L'articolo esplora la storia, le curiosità e, dove possibile, la ricetta di un formato di pasta decisamente particolare: i "cazzetti". Un viaggio tra gastronomia, tradizioni regionali e un pizzico di audacia.
L'Attrazione (e la Perplessità) per la Pasta Colorata e dalle Forme Inusuali
Spesso ci si interroga sulle ragioni che spingono i turisti ad acquistare pasta colorata, che a volte appare artificiale. Se da un lato l'uso di ingredienti naturali come spinaci, barbabietola, nero di seppia o cacao per colorare la pasta è accettabile, l'aggiunta di coloranti artificiali come il blue curaçao solleva dubbi sul sapore e sull'aspetto.
Origini Misteriose e Usi Inaspettati
Le origini di queste creazioni rimangono avvolte nel mistero. Nelle trattorie tradizionali, si arrivava al massimo alla pasta "paglia e fieno", condita con ragù di carne. Successivamente, le tagliatelle giallo-verdi fecero la loro comparsa nelle pizzerie, spesso abbinate a panna, speck e funghi.
Una teoria suggerisce che la pasta colorata sia nata per stupire i frequentatori dei locali notturni, desiderosi di emozioni forti per risvegliare i loro sensi assopiti dall'alcool. I proprietari dei locali avrebbero quindi cercato di abbinare salse create appositamente per stimolare la sete, con ingredienti come panna, tabasco e pepe, a un tipo di pasta più "corrompibile" rispetto al tradizionale spaghetto. Le tagliatelle bianche, considerate troppo "innocenti", venivano così "violentate" con l'aggiunta di liquori colorati come la crème de cassis.
I "Cazzetti": Un Formato di Pasta Audace
Tra i circa 300 formati di pasta esistenti in Italia, alcuni si distinguono per la loro forma insolita e la diffusione limitata. Tra questi, spiccano i "cazzetti", una pasta dalla forma fallica utilizzata soprattutto per addii al nubilato o altre occasioni particolari.
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Altri Formati di Pasta Curiosi
Oltre ai "cazzetti", esistono altri formati di pasta che meritano una menzione:
- Marille: Inventate nel 1983 dal designer Giorgetto Giugiaro, queste paste somigliano a rigatoni doppi a forma di 8, con una superficie rigata all'interno e liscia all'esterno per trattenere meglio il condimento.
- Imbutini: Creati nel 2013 da Flavia Valentini, questi formati di pasta sono nati quasi per caso grazie a una particolare rotella tagliapasta.
- Turbini: Presentati da Barilla nel 2017, i turbini sono nati da un contest dedicato alla creazione di nuovi formati di pasta 3D.
- Gondole: Come suggerisce il nome, queste paste sono nate in un pastificio veneto.
- O Vesuvio: Originaria della Campania, questa pasta corta e larga ricorda il celebre vulcano.
- Rigacuore: Paste a forma di cuore rigate.
- Ruote Pazze: Create dal pastificio pugliese Cavalieri, queste ruote hanno una forma cilindrica e spessori irregolari.
- Anelletti: Tipici della Sicilia, oggi si trovano in tutta Italia.
- Dischi Volanti: Nati negli Stati Uniti nel 1947 dopo il primo avvistamento UFO, questi formati di pasta sono diventati popolari anche in Toscana.
Pissarei e Faśö: Un Piatto Piacentino Ricco di Storia e Curiosità
Un esempio di pasta fatta in casa con una storia affascinante è rappresentato dai "pissarei e faśö", un piatto tipico della cucina piacentina.
Origini Medievali e Diffusione Popolare
Si suppone che le origini dei "pissarei e faśö" risalgano al Medioevo, quando i pellegrini in viaggio verso Roma lungo la Via Francigena trovavano ristoro nei conventi e nelle locande del piacentino, dove veniva servita una zuppa di fagioli e gnocchetti a base di pane e farina. La semplicità e la sostanza di questo piatto povero ne hanno favorito la diffusione popolare, portando a varianti e modifiche rispetto alla ricetta originale.
L'Evoluzione della Ricetta
L'introduzione del pomodoro e dei fagioli borlotti ha segnato un punto di svolta nella storia dei "pissarei e faśö". Oggi, la versione più diffusa è quella con un sugo di pomodoro e fagioli borlotti.
L'Origine del Nome
L'origine del nome "pissarei" è incerta. Alcuni sostengono che derivi da una storpiatura di "bissa" (biscia), con riferimento alla forma allungata della pasta. Altri, invece, ritengono che "pissarei" sia il plurale di "pissarel" (piccolo pene), in riferimento alla forma della pasta.
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Un Piatto Contadino
I "pissarei e faśö" sono un piatto di origine contadina, come dimostra l'uso di ingredienti poveri come i fagioli, la cotenna e il lardo. La preparazione della pasta in casa era considerata un'abilità importante nella cultura popolare piacentina.
La Ricetta De.C.O.
Negli ultimi anni, il Comune di Piacenza ha definito una De.C.O. (Denominazione Comunale d'Origine) per i "pissarei e faśö", specificando gli ingredienti obbligatori, quelli opzionali e le fasi di preparazione del piatto.
Come Gustare i Pissarei e Faśö
I "pissarei e faśö" possono essere gustati sia caldi che tiepidi. Sono un piatto immancabile nelle osterie di cucina tipica piacentina e nelle sagre di paese. Si consiglia di accompagnarli con un bicchiere di Gutturnio DOC o una birra in stile bock.
Il Linguaggio del Cibo: Tra Erotismo e Turpiloquio
Il rapporto tra cibo e linguaggio è complesso e affascinante. Spesso, il cibo viene utilizzato per esprimere concetti legati all'erotismo e al turpiloquio.
Cibi dai Nomi Scurrile
Esistono numerosi cibi che prendono il nome da termini scurrili o allusivi. Questo fenomeno può essere interpretato come un modo per infrangere tabù e per esprimere la sensualità in modo giocoso.
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Esempi di Nomi Evocativi
Alcuni esempi di cibi dai nomi evocativi includono:
- Spaghetti alla puttanesca: Un piatto napoletano il cui nome ha diverse origini possibili, tutte legate al mondo della prostituzione.
- Pasta dei cornuti: Un piatto semplice e veloce da preparare, legato a una storia di tradimenti.
- Cazzetti d'angelo: Pasta a forma fallica il cui nome vuole ricordare, stravolgendone il significato, quello degli spaghetti Capelli d'angelo.
- Pasta alla Checca: Un piatto romano il cui nome potrebbe avere un'origine omofoba.
- Brandacujun: Un antipasto ligure il cui nome si riferisce al gesto di mescolare gli ingredienti durante la cottura.
- Palle del nonno: Un salume di Norcia la cui forma ricorda i testicoli di un mulo.
- Cazzilli di patate: Crocchette di purè di patate palermitane a forma di fallo.
- Cazzimperio: Un pinzimonio romano il cui nome deriva dal mestolo detto "cazza".
- Pollo cusutu 'nculu: Un pollo ripieno tipico del Salento.
- Minni di Virgini: Dolci siciliani a forma di mammella.
Bevande dai Nomi "Piccanti"
Anche nel mondo delle bevande, non mancano esempi di nomi "piccanti". In Toscana, ad esempio, troviamo il Soffocone di Vincigliata, un vino il cui nome allude a un atto sessuale. In Umbria, il Rosso Bastardo evoca immagini di trasgressione.
La Pasticceria Sexy: Un Tabù Infranto?
La pasticceria, da sempre espressione di arte e cultura, rivela spesso significati nascosti e allusioni inaspettate. La storia dei dolci a forma di genitali affonda le radici in tradizioni antiche, simbologie complesse e un pizzico di malizia.
La Sicilia: Un Giardino di Allusioni Dolci
La Sicilia offre un terreno fertile per l'interpretazione semiotica dei suoi dolci. Un esempio emblematico è rappresentato dai "Sospiri di Monaca", un dolce dal chiaro significante sessuale. Il cannolo siciliano, con la sua forma cilindrica riempita di ricotta dolce, può essere interpretato come un simbolo di fertilità e virilità.
La Tradizione Dolciaria dei Conventi
La tradizione dolciaria siciliana deve molto ai conventi, dove le monache si dedicavano alla preparazione di dolci squisiti, spesso ricchi di significati simbolici. Un esempio è la "Frutta Martorana", creata dalle monache del Monastero della Martorana a Palermo.
Oltre la Sicilia: Sospiri, Sfogliatelle e Altre Tentazioni
La tradizione dei dolci allusivi non si limita alla Sicilia. In Puglia e in Abruzzo, troviamo il sospiro, un morbido boccone di pan di Spagna ripieno di crema. Anche la sfogliatella, regina della pasticceria napoletana, può essere interpretata in chiave erotica.
Dalla Tradizione all'Innovazione: La Pasticceria Sexy del Nuovo Millennio
Negli ultimi anni, la pasticceria ha subito una vera e propria rivoluzione, con la nascita di una "pasticceria sexy" esplicita e provocatoria. Il boom delle vagina cake, degli stampi in silicone e dei lecca-lecca a forma di pene ne sono un esempio.
Noun e Sperimentazioni Estreme
Le sperimentazioni del nuovo millennio hanno superato ogni limite, arrivando a includere ingredienti inaspettati e provocatori. A Tokyo, un giovane imprenditore ha inventato il noun, un pandolce ripieno di crema a base di proteine di liquido seminale umano. A Londra, un corso di cucina insegna a utilizzare lo sperma umano per preparare budini, torte e gelati.