Panini Durini: Cronaca di una Chiusura Annunciata e di un'Era Gastronomica Milanese

La notizia ha scosso il panorama food retail milanese e non solo: il 4 marzo, l'intera catena Panini Durini ha chiuso le sue porte al pubblico. Un'era durata 12 anni, segnata da panini gourmet, cappuccini decorati e un'offerta pensata per i colletti bianchi in cerca di una pausa pranzo di qualità. Ma cosa ha portato alla fine di questa avventura imprenditoriale? E cosa resta di un marchio che ha saputo intercettare i gusti e le esigenze di una città in continua evoluzione come Milano?

L'Annuncio e i Ringraziamenti

L'annuncio della chiusura è arrivato attraverso un post sul profilo Instagram della catena, creato da Stefano Saturnino. Un messaggio di ringraziamento rivolto ai clienti, sia abituali che occasionali: "Vi ringraziamo per tutto il tempo passato da noi, per ogni panino consumato, per ogni euro del vostro lavoro che avete scelto di investire nella nostra qualità". Ma anche un accenno a un possibile futuro: "Grazie di tutto. Davvero. E non è un addio, in qualche modo ci rincontreremo".

Queste parole, cariche di emozione, hanno suscitato reazioni di dispiacere e nostalgia tra i tanti clienti che hanno frequentato i locali Panini Durini nel corso degli anni. Molti hanno ricordato i momenti piacevoli trascorsi nei suoi punti vendita, diventati punto di ritrovo per studenti, lavoratori e amanti del buon cibo.

Nascita e Ascesa di un Marchio Innovativo

La storia di Panini Durini inizia nel 2011, da un'intuizione di Stefano Saturnino, imprenditore brianzolo con una precedente esperienza nel mondo dell'architettura. L'idea era quella di creare un luogo che si collocasse a metà strada tra il ristorante e il bar-tabacchi, offrendo una soluzione di qualità per la colazione, la pausa pranzo e l'aperitivo.

Il primo locale apre in via Durini 26, nel cuore di Milano, e da subito si distingue per l'attenzione alla qualità delle materie prime, la proposta di dolci artigianali e caffè selezionati, e un ambiente curato e accogliente. Il nome stesso, "Panini Durini", richiama l'indirizzo della sua sede originaria, sottolineando il legame con la città e la sua vivace scena gastronomica.

Leggi anche: Recensioni dei panini più gustosi

L'offerta gastronomica è ampia e variegata, pensata per soddisfare i diversi momenti della giornata: dalle brioches e i lievitati per la colazione, ai panini, toast, tramezzini e insalate per il pranzo, fino ai taglieri e ai cocktail per l'aperitivo. Un vero e proprio inno al Made in Italy, non solo in senso gastronomico, ma anche come stile di vita.

L'Espansione e il Cambio di Proprietà

Negli anni successivi, Panini Durini conosce una rapida espansione, aprendo nuovi punti vendita nelle zone centrali di Milano e in altre città come Torino e Genova. Nel 2017, la catena conta 14 negozi nel capoluogo lombardo, oltre a tre punti vendita all'interno di centri commerciali, e registra un fatturato di 9,5 milioni di euro, con una previsione di crescita per l'anno successivo.

Proprio nel 2017, Stefano Saturnino decide di cedere le quote di Pancioc Spa, la società proprietaria del marchio Panini Durini, ad Astraco, una società di advisory indipendente guidata da Nino dell'Arte. Nell'operazione co-investe anche il Fondo Impresa Italia gestito da Riello Investimenti Partners SGR, con l'obiettivo di promuovere un ulteriore sviluppo del brand, attraverso l'apertura di 20 nuovi punti vendita in Italia e all'estero, con un investimento di 5 milioni di euro.

Saturnino, dal canto suo, si dedica ad altri progetti nel mondo della ristorazione, dando vita a nuove insegne di successo come Pizzium, Marghe e Gelsomina.

Difficoltà e Tentativi di Rilancio

Nonostante le ambizioni di espansione, i piani di crescita di Panini Durini subiscono un brusco stop a causa della pandemia di COVID-19 e dei conseguenti mutamenti nelle abitudini di consumo dei clienti. Lo smart working, ormai diventato strutturale, riduce drasticamente gli ingressi nei punti vendita, soprattutto quelli situati all'interno dei centri commerciali.

Leggi anche: Come fare panini caserecci con semini

Nel tentativo di rilanciare il marchio, viene affidato a Maria Luisa Castiglioni un progetto di rebranding, con un cambio nome che punta maggiormente al legame con la città di Milano: Durini Milano. Tuttavia, anche questo tentativo non sortisce gli effetti sperati, e Castiglioni lascia l'incarico nel novembre.

La Chiusura e le Reazioni

Il 4 marzo, la notizia della chiusura definitiva di Panini Durini coglie di sorpresa clienti e dipendenti. La decisione viene comunicata con un post sui social media, accompagnato da un messaggio di ringraziamento ai clienti e da un velato accenno a un possibile futuro.

La reazione del pubblico è di dispiacere e nostalgia. Molti utenti ricordano i momenti piacevoli trascorsi nei locali Panini Durini, diventati un punto di riferimento per la pausa pranzo, la colazione o l'aperitivo. Alcuni esprimono preoccupazione per il futuro dei dipendenti, che si trovano improvvisamente senza lavoro.

Anche Stefano Saturnino, fondatore del marchio, commenta la chiusura, esprimendo il suo rammarico per la fine di un'avventura imprenditoriale che aveva saputo precorrere i tempi e creare un format innovativo nel settore della ristorazione.

Le Cause del Declino

Le cause della chiusura di Panini Durini sono molteplici e complesse. Oltre alla pandemia e ai cambiamenti nelle abitudini di consumo, hanno probabilmente influito anche scelte gestionali non ottimali, difficoltà nel mantenere la qualità e l'identità del marchio nel corso dell'espansione, e una concorrenza sempre più agguerrita nel settore della ristorazione milanese.

Leggi anche: Quotazioni aggiornate figurine Panini

Un altro elemento da considerare è la vicenda giudiziaria che ha coinvolto Marco D'Arrigo, fondatore di California Bakery, un'altra catena di successo nel panorama food retail milanese. D'Arrigo è stato condannato per bancarotta fraudolenta, e la vicenda ha sollevato interrogativi sulla gestione finanziaria di alcune catene di ristorazione e sulla loro capacità di adattarsi ai cambiamenti del mercato.

Un Addio o un Arrivederci?

Nonostante la chiusura, il futuro del marchio Panini Durini resta incerto. Il messaggio di commiato pubblicato sui social media lascia aperto uno spiraglio alla speranza, suggerendo che potrebbe trattarsi non di un addio definitivo, ma di un arrivederci.

Resta da vedere se qualcuno sarà interessato a rilevare il marchio e a rilanciare l'attività, magari con un nuovo format o una nuova strategia. Di certo, Panini Durini ha lasciato un segno importante nella storia della ristorazione milanese, e il suo ricordo continuerà a vivere nei cuori dei tanti clienti che hanno apprezzato la sua offerta e la sua atmosfera.

tags: #panini #durini #proprieta