"Solo il meglio del meglio". Questo era il motto di Giovanni Voiello, un'espressione che riecheggia ancora oggi negli slogan pubblicitari dell'azienda. Da 143 anni, Voiello si impegna a produrre pasta "a regola d'arte", un dovere che l'azienda si impone in onore del suo fondatore, della tradizione napoletana e dei consumatori, sempre più esigenti. Voiello si propone come paladina dello spirito campano, dove la vita è un piacere da vivere appieno, in compagnia.
Le Origini di un Mito Pastaio
La storia di Voiello affonda le sue radici nel cuore di Napoli, precisamente a Torre Annunziata, una città dove la pasta veniva tradizionalmente stesa al sole per asciugare. Contrariamente a quanto si credeva, le origini di Voiello non sono svizzere. Studi recenti hanno smentito la leggenda di August Van Vittel, l'ingegnere svizzero che si innamorò della figlia di un pastaio locale. In realtà, il capostipite della famiglia Voiello era Andrea Voiello, figlio di Teodoro Voiello e Rachele Liucci.
Nel 1879, Giovanni Voiello, nipote di Andrea, fondò l'Antico Pastificio Giovanni Voiello su un vasto terreno in Contrada Maresca. Iniziò così un'avventura che avrebbe portato la pasta Voiello a diventare un simbolo di eccellenza e della cultura pastaia partenopea.
August Vanvittel: una figura avvolta nella leggenda
August Vanvittel, figlio di Theodor, arrivò a Napoli nel 1839, ingaggiato dalla compagnia Dubois per la costruzione della ferrovia Napoli-Portici. Affascinato da Torre Annunziata, sposò Rosetta Inzerillo, figlia di un pastaio locale, e si dedicò alla produzione di pasta. La famiglia cambiò il cognome in Voiello (o meglio, Vojello) in un momento imprecisato. Il figlio primogenito, Teodoro, ereditò il senso pratico degli affari dal padre e, insieme al figlio Giovanni, trovò il terreno in Contrada Maresca dove nacque il pastificio.
L'Ascesa e la Consacrazione
Agli inizi del Novecento, Voiello divenne la marca di pasta preferita dall'aristocrazia napoletana, diffondendosi poi in tutta Italia e raggiungendo numeri da record. Nonostante i danni subiti durante la Seconda Guerra Mondiale, l'impegno della famiglia non vacillò.
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Nel 1973, in un periodo di crisi economica, l'azienda emiliana Barilla intervenne per sostenere l'antico pastificio Voiello, rilevando le quote societarie e subentrando nella gestione. Tuttavia, Barilla si impegnò a rispettare l'autonomia e l'indipendenza dei processi produttivi che avevano reso la pasta Voiello un prodotto di qualità superiore.
Voiello Oggi: Tradizione e Innovazione
Oggi, Voiello continua a essere prodotta nello stabilimento di Marcianise, in provincia di Caserta, costruito dopo la Seconda Guerra Mondiale per volere di Giovanni Voiello. Questo radicamento nel territorio è fondamentale per preservare la qualità, l'esperienza e il valore del marchio.
La pasta Voiello si distingue per l'utilizzo esclusivo del Grano Aureo 100% italiano, coltivato in Campania, Puglia, Molise e Basilicata. Questo grano conferisce alla pasta un alto contenuto proteico e una consistenza tenace e ruvida, immediatamente riconoscibile al primo morso.
Il Grano Aureo: un tesoro italiano
Il Grano Aureo è una varietà di grano duro italiana unica, coltivata dal 2009 nei campi del centro e del sud Italia e utilizzata esclusivamente per la produzione di pasta Voiello. La costante ricerca e cura dei dettagli, che caratterizzano da sempre il marchio campano, si traducono nella selezione della materia prima migliore.
Lo stabilimento di Marcianise: cuore pulsante della tradizione
L'intera produzione Voiello è realizzata esclusivamente nello stabilimento di Marcianise, un luogo dove la cura dei dettagli, la ricerca e la competenza si fondono per creare un prodotto di eccellenza. Nel 2022, lo stabilimento ha raggiunto una produzione di 104.153 tonnellate di pasta.
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Il Legame Indissolubile con Napoli
Voiello è profondamente legata a Napoli, e questo legame si manifesta in diversi aspetti, a partire dai nomi dei formati di pasta, espressi al singolare e preceduti dall'articolo determinativo, una caratteristica tipica dell'idioma napoletano.
La nuova visual identity di Voiello attinge a piene mani dal territorio e dall'arte partenopea. La palette cromatica include l'azzurro e il blu, che richiamano il cielo e il mare, e l'oro, che evoca il sole che nutre il grano e i fregi barocchi del Teatro San Carlo. Il rosso, simbolo di passione e veracità, rimanda al mondo del teatro e della "guarattella", il tipico spettacolo dei burattini napoletani. Pulcinella, con elementi in oro, diventa un sigillo di qualità.
Chef Antonino Cannavacciuolo, napoletano doc, è il volto che accompagna Voiello alla scoperta della Napoli più autentica, fatta di buon cibo e convivialità.
Formati iconici e innovazione
Voiello offre una vasta gamma di formati di pasta, tra cui:
- Il Gran Fusillo: una versione di fusilli dalle ampie dimensioni, con spire ampie e avvolgenti, ideali per trattenere il sugo.
- Lo Spaghetto Scanalato: una reinterpretazione del classico spaghetto, con una sezione biconcava che trattiene fino al 20% di sugo in più.
- Il Pacchero e La Calamarata: due formati tipici della cucina partenopea, perfetti per esaltare le ricette della tradizione.
Oltre alla linea classica, Voiello offre anche una linea integrale.
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Voiello e la Cultura: Un Binomio Vincente
Voiello non è solo pasta, ma anche cultura. L'azienda è impegnata nella valorizzazione del territorio e delle radici napoletane, prestando attenzione alla qualità e all'accoglienza. La collaborazione con Procida Capitale della Cultura 2022 ne è un esempio lampante.
In occasione di questo evento, Voiello ha realizzato una luminaria con gli artisti Domenico Pellegrino e Claudia Bartoli, un'opera che celebra l'arte delle luminarie di paese e rappresenta un tributo all'isola come nutrice di Enea. Inoltre, è stata organizzata una "cena esagerata" sul molo di Marina Grande, un modo per raccontare Procida e celebrare il mare, la natura e il buon cibo.
I turisti che hanno visitato Procida hanno trovato nelle camere di alberghi e B&B un kit di benvenuto contenente una confezione in edizione limitata di Gran Penna Ruvida, un formato speciale di pasta fatto con Grano Aureo 100% italiano, un set di ricette firmate dallo chef Ambrosino e una cornice per fotografare i momenti più belli trascorsi sull'isola.
Carolina Diterlizzi, VP Marketing Italia Barilla, sottolinea come la pasta non sia una visione stereotipata, ma cultura in senso lato, parte del saper vivere italiano e del godere la vita senza rinunce.
Tendenze nei consumi
Gli italiani amano i formati classici, ma sono anche aperti a sperimentare nuove forme o variazioni all'interno di forme classiche. Lo spaghetto, ad esempio, è diventato più spesso, e si preferiscono formati più spessi e sostanziosi, capaci di esaltare esperienze ricche e decise. Si ricercano anche formati particolari che fanno parte della tradizione regionale, come paccheri e calamarata. Per le vongole, invece, si continuano a preferire le linguine.