album o pacchetti di figurine ancora imballate o singole "figu" fra quelle di maggior valore e considerate più rare. Insomma, così come accade per le monete rare, le figurine dei calciatori hanno un loro mercato fra gli amatori del genere. E a testimonianza dell'estremo interesse economico per questo collezionismo, il proliferare di falsari che puntualmente vengono "pizzicati" dalle forze dell'ordine.
La Storia Inaspettata Dietro le Figurine
Chi di voi, nella sua infanzia, non ha provato il brivido di aprire un pacchetto di figurine sperando di trovare proprio quella che mancava? Le figurine sono un formato ancora oggi magico: tanto semplice quanto amato dai collezionisti più accaniti - e ovviamente da bambini e bambine. E sapete che dietro alle figurine c’è una storia fatta di brillanti idee, innovazioni tecnologiche e curiosità inaspettate? Sapevate ad esempio che Re Sole, nella sua corte settecentesca, da bambino aveva collezionato una sorta di figurine? Il proprietario del primo grande magazzino francese invece regalava figurine ai bambini per far tornare i loro genitori ogni settimana nel suo negozio.
Non è semplice individuare un momento esatto in cui far nascere la figurina. Ma partiamo dalle basi: che cos’è una figurina? A rendere tale una figurina, sono diversi elementi. Tuttavia, le figurine non sempre sono state quelle a cui siamo abituati a pensare oggi. Ad esempio, le prime figurine autoadesive iniziarono a comparire solo nel dopoguerra: in Italia, il primo album di figurine autoadesive fu la raccolta Calciatori Panini del 1962-63.
Se si intendono le figurine come immagini da collezionare, un possibile antenato si può rintracciare nel Seicento. Siamo alla corte del re di Francia: Luigi XIV, detto Re Sole. Si narra infatti che da bambino il Re collezionasse immagini di regine e intrattenimenti di corte da tutta Europa.
La figurina si democratizzò solo un paio di secoli dopo, nell’Ottocento: l’epoca in cui l’industrializzazione espanse il benessere anche ad altre sfere della popolazione. Uno dei simboli dell’epoca divennero i grandi magazzini - luminosissimi negozi a più piani dove si potevano acquistare le merci più disparate - e proprio qui nacque l’idea delle figurine da collezione come metodo promozionale.
Più precisamente le figurine nacquero nel capostipite dei grandi magazzini, l’Au Bon Marché a Parigi. Fu il suo proprietario che nel 1867 ebbe una pensata: regalare ogni giovedì ai bambini una bella figurina stampata (le elargiva lui personalmente, posizionato alla cassa) e una diversa il giovedì successivo, così da stimolare le famiglie a tornare al grande magazzino.
A dare una spinta alla nuova moda delle figurine ci fu anche un’innovativa tecnica tipografica che permetteva di realizzare stampe multi-colori: la cromolitografia. La base della tecnica è quella della litografia, inventata alla fine del Settecento dal monaco austriaco Aloys Senefelder. Si usa una pietra calcare molto porosa e molto liscia (il termine litografia deriva infatti da “lithos”, in greco “pietra”) su cui viene tracciato un disegno con una matita chiamata “saponosa”, ovvero particolarmente grassa. A questo punto si tratta la pietra con una soluzione acida che tra le altre cose conferisce più rilievo al disegno, la si bagna e poi si passa il rullo con l’inchiostro colorato che aderisce solo nella parte precedentemente disegnata.
Proprio nell’Ottocento, ci fu un’azienda che sfruttò in maniera assai intelligente le figurine e le nuove opportunità di stampa cromolitografica: fu l’azienda tedesca Liebig. Le figurine Liebig furono pubblicate praticamente ininterrottamente tra il 1872 e il 1975, per un totale di 1871 serie: diventando così la collezione di figurine più consistente al mondo. I temi erano i più vari e disparati: la prima serie - assai rara e oggi dal valore inestimabile - raffigurava delle scene nella fabbrica Liebig, ci sono poi figurine sugli sport, le città del mondo, i giochi per bambini, costumi tradizionali, balli, imbarcazioni, invenzioni e chi più ne ha più ne metta.
Fino alla metà del Novecento quindi le figurine furono utilizzate in pratica esclusivamente per accompagnare altri prodotti e promuoverne vendita e consumo. Questa volta avviene tutto in Italia. È il 1961 e a quattro fratelli modenesi proprietari di un’edicola - i fratelli Panini - si accende una lampadina: perché non far diventare le figurine un oggetto da collezione a sé stante? Inserirono così quattro figurine in una bustina di carta - i famosi pacchetti - e iniziarono a venderle. In pochissimo tempo i Panini vendettero oltre 3 milioni di bustine di figurine, nel 1961 lanciarono il primo album di figurine con protagonisti i calciatori e nel 1970 il primo a livello internazionale dedicato al mondiale di calcio.
Aperto nel 2006, il Museo della Figurina di Modena ha un’importante raccolta di oltre 500mila piccole stampe - dall’Ottocento ai giorni nostri - e racconta la storia della figurina anche dal punto di vista dei supporti e delle tecniche di stampa.
Aspettando la prossima innovazione nel mondo delle figurine, oggi le figurine sembrano tutt’altro che scomparse. Ci sono album riutilizzabili, figurine 3D e in realtà aumentata, figurine digitali. È possibile sfogare la propria voglia di appiccicare imparando oppure fantasticando sulle orme di film, saghe e cartoni.
Vi è mai capitato di cercare una figurina introvabile? Negli anni Trenta in Italia un concorso che premiava con un’auto chi avesse completato un album di figurine legato a Buitoni e alla Perugina fu chiuso dal governo.
Il Futuro di un Mito
L’album delle figurine “Panini”, un cimelio da collezionare. Un mito nato dalla passione di una famiglia modenese che iniziò a produrre e commercializzare figurine in Italia e, a partire dagli anni 70, anche all’estero, diventando prima impresa e poi leggenda. Ma oggi l’impero delle figurine è al centro di una trattativa di vendita a un gruppo americano, intenzionato a rilevare il pacchetto azionario dell’italo-argentino Aldo Hugo Sallustro, amministratore delegato dell’azienda, e della famiglia bolognese Baroni. Il valore stimato è di un miliardo di euro. La speranza di tutti è che la Panini rimanga qui per sempre.
Il Fascino Intramontabile degli Album Panini
La storia delle figurine Panini si intreccia a quella del calcio italiano grazie a questi scatti che vanno a braccetto col tempo che scorre. All’inizio i calciatori erano immortalati nelle situazioni più strane, momenti rubati alla quotidianità: all’esterno dello stadio, durante gli allenamenti, negli spogliatoi o in mezzo ai tifosi. Pizzicati dai flash un po’ dove e come capitava. Oggi invece si sfiora la perfezione e c’è spazio persino per i club non professionistici.
L’origine della raccolta Panini è alquanto singolare e, come tutte le storie, ha un personaggio ormai mitico, Bruno Bolchi, soprannominato “Maciste”. Il suo volto è il simbolo della “rivoluzione paniniana”. «Voglio fare le figurine dei calciatori» disse un giorno Giuseppe Panini al fratello Franco, mettendosi alla ricerca di una tipografia nel modenese che potesse accontentarli. Il prototipo zero, manco a dirlo, era la foto di Bolchi, mediano dell’Inter, l’unica immagine a disposizione dei fratelli Panini. La richiesta? Semplice. Ricavare da una foto come quella un figurina a colori. A trasformare un’idea in realtà fu un certo Badolati, fotolito di Parma, impeccabile nell’esaudire i desideri dei modenesi.
Il primo è datato 1960. Sono immagini molto intriganti, che fanno addirittura tenerezza. Non c’è mai uniformità tra un giocatore e l’altro, i fondi sono tutti diversi e le facce quasi stilizzate. Ma, evidentemente, poco importava. Per la prima volta le figurine fanno il loro ingresso nelle case degli italiani, dando un aspetto a quei campioni, eroi negli stadi, che fino ad allora “si vedevano” solo tramite la radio. Un’Italia che viene fuori dalla Guerra e comincia a divertirsi. E lo fa anche grazie al calcio.
La raccolta inizia a fornire anche foto di gruppo, quasi tutte scattate allo stadio. Arrivano anche le immagini rappresentative delle città della Serie A, cartoline che regalano finestre sugli anni Sessanta. Da non perdere, nelle ultime pagine, la sfilata delle vecchie glorie. Camei da conservare per sempre. Ben presto c’è gloria anche per la Serie B e la grande scoperta della figurina con due calciatori, uno affiancato all’altro. Nel ’65 l’album entra nella storia perché ospita, per la prima volta, le figurine degli arbitri. Ad aprire questo nuovo capitolo, Concetto Lo Bello, celebre “fischietto” degli anni Sessanta.
Il raccoglitore si arricchisce con una parte informativa nell’edizione ’67-’68. Ogni immagine è accompagnata da una dettagliata biografia del calciatore, offrendo un piccolo-grande angolo di celebrità a società e giocatori semisconosciuti al grande pubblico “pallonaro”. Non più soltanto semplici album di figurine ma anche libri di storia, utili per chi non c’era o ha vissuto solo di racconti. In quell’epoca non c’erano videocassette, centinaia di fotografi o telecamere a bordocampo e neppure tanti processi televisivi. Ogni pagina rivela un segreto e merita di essere osservata e studiata con calma e attenzione, lontano dalla frenesia con cui oggi si sfogliano quotidiani, libri e riviste. La Panini dedica a ogni calciatore sia il primo piano sia un’azione di gioco. Anche l’allenatore viene immortalato mentre si muove davanti alla sua panchina, quasi a rivelare la sua filosofia di gioco. Fanno il loro esordio le figurine a campo intero che mostrano campi spelacchiati, gradinate fatiscenti, semplici o addirittura improvvisate.
Ma questa gloriosa storia è fatta anche di oneste comparse. Meritano di essere guardati bene in faccia i tanti gregari del calcio italiano perché molti di loro, mettendosi in posa davanti all’obiettivo della macchina fotografica più famosa della penisola, hanno vissuto un giorno di gloria in quelle gallerie di fenomeni, al fianco dei più grandi, molti dei quali stranieri. Le vere novità della raccolta, all’alba degli anni Ottanta, sono proprio loro. Tempi di assoluto splendore, in cui ne arriva uno per squadra, acclamato come un imperatore. E spesso nelle immagini del tempo ci sono già tracce rivelatrici di ciò che sarà. Da questo momento in poi, infatti, gli album Panini sono un’antologia di campioni. Qui si chiude un’epoca, le figurine si migliorano, i ritocchi al computer eliminano le imperfezioni, non c’è più nulla da vedere sullo sfondo. Come più niente da immaginare ci offre la realtà di oggi, quelle dei mille stranieri e delle cento telecamere. Teniamoli stretti, allora, gli album di quegli anni, perché sono custodi del fascino di un’età perduta.
I raccoglitori degli anni Novanta sono l’emblema del Paese, grasso e mai sazio di vittorie. Calciatori attenti al look, fotografie ben curate, nessuno spazio all’improvvisazione e come cornice c’è quasi sempre il campo d’allenamento. Per intenderci, rare immagini scattate all’ultimo istante, prima di un calcio d’inizio , mentre i compagni effettuano il riscaldamento. Di quelle annate risentono anche gli album. Pochi innesti nuovi, non sempre decisivi, da una stagione all’altra quasi sempre le stesse facce.
In che ambito, dunque, si collocano le figurine, superate da un calcio che si offre ora per ora ai suoi appassionati con la massiccia presenza delle televisioni? Tutti ormai conoscono ogni singolo protagonista del campionato. I calciatori, almeno una volta, finiscono sotto le telecamere. Eppure la magia resta. La figurina stampa un’immagine e non la elimina più.
L’album del ’92-’93 rischia di essere l’ultimo. L’azienda modenese è in crisi e solo grazie a diversi cambi di proprietà riesce a salvarsi. Solo 413 immagini scattate, il minimo storico. La sorpresa per i collezionisti del periodo sono le foto delle squadre già incollate sull’album. Segno evidente di un massiccio risparmio che non intacca la qualità, sempre massima.
Il compito della Panini diventa più arduo per “colpa” dei sempre più frequenti cambi di maglia. Con la liberalizzazione del mercato nel 1992, i calciatori possono andare in un’altra squadra pur avendo iniziato la stagione con un altro club della stessa categoria. Diventa così difficile abituarsi all’idea di un proprio beniamino che, da una giornata all’altra, può diventare avversario e magari segnarti un gol contro. Ma i tanti terremoti del mercato non hanno mai colto davvero impreparata la Panini. Anche perché è diventato quasi impossibile tener botta ai troppi cambi in corsa, soprattutto da quando è stata inaugurata anche la finestra di mercato di gennaio. E allora ecco le figurine “cambia-maglia” per restare al passo coi tempi. Il suo tentativo di bloccare in un’immagine l’attuale caotico mondo del calcio merita rispetto.