La pizza, insieme alla pasta, è uno dei simboli gastronomici italiani più amati e riconosciuti a livello mondiale. La sua storia è un viaggio affascinante, ricco di trasformazioni e incertezze, che l'hanno portata ad essere un alimento onnipresente sulle tavole di tutta Italia e non solo.
Le Origini e l'Ascesa della Pizza
Il termine "pizza" sembra comparire per la prima volta nel XVI secolo a Napoli, utilizzato per descrivere un tipo particolare di pane schiacciato. Inizialmente, data la sua semplicità e la sua natura di cibo da strada, non era considerata una vera e propria ricetta di cucina. Nonostante l'introduzione del pomodoro in Europa nello stesso secolo, fu solo alla fine del 1700 che questo ingrediente iniziò ad essere utilizzato come condimento, dando vita alla "pizza rossa" che conosciamo.
Con il passare del tempo, la pizza divenne una specialità locale, un'attrazione turistica a tutti gli effetti. Nel giugno del 1889, il cuoco Raffaele Esposito la elevò a simbolo nazionale, creando in onore della Regina Margherita di Savoia la "Pizza Margherita", condita con pomodoro, mozzarella e basilico, per richiamare i colori della bandiera italiana. Questa fu la prima volta che il formaggio a pasta filata venne aggiunto alla pizza.
Pizza: Calorie, Nutrizione e Consigli
Oggi, la pizza è un alimento onnipresente nella dieta degli italiani. Tuttavia, come per tutti gli alimenti, è importante consumarla con moderazione. Una pizza di dimensioni normali apporta mediamente 700 calorie, principalmente a causa della farina, dell'olio d'oliva e della mozzarella. Quest'ultima, sebbene possa sembrare un formaggio leggero, nelle quantità utilizzate per condire una pizza (circa 120 g) apporta circa 300 Kcal.
Dal punto di vista nutrizionale, la pizza è un piatto sbilanciato, con la maggior parte dell'energia proveniente da carboidrati e grassi, e un apporto limitato di proteine. Per bilanciare l'apporto nutrizionale, è consigliabile integrare la pizza con ingredienti di origine animale, come carne, pesce o uova, oppure arricchirla con Grana Padano DOP, che aumenta l'apporto di proteine ad alto valore biologico.
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Per insaporire la pizza, è importante ricordare che si tratta di una preparazione già ricca di sale. È quindi preferibile utilizzare pochi ingredienti, ma di alta qualità, evitando condimenti eccessivamente ricchi come salame piccante, würstel, patatine fritte, uova, maionese e altre salse.
Un consiglio è quello di consumare la pizza una volta alla settimana, come piatto unico, preferendo condimenti semplici come capperi, funghi non sott’olio, verdure grigliate o rucola. La mozzarella può essere sostituita con la ricotta o dimezzata in quantità a favore del Grana Padano. In pizzeria, è importante assicurarsi che la pizza non presenti parti bruciate, che è meglio evitare per la salute. A fine pasto, è consigliabile ordinare una macedonia di frutta ricca di fibre e bere acqua per limitare la ritenzione idrica causata dall'eccesso di sale nel condimento.
Un'alternativa interessante è rappresentata dalle pizze con farine integrali, sempre più diffuse nelle pizzerie. Queste pizze sono ricche di fibre, vitamine e sali minerali come il ferro, che si perdono in parte con la raffinazione delle farine. L'aggiunta di Grana Padano alla pizza aumenta l'apporto di antiossidanti come lo zinco, il selenio e la vitamina A.
Preparare la pizza in casa è un'ottima soluzione per controllare gli ingredienti e il condimento. Oltre alle farine integrali, è possibile utilizzare il lievito madre, che favorisce una lievitazione completa della pasta e quindi una migliore digestione.
Il Manifesto della Pizza Italiana Contemporanea: Una Rivoluzione Silenziosa
Il 7 novembre 2012, durante la settima edizione di PizzaUp a Vighizzolo d'Este, un gruppo di esperti, tra cui Chiara Quaglia, ha dato vita a un dibattito sul futuro della pizza italiana, formulando i 10 punti del Manifesto della Pizza Italiana Contemporanea. Questo manifesto non proponeva una nuova pizza, ma una nuova visione della pizzeria, intesa come un luogo di qualità, servizio e contributo positivo alla filiera, all'ambiente e alla comunità.
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Il movimento della pizza contemporanea è cresciuto nel corso degli anni, attirando l'attenzione di consumatori sempre più consapevoli e orientati alla qualità. Tuttavia, secondo un recente servizio di Report su Rai 3, il mondo della pizza napoletana cosiddetta contemporanea sarebbe in ritardo rispetto al resto d'Italia, dove molti pizzaioli hanno approfondito le tecniche di impasto e cottura, imparato a gestire gli ingredienti di condimento nel rispetto delle loro caratteristiche nutrizionali e si sono aperti a temi etico-sociali.
Il Manifesto della Pizza Italiana Contemporanea ha segnato un punto di svolta nel mondo della pizza, promuovendo una visione più consapevole e responsabile di questo alimento iconico.
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