L'Arte della Miscela di Farine per Pizza: Ricetta, Consigli e Tecniche

La pizza, simbolo della cucina italiana, si presta a infinite varianti, non solo nel condimento, ma anche nella scelta dell'impasto. La miscela di farine è un'arte che permette di ottenere risultati sorprendenti, personalizzando la consistenza, il sapore e la digeribilità del prodotto finale. Questo articolo esplora a fondo il mondo delle farine per pizza, offrendo una guida completa per creare la miscela perfetta per ogni esigenza.

Farine: Un Mondo di Possibilità

La farina non è semplicemente farina. Esistono innumerevoli tipologie, ognuna con caratteristiche uniche che influenzano il risultato finale. La scelta della farina, o meglio, della miscela di farine, è un passo cruciale per una pizza di successo.

Grano Duro vs. Grano Tenero

Le farine di frumento si dividono principalmente in due grandi categorie:

  • Farina di grano duro: Ideale per la pasta, conferisce un colore giallo e una consistenza tenace. Tra queste troviamo la semola di grano duro, il semolato di grano duro, la semola integrale di grano duro e la semola rimacinata di grano duro.
  • Farina di grano tenero: Più adatta per panificazione e pasticceria, ha un colore bianco e una consistenza più morbida. In questa categoria rientrano la farina 00, 0, di tipo 1 e 2. La farina 00, la più comune, è anche la più raffinata e povera di fibre.

Raffinazione e Forza (W)

La raffinazione incide sulla composizione della farina. Le farine integrali, meno lavorate, conservano la crusca, ricca di fibre e sali minerali. La forza della farina, indicata con la lettera W, esprime la sua capacità di assorbire acqua e trattenere anidride carbonica durante la lievitazione.

  • Farine forti (W > 300): Perfette per lunghe lievitazioni, come pane, pizza e focacce. Contengono più proteine (gliadina e glitenina) che formano il glutine, rendendo l'impasto elastico.
  • Farine deboli (W tra 170 e 240): Adatte a lievitazioni brevi, per biscotti, grissini e pasta fresca.
  • Farine medie (W tra 240 e 300): Ideali per lievitazioni intermedie, come la farina integrale, di tipo 1 e 2.

La farina di Manitoba è un caso a parte, considerata speciale per la sua elevata forza e spesso mescolata ad altre farine per potenziarne le caratteristiche.

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Perché Miscelare le Farine?

Miscelare le farine offre numerosi vantaggi:

  • Personalizzazione: Permette di creare un impasto su misura, in base al risultato desiderato (croccante, soffice, leggero, ecc.).
  • Sapore e Aroma: L'aggiunta di farine di cereali (segale, farro) o legumi (ceci, lupini) arricchisce l'impasto di sfumature uniche.
  • Forza: Consente di bilanciare la forza della farina, soprattutto quando non si dispone della farina ideale per una specifica ricetta.
  • Nutrizione: Integrare farine integrali o di legumi aumenta l'apporto di fibre e nutrienti.
  • Creatività: Apre le porte a sperimentazioni e combinazioni inedite.

Come Miscelare le Farine: Metodi e Tecniche

Esistono diversi metodi per miscelare le farine, ognuno con i suoi vantaggi e svantaggi.

Metodo Semplice: 50/50

Il metodo più intuitivo consiste nell'utilizzare metà farina forte e metà farina debole (50% farina debole + 50% farina forte). Questo approccio è ideale per chi si avvicina per la prima volta al mondo delle miscele.

Metodo della Croce: Precisione Matematica

Il metodo della croce è più preciso, ma richiede qualche calcolo.

  1. Definire la W desiderata: Stabilire la forza ideale per l'impasto.
  2. Identificare le farine a disposizione: Conoscere la W delle farine forti e deboli.
  3. Eseguire le sottrazioni:
    • W desiderata - W farina debole = Parte di farina forte
    • W farina forte - W desiderata = Parte di farina debole
  4. Sommare le parti: Sommare i risultati delle due sottrazioni.
  5. Calcolare il fattore di conversione: Peso della farina desiderato (in kg) / Somma delle parti.
  6. Moltiplicare per le parti: Moltiplicare il fattore di conversione per ciascuna delle parti di farina ottenute al punto 3. Il risultato indica la quantità di ciascuna farina da utilizzare.

Esempio Pratico

Supponiamo di voler ottenere 1 kg di farina con W 280, utilizzando una farina forte con W 350 e una farina debole con W 200.

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  1. W desiderata: 280
  2. Farina forte: W 350
  3. Farina debole: W 200
  4. Sottrazioni:
    • 280 - 200 = 80 (parte di farina forte)
    • 350 - 280 = 70 (parte di farina debole)
  5. Somma delle parti: 80 + 70 = 150
  6. Fattore di conversione: 1 kg / 150 = 0,00667
  7. Quantità di farina:
    • Farina forte: 0,00667 x 80 = 0,533 kg
    • Farina debole: 0,00667 x 70 = 0,467 kg

Quindi, per ottenere 1 kg di farina con W 280, occorre miscelare 533 g di farina forte (W 350) e 467 g di farina debole (W 200).

Ricetta Base per Impasto Pizza con Miscela di Farine

Ecco una ricetta di base per un impasto pizza realizzato con una miscela di farine, ideale per essere preparato in casa:

Ingredienti:

  • 500 g di farina (miscela a scelta)
  • 350-400 ml di acqua (circa)
  • 10 g di sale
  • 5 g di lievito di birra fresco (o 2 g di lievito secco)
  • 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva

Preparazione:

  1. Sciogliere il lievito: Sciogliere il lievito in una piccola quantità di acqua tiepida con un pizzico di zucchero (opzionale).
  2. Miscelare le farine: In una ciotola capiente, miscelare le farine scelte.
  3. Aggiungere l'acqua: Aggiungere gradualmente l'acqua alla farina, iniziando con 350 ml. Impastare fino ad ottenere un composto omogeneo.
  4. Aggiungere il sale: Aggiungere il sale e continuare ad impastare per qualche minuto.
  5. Aggiungere l'olio: Aggiungere l'olio extravergine d'oliva e impastare fino a completo assorbimento.
  6. Lievitazione: Trasferire l'impasto in una ciotola leggermente oliata, coprire con pellicola trasparente e lasciare lievitare in un luogo caldo per almeno 2-3 ore, o fino al raddoppio del volume.

Consigli:

  • Per un impasto più leggero e digeribile, è consigliabile una lievitazione più lunga (anche 24 ore in frigorifero).
  • Durante la lievitazione, è possibile effettuare delle pieghe all'impasto ogni ora per rafforzarne la struttura.
  • La quantità di acqua può variare a seconda del tipo di farina utilizzato. Aggiungere l'acqua gradualmente fino ad ottenere la consistenza desiderata.
  • Per una pizza più saporita, è possibile utilizzare il lievito madre al posto del lievito di birra.

Impasto Pizza a Lunga Maturazione in Frigo

Per un impasto pizza altamente digeribile e dal sapore intenso, si può optare per una lunga maturazione in frigo.

Ingredienti:

  • 500 g di farina (miscela a scelta)
  • 400 ml di acqua fredda
  • 10 g di sale
  • 2 g di lievito di birra fresco
  • 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva

Preparazione:

  1. Sciogliere il lievito: Sciogliere il lievito in una piccola quantità di acqua fredda.
  2. Impastare: In una ciotola o planetaria, impastare la farina con la maggior parte dell'acqua (lasciandone da parte un po').
  3. Aggiungere il sale: Aggiungere il sale e la restante acqua, continuando ad impastare fino ad ottenere un composto liscio ed elastico.
  4. Aggiungere l'olio: Aggiungere l'olio extravergine d'oliva e impastare fino a completo assorbimento.
  5. Pieghe: Trasferire l'impasto su un piano di lavoro leggermente infarinato e fare delle pieghe ogni 30 minuti per circa 2-3 ore.
  6. Frigorifero: Trasferire l'impasto in una ciotola, coprire con pellicola e riporre in frigorifero per 24-48 ore.
  7. Rinvenimento: Togliere l'impasto dal frigorifero 2-3 ore prima dell'utilizzo, per farlo rinvenire a temperatura ambiente.

Varianti e Consigli Aggiuntivi

  • Pizza Napoletana: Per una pizza napoletana autentica, utilizzare farina di tipo 00 con una W elevata (superiore a 300) e seguire il disciplinare della vera pizza napoletana.
  • Pizza Romana: Per una pizza romana croccante, utilizzare una miscela di farina 0 e semola rimacinata di grano duro.
  • Farine Alternative: Sperimentare con farine di farro, kamut, integrale o di legumi per un tocco di originalità e un profilo nutrizionale più ricco.
  • Lievito Madre: L'utilizzo del lievito madre conferisce alla pizza un sapore unico e una maggiore digeribilità.

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