L'Evoluzione della Pizza ad Asti: Un Viaggio tra Tradizione e Innovazione

La pizza, un piatto iconico della cucina italiana, ha una storia affascinante che si intreccia con le tradizioni regionali e le influenze culturali. Questo articolo esplora l'evoluzione della pizza nella città di Asti, ripercorrendo le tappe fondamentali, i protagonisti e le diverse scuole di pensiero che hanno contribuito a plasmare il panorama locale.

Le Origini Toscane: Gino Pieracci e la Prima Pizza Astigiana

Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, la pizza non è arrivata ad Asti direttamente da Napoli. A portare questa specialità culinaria nella città piemontese furono i toscani, in particolare Gino Pieracci, originario di Staffoli, una frazione di Santa Croce sull’Arno, in provincia di Pisa.

Nel 1953, Gino Pieracci rilevò un'attività in corso Alfieri, all'angolo con via Mameli, che in precedenza offriva castagnaccio, farinata e gelati. Fu qui che Gino e sua moglie Laura Botrini iniziarono a sfornare le prime pizze astigiane, cotte in un tegamino. Gli astigiani, incuriositi da questa novità, ne furono piacevolmente sorpresi.

Qualche anno dopo, i Pieracci si trasferirono in un locale più ampio, battezzato Pizzeria Gino, dove oltre alla pizza servivano anche polli arrosto, lasagne e cotolette alla milanese. La clientela crebbe, soprattutto tra gli studenti. Nel 1966, la pizzeria si trasferì in piazza Statuto, con l'insegna Monna Laura, un omaggio di Gino alla moglie.

Dopo aver lasciato Monna Laura, i Pieracci tornarono in Toscana e successivamente riaprirono un locale in via Pelletta ad Asti, dove servivano pizza al taglio e farinata. Gino Pieracci, scomparso nel 2004, è ancora oggi ricordato dagli astigiani come colui che ha portato la pizza in città.

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La Scuola Toscana: Un Filone di Pizzaioli

Gino Pieracci non fu l'unico pizzaiolo toscano a farsi strada ad Asti. Suo fratello Edo aprì una pizzeria in via Crispi nel 1967, molto frequentata dagli spettatori del vicino cinema Vittoria. Anche la pizzeria Da Gianni, aperta da Gianni Caturegli, cugino di Umberto (che rilevò Monna Laura nel 1968 e la condusse fino al 1997), contribuì a diffondere la pizza in città.

L'Influenza Partenopea: Da Tramonti ad Asti

Parallelamente alla scuola toscana, si sviluppò ad Asti anche un filone partenopeo, più precisamente amalfitano. I primi pizzaioli provenienti dal sud Italia erano originari di Tramonti, un paese in provincia di Salerno, sulla costiera amalfitana, considerato la patria dei pizzaioli.

Pasquale Vitagliano, originario di Tramonti, arrivò ad Asti nel 1962 e aprì una pizzeria in corso Alfieri. Nel 1964, si trasferì in via Ospedale e aprì il Pic Nic, un locale ricavato da una vecchia stalla. Il Pic Nic divenne un punto di riferimento per molti astigiani, frequentato anche da attori e cantanti.

Negli anni '60, si unì allo staff anche Gennaro Vitagliano, fratello di Pasquale, che nel 1984 aprì la pizzeria Vesuvio in corso Alfieri, di fronte alla Caserma Colli di Felizzano.

La Famiglia Francese e l'Innovazione nella Pizza

Un'altra famiglia originaria di Tramonti che ha avuto un ruolo importante nello sviluppo della pizza ad Asti è la famiglia Francese. Alla fine degli anni '70, i fratelli Beppe e Silvio rilevarono un locale chiamato Grotta Azzurra e iniziarono a servire specialità piemontesi insieme alla pizza.

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I fratelli Francese furono tra i primi a proporre l'abbinamento tra pizza e vino e negli anni '80 divennero celebri per la loro pizza al tartufo. Nel 1996, la pizzeria assunse l'attuale nome di Ristorante Francese, offrendo un più ampio panorama gastronomico.

La Pizza da Asporto: Un'Innovazione dei Fratelli Durante

Dalla "scuola" dei Francese sono nate altre pizzerie ad Asti. Nicola Durante, attuale proprietario della pizzeria Savona, aprì la prima pizzeria da asporto di Asti nel 1983, la Savona 2, che sfornava pizze da portare a casa. L'idea della pizza da asporto si diffuse rapidamente, portando alla nascita di numerosi locali simili.

L'Evoluzione del Mercato della Pizza ad Asti

Negli anni successivi, il mercato della pizza ad Asti ha continuato a evolversi, con l'apertura di nuove pizzerie e l'introduzione di nuove tendenze. Molti ristoranti hanno incluso la pizza nei loro menù, mentre altre cucine, come quella giapponese e messicana, hanno iniziato a farsi strada in città.

Negli ultimi anni, si sono diffuse anche le pizzerie a gestione straniera, con pizzaioli albanesi e rumeni. Inoltre, sono comparse le biopizzerie, che propongono pizze vegane e pizze realizzate con farine biologiche o integrali.

Morbido: Un Nuovo Approccio alla Ristorazione

Un esempio di innovazione nel settore della ristorazione è Morbido, un'hamburgeria di quartiere aperta a Roma nel 2019 da Giuseppe Aronica e Alessio Staffoli. Morbido si distingue per la ricerca della qualità, l'attenzione alle materie prime e la volontà di offrire un'esperienza culinaria autentica e confortevole.

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