L'album delle figurine Panini, un cimelio da collezionare, rappresenta un mito nato dalla passione di una famiglia modenese. Questa famiglia intraprese un'avventura che iniziò con la produzione e commercializzazione di figurine in Italia e, a partire dagli anni '70, si estese all'estero, trasformandosi prima in un'impresa di successo e poi in una leggenda culturale.
Le Origini Modenesi: Un'Idea Rivoluzionaria
La storia delle figurine Panini affonda le sue radici a Modena, negli anni '60, precisamente nel periodo del boom economico italiano. L'idea rivoluzionaria di creare figurine come oggetti da collezione a sé stanti nacque dai fratelli Panini: Giuseppe, Benito, Franco Cosimo e Umberto, proprietari di un'edicola.
La fortuna delle figurine Panini è nata, come spesso accade, per un caso. Agli inizi degli anni Sessanta, i fratelli Panini, dopo aver fondato a Modena un’agenzia di distribuzione di giornali, trovarono a Milano un lotto invenduto di vecchie figurine delle edizioni Nannina. Decisero di acquistarlo e di imbustare le figurine a due a due, in piccole buste bianche con cornice rossa, e di venderle a 10 lire. Ne vendettero per un’ammontare di quasi tre milioni di lire. L’inaspettato successo convinse Giuseppe, Benito, Franco Cosimo e Umberto: bisognava mettersi a stampare figurine e creare un album per la loro raccolta.
"Voglio fare le figurine dei calciatori", disse un giorno Giuseppe Panini al fratello Franco, mettendosi alla ricerca di una tipografia nel modenese che potesse accontentarli. Il prototipo zero, manco a dirlo, era la foto di Bruno Bolchi, mediano dell'Inter, l'unica immagine a disposizione dei fratelli Panini. La richiesta? Semplice. Ricavare da una foto come quella un figurina a colori. A trasformare un’idea in realtà fu un certo Badolati, fotolito di Parma, impeccabile nell’esaudire i desideri dei modenesi.
Nel 1961, uscì il primo album dei Calciatori Panini, segnando l'inizio di una serie che continua tuttora. La copertina del primo raccoglitore riportava l’attaccante del Milan, Nils Liedholm, e la prima figurina stampata fu quella di Bruno Bolchi, soprannominato “Maciste”, capitano dell’Inter. Gli utili di quel primo album sfiorarono i 30 milioni.
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L'Ascesa nel Mondo del Calcio
La storia delle figurine Panini si intreccia indissolubilmente con quella del calcio italiano. All'inizio, i calciatori erano immortalati in situazioni spontanee e naturali: all'esterno dello stadio, durante gli allenamenti, negli spogliatoi o in mezzo ai tifosi. Oggi invece si sfiora la perfezione e c’è spazio persino per i club non professionistici.
Il primo è datato 1960. Sono immagini molto intriganti, che fanno addirittura tenerezza. Non c’è mai uniformità tra un giocatore e l’altro, i fondi sono tutti diversi e le facce quasi stilizzate. Ma, evidentemente, poco importava. Per la prima volta le figurine fanno il loro ingresso nelle case degli italiani, dando un aspetto a quei campioni, eroi negli stadi, che fino ad allora “si vedevano” solo tramite la radio. Un’Italia che viene fuori dalla Guerra e comincia a divertirsi. E lo fa anche grazie al calcio.
La raccolta inizia a fornire anche foto di gruppo, quasi tutte scattate allo stadio. Arrivano anche le immagini rappresentative delle città della Serie A, cartoline che regalano finestre sugli anni Sessanta. Da non perdere, nelle ultime pagine, la sfilata delle vecchie glorie. Camei da conservare per sempre. Ben presto c’è gloria anche per la Serie B e la grande scoperta della figurina con due calciatori, uno affiancato all’altro. Nel ’65 l’album entra nella storia perché ospita, per la prima volta, le figurine degli arbitri. Ad aprire questo nuovo capitolo, Concetto Lo Bello, celebre “fischietto” degli anni Sessanta.
L'album del '92-'93 rischia di essere l'ultimo. L'azienda modenese è in crisi e solo grazie a diversi cambi di proprietà riesce a salvarsi. Solo 413 immagini scattate, il minimo storico. La sorpresa per i collezionisti del periodo sono le foto delle squadre già incollate sull'album. Segno evidente di un massiccio risparmio che non intacca la qualità, sempre massima.
Innovazioni e Ampliamento dell'Offerta
Nel corso degli anni, Panini ha introdotto numerose innovazioni per arricchire l'esperienza dei collezionisti. Nell'edizione '67-'68, il raccoglitore si arricchisce con una parte informativa. Ogni immagine è accompagnata da una dettagliata biografia del calciatore, offrendo un piccolo-grande angolo di celebrità a società e giocatori semisconosciuti al grande pubblico “pallonaro”. Non più soltanto semplici album di figurine ma anche libri di storia, utili per chi non c’era o ha vissuto solo di racconti. In quell’epoca non c’erano videocassette, centinaia di fotografi o telecamere a bordocampo e neppure tanti processi televisivi. Ogni pagina rivela un segreto e merita di essere osservata e studiata con calma e attenzione, lontano dalla frenesia con cui oggi si sfogliano quotidiani, libri e riviste. La Panini dedica a ogni calciatore sia il primo piano sia un’azione di gioco. Anche l’allenatore viene immortalato mentre si muove davanti alla sua panchina, quasi a rivelare la sua filosofia di gioco. Fanno il loro esordio le figurine a campo intero che mostrano campi spelacchiati, gradinate fatiscenti, semplici o addirittura improvvisate.
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All’aumento della domanda e dell’offerta corrisponderà un costante miglioramento delle tecniche di produzione delle figurine: a Umberto, un altro dei fratelli Panini, si deve per es. l’invenzione della Fifimatic, la prima imbustatrice automatica che immette le figurine in bustine (in quantità variabile a seconda del programma di lavoro) e poi in scatole preconfezionate. Nella stagione 1971-72 verranno inoltre introdotte le prime figurine adesive (stickers): inizialmente i cartoncini illustrati andavano attaccati con la colla (la famosa coccoina) sugli appositi raccoglitori, e solo dalla fine degli anni Sessanta erano stati introdotti dei triangolini biadesivi da applicare sul retro dei cartoncini o direttamente sugli album.
Ma questa gloriosa storia è fatta anche di oneste comparse. Meritano di essere guardati bene in faccia i tanti gregari del calcio italiano perché molti di loro, mettendosi in posa davanti all’obiettivo della macchina fotografica più famosa della penisola, hanno vissuto un giorno di gloria in quelle gallerie di fenomeni, al fianco dei più grandi, molti dei quali stranieri. Le vere novità della raccolta, all’alba degli anni Ottanta, sono proprio loro. Tempi di assoluto splendore, in cui ne arriva uno per squadra, acclamato come un imperatore. E spesso nelle immagini del tempo ci sono già tracce rivelatrici di ciò che sarà. Da questo momento in poi, infatti, gli album Panini sono un’antologia di campioni. Qui si chiude un’epoca, le figurine si migliorano, i ritocchi al computer eliminano le imperfezioni, non c’è più nulla da vedere sullo sfondo. Come più niente da immaginare ci offre la realtà di oggi, quelle dei mille stranieri e delle cento telecamere. Teniamoli stretti, allora, gli album di quegli anni, perché sono custodi del fascino di un’età perduta. I raccoglitori degli anni Novanta sono l’emblema del Paese, grasso e mai sazio di vittorie. Calciatori attenti al look, fotografie ben curate, nessuno spazio all’improvvisazione e come cornice c’è quasi sempre il campo d’allenamento. Per intenderci, rare immagini scattate all’ultimo istante, prima di un calcio d’inizio , mentre i compagni effettuano il riscaldamento. Di quelle annate risentono anche gli album. Pochi innesti nuovi, non sempre decisivi, da una stagione all’altra quasi sempre le stesse facce.
Oltre alle figurine dei calciatori, Panini ha ampliato la sua offerta con collezioni dedicate a sport diversi, cartoni animati, film, serie TV e altri temi popolari, diventando un punto di riferimento per collezionisti di tutte le età. Ma i giocatori di calcio sono soltanto l’inizio: nel 1965 verranno stampate le prime collezioni di Aerei e missili e di Animali di tutto il mondo, cui seguiranno, in rapida successione, raccolte coinvolgenti i soggetti più svariati: personaggi dei fumetti, dei cartoni animati e delle serie tv più amate dai giovani, panorami di città d’Italia e del mondo, disegni di dinosauri, caricature di eroi del Risorgimento e molto altro ancora.
La Magia Inalterata delle Figurine
Nonostante i cambiamenti nel mondo del calcio e dell'intrattenimento, le figurine Panini mantengono intatto il loro fascino. In che ambito, dunque, si collocano le figurine, superate da un calcio che si offre ora per ora ai suoi appassionati con la massiccia presenza delle televisioni? Tutti ormai conoscono ogni singolo protagonista del campionato. I calciatori, almeno una volta, finiscono sotto le telecamere. Eppure la magia resta. La figurina stampa un’immagine e non la elimina più.
Sfogliare gli album del passato scatena spesso la nostalgia. Intere generazioni hanno giocato con le figurine, forse si ricordano ancora il proprio album preferito. La rovesciata di Carlo Parola, divenuta celebre per essere l’immagine simbolo della Panini, in copertina ancora oggi.
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Intere generazioni hanno giocato con le figurine, forse si ricordano ancora il proprio album preferito. Raccogliere ordinatamente le amate figurine divenne uno dei giochi più belli per i bambini degli anni Sessanta e Settanta. Si miravano e rimiravano, si scambiavano, si mettevano in premio nelle gare più diverse, si donavano, si rubavano. Si mettevano da parte le paghette settimanali e si sognava di diventare campioni, per avere un giorno la propria immagine su una di quelle figurine e partecipare ai successi della squadra del cuore, magari anche della nazionale. Che soddisfazione, poi, trovare il pezzo che mancava da tempo. Nascevano così delle vere e proprie passioni da collezionisti, più povere di quelle dei grandi magnati, ma forse più sane. Nonostante la concorrenza di giochi più tecnologici, il fascino delle figurine continua ad ammaliare i bambini (e, spesso, pure gli adulti).
Il compito della Panini diventa più arduo per “colpa” dei sempre più frequenti cambi di maglia. Con la liberalizzazione del mercato nel 1992, i calciatori possono andare in un’altra squadra pur avendo iniziato la stagione con un altro club della stessa categoria. Diventa così difficile abituarsi all’idea di un proprio beniamino che, da una giornata all’altra, può diventare avversario e magari segnarti un gol contro. Ma i tanti terremoti del mercato non hanno mai colto davvero impreparata la Panini. Anche perché è diventato quasi impossibile tener botta ai troppi cambi in corsa, soprattutto da quando è stata inaugurata anche la finestra di mercato di gennaio. E allora ecco le figurine “cambia-maglia” per restare al passo coi tempi. Il suo tentativo di bloccare in un’immagine l’attuale caotico mondo del calcio merita rispetto.
Le figurine Panini non sono soltanto statiche immaginette da incollare su un album ma, fin dalla loro prima comparsa, diventano le protagoniste di numerosi nuovi giochi che coinvolgono i volti dei calciatori.
Il Museo della Figurina di Modena: Un Tesoro Culturale
Per celebrare la storia e il significato delle figurine, è nato a Modena il Museo della Figurina. Nato dalla passione di Giuseppe Panini, a sua volta contagiato dalla mania del collezionismo, il Museo raccoglie centinaia di migliaia di pezzi, donati nel 1992 al Comune della città, ormai considerata la capitale mondiale di questo piccolo oggetto di grande contemplazione.
La storia della figurina viene raccontata per filo e per segno, dai suoi antecedenti più antichi all’invenzione della stampa cromolitografica, per arrivare agli sviluppi moderni del fenomeno: l’esordio francese nella seconda metà dell’Ottocento, l’avventura italiana dei concorsi a premio negli anni Trenta del Novecento, la storica collezione della Liebig (la più famosa del mondo), fino alle immagini sportive e agli album dal secondo dopoguerra.
Insieme alle figurine propriamente dette, la raccolta comprende materiali affini: piccole stampe antiche, scatole di fiammiferi, bolli chiudilettera, carta moneta, menu, calendarietti, segnaposto, etichette d’albergo, album pubblicati dalle ditte per raccogliere le serie o creati per passatempo dai collezionisti seguendo solamente il proprio gusto e la propria fantasia… La stessa fantasia, la stessa passione che hanno spinto intere generazioni a passare ore e ore nell’attesa del momento fatidico. Quello che ti illuminava gli occhi: “Ce l’ho… Ce l’ho… Mi manca!”.
L'esposizione permanente all'ultimo piano di Palazzo Santa Margherita presenta circa 2.500 pezzi tra figurine, album, cigarette card e molte altre tipologie di materiali. Accanto alla permanente, una vetrina ospita le mostre temporanee, volte ad approfondire tematiche specifiche: tali mostre permettono al pubblico di conoscere, volta per volta, porzioni del patrimonio del museo, costituito da circa 500.000 esemplari.
Panini Oggi: Tra Tradizione e Innovazione
Oggi, Panini continua a essere leader nel settore delle figurine e degli album da collezione, con una presenza globale e un'ampia gamma di prodotti.
Adesso la strada della Panini pare essere indirizzata verso gli Stati Uniti con un gruppo americano pronto a rilevare la storica azienda di via Emilio Po’. Oltre mille dipendenti nel mondo. Un simbolo made in Italy dal valore stimato un miliardo di euro. La speranza di tutti è che la Panini rimanga qui per sempre.
Nonostante la concorrenza di giochi più tecnologici, il fascino delle figurine continua ad ammaliare i bambini (e, spesso, pure gli adulti). Anche la ditta familiare dei Panini, nel frattempo, dopo aver assunto dimensioni planetarie, ha mutato pelle, attraversando crisi industriali, passando di mano e cambiando gestione più volte.
Le figurine di calciatori oggi sono ancora molto popolari tra i tifosi di calcio, ma il modo in cui vengono prodotte e collezionate è cambiato molto negli ultimi decenni. Con l'avvento di internet e dei social media, le figurine di calciatori sono diventate più accessibili che mai, e la loro produzione è diventata più sofisticata.
Le figurine 3D, gli album riutilizzabili, le figurine in realtà aumentata e le figurine digitali sono solo alcune delle innovazioni che Panini ha introdotto per rimanere al passo con i tempi e soddisfare le esigenze dei collezionisti moderni.