Quanti salami si fanno con un maiale: una guida completa

Determinare con precisione quanti salami si possono ricavare da un singolo maiale è una questione complessa, influenzata da una miriade di fattori. Non esiste una risposta univoca, in quanto la resa dipende dalla taglia dell'animale, dalla sua razza, dall'alimentazione, dalle tecniche di lavorazione utilizzate e, soprattutto, dai tipi di salumi che si intendono produrre. Questo articolo si propone di esplorare in dettaglio tutti gli aspetti rilevanti per comprendere come massimizzare la resa di un maiale in termini di salumi, fornendo al contempo informazioni utili sulla lavorazione delle diverse parti dell'animale.

Anatomia del maiale e utilizzo delle sue parti

Per comprendere appieno come massimizzare la produzione di salumi, è fondamentale conoscere l'anatomia del maiale e le potenzialità di ogni sua parte. Tradizionalmente, del maiale non si butta via niente, e ogni taglio può essere valorizzato in diverse preparazioni.

  • Testa: Utilizzata per la preparazione di coppa di testa e altri insaccati.
  • Guanciale: Taglio pregiato impiegato per la preparazione del guanciale stagionato, ingrediente fondamentale per la carbonara e l'amatriciana.
  • Lardo: Ricavato dal dorso del maiale, viene salato e stagionato per ottenere il lardo, ideale per essere consumato a fette sottili o utilizzato per insaporire altri piatti. Dalla scapola si ottiene il lardo venato.
  • Lombo o Lonza: Utilizzato per arrosti, braciole e, soprattutto, per la preparazione del capocollo (coppa). Dalla rifilatura e sgrassatura del capocollo si ricava la coppa.
  • Costine: Ottime grigliate o in umido. Sono la parte anteriore del costato, con una parte magra e una parte grassa.
  • Spalla: Utilizzata per prosciutti cotti di spalla o suddivisa in fesa e muscolo. Impiegata anche nella preparazione di salami.
  • Zampino: Utilizzato per la preparazione di cotechino e zampone, oppure come ingrediente in alcune preparazioni tradizionali. Serve anche da contenitore per gli zamponi.
  • Pancetta: Salata e stagionata, si ottiene la pancetta, disponibile in diverse varianti (arrotolata, stesa, affumicata). Il bacon (pancetta britannica) è una pancetta stesa (solo salata) e con poca stagionatura.
  • Culatello: Uno dei salumi più pregiati, ricavato dalla parte più nobile della coscia del maiale.

Grasso: Il grasso del maiale è una risorsa preziosa. Il grasso di gola, ad esempio, viene utilizzato in alcuni tipi di salame. Attraverso la filtrazione e la colatura, si ottiene lo strutto, impiegato in cucina e nella preparazione di fritture. Il grasso non adatto all'alimentazione umana può essere trasformato in farine per uso zootecnico.

Altre parti: Le setole venivano utilizzate in passato per la produzione di pennelli e spazzole. Le ossa e altri scarti di lavorazione possono essere trasformati in farine proteiche per uso zootecnico.

Fattori che influenzano la resa in salumi

Come anticipato, diversi fattori concorrono a determinare la quantità di salumi ottenibili da un maiale.

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  • Peso del maiale: Ovviamente, un maiale più pesante fornirà una maggiore quantità di carne e grasso da trasformare in salumi. Un maiale medio peso da vivo può variare da kg 170,00 a kg 220,00.
  • Razza: Alcune razze suine sono più adatte alla produzione di carne magra, mentre altre sono più grasse. La scelta della razza influenzerà la tipologia di salumi che si potranno produrre.
  • Alimentazione: L'alimentazione del maiale incide sulla qualità della carne e del grasso. Un'alimentazione equilibrata, a base di farine di pisello proteico, orzo, mais, erba verde e crusca biologica, favorisce la produzione di carne di alta qualità.
  • Tecniche di lavorazione: Le tecniche di lavorazione utilizzate dal norcino sono fondamentali per massimizzare la resa e la qualità dei salumi. Una lavorazione accurata, che tenga conto delle caratteristiche di ogni taglio, permette di ottenere prodotti di eccellenza.
  • Tipologia di salumi prodotti: La scelta dei salumi da produrre influisce notevolmente sulla resa. Ad esempio, la produzione di prosciutti interi richiede l'utilizzo di cosce di grandi dimensioni e con un adeguato strato di grasso, mentre la produzione di salami può essere realizzata con tagli di carne più piccoli e meno pregiati.

Esempio pratico di resa

Per fornire un'idea più concreta, riportiamo un esempio di resa ottenuta da un utente del web che ha macellato un suino di tipo Large White di circa 200 kg (peso morto eviscerato e senza testa):

  • 2 guanciali
  • 2 coppe/capocolli/lonze
  • 2 pancette (1 arrotolata e 1 stesa)
  • 40 kg salami di vario tipo
  • 30 kg carne fresca (costine, arrosti, arista, filetto,…)
  • 15 kg cotechini
  • 10 kg salampatata
  • 5 kg salsicce
  • 2 kg fresse
  • 2 kg cotiche arrotolate

Questo esempio dimostra come da un singolo maiale si possa ottenere una grande varietà di prodotti, sfruttando al meglio ogni parte dell'animale.

La produzione del salame: un focus

Il salame è uno dei salumi più diffusi e apprezzati, e la sua produzione rappresenta una parte significativa della resa di un maiale. La preparazione del salame richiede una miscela di carne magra e grasso, macinati e conditi con sale, pepe e altri aromi.

  • Scelta delle carni: Tradizionalmente, per la preparazione del salame si utilizzano tagli di carne come la spalla e la coppa, a cui si aggiunge pancetta per la parte grassa. È importante che la carne magra rappresenti circa il 70% del totale, mentre il grasso il 30%.
  • Macinatura: Le carni vengono macinate utilizzando una trafila con fori di un determinato diametro, a seconda della grana desiderata per il salame.
  • Condimento: L'impasto viene condito con sale, pepe, aglio (opzionale) e, in alcune ricette, vino. Le dosi degli ingredienti variano a seconda della ricetta e del gusto personale.
  • Insacco: L'impasto viene insaccato in budelli naturali o artificiali, precedentemente lavati e preparati.
  • Stagionatura: I salami vengono appesi in un ambiente fresco e asciutto per un periodo di tempo variabile, a seconda della dimensione e del tipo di salame. Durante la stagionatura, il salame perde umidità e acquisisce il suo sapore caratteristico.

Salame di Fabriano: un esempio di eccellenza

Il Salame di Fabriano è un prodotto tipico della tradizione marchigiana, noto per la sua alta qualità e il suo sapore unico. La sua produzione segue un disciplinare rigoroso, che garantisce l'origine e la qualità delle materie prime.

  • Origine: I suini utilizzati per la produzione del Salame di Fabriano devono essere nati, allevati e macellati nel territorio dell'Appennino umbro-marchigiano.
  • Alimentazione: L'alimentazione dei suini deve essere a base di mangimi NO OGM.
  • Lavorazione: Per la produzione del Salame di Fabriano si utilizzano solo le parti pregiate del maiale, come la spalla (solo il fiocco) e la coscia con l'aggiunta del fondello. Il grasso è prelevato dalla schiena e rappresenta una percentuale dell'8-12%.
  • Condimento: L'impasto è condito con sale (>= 25 grammi per chilo di prodotto), pepe nero in polvere e in grani (massimo 5 grammi) ed eventuale aggiunta di vino bianco.
  • Stagionatura: Il Salame di Fabriano viene sottoposto ad una fase di asciugatura per un periodo minimo di 7 giorni e massimo di 15 giorni, seguita da una fase di stagionatura per un periodo minimo di 70 giorni.

Il Salame di Fabriano è un esempio di come la tradizione, la qualità delle materie prime e la cura nella lavorazione possano dare vita a un prodotto unico e inimitabile.

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Alternative all'acquisto tradizionale: l'adozione del maiale

Negli ultimi anni, si è diffusa la pratica di "adottare" un maiale, ovvero di acquistare un maiale direttamente dall'allevatore e seguirne la crescita fino alla macellazione. Questa pratica offre diversi vantaggi:

  • Controllo sulla qualità: L'acquirente ha la possibilità di scegliere la razza del maiale, il tipo di alimentazione e le modalità di allevamento, garantendosi così un prodotto di alta qualità.
  • Risparmio: Acquistare un maiale direttamente dall'allevatore può essere più conveniente rispetto all'acquisto dei singoli tagli di carne o dei salumi già pronti.
  • Trasparenza: L'acquirente ha la possibilità di seguire tutte le fasi dell'allevamento e della lavorazione, conoscendo esattamente l'origine e la provenienza del prodotto.
  • Sostegno all'economia locale: L'adozione del maiale favorisce il contatto diretto tra produttore e consumatore, sostenendo l'economia locale e la valorizzazione dei prodotti del territorio.

Esistono diverse formule di adozione del maiale, che vanno dall'acquisto diretto dell'animale all'affidamento a distanza, con la possibilità di seguire la crescita del maiale attraverso una webcam e di recarsi in azienda a nutrirlo personalmente.

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