L'Italia, un crogiolo di cultura popolare, retaggi contadini, leggende e devozioni, rende il nostro Bel Paese unico e inimitabile. In questo contesto, si inseriscono credenze legate al ciclo mestruale, spesso avvolte da un'aura di mistero e tabù.
Il Ciclo Mestruale: Un Tabù Antico
A Lucera, come in tutta Italia, il ciclo mestruale era un argomento di cui non si poteva parlare esplicitamente, una sorta di tabù. Per definirlo, venivano usati pseudonimi e similitudini. "Téne u fatte" era un'espressione generica, associata al concetto di riservatezza. Il primo ciclo era un evento, celebrato con una metafora: "povera ragazzina, è scivolata dalle scale" (povera uagljóna, è cadúte p’i scale), un modo di dire accompagnato da un'espressione falsamente dolente.
Credenze Popolari e il Ciclo Mestruale
Il ciclo era accompagnato da una serie di credenze popolari. Le donne con le mestruazioni non potevano lavare bottiglie e fare la salsa, altrimenti si guastava. Potevano toccare i pomodori e fare la salsa solo se avevano una chiave di metallo a stretto contatto con la pelle. Per regolare il ciclo mestruale, dovevano portare un orecchino con una pietra turchese.
Oggi associamo il periodo mestruale agli assorbenti usa e getta, ma una volta si usavano assorbenti di stoffa (i fasciatúre), tenuti in posizione tramite spille da balia (i spingúle) e cordini, da lavare dopo l’uso.
Il Vino e l'Impurità Femminile
Il settore del vino ha rappresentato un'importante ispirazione per le pratiche sociali e simboliche. Il vino era collante sociale, ispiratore di convivialità, ricettacolo di simbolismi e, in passato, anche rimedio empirico. Il travaso dalle cisterne alle botti e poi alle bottiglie era considerato un'operazione meticolosa, pena il rischio di acetificazione. Le donne durante il ciclo mestruale erano considerate “impure” e quindi escluse da questa operazione, che doveva essere effettuata solo dagli uomini.
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Si riteneva che la Tramontana agevolasse il travaso e la filtrazione, rendendo il vino più limpido. La potatura delle viti doveva avvenire con la luna piena, altrimenti il legno dei tralci sarebbe marcito. Il travaso andava effettuato solo in notti di luna piena per conferire al vino più limpidezza e resistenza. Durante la vendemmia, parte del mosto veniva utilizzato per produrre il vino cotto, usato come salsa per dolci o mescolato alla neve per ottenere una granita.
Il vino era utilizzato anche per applicazioni igienico-sanitarie: olio per massaggi contro i dolori osteoarticolari e per ripristinare gli equilibri della pelle. In caso di raffreddore, tosse e sintomi influenzali, si faceva bollire un bicchiere di vino scuro con chiodi di garofano, cannella, buccia di limone e miele. Il vino era considerato miracoloso anche unito alle uova fresche, e il lavaggio delle parti intime con il vino scongiurava infezioni e vermi intestinali.
Miti Alimentari e Conserve
Dalla notte dei tempi, gli alimenti sono stati oggetto di miti e convinzioni. Una di queste è che le donne con il ciclo mestruale non possono preparare le conserve perché rovinerebbero tutto il lavoro. Questa falsa verità associa questo evento naturale a una forma di impurezza e inadeguatezza.
Le conserve sono preparazioni alimentari fatte in contenitori a chiusura ermetica, stabilizzate tramite trattamento termico come la sterilizzazione (sottoli, tonno, sottaceti). Le semi conserve sono trattate a temperature più basse (pastorizzazione) e non possono essere conservate a lungo senza refrigerazione. I barattoli non vanno riempiti fino all'orlo per permettere la creazione del vuoto e l'espansione dei liquidi durante il riscaldamento.
Le composte di frutta, a differenza di marmellate e confetture, contengono una percentuale maggiore di frutta e meno zuccheri aggiunti. Lo zucchero, oltre a essere fonte di calorie, ha proprietà antimuffa e riduce l'umidità.
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È importante controllare bene i barattoli prima di aprirli, verificando la chiusura e l'assenza di bollicine. Una conserva aperta diventa come una semi conserva e va tenuta in frigo per un periodo limitato.
Miti Estivi e Mestruazioni
Molte credenze popolari riguardano il ciclo mestruale e le attività estive. Ad esempio, fare il bagno in mare durante le mestruazioni non blocca il ciclo, ma può solo rallentare temporaneamente il flusso. L'uso di tamponi interni è sicuro e il cordoncino è cucito per tutta la lunghezza, rendendo difficile la rottura.
Altri miti includono l'idea che con le mestruazioni non si possa fare la conserva di pomodoro o preparare dolci, che si facciano seccare le piante, che la tinta non prenda dal parrucchiere, o che sia meglio usare la gonna perché gli indumenti stretti bloccano il ciclo.
È importante godersi l'estate in piena libertà, anche con le mestruazioni, senza rinunciare a viaggi e attività.
Il Ciclo Mestruale Oggi
Quando ero adolescente, negli anni Novanta, il ciclo era un tabù. A scuola, chiedere un assorbente era un bisbiglio. La coppetta mestruale era sconosciuta. Oggi, ci si chiede se parlare di mestruazioni sia ancora un tabù. La conoscenza, la prevenzione e lo scambio di informazioni sono fondamentali per la salute.
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Fare la Salsa: Un Rito Antico
Fino a qualche decennio fa, fare le “bottiglie di pomodoro” era un rito. Le donne dei borghi si riunivano coinvolgendo tutti in famiglia. Gli uomini raccoglievano i pomodori e le donne li trasportavano in ceste. La credenza popolare voleva che se una donna avesse il ciclo mestruale, non dovesse toccare i pomodori perché sarebbero andati a male. Ognuno aveva il suo compito: chi schiacciava i pomodori, chi raccoglieva il sugo, chi imbottigliava e chi chiudeva le bottiglie. Le bottiglie venivano immerse in un calderone di acqua bollente e lasciate raffreddare. La provvista per l’inverno era pronta per l’intero vicinato.