Nacatole Calabresi Fritte: Un Tesoro di Gusto e Tradizione

Le nacatole calabresi, conosciute anche come nucatole, rappresentano uno dei dolci più emblematici della tradizione natalizia in Calabria. Questi deliziosi dolcetti fritti, originari in particolare del territorio della Locride, in provincia di Reggio Calabria, incarnano la storia, la cultura e l'arte culinaria di questa regione.

Origini e Significato

Le nacatole vantano antiche origini, che secondo alcune fonti autorevoli, risalgono all'epoca bizantina. Il nome stesso, "naca", deriverebbe dal termine che indica la culla, evocando la forma caratteristica di questi dolci. Tradizionalmente preparate dalle donne nelle cucine domestiche, e oggi anche nelle pasticcerie locali, le nacatole vengono realizzate soprattutto durante il periodo natalizio, come segno di buon auspicio e prosperità, ma anche per il Carnevale e la Pasqua. In particolare, la loro preparazione avviene una settimana prima di Natale, con l'intento di donarle, condividerle e consumarle in compagnia di parenti e amici.

Francesco Antonio Angarano, nel suo libro "Vita tradizionale dei contadini e pastori calabresi" (1973), testimonia l'antica usanza di preparare le nacatole. Vito Teti, invece, ci informa che le nacatole sono consumate anche in alcuni pranzi rituali, al di fuori del periodo natalizio o di Capodanno, come in occasione delle celebrazioni dell’Immacolata a Marina di Nicotera, in provincia di Vibo Valentia, dove la gente consuma nelle case il pasto rituale.

L'importanza di questo dolce è tale che il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha inserito le nacatole nell’Elenco Nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali.

Un Dolce Anticapitalista

Raj Patel, giornalista, economista e accademico inglese, nel suo libro "Il valore delle cose e le illusioni del capitalismo", offre una critica al sistema capitalista, evidenziando come il mercato non riesca a valutare con equità il valore del lavoro. In questo contesto, le nacatole possono essere interpretate come dolci "anticapitalistici", di resistenza e ri-evoluzionari. Esse rappresentano un simbolo di un'economia basata sulla condivisione e sulla tradizione, che resiste alle logiche illusorie del capitalismo. Le nacatole non transitano attraverso i canali commerciali convenzionali, ma si tramandano di generazione in generazione, attraverso palati che custodiscono la memoria del passato.

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La Ricetta Tradizionale

La ricetta delle nacatole è apparentemente semplice e sembra essere rimasta pressoché immutata rispetto a quella originaria. Gli ingredienti principali sono:

  • Farina
  • Uova
  • Zucchero
  • Burro fuso (o strutto)
  • Liquore all'anice (oppure rum)
  • Vanillina (o scorza di limone grattugiata)
  • Olio di semi per friggere
  • Zucchero semolato per spolverare

Preparazione:

  1. In una ciotola, sbattere energicamente le uova con lo zucchero fino a ottenere un composto spumoso.
  2. Aggiungere il burro fuso (o lo strutto), il liquore all'anice (o il rum) e la vanillina (o la scorza di limone grattugiata).
  3. Incorporare gradualmente la farina, lavorando l'impasto fino a ottenere una consistenza omogenea, morbida e non appiccicosa. La quantità di farina può variare in base alla grandezza delle uova: se l’impasto risulta troppo appiccicoso basta aggiungerne un po’, se invece è troppo duro si possono aggiungere qualche goccia di liquore all’anice o rum. Chi preferisce usare la planetaria può montare il gancio a foglia.
  4. Rovesciare l'impasto su un piano di lavoro leggermente infarinato o su una spianatoia e impastarlo rapidamente per formare una palla. Lasciarla riposare mezz’ora sotto una ciotola rovesciata.
  5. Prelevare dall’impasto delle porzioni da 40 g ciascuna e farle rotolare una a una sul piano leggermente infarinato, imprimendo una leggera pressione con entrambe le mani, fino a ottenere dei filoncini di pasta lunghi circa 42 cm.
  6. Per dare forma alle nacatole, utilizzare delle canne di metallo vuote (le formine che si usano per realizzare i cannoncini) lunghe 8 cm e con un diametro di 1 cm. Prendi un filoncino di pasta, fissa un capo ad una estremità della canna tenendolo fermo con il dito e avvolgi per tre volte la pasta attorno ad essa, in modo da ottenere una spirale “lenta” (cioè con le spire che non si toccano tra loro ma sono invece distanziate). Scendi di nuovo all’altra estremità della canna costeggiandola per poi fissare l’impasto, ottenendo un dolcetto a forma di “culla”.
  7. In una pentola con il bordo alto, scaldare abbondante olio di semi di arachide fino a raggiungere la temperatura di 165°C.
  8. Immergere le nacatole nell'olio caldo, poche alla volta (3-4 nacatole per volta), per non abbassare la temperatura dell'olio. Lasciarle friggere per 4-5 minuti, finché risulteranno dorate.
  9. Scolarle su carta assorbente per eliminare l'olio in eccesso.
  10. Spolverizzare con zucchero semolato.

Consigli:

  • Se si ha poca manualità, si può dare alle nacatole una forma più semplice, come una ciambella o il numero 8.
  • Se non si hanno a disposizione le canne per cannoncino, si può provare a utilizzare un cucchiaio di legno per dare la forma tradizionale.
  • È importante non mettere a friggere troppi dolcetti tutti insieme per non fare abbassare velocemente la temperatura dell’olio ma limitati a 3-4 nacatole per volta. In ogni caso, ogni volta che ne immergerai una nella pentola aspetta che l’olio riprenda temperatura.

Una Variante con Lievito e Aromi

Un'altra variante della ricetta prevede l'utilizzo di lievito in polvere, scorza di limone grattugiata, olio extravergine di oliva e vino bianco secco.

Ingredienti:

  • 500 g di farina 00
  • 4 uova fresche
  • 4 cucchiai di zucchero semolato
  • 30 g di burro fuso (o strutto)
  • 1/2 bustina di vanillina (o scorza di limone grattugiata)
  • 1 cucchiaino di lievito in polvere per dolci (facoltativo)
  • Scorza grattugiata di arancia (facoltativo)
  • Un pizzico di cannella (facoltativo)
  • Olio di semi q.b. per friggere
  • Zucchero a velo q.b. per spolverare

Preparazione:

  1. Raccogliere nel boccale della planetaria l'uovo, la farina setacciata, lo zucchero semolato, il lievito in polvere e l'olio extravergine di oliva.
  2. Profumare con l'estratto di vaniglia e la scorza grattugiata dell'arancia (facoltativo).
  3. Versare il vino bianco secco e iniziare a lavorare gli ingredienti con il gancio.
  4. Ritagliare l'impasto con un tarocco in modo da ottenere tante porzioni della stessa grammatura.
  5. Formare con ciascuna porzione di pasta un filoncino da circa 50 cm di lunghezza e 1 cm di diametro.
  6. Fai un giro con la parte del filoncino rimasto e sigilla l'altra estremità.
  7. Proseguire a realizzare le nacatole fino a esaurire tutto l'impasto.
  8. Quando saranno dorate e fragranti, prelevare le nacatole con un mestolo forato e lasciarle scolare su un foglio di carta assorbente da cucina.
  9. Spolverizzare le frittelle con uno strato leggero di zucchero a velo.

Consigli Aggiuntivi

Per una nota più aromatica, si può sostituire il vino bianco secco con il liquore all’anice e aggiungere poi all’impasto della scorza di arancia grattugiata o un pizzico di cannella. Se si desidera un risultato più croccante e meno soffice, si può omettere il lievito dalla ricetta.

Conservazione

Le nacatole calabresi possono essere conservate all’interno di un contenitore ermetico a temperatura ambiente per massimo 3-4 giorni.

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