La pizza ricresciuta romana è un dolce tradizionale, legato alla Pasqua, che affonda le sue radici nella cucina povera romana. Un tempo preparata in casa, oggi si trova anche in forni e pasticcerie, soprattutto nel Lazio.
Origini e Tradizione
La pizza ricresciuta non è solo un dolce, ma un simbolo della Pasqua romana. La tradizione vuole che venga consumata durante la colazione pasquale, insieme a uova sode, salumi (come la corallina, un tipico salame romano), formaggi, frittate e altri dolci pasquali come la colomba e le uova di cioccolato. La ricetta si tramanda di generazione in generazione, con ogni famiglia che custodisce la propria versione.
La pizza ricresciuta fa parte della tradizione romana, preparata per la colazione di Pasqua.
Pizza dolce romana: Caratteristiche
- Aspetto: La pizza ricresciuta ha una crosta morbida e sottile di colore marrone scuro, mentre la mollica è più chiara, compatta e a grana sottile.
- Profumo: Il profumo è intenso e caratteristico, grazie alla presenza di cannella e semi di anice.
- Sapore: Il sapore è un equilibrio tra dolce e speziato, con note di cannella, anice e agrumi.
Ingredienti e Varianti
Gli ingredienti base della pizza ricresciuta sono farina, zucchero, uova, burro (o strutto) e lievito di birra. Ciò che rende speciale questo dolce sono gli aromi: cannella, semi di anice e scorze di agrumi (arancia e limone). Alcune versioni prevedono l'aggiunta di liquori come l'alkermes, il maraschino, il mistrà o il vermouth, in cui si possono lasciare in infusione le spezie per accentuarne il sapore.
Esistono diverse versioni della pizza ricresciuta romana, che differiscono soprattutto per i tempi di lievitazione, il numero di uova e la presenza o meno di liquori. C'è chi fa riposare il lievito per diversi giorni, mentre altri preferiscono tempi più brevi.
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Ogni famiglia ha la sua ricetta, tramandata di generazione in generazione.
La Ricetta di Famiglia: Un Esempio
Ecco una ricetta di famiglia per la pizza ricresciuta romana, tramandata dalla bisnonna:
Ingredienti:
- 100 g farina Manitoba
- 100 ml acqua
- 10 g lievito di birra fresco
- 3 g di lievito di birra secco
- 300 g farina 0
- 100 g farina Manitoba
- 150 g zucchero
- 4 uova
- 100 g olio di semi (oppure 75 g strutto e 25 g burro)
- un pizzico di sale
- 1 cucchiaio cannella in polvere
- 1 cucchiaio semi di anice
- scorza di 1 limone non trattato
- scorza di 1 arancia non trattata
Preparazione:
- Pre-impasto: Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida e lasciar riposare per 2-3 minuti. Unire i 100 g di farina manitoba e mescolare bene. Coprire e lasciar lievitare per 4 ore.
- Impasto: Trasferire il pre-impasto nel boccale della planetaria e, unendo alternativamente le uova sbattute con lo zucchero e la farina, impastare a velocità bassa. Aggiungere il sale quando l'impasto inizia a formarsi.
- Unire quindi le spezie e l'olio filo a filo, assicurandosi che il precedente sia stato assorbito completamente. L'impasto risulterà piuttosto morbido e ci vorrà un po' di tempo per farlo incordare (circa 30 minuti). Fermare spesso la macchina e ribaltare l'impasto pulendo bene le pareti della planetaria per aiutarlo ad incordare senza scaldarsi troppo.
- Quando l'impasto è tenace, liscio e lucido, lasciarlo riposare qualche minuto. Trasferirlo sul piano di lavoro e, con l'aiuto di un tarocco, chiuderlo bene parlandolo.
- Lievitazione: Spostare l'impasto nello stampo, riporre nel forno spento con le lucine accese e lasciar lievitare fino a quando non raggiunge il bordo superiore (circa 6 ore).
- Cottura: Preriscaldare il forno a 190°C. Infornare la pizza e, dopo pochi minuti, versare mezzo bicchiere d'acqua sul fondo del forno. Chiudere lo sportello e non riaprirlo per 40 minuti. Fare la prova stecchino e, se necessario, lasciare cuocere per altri 5 minuti.
- Lasciare raffreddare completamente prima di servire.
Consigli:
- Per una lievitazione ottimale, è consigliabile far lievitare l'impasto in un luogo caldo e umido.
- Se si utilizza il lievito fresco, scioglierlo in un po' di latte tiepido prima di aggiungerlo all'impasto.
- La cottura può variare a seconda del forno, quindi è importante controllare la pizza durante la cottura e fare la prova stecchino.
- Una volta raffreddata, la pizza ricresciuta si conserva nel sacchetto di plastica per alimenti per circa 3 giorni. Si può gustare a temperatura ambiente, leggermente scaldata o inzuppata nel latte.
Un Ritorno al Passato
Preparare la pizza ricresciuta romana è un modo per riscoprire le tradizioni e i sapori di un tempo. Il profumo che si diffonde in casa durante la cottura evoca ricordi d'infanzia e atmosfere familiari. Un dolce semplice, ma ricco di storia e significato, che non può mancare sulla tavola pasquale romana.
Come Gustare la Pizza Ricresciuta Romana
La pizza ricresciuta romana si gusta tradizionalmente a colazione, durante la Pasqua, accompagnata da:
- Uova sode: Simbolo di rinascita e fertilità.
- Corallina: Un tipico salame romano dal sapore delicato.
- Formaggi: Pecorino romano o altri formaggi locali.
- Altri salumi: Prosciutto, coppa o altri salumi tipici della regione.
- Cioccolato: Uova di Pasqua o altre prelibatezze al cioccolato.
La pizza ricresciuta romana può essere gustata anche come dessert, accompagnata da un bicchiere di vino dolce o un liquore aromatizzato.
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