Il Mondo del Salame Piacentino: Storia, Produzione e Tradizioni Gastronomiche

La provincia di Piacenza, incastonata tra la pianura padana e l'Appennino ligure, è un territorio ricco di storia, cultura e tradizioni gastronomiche. La "Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini" è un itinerario di 150 km che attraversa le valli più importanti della provincia: Val Tidone, Val Trebbia, Val Nure e Val d'Arda. Questo percorso offre un'esperienza unica alla scoperta di borghi medievali, castelli, vigneti e, soprattutto, dei sapori autentici di questa terra. Tra i prodotti più rinomati spiccano i salumi DOP, tra cui il Salame Piacentino, un'eccellenza che affonda le sue radici in un passato lontano.

Un Viaggio Attraverso la Storia e il Territorio

La Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli Piacentini è accessibile da Fiorenzuola d’Arda o da Castel San Giovanni. Da quest’ultima porta si entra subito nel cuore pulsante delle terre del vino a due passi dal Po e dal vicino OltrePo Pavese. Castel San Giovanni, antico centro mercantile e sede di un castello scomparso, è il luogo di produzione dell’omonima robiola piccante. Da vedere la Collegiata trecentesca e le sorgenti naturali di Fontana Predosa. Qui inizia la salita della Val Tidone, lungo la via del gusto e dei castelli. Verso sud, con una puntata nell’antica Vicobarone, si entra nel territorio di Ziano Piacentino, fra colline ammantate di vigneti con le vestigia di un’antica fortezza di frontiera. Da qui, sfruttando alcune diramazioni fra le colline di bassa valle, si giunge a Borgonovo Val Tidone, antico feudo la cui rocca duecentesca fu dominio di numerose famiglie. Da vedere, fra un assaggio di chis`ola (la tradizionale focaccia della zona) e l’altro, la Collegiata gotico-lombarda. Ancora verso sud, nella media valle, Pianello Val Tidone, antica capitale del piccolo stato dei Dal Verme con la rocca municipale sede del Museo archeologico. Dai residui delle antiche foreste che ricoprivano la zona, su uno sperone di roccia si erge la Rocca d’Olgisio, uno dei più bei monumenti piacentini, possente baluardo difensivo dello “stato vermesco”. Da Pianello, risalendo la valle, la Strada si spinge fino a Nibbiano, antico borgo che ancora conserva interessanti scorci medievali nelle abitazioni e nella torre all’ingresso del paese. Quassù, fra boschi che traboccano oltre i confini regionali, si possono facilmente trovare tartufi e frutti del sottobosco. Ritornati a Pianello, il tragitto della Strada piega verso levante dirigendosi nella valle del Luretta, affluente del Tidone. Qui s’incontra il centro di Piozzano, il cui territorio, ricco di boschi, vigneti, rocce ofiolitiche e sorgenti, si spinge fino ai primi rilievi appenninici. Seguendo il corso del Luretta verso nord, troviamo poi Agazzano e Gazzola, nel cui territorio sorge il magnifico castello di Rivalta, abitato da secoli dalla famiglia Zanardi Landi. Riconoscibile dalla grossa torre cilindrica, ospita il Museo delle uniformi e della Battaglia di Lepanto. Lasciata Rivalta, seguendo il corso del fiume verso sud, si giunge a Rivergaro, teatro di lotte medievali, che conserva chiese e ville interessanti. A nord del capoluogo, il castello di Niviano e, a sud, i castelli di Statto e di Montechiaro. Qui la Strada dei vini, che coincide con la scorrevole statale 45 che da Piacenza risale la Val Trebbia, propone una variante alla scoperta del Medioevo profondo. Pochi chilometri e s’incontra Travo, luogo d’insediamenti neolitici, il cui castello ospita la sede-laboratorio del Museo archeologico di Parma. Lasciandosi alle spalle i vigneti che producono le uve bianche per il Trebbianino Doc, si risale rapidamente la valle fino ad arrivare, in una conca del fiume, all’importante città d’arte di Bobbio, con l’antichissima abbazia di San Colombano, una delle principali sedi religiose dell’Italia altomedievale. Il simbolo di Bobbio è il celebre ponte Gobbo, undici arcate curiosamente disuguali nate, come vuole la leggenda, da una sfida tra il Santo e Satana. Il borgo, di stampo medievale, è cresciuto intorno al monastero e all’abbazia di San Colombano, sede dell’omonimo Museo. Da vedere anche il duomo e il poderoso mastio del castello. Bobbio è ricca di vegetazione e di acque, ma anche di tartufi e di funghi, ed è conosciuta come “città delle lumache”.Poco distante è il comune di Coli, punta meridionale estrema della Strada. Ieri antica cella monastica di San Colombano, oggi rinomato posto dove andare per funghi e castagne. Ricongiungendosi all’asse principale del percorso a Rivergaro, si entra nella Val Nure,verso il conosciutissimo borgo di Grazzano Visconti, dalle singolari ambientazioni “revivalistiche” neo-medievali, create ai primi del Novecento da un vasto complesso agricolo aziendale sulle spoglie di un castello preesistente. Poco lontano, nell’alta pianura, il centro di San Giorgio Piacentino, antico insediamento longobardo che conserva un bel castello turrito di prima del Mille. Da Grazzano, verso sud, si raggiunge il comune di Vigolzone, luogo di importanti ritrovamenti archeologici, che si distingue per un bel castello trecentesco. Ancora verso sud, Pontedell’Olio, sulle rive del Nure, luogo strategico e di transito del prodotto dei frantoi liguri (da cui il nome), che presenta una possente fornace con tre torri e un castello a pianta triangolare. A questo punto l’itinerario del gusto piacentino fa un’ulteriore digressione a meridione fino ad arrivare a Bettola, centro rinomato per la produzione di salame e coppa. Formato da due borghi, al di qua e al di là del Nure, mostra interessanti luoghi di culto e un monumento a Cristoforo Colombo, che qualche storico ritiene nato da queste parti. Da Pontedell’Olio la Strada punta verso il settore orientale della provincia piacentina, per fare tappa a Carpaneto Piacentino, nella fertile valle del Chero, coi begli affreschi della chiesa parrocchiale e, sul territorio, i castelli di Cerreto, Zena, Magnano e il complesso di Travazzano, collocato in una zona di estesi vigneti. Ci si dirige poi con decisione verso sud, a caccia di emozioni a Gropparello, sede di un fiabesco castello su uno sperone di roccia immerso in un parco secolare. Le emozioni sono quelle del Parco delle fiabe, il primo parco emotivo d’Italia, e della leggenda di un fantasma vivente nel castello. A poca distanza da qui, Veleia Romana, una delle più importanti testimonianze archeologiche del nord Italia. Scendendo da Gropparello, dopo una tappa alle meraviglie romaniche di Vigolo Marchese, sulle rive del Chiavenna, piegando verso est si entra nella bassa Val d’Arda e si giunge alla bellissima città d’arte di Castell’Arquato, un borgo medievale ancora intatto di grande impatto scenografico. Da vedere la Rocca, il palazzo Pretorio e la Collegiata, tutti sulla piazza alta, il Museo Geologico dell’Ospedale vecchio e il Museo della Collegiata. Da non mancare un passaggio all’Enoteca comunale per un assaggio di Monterosso Doc.

Nel territorio di Castell’Arquato, all’interno del grande parco termale di Bacedasco Alto è presente il complesso sportivo del “Golf Club Castell’Arquato".La Strada dei vini adesso procede di nuovo verso monte, lungo l’antico tracciato della Via Francigena piacentina, raggiungendo Lugagnano Val d’Arda, centro di produzione della coppa piacentina collocato tra le formazioni calanchive plioceniche della Riserva naturale geologica del Piacenziano. Attraversato l’Arda, sul crinale che lo separa dall’Ongina, s’incontra Vernasca, nel cui territorio si sviluppa il Parco regionale fluviale dello Stirone. Affacciato su questa vallata ai confini col parmense, il borgo di Vigoleno, uno dei più belli di tutta la provincia. Da qui si dominano i vigneti del Vin Santo Doc e forti sono le suggestioni fra la piazza , le chiese romaniche ed il mastio del castello che ospita un percorso informativo e fotografico sull’architettura del borgo.Il viaggio sta per concludersi. Puntando verso nord-est, si entra nel territorio di Alseno e, dopo una visita al borgo di Castelnuovo Fogliani con l’interessante, omonimo palazzo, si raggiunge il capoluogo collocato sulla Via Emilia col suo castello quattrocentesco. Dopo tante colline, l’alta pianura chiude il percorso con un ultimo gioiello: l’abbazia cistercense di Chiaravalle della Colomba.

Le Origini Vitivinicole

La coltivazione della vite nei colli piacentini ha origini molto antiche, come testimoniano i resti di vinaccioli e radici di viti fossili rinvenuti in quest'area, risalenti al periodo tra il 2000 e il 700 a.C. Queste caratteristiche di terroir hanno favorito la creazione di una zona vitivinicola omogenea, da cui sono nati vini a Denominazione di Origine Controllata (DOC), conosciuti come le DOC dei Colli Piacentini.

I Vitigni Autoctoni e i Vini DOC

Tra i vitigni più rappresentativi della zona troviamo il Barbera, il Sangiovese, la Croatina (Bonarda), il Malvasia di Candia Aromatica e l'Ortrugo. Da questi vitigni nascono vini DOC di grande pregio, come il Gutturnio, il Colli Piacentini Barbera, la Bonarda, il Pinot Nero, il Cabernet Sauvignon, il Colli Piacentini Pinot Grigio, il Colli Piacentini Valnure, il Colli Piacentini Ortrugo, il Colli Piacentini Malvasia, il Colli Piacentini Vin Santo e il Colli Piacentini Vin Santo di Vigoleno.

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  • Barbera: Il Barbera, insieme al Sangiovese, è il vitigno a bacca scura più coltivato in Italia e quello più esportato all'estero. La sua coltivazione ha origini antichissime e viene coltivato soprattutto in Piemonte, ma è presente anche in Lombardia, Sardegna e Emilia Romagna.
  • Croatina (Bonarda): Considerato un vitigno di confine, le prime tracce di Croatina risalgono al Medioevo. È una pianta che sembra nasca nella Valle del Versa, nell’Oltrepò Pavese e da lì poi si è diffusa nel Novarese e nel Vercellese e nei colli piacentini dove in purezza dà vita alla DOC Colli Piacentini Bonarda.
  • Malvasia di Candia Aromatica: Il Malvasia di Candia Aromatica è un vitigno a bacca bianca le cui origini si fanno risalire in Grecia. Oltre che sulle colline delle province di Piacenza e Parma, è diffuso anche nell’Oltrepò Pavese e nel Molise.
  • Ortrugo: Coltivato quasi esclusivamente nelle 4 valli dei Colli Piacentini, l’Ortrugo è considerato il vitigno più piantato della zona. In un primo tempo i grappoli di questa pianta venivano utilizzati come uva da taglio: solo a partire dagli anni ‘70 iniziarono ad essere vinificati in purezza, diventando così in breve tempo il bianco più diffuso della zona.

I Salumi DOP: Un Tesoro del Territorio

La provincia di Piacenza è rinomata per la produzione di salumi di alta qualità, che vantano il riconoscimento DOP (Denominazione di Origine Protetta) dal 1996. Coppa, pancetta e salame sono valorizzati, promossi e tutelati dal Consorzio Salumi Piacentini, nato nel 1971. La bontà di questi salumi è dovuta sia al processo di lavorazione artigianale, ancora legato alle antiche tradizioni contadine, sia alle particolari condizioni climatiche del territorio.

  • Salame Piacentino DOP: Il Salame Piacentino DOP, dalla parte magra rosso brillante ed i lardelli di grasso bianco rosati, ha una forma cilindrica mentre il peso invece varia da un minimo di 400 grammi ad un massimo di 1 chilo.

Altri Sapori Piacentini

Oltre ai salumi, la provincia di Piacenza offre una vasta gamma di prodotti caseari di eccellenza, come il Grana Padano, e piatti tradizionali che meritano di essere scoperti. Tra i primi piatti, spiccano i "pisarei e fasò", un piatto povero a base di fagioli e gnocchetti di farina, e i tortelli con la coda, una pasta ripiena tipica della zona. Tra i secondi, da non perdere la carne di cavallo, cucinata in diversi modi, e i piatti a base di funghi e tartufi, che crescono abbondanti nei boschi della zona.

Grazzano Visconti: Un Borgo da Favola

Durante questa gita, oltre a cibarti gli occhi delle meraviglie ammirate, è doveroso deliziare anche il tuo palato, assaggiando i piatti della tradizione piacentina: dopo aver gustato un bel tagliere di salumi e formaggi DOP accompagnato da una bortellina o una torta fritta, tipiche frittelle da gustare calde, puoi scegliere tra i vari primi piatti delle tradizione.

La giornata successiva era di impostazione più “turistica”, ed iniziava con un’affascinante visita al borgo di Grazzano Visconti, sogno di città ideale della famiglia Visconti, costruito in uno stile medievaleggiante che riecheggia le ossessioni romantiche ottocentesche. In un agglomerato urbano concluso in se stesso ove il patriarca Giuseppe Visconti di Modrone, in veste di deus ex machina, tutto ha concepito, dall’architettura del giardino monumentale financo agli abiti femminili della festa (e ci si augura abbia risparmiato alle villiche lo ius primae noctis…), un po’ si comprende da dove il regista Luchino Visconti, che vi ha trascorso l’infanzia, abbia tratto certe sue conturbanti atmosfere.

Eventi e Manifestazioni Enogastronomiche

Tra i numerosi eventi che ogni anno vengono organizzati sul territorio, quelli più apprezzati ed affollati riguardano i vini e la loro degustazione. Manifestazioni che attirano sia gli abitanti di tutta la provincia sia i turisti che arrivano dalle altre regioni, tutti attratti dal sorseggiare una delle varie etichette DOC. Il Monterosso Val D’Arda Festival si svolge ogni anno a fine aprile a Castell’Arquato, e per due giorni i rappresentanti delle cantine della zona presentano i loro vini bianchi lungo la via della “barricaia”. A settembre si svolge invece il Valtidone Wine Fest che vuole celebrare il vino e il suo territorio di produzione, la Val Tidone. Per i 4 week end del mese ci si immerge nel wine & food living in 4 località diverse di questa zona della provincia piacentina. Quest’anno si parte il 3 settembre da Borgonovo Val Tidone che ospiterà “Ortrugo&Chisöla”, un appuntamento della tradizione che ogni anno si arricchisce di nuove iniziative ma che ha come protagonista l’abbinamento tra l’ortrugo, unico vino e vitigno autoctono della zona, e la focaccia con i ciccioli, prodotto de.co. di quest’area. Il 10 l’appuntamento è a Ziano Piacentino dove si celebra il Malvasia con la manifestazione “Sette Colli in Malvasia”, dove questo vino viene degustato in abbinamento con i salumi DOP ed in particolare con la pancetta. Il 17 settembre si passa in Alta Val Tidone, precisamente a Nibbiano, dove viene organizzata “DiTerreDiCibiDiVini …e di Oli”, una manifestazione che vuole valorizzare i migliori prodotti agroalimentari del territorio, dedicando una particolare attenzione ai vini passiti e autoctoni.

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