Vicenza si arricchisce di un nuovo locale che promette di conquistare il cuore e il palato dei suoi visitatori: Manà. Situato a pochi passi dal centro, questo locale rappresenta una ventata di freschezza nel panorama gastronomico vicentino, offrendo un'esperienza culinaria che valorizza la qualità delle materie prime e la passione per la cucina.
La Rinascita di una Tradizione Familiare
Manà nasce dalle ceneri dell'ex Trattoria al Passeggio, un locale storico di Strada Ca' Balbi, da anni gestito con amore e dedizione da una famiglia vicentina. Marco e Mary, i figli dei proprietari, cresciuti tra i tavoli del ristorante e ispirati dal lavoro dei genitori, hanno deciso di raccogliere l'eredità familiare e trasformarla in qualcosa di nuovo e originale. Rimboccandosi le maniche, hanno dato vita a Manà, un locale dall'atmosfera totalmente rinnovata, pur mantenendo un forte legame con la tradizione.
Un'Esperienza Gastronomica Unica
Manà si distingue per la sua attenzione alla qualità degli ingredienti e alla cura nella preparazione dei piatti. Sia in cucina che in pizzeria, la filosofia del locale è quella di utilizzare materie prime selezionate con rigore, privilegiando prodotti che hanno una storia da raccontare e un valore aggiunto da trasmettere al palato. Il menù, volutamente corto e variabile, è pensato per offrire sempre il massimo della freschezza e della stagionalità.
La Pizza: Un'Arte che Richiede Tempo e Passione
Uno dei punti di forza di Manà è senza dubbio la pizza. L'impasto, frutto di una ricetta studiata nei minimi dettagli, lievita lentamente per 72 ore, un processo che inizia a temperatura ambiente e si conclude in frigorifero. Questa lunga lievitazione conferisce alla pizza una leggerezza e una digeribilità eccezionali, rendendola piacevole al palato fin dal primo spicchio. Le pizze vengono poi farcite con ingredienti accuratamente selezionati, per esaltare al massimo i sapori e creare abbinamenti originali e gustosi.
Non Solo Pizza: Charcuterie e Aperitivi Indimenticabili
Oltre alla pizza, Manà offre una vasta scelta di "charcuterie", ovvero taglieri ricchi di salumi, formaggi e altri prodotti da forno di alta qualità. Anche in questo caso, la ricerca degli ingredienti è fondamentale per garantire un'esperienza gustativa di alto livello.
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Manà è anche il luogo ideale per un aperitivo in compagnia. Il dehor esterno, arredato con tavolini, sedie e palme, crea un'atmosfera rilassante e festosa, perfetta per godersi un drink e stuzzichini sfiziosi durante le "golden hours". A differenza dei soliti locali, Manà non offre le solite patatine per accompagnare l'aperitivo, ma propone alternative più ricercate e originali. Anche l'interno del locale, curato nei minimi dettagli, contribuisce a creare un'atmosfera accogliente e piacevole.
Un Locale con Personalità
Se siete alla ricerca di un locale banale, silenzioso e con le solite proposte nel menù, Manà non fa per voi. Questo locale si distingue per la sua personalità vivace e originale, per l'atmosfera di festa che si respira e per la volontà di offrire un'esperienza culinaria diversa dal solito.
Oltre Manà: Un Panorama di Opzioni Gastronomiche Notturne a Vicenza
Mentre Manà rappresenta una nuova e interessante proposta nel panorama gastronomico vicentino, è utile esplorare anche altre opzioni per chi cerca un posto dove mangiare a tarda notte o nelle prime ore del mattino. Vicenza offre diverse alternative, ognuna con le sue peculiarità e il suo stile.
Il Paninaro di Via Quadri: Una Leggenda Urbana
Conosciuto da molti come "l'abusivo", il paninaro di via Quadri è in realtà una vera e propria istituzione a Vicenza. Da oltre trent'anni, il suo furgone è un punto di riferimento per chi cerca un panino gustoso e veloce a tarda notte. Aperto dal giovedì alla domenica dalle 23 alle 4 del mattino, offre un'ampia scelta di ingredienti per farcire il panino, dal classico salsiccia e porchetta ai funghi, formaggio, melanzane, cipolle e peperoni. Il panino top gamma, il Maxi, è un'esperienza da provare per soli 5 euro.
Panarea: Pasticceria e Arancini per i Notturni
Per chi preferisce qualcosa di dolce o uno snack salato diverso dal solito, il bar pasticceria Panarea è un'ottima opzione. Situato in via Battaglione Val Legora, è aperto dalle prime ore del giorno e sforna arancini caldi dalle 4 di mattina al costo di 3 euro l'uno. Un vero toccasana per i nottambuli affamati.
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Planet Burger: Hamburger a Tema Spaziale
Il Planet Burger è una filiale di una catena di hamburger che ha riscosso un discreto successo nell'afterhour vicentino. Situato in Viale San Lazzaro, offre una vasta scelta di hamburger con nomi ispirati ai pianeti e una miriade di salse per personalizzare il panino. Aperto tutti i giorni fino alle due, dal 19 maggio 2017 ha iniziato a sfornare panini fino alle 5 del mattino il sabato e la domenica.
Red Quill Pub Vicenza: Birra, Cucina e Atmosfera da Pub Irlandese
Il Red Quill Pub Vicenza, situato in Via Divisione Folgore, è un'istituzione in città per gli amanti della birra irlandese e inglese. Oltre alla vasta scelta di birre, offre la possibilità di fumare all'interno, come ogni pub che si rispetti, e ha la cucina aperta fino alle 2 di notte e al sabato fino alle tre, con orari che a volte si allungano.
KebapMe PizzaMe: Kebab e Pizza per Tutti i Gusti, a Qualsiasi Ora
Il KebapMe PizzaMe, situato all'incrocio tra viale Quadri e Viale Triste, è l'unico posto a Vicenza dove mangiare anche dopo le cinque del mattino, tutti i giorni. Oltre ai classici felafel e kebab, offre un'ampia scelta di pizze per tutti i gusti.
Parco Querini: Un'Oasi di Bellezza Offuscata
Mentre si esplorano le opzioni gastronomiche e i luoghi di interesse di Vicenza, è impossibile non menzionare Parco Querini, il parco più bello della città. Tuttavia, la sua bellezza è in parte offuscata dalla presenza di edifici che ne compromettono l'armonia.
Un Parco con una Storia Antica
Parco Querini nasce nel primo ventennio dell'Ottocento, prendendo il posto di una vasta zona agricola di proprietà dei conti Capra. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il nome del parco non deriva dalla famiglia Querini, ma dai Capra, la stessa famiglia della Rotonda. Antonio Capra decise di trasformare il bosco di gelsi nel giardino del palazzo avito, costruito nel Cinquecento. Nel corso dei secoli, la proprietà passò di mano in via ereditaria, coinvolgendo un Querini (che diede inappropriatamente il nome al parco) e poi altre famiglie della nobiltà vicentina. Gli ultimi padroni proposero al Comune di donarne una parte alla città in cambio dei permessi edilizi per una lottizzazione sul rimanente, ma l'Amministrazione rispose negativamente ed espropriò tutto per un controvalore modesto.
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L'Incombenza di Edifici Moderni
Purtroppo, Parco Querini è circondato da edifici che ne compromettono l'armonia e la bellezza. A occidente, troneggia un gigantesco condominio incastonato fra il Bacchiglione e l'Astichello, mentre a nord fanno da parete i blocchi multipiano dell'Ospedale San Bortolo, con le loro monotone facciate. Questi edifici sovrastano con la loro mole le cortine di alberi che recingono il parco, coprendo il sole al tramonto e precludendo la vista delle montagne.
L'Espansione dell'Ospedale San Bortolo
L'Ospedale di San Bartolomio, vulgo Bortolo, sorge qualche decennio prima del parco, nel 1775. La Serenissima decise di riunire i vari nosocomi della città in un unico edificio, l'ex monastero dei Canonici Lateranensi. La vera espansione del San Bortolo avvenne nel secondo dopoguerra, con la costruzione di nuovi reparti e blocchi che occuparono tutte le aree disponibili, fino a raggiungere il Seminario a est e il Querini a sud. Negli Anni Cinquanta, non si pensò di decentrare un ospedale che doveva servire una città avviata ai centomila abitanti.
Il Condominio di Contrà Chioare: Un Danno Irreversibile
La storia del condominio di contrà Chioare è difficile da ricostruire. I fabbricati dovrebbero essere stati costruiti negli Anni Sessanta, probabilmente durante le trattative per la cessione di una quota del parco. Secondo Renato Cevese, si tratta di tre palazzi di sei piani ciascuno, disposti a U attorno a un ridotto verde centrale, totalmente estranei all'architettura vicentina e voluti da chi badava soltanto al dio denaro. Purtroppo, la situazione è irreversibile e il parco resterà mortificato da quel corollario per i secoli futuri.