Pasta Integrale per Cani: Benefici, Rischi e Alternative

La pasta è un alimento fondamentale nella dieta umana, ma cosa succede quando la offriamo ai nostri amici a quattro zampe? Molti proprietari di cani si chiedono se sia sicuro e salutare includere la pasta nella dieta dei loro animali domestici. Pur non essendo un alimento essenziale per i cani, la pasta può essere una fonte di carboidrati utile in determinate circostanze. Tuttavia, è fondamentale conoscere i potenziali rischi e benefici per fare scelte informate. Questo articolo esplora i benefici e le controindicazioni della pasta per cani, fornendo una guida completa per un'alimentazione sana ed equilibrata.

Benefici della Pasta per Cani

Fonte di Energia

Se il cane svolge molta attività fisica, i carboidrati presenti nella pasta possono rappresentare un'ottima fonte di energia. La pasta fornisce glucosio, che è essenziale per sostenere l'attività muscolare e mantenere alti i livelli di energia. Un pasto composto da pasta, carne e verdure è considerato completo e valido.

Dieta Casalinga Equilibrata

Per i cani che seguono una dieta casalinga, l'aggiunta di una piccola quantità di pasta può contribuire a rendere l'alimentazione più equilibrata e completa. È importante, però, che la pasta sia solo una parte di una dieta ben bilanciata, che includa anche proteine, grassi, vitamine e minerali.

Appetibilità

In generale, ai cani piace molto la pasta. Se utilizzata con moderazione, può rendere il pasto più gradito all'animale.

Controindicazioni e Rischi

Intolleranze e Allergie

Come per qualsiasi alimento, alcuni cani potrebbero essere intolleranti o allergici alla pasta. È importante osservare attentamente il cane la prima volta che mangia la pasta per verificare la presenza di eventuali reazioni avverse, come diarrea, flatulenza, vomito o disturbi digestivi. Rispettando le dosi consigliate dal veterinario, se dopo aver mangiato presenta questi sintomi, può essere che sia allergico o intollerante.

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Razze Sensibili

Alcune razze canine potrebbero essere più sensibili alla pasta e ai carboidrati in generale. Per questi cani, è consigliabile evitare o limitare il consumo di pasta: labrador, carlino, bassotto, beagle, rough collie, bulldog inglese, boxer.

Rischio di Ingestione

I cani tendono a non masticare il cibo, ma ad ingoiarlo intero. Per questo motivo, è importante che la pasta sia molto cotta e tagliata in piccoli pezzi per evitare il rischio di soffocamento.

Condimenti Inappropriati

I condimenti utilizzati per la pasta destinata al consumo umano potrebbero essere dannosi per i cani. È importante evitare condimenti troppo grassi, salati o speziati, così come quelli contenenti ingredienti tossici come cipolla e aglio. Anche l'aggiunta di aglio e altre spezie può causare seri problemi di salute al vostro animale, quindi non condividete la pasta con lui.

Come Offrire la Pasta al Cane in Modo Sicuro

Quantità Moderata

La pasta dovrebbe rappresentare solo una piccola parte della dieta del cane. Un eccesso di carboidrati nella dieta di un cane può portarlo al sovrappeso.

Cottura Adeguata

La pasta deve essere ben cotta per renderla più digeribile e ridurre il rischio di problemi gastrointestinali. La cottura non deve essere al dente, ma neanche eccessivamente prolungata, lasciando il carboidrato qualche minuto in più rispetto al tempo consigliato per l'uomo e, in caso di riso e di pasta, evitando di sciacquarlo sotto l'acqua fredda per evitare la retrogradazione dell'amido in esso contenuto che ne ridurrebbe nuovamente la digeribilità.

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Condimenti Semplici

È consigliabile condire la pasta con ingredienti semplici e sicuri per i cani, come un filo d'olio d'oliva o un po' di brodo di carne senza sale.

Pasta Integrale e Biologica

La pasta integrale e biologica è preferibile rispetto alla pasta raffinata, in quanto contiene più fibre e nutrienti. La pasta integrale ha un ottimo potere saziante, più nutriente della “pasta bianca”, rallenta l’assunzione di zuccheri e grassi. Contiene antiossidanti, vitamine, minerali e proteine di maggior qualità.

Alternative alla Pasta

Se si desidera limitare il consumo di pasta, esistono diverse alternative più salutari e adatte ai cani:

Riso

Il riso è un'altra fonte di carboidrati che può essere inclusa nella dieta del cane, purché sia ben cotto e somministrato in quantità moderata. Il riso per cani è uno dei cereali più utilizzati nella loro dieta, viene infatti spesso prescritto dai Nutrizionisti. È facilmente digeribile ed è naturalmente privo di glutine.

Verdure

Le verdure sono un'ottima fonte di vitamine, minerali e fibre. Carote, zucchine, broccoli e zucca sono solo alcune delle verdure che possono essere offerte ai cani. Nella dieta del cane non devono mancare le giuste quantità di verdure, fonti di fibre, minerali e vitamine e utili per la regolazione dell’attività intestinale.

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Patate

Le patate, bollite e senza condimenti, possono rappresentare una fonte di carboidrati alternativa alla pasta. È importante sottolineare, però, che la quasi totalità degli studi sugli indici glicemici (risposta del glucosio ematico a 50g di carboidrati) sono stati effettuati in medicina umana, che i valori reperibili si riferiscono appunto all'uomo e che, ad oggi, nessuno studio di medicina veterinaria sembra mettere in correlazione l'utilizzo di alimenti ad elevato indice glicemico con lo sviluppo di patologie come il diabete. Di conseguenza, ad oggi, non ha senso basare la scelta del carboidrato da somministrare ad un animale prevalentemente o esclusivamente sul suo indice glicemico.

Integrazione con Omega Pet Pasta Appetibile e Immuplir Pasta

Per supportare la salute e il benessere del cane, si possono integrare la dieta con prodotti specifici come Omega Pet Pasta Appetibile e Immuplir Pasta.

Omega Pet Pasta Appetibile

Questo integratore alimentare è formulato per fornire un apporto equilibrato di acidi grassi essenziali omega-3 e omega-6, che sono fondamentali per mantenere la pelle sana, il pelo lucido e la funzione immunitaria efficiente. È particolarmente utile in caso di pelle secca, irritata o con problemi di prurito.

Immuplir Pasta

Questo mangime complementare è specificamente formulato per supportare il sistema immunitario di cani e gatti. Contiene COMBOSTIM, L-Lisina, Echinacea e Zinco, che agiscono sinergicamente per rafforzare le difese naturali dell'organismo.

Alternative Sicure e Efficaci alla Pasta Fissan per Cani

Fortunatamente, esistono numerose alternative sicure ed efficaci alla Pasta Fissan per la cura della pelle e delle zampe dei cani. Queste alternative sono formulate specificamente per le esigenze della pelle canina, testate per la loro sicurezza ed efficacia, e spesso raccomandate dai veterinari.

Balsami e Creme Specifiche per Cuscinetti Plantari Canini

Questi prodotti sono formulati con ingredienti idratanti, emollienti e protettivi, appositamente selezionati per la pelle dei cuscinetti plantari canini.

Shampoo e Detergenti Delicati per Cani

Gli shampoo per cani sono formulati con tensioattivi delicati, rispettosi del film idrolipidico protettivo della pelle, e spesso contengono ingredienti lenitivi e idratanti.

Spray e Lozioni Lenitive Veterinarie

Questi prodotti contengono ingredienti lenitivi, antipruriginosi, antinfiammatori e talvolta antimicrobici, scelti per la loro efficacia e sicurezza nella specie canina.

Rimedi Naturali

Alcuni rimedi naturali possono essere considerati come opzioni complementari o alternative in casi di irritazioni cutanee lievi nei cani.

Tipologie di Carboidrati nelle Diete Casalinghe

Oltre alla pasta, esistono diverse tipologie di carboidrati che vengono comunemente inserite nelle diete casalinghe di cane e gatto. A questa categoria appartengono il riso, il grano (di cui è composta la maggior parte della pasta presente sul mercato) il mais (la cui farina viene generalmente utilizzata per preparare la polenta), l'avena, l'orzo, la segale, il farro, il kamut, il sorgo e il miglio. Essi, a seconda della lavorazione che hanno subito, possono essere raffinati oppure integrali. Questi ultimi, non essendo stati privati della crusca e del germe, sono caratterizzati da una maggior quantità di fibra, di minerali e di vitamine, una minor digeribilità (poiché l'amido presente nella parte centrale del chicco è maggiormente protetto e più difficile da attaccare da parte delle amilasi pancreatiche) e un minor indice glicemico rispetto allo stesso cereale raffinato. Se non cucinati in modo corretto è molto comune che i proprietari che usano cereali integrali ritrovino questi ultimi interi nelle feci.

Ultimamente un'altra categoria che viene utilizzata spesso nelle diete è quella che viene definita "pseudocereali", ossia i cereali che non fanno parte della famiglia delle graminacee e che, a differenza di molti cereali, non contengono glutine. In questo gruppo rientrano l'amaranto, la quinoa e il grano saraceno. Tuttavia, è importante sottolineare che anche il riso, il mais, il sorgo e il miglio, nonostante rientrino nella categoria dei cereali, sono privi di glutine.

Un'altra famiglia di amidacei spesso presente nei piani nutrizionali preparati per gli animali domestici sono i tuberi. Tra questi la patata è sicuramente il tubero maggiormente utilizzato, ma anche la tapioca (amido derivato dal tubero della manioca) può essere una fonte di carboidrati valida da utilizzare, soprattutto nelle diete ad esclusione, visto che difficilmente un animale l'ha assunta in precedenza.

Infine, anche le leguminacee rientrano tra gli alimenti contenenti amido che possono essere utilizzati come fonte di carboidrati complessi digeribili, tuttavia, rispetto alle altre famiglie risultano meno digeribili, sia per il loro maggior contenuto in amilosio, sia per il loro maggior contenuto in fibre. Piselli, lenticchie, fagioli e ceci rientrano in questa categoria. Anche negli alimenti PetFood il loro utilizzo è aumentato notevolmente negli ultimi anni a causa dell'aumento esponenziale dei prodotti definiti "grain free" in cui l'amido utilizzato deriva, appunto, principalmente dalle leguminose invece che dai cereali.

La scelta della fonte da utilizzare non deve, però, essere casuale ma, deve basarsi su un'attenta anamnesi alimentare, sull'eventuale presenza di patologie, sulla digeribilità dell'alimento e, in alcuni casi, anche sul suo indice glicemico.

Digeribilità degli Amidi

La digeribilità di un amido è correlata alla quantità in esso contenuta di amilosio e amilopectina, le due componenti principali dei granuli di amido. L'amilosio è costituito da molecole di glucosio disposte in una forma lineare mentre nell'amilopectina le molecole vanno a costituire delle catene ramificate che, presentando più estremità rispetto a una catena lineare di amilosio, possono essere attaccate più facilmente da parte dell'amilasi. Di conseguenza l'amilopectina risulta più digeribile rispetto all'amilosio e i carboidrati che ne contengono una maggior quantità risulteranno, a loro volta, più facilmente digeribili rispetto a quelli ricchi di amilosio.

In uno studio condotto su 36 cani è stata paragonata la digeribilità e la risposta glicemica di 6 diverse fonti di amido: farina di manioca, riso, mais, sorgo, piselli e lenticchie. Tutte e sei le fonti hanno dimostrato una digeribilità molto elevata (superiore al 98%), ma le diete contenenti riso e manioca sono risultate maggiormente digeribili, seguite poi dal mais e dal sorgo, mentre piselli e lenticchie hanno evidenziato la digeribilità più bassa. Le variazioni nella digeribilità possono essere spiegate, sia dalla differenza nella struttura dei granuli di amido tra le fonti (differente contenuto in amilopectina e amilosio), sia dal maggior contenuto in fibra totale di piselli e lenticchie (rispettivamente 11,1 gr e 14,13 gr su 100 grammi di sostanza secca a differenza, ad esempio, del riso che ne conteneva solo 1,64 gr e del sorgo con 6,9 gr.). Infine, questo studio ha paragonato la risposta glicemica post-prandiale delle diverse diete evidenziando che le diete a base di piselli, lenticchie e sorgo inducevano una minor risposta dell'insulina e una minor fluttuazione dei valori ematici di glucosio rispetto a quelli contenenti mais, riso e farina di manioca. Questo fa pensare che l'utilizzo dei legumi possa essere utile in quelle patologie come il diabete in cui si vuole evitare un picco glicemico post-prandiale.

Uno studio simile è stato poi condotto anche sui gatti, utilizzando sempre le stesse fonti di amido dello studio sul cane. I risultati hanno evidenziato un'elevata digeribilità (> 93%) di tutte le diete, sempre maggiore nel riso, nella farina di manioca e nel mais rispetto ai piselli e alle lenticchie. Ma, a differenza del cane, il sorgo è risultata la fonte di amido meno digeribile. Questo ha ulteriormente dimostrato che anche il gatto è in grado di digerire l'amido quando somministrato in una quantità limitata. Invece, i dati suggeriscono che i differenti tipi di amido hanno minor effetti sulla risposta post-prandiale al glucosio e sull'insulina rispetto a quelle indotte nel cane e nell'uomo. Ciò può essere spiegato dalle peculiarità metaboliche dei felini, che possono rallentare e prolungare la digestione e l'assorbimento dell'amido, ritardando i suoi effetti a livello ematico.

Se si decide di utilizzare come fonte di amido il riso bisogna tenere in considerazione anche le differenze tra le diverse varietà di riso. Ogni varietà presenta un contenuto diverso in amilosio e di conseguenza una differente digeribilità e un indice glicemico diverso. Le varietà Roma e Arborio vengono classificate tra quelle a basso contenuto di amilosio, mentre il Carnaroli tra quelle a contenuto medio. Tra le varietà disponibili sul mercato il riso Basmati è tra quelli con il maggior contenuto in amilosio (22 % circa), rendendolo ideale al consumo quando si vuole scegliere un riso con indice glicemico più basso.

In generale è invece sconsigliabile l'utilizzo del riso parboiled poiché il trattamento che subisce provoca un aumento del contenuto di "amidi resistenti ", ossia quegli amidi che resistendo all'attacco da parte dell'amilasi non vengono digeriti, rischiando un'eccessiva fermentazione di questi a livello intestinale.

Se si decide invece di utilizzare le patate bisogna tenere in considerazione che esse, rispetto alla maggior parte dei cereali raffinati, contengono un maggior quantitativo di potassio e di fibra. Inoltre, esse contengono una ridotta quantità di amilosio ed un'elevata quantità di amilopectina, facendole rientrare tra gli alimenti ad elevata digeribilità e ad elevato indice glicemico.

Anche se può sembrare scontato, è bene ricordare che la cottura aumenta la digeribilità di tutti gli amidi, in particolare della fecola di patate. L'amido crudo risulta pressoché indigeribile (con una digeribilità inferiore al 40%), infatti, esso si trova in una struttura dura e cristallina, praticamente inattaccabile da parte degli enzimi digestivi. La cottura (ad esempio come la bollitura o il vapore) permette la penetrazione dell'acqua nell'alimento e la gelatinizzazione dell'amido, ossia la rottura della struttura cristallina e l'apertura dei granuli di amido, rendendolo così attaccabile da parte dell'amilasi e permettendone la digestione.

Infine, è giusto ricordare che i carboidrati possono essere forniti ad un animale anche attraverso alimenti non contenenti amido, ma zuccheri semplici come la frutta e alcune verdure. Entrambe queste categorie di alimenti apportano anche carboidrati complessi, ma, a differenza degli amidi, non vengono digeriti e svolgono un'importante funzione nella regolazione del transito intestinale: le fibre.

Altra importante fonte di carboidrati semplici che può essere utilizzata negli animali domestici, con cognizione di causa e con moderazione, è il miele. Infatti, esso è naturalmente ricco anche di molti altri nutrienti e sostanze con azione benefica sull'organismo.

Carboidrati: Essenziali o No?

Concludiamo cercando di dare una risposta ad una domanda comunemente fatta dai proprietari al loro veterinario: ma i carboidrati sono essenziali nella dieta del mio cane? La risposta è in generale no: infatti, FEDIAF non indica dosaggi minimi da somministrare né per il cane, né per il gatto. Tuttavia, i carboidrati, essendo un'ottima fonte di energia (e di glucosio) per il corpo, se usati nella giusta quantità, possono essere utili per evitare l'uso delle proteine come fonte in energia, in particolar modo in alcune fasi della vita, come l'accrescimento, la riproduzione e la lattazione, dove la richiesta di energia e di glucosio da parte del corpo risulta aumentata.

E nel gatto? Questa specie rientra tra i carnivori stretti, e come tale ha una quantità di amilasi ridotta e non trae vantaggi dalla somministrazione di carboidrati. Tuttavia, come dimostrato da diversi studi, è in grado di digerire l'amido se gli viene fornito in quantità ridotta.

Ricordiamo invece che, se quando parliamo di carboidrati ci riferiamo anche alle fibre, nonostante non rientrano tra i nutrienti essenziali, esse rivestono una funzione importante nell'alimentazione del cane e del gatto per il loro ruolo nella regolazione del transito gastroenterico.

Alimentazione Casalinga per Cani

Per alimentazione domestica, o casalinga, del cane si intende una dieta preparata da voi a partire da prodotti che comprate e scegliete al supermercato. È importante non confondere la dieta casalinga con dare gli avanzi della tavola: con il termine alimentazione casalinga si intende un cibo preparato esclusivamente per il cane! Tutti i cani possono seguire una dieta casalinga, ma è importante che sia fatta sotto il controllo di un veterinario per conoscere quali alimenti e in quali dosi utilizzarli a seconda che si tratti di un cane cucciolo, anziano, sterilizzato, allergico, di piccola o grande taglia o con determinate patologie.

Vantaggi e Svantaggi dell’Alimentazione Casalinga

Il primo vantaggio dell’alimentazione casalinga è, come per noi umani, il fatto di conoscere la materia prima che andiamo a utilizzare. Non ci sono conservanti, e il cibo risulta essere più appetibile e digeribile per molti cani. Inoltre, la dieta casalinga risulta essere più salutare rispetto un’alimentazione industriale, soprattutto per cani con intolleranze. Per contro, c’è la necessità di cucinare 1 o 2 volte al giorno per il cane e conservarlo in frigo, o stoccarlo in freezer per avere scorte già pronte. Un altro svantaggio è sicuramente il costo maggiore: non vale la pena intraprendere questo percorso se acquistiamo per esempio tagli scadenti di carne. Essendo cibo fresco, con l’arrivo del caldo è facilmente deperibile e scomodo in caso di viaggi o in vacanza. Insomma, la dieta casalinga richiede al proprietario un maggior impegno sia in termini economici che di tempo di preparazione.

L’Importanza della Transizione

Prima di analizzare cosa mettere nella ciotola, è bene ricordare che nella somministrazione di un alimento andrà sempre rispettata la cosiddetta regola della transizione: in pratica, vanno evitati i repentini cambi alimentari, che potrebbero provocare disturbi gastroenterici. Piuttosto, i singoli cibi vanno sostituiti gradualmente nell’arco di una settimana, cambiando il vecchio alimento con il nuovo tramite la somministrazione di dosi scalari e crescenti dell’uno e dell’altro. Qualche diarrea all’inizio sarà inevitabile, ma non grave, e forse occorrerà aiutarsi con degli integratori a base di fermenti lattici e prebiotici.

Da Cosa è Composta la Dieta Casalinga?

La dieta casalinga è composta da macronutrienti e micronutrienti. Tra i primi troviamo: proteine, acidi grassi, fibre e carboidrati; tra i micronutrienti troviamo sali minerali e vitamine.

Proteine (60-70% della razione giornaliera)

  • Carne: rappresenta la principale fonte proteica. È consentita sia quella bianca (pollo, tacchino, coniglio) che rossa (bovini, ovini, suini, equini), cruda o scottata in acqua bollente o, meglio ancora, cotta al vapore. Evitare cotture troppo prolungate che portano alla perdita di nutrienti. La carne di maiale è l’unica che va data sempre cotta. Una valida alternativa sono le frattaglie (cuore, fegato, trachea e polmoni, reni, trippa), scottate o alla piastra.
  • Pesce: apporta una maggior variabilità alla dieta ed è consigliato alterare pesce bianco (merluzzo, nasello, platessa) a pesce azzurro (sarde, acciughe, sgombro), ricco di vitamina D e acidi grassi omega 3. Per la cottura: scottato o al vapore.
  • Uova: ricche di proteine con alto valore biologico, sono consentite 1 o 2 volte alla settimana, sode o alla coque. Evitare di servirle crude per la presenza nell’albume dell’avidina, antinutriente che può portare a carenze vitaminiche.

Carboidrati (5-15% della razione giornaliera)

Gli amidi ed i carboidrati in genere vengono digeriti con una certa difficoltà, per cui si consiglia la cottura in acqua senza sale, stracotti, e senza sciacquarli sotto l’acqua altrimenti diventano meno digeribili.

  • Riso o pasta, preferibilmente integrale, o altri cereali integrali (farro, miglio, orzo, fiocchi d’avena), possibilmente biologici.
  • Patate lessate
  • Pane

Frutta e Verdure (20-25% della razione giornaliera)

Nella dieta del cane non devono mancare le giuste quantità di verdure, fonti di fibre, minerali e vitamine e utili per la regolazione dell’attività intestinale.

  1. Verdure di stagione: crude (carote, finocchi, cavoli, zucca, zucchine, cicorie, insalata) o cotte al vapore/lessate (spinaci, bietole, broccoli, carote, zucca). Si possono servire intere oppure grattugiarle/frullarle e mischiarle col resto del cibo. Evitare aglio e cipolle, che già a piccole dosi producono un effetto negativo sulla salute dei globuli rossi circolanti, rischiando di provocare una vera e propria anemia emolitica che in alcuni casi può risultare fatale.
  2. Frutta di stagione: ben matura, soprattutto mele, ma anche pere, banane possono essere date tal quali o grattugiate nel pasto. Alcuni cani gradiscono anche arance, mandarini, anguria, melone, e altra frutta. Evitare uva e uvetta perché provocano nel cane insufficienza renale.

Grassi

I grassi sono essenziali nell’animale, soprattutto in crescita, in quanto apportano energie, acidi grassi essenziali e vitamine liposolubili. Sono inoltre importanti per la cute, il pelo e il sistema immunitario. I più utilizzati sono l’olio crudo di semi di lino, girasole e mais biologici o olio di oliva; l’ideale è alternarli.

Ossi

Gli ossi vanno dati rigorosamente crudi, perché cotti perdono non solo il loro valore nutritivo, ma soprattutto la loro elasticità, quindi si scheggiano più facilmente, risultando molto più pericolosi e indigesti. Evitare sempre gli ossi lunghi tubulari (femore, omero) di animali piccoli, come polli, tacchini, conigli e agnelli; invece, si possono usare tranquillamente le ossa polpose, come le ali, i colli, il costato e le cartilagini.

Cibi da Evitare

Sono banditi dolci, gelati e cioccolato; fritture, sughi pesanti e soffritti; salumi e insaccati; cibi salati, piccanti o speziati; pasta precotta e riso soffiato.

Frequenza dei Pasti e Metodi di Conservazione

Un cane adulto deve mangiare due volte al giorno, invece un cucciolo almeno tre volte al giorno. La dieta casalinga può essere preparata due volte alla settimana e può essere conservata in monoporzioni (proteine + carboidrati + verdure) in frigorifero o in freezer. L’importante è aggiungere gli oli a freddo, cioè al momento del pasto.

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